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UN ANELLO DA BORGONE A MAFFIOTTO / SULLE ANTICHE MULATTIERE TRA FRAZIONI ,CASE,E VIGNE ABBANDONATE
Scritto da Vittorio Duregon   
Domenica 15 Marzo 2020 09:49

 

 In Bassa Val di Susa

un anello dal fondovalle

su una antica mulattiera e antichi sentieri 

 

UN ANELLO TRA 

  BORGONE E MAFFIOTTO

 

Un viaggio dal forte impatto emotivo

tra case, coltivi e vigne abbandonate

 

 

 

15 Km              1100 m D+ 

 

 

Borgone e Maffiotto, vicini e lontani

 

Oggi, per andare in auto da Borgone m 390, in bassa Val di Susa, a Maffiotto, grande borgata di montagna a quota 1320 m, posta sulla verticale, bisogna accollarsi circa 21 km di strada tortuosa, passando per Condove, Mocchie, Frassinere e ancora oltre addentrandosi nell’alta Valle del Gravio

 Ma non più di un secolo fa uomini e merci viaggiavano a piedi e a dorso di mulo su mulattiere e sentieri, e i tempi non erano così insostenibili se vi era un diffuso pendolarismo monte-valle per lavoro, incombenze,mercati.

 

 

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La‘carrozzabile’da Condove arrivò a Frassinere solo nel 1936, e la sua costruzione,  autofinanziata dalla comunità,causò il dissesto finanziario dei comuni di Mocchie e Frassinere che da allora vennero incorporati nel comune di Condove. 

 

Il prolungamento fino a Maffiotto fu poi completato solo alcuni anni più tardi.

 

 

 

 

 

Maffiotto, era una frazione di Frassinere così grande da costituire una parrocchia a sè, ed era collocata sul punto più ad ovest del territorio comunale. Dominava dall'alto Borgone e San Didero, il suo alto campanile era visibile anche da Susa.

In quegli anni contava ancora 1000 abitanti, distribuiti tra l'abitato principale e le vicine borgate satelliti Grange, Cugno, Crosatto.

 

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La nuova strada avrebbe dovuto emancipare una comunità, la popolazione delle Valli del Gravio e del Sessi, che era già entrata in grave crisi, dopo aver goduto goduto per secoli di una appartata e sobria prosperità.

 

Da secoli era estesa su un enorme territorio, ed era raggruppata nei centri di Mocchie, Frassinere, Maffiotto, Lajetto e delle loro innumerevoli frazioni, oltre un centinaio.

 

 

 

La epocale novità portò invece suggestioni nuove, e favorì l’emigrazione verso la pianura, unica via di uscita rimasta, ad una vita in montagna di pura e insostenibile sopravvivenza,  priva ormai di ogni ragion d’essere a seguito della enorme differenza di opportunità creatasi a seguito del travolgente sviluppo dell’industria e delle vie di comunicazione nel fondovalle.

 Dagli anni 40 ai primi anni 60 lo spopolamento raggiunse valori del 70% rispetto a quelli di fine 800, quando c’era stato un picco demografico, seppure attenuato da una  endemica emigrazione verso Francia e paesi oltreoceano.

 

 

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A poco a poco la vita si spense.

Le case venero chiuse, la vegetazione si mangiò gli assolati versanti della fascia bassa, con le loro famose vigne, e gli estesi coltivi di mezza costa.

 

 

 

 

 

 

 

Diminuì il bestiame degli alpeggi, si svuotarono chiese e scuole, le mulattiere fittamente collegate divennero silenziose.

 

 Non fu però un abbandono totale.

L’attaccamento della popolazione alle proprie radici ha fatto si che,nella maggior parte delle frazioni, quelle almeno che sono state finalmente raggiunte dall’asfalto, siano stati portati avanti nel tempo singoli interventi di recupero, in un quadro di pendolarità tra città e montagna.

 

 

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Ora ruderi e ristrutturazioni convivono, ma almeno un po' di vita ritorna nei fine settimana e d'estate.

 

Il territorio delle valli del Gravio e del Sessi, così esteso, fatto di terre fertili, ricche di acque, di  prati magnifici e di boschi, con una ineguagliabile corona di praterie alpine nella parte alta, tutto questo è e sarà sempre un bene prezioso. A due passi da Torino

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                            

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MAFFIOTTO

 

Maffiotto era un borgo molto popoloso, alla considerevole altezza di 1345 m, e con coltivi che arrivavano anche a 1500 m. 

 

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Era collocato nell’area Ovest del comune di Frassinere, aveva una grande chiesa, una grande scuola, osteria, botteghe artigianali.

 

Nell’800 era stato anche sede parrocchiale, cui facevano riferimento altre quattro borgate minori.

 

 

 

 

 

 

Ancora negli anni 30 del '900 oltre 70 bambini frequentavano la scuola elementare

 

 Tuttavia dopo lo svuotamento praticamente totale, non si è più ripreso, e ora appare irrimediabilmente perduto.

 Un insieme di ruderi che sovrastano alcuni pochi interventi di salvaguardia di  beni comuni e della memoria, come la struttura e il tetto della chiesa, il campanile, la vecchia scuola, il lavatoio.

 

 

 

 IL PERCORSO

 

In genere chi scendeva a valle da Maffiotto per lavoro, incombenze e mercati, passava dal capoluogo Frassinere e da Condove.

In alternativa si scendeva,con cammino più diretto e più ripido, verso Borgone (o San Didero) e Susa.

 

 In questo caso, fra mulattiere,sentieri e scorciatoie si praticavano probabilmente tre direttrici che sono tutte e tre oggetto del presente Percorso.

 

 

Ascesa da Borgone a Maffiotto per le Vigne del Rocco, Airassa e Prarotto

 

 

Si svolge sul lato destro del versante soprastante il paese.

La Partenza avviene dalla piazza di fronte alla chiesa parrocchiale di San Nicola. Guardando la facciata prendere la stradina asfaltata a destra, via che va verso la montagna.

 

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Poco dopo, al primo bivio,prendere a sinistra,ancora verso la montagna e proseguire con alcune curve su ripido asfalto per c 200 m.

 

 

 

 

Arrivati ad una curva più stretta, parte sul lato sinistro, una evidente mulattiera.

 

 

Seguirla trascurando eventuali tracce minori sulla sin.

 

Arrivare ad una stradina sterrata (proveniente dalla frazione Gandoglio), e prenderla a sinistra per imboccare poi sulla destra, in salita, una evidente mulattiera selciata.

Seguire la bellissima mulattiera che si inoltra nella zona delle Vigne del Rocco dove si oltrepassa un gruppo di case abbandonate che fa impressione.

 Sono ancora imponenti e robuste, ormai avvolte da una fitta vegetazione che crea persino qualche problema.

Attorno, ormai quasi invisibili, tra il caos della vegetazione, i paletti e i filari. 

 Un passaggio emozionante.

 

 

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Proseguire in ascesa fino ad arrivare ad una stradina asfaltata. Si tratta di una strada che dal vicino crinale della zona di Frassinere scende verso la borgata Vianaudo.

 

 

 Noi prendiamo a destra in salita fino ad arrivare in vista delle case della frazione di Airassa.

 

 

 

 

 

Però prima delle case un cartello indica a sinistra l’inizio del sentiero per la località Prarotto.

Seguire nel bosco detto sentiero, che è terroso e in lieve pendenza, fino ad arrivare, in una zona alta e aperta.

 

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Siamo a Prarotto m 1380, dove è collocata, in posizione isolata, la chiesetta della Madonna della neve, edificata nel 1828 e importante riferimento per tutta la Valle del Gravio.

 

Sul piazzale antistante prendere a sinistra e con breve discesa arrivare a Maffiotto.

 

 

 

 

 

 

Discesa da Maffiotto a Leitera, San Didero e Borgone

 

Arrivati al lavatoio all’inizio del paese scendere la stradina in asfalto che vi si addentra e prendendo a destra attraversarlo in direzione ovest, passando accanto a numerose case pericolanti.

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Seguire il sentiero che porta fuori del paese e al primo bivio prendere a sinistra in discesa, direzione S.Didero (mentre l’altra traccia porterebbe a Bigiardi e Bruzolo).

 

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Trascurando ogni sottotraccia seguire il sentiero nei suoi tornanti puntando sempre in basso, passando accanto a vari ruderi e muretti e arrivando alle borgate Leitera Sup e Leitera Inf.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da Leitera inf continuare a scendere, attraversare una strada sterrata proveniente da ds,.e scendere sempre fino ad arrivare ad un primo asfalto che si segue.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo si entra in una piccola valletta di imbrigliamento del rio Nicoletto, fino ad arrivare alle prime case di San Didero dove si prende a sinistra verso il centro del paese.

 

Attraversare il paese a fianco della Torre Merlata e prendere verso Borgone, distante poco meno di 3 km. 

Attraversare il centro di Borgone passando di fianco alla Stazione ferroviaria e, proseguendo, arrivare in breve alla Chiesa parrocchiale.

 

 

VARIANTE

Discesa da Maffiotto su Vianaudo e Borgone

 

Questa direttrice di discesa,nella sua prima parte è una scorciatoia che si svolge nel territorio sottostante a Maffiotto e arriva a collegarsi più in basso alle estreme frazioni di Frassinere (Vianaudo,Miloro,Gerbi,Case Rouru) e più sotto ancora ad Achit prima frazione del comune di Borgone.

 

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Dal lavatoio di Maffiotto scendere per lo stradello asfaltato e puntare ad uscire dal paese verso sinistra dove si troverà un unico sentiero che scendendo sul lato sinistro della zona sottostante a Maffiotto, va ad incontrare una stradina asfaltata che si imbocca poco dopo Vianaudo.

 

 

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Seguire la strada in discesa fino ad arrivare alla fattoria di Miloro e scendere ancora oltre fino trovare sulla sinistra le indicazioni di un sentiero che punta decisamente in basso bypassando la borgata Gerbi e arrivando alle case Rouru, dove c’è una bella fontana.

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo Case Rouru, proseguire decisamente in discesa fino ad arrivare, ormai oltre il confine con Borgone, ad Achit a c 650 m e alla sua bianca cappella della Madonna degli Angeli,costruita nel 1813.

 

 

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Ad Achit, di fronte alla chiesa, sulla sinistra, riprendere il sentiero che scende fino ad arrivare ad una stradina asfaltata.

 

Qui si prende a sinistra tra le case e  attraversare la borgata di Chiampano, oltre la quale scendere ancora su sentiero fino a passare sotto un grande salto roccioso, una volta cava di granito e ora famosa palestra di roccia, che ci troviamo sulla destra.

 

Arrivati su una strada asfaltata, la si prende sulla sinistra fino a scendere nell’abitato di Borgone e di lì ritornare alla parrocchiale di San Nicola.

 

 

 

Maffiotto e Vianaudo, frazioni di Frassinere

 

Un singolare territorio di montagna colonizzato e amministrato dal monte e non da valle

 

Crediamo che chi non è del posto, e si affidi semplicemente alle carte e alle relazioni, avrebbe qualche difficoltà a cogliere molti significati, se non gli sono chiare le seguenti premesse di tipo storico geografico.

 

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Borgone è un piccolo comune di fondovalle.

Il suo territorio risale la montagna solo per qualche centinaio di metri.

Oltre, il versante è troppo ripido e non vi sono mai state le condizioni minime di siti abitabili e conseguenti mulattiere. 

Alcune centinaia di metri sopra,però,il pendio si inclina e forma una fascia,  fino a culminare su una cresta spartiacque terrosa e boschiva, orientata in direzione est-ovest.

Nei pressi della cresta boschiva scorre la strada asfaltata che porta a Prarotto e Maffiotto.

Dall'altra parte si apre l’immenso bacino imbrifero della Val Gravio, in quel settore storicamente amministrato dal comune di Frassinere.

Accadde quindi che gli insediamenti attualmente rinvenibili sulla carta, pur se poco lontani da Borgone,in realtà siano sempre stati raggiungibili solo dall’alto.

 

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E’ questa la storia delle frazioni Vianaudo, Gerbi, Miloro, Vigne del Rocco, Case Rouru, Roccabruna alle quali si accede tramite una strada che scende da Airassa , sulla dorsale che da Prarotto scende a Frassinere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’amministrazione è tuttora dipendente da Condove, il comune che dal 1936 ha raccolto l’eredità di Frassinere.

Ricordiamo che il territorio di Condove, che raccoglie per intero le valli Gravio e Sessi, è immenso, circa 15 volte quello di Borgone.

Non a caso Frassinere, ai tempi della sua prosperità, si distingueva  per la abbondante produzione di vino;  ed era famosa anche per l’attività dei picapèra, i lavoratori del granito, entrambe produzioni effettuate nel versante sopra Borgone.

Rispetto a questa mappatura dei flussi delle risorse, la comunità di Maffiotto, posta più sopra,oltre Prarotto, era un po’ isolata,viveva del suo in precaria scarsità di risorse e questa fu probabilmente la ragione della sua irrimediabile crisi.

 

 

 

LA FOTOGUIDA