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UN BREVE TRAIL ESPLORATIVO A VALDELLATORRE / IL MISTERIOSO VDT 4
Scritto da Vittorio Duregon   
Martedì 21 Gennaio 2020 21:30

 

 

Un breve trail esplorativo alle porte di Torino

 

 

 

IL MISTERIOSO SENTIERO

VALDELLATORRE 4  

 

(VDT 4)

 

 

Km 15       d+ 800m

 

 

 

 

 Il territorio di Val della Torre,

raggiungibile in soli 10’ dall’ uscita Collegno-Pianezza della tangenziale di Torino, rappresenta una grande opportunità per i piccoli e grandi allenamenti degli skyrunner torinesi.

Si possono fare ‘lavori’ anche di quattro ore in mezza giornata, e la sua forma ad anfiteatro permette di non allontanarsi mai troppo dall’auto.

Il terreno, occorre dirlo, è mediamente molto impegnativo per il trail e lo skyrunnng.

Queste cime, che fanno parte delle Prealpi Torinesi, geologicamente sono appartenenti al Massiccio Ultrabasico di Lanzo, e sono costituite tutte, essenzialmente, da immensi cumuli di rocce frantumate.

 

 

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Questi fiumi e tappeti di pietrame sono largamente visibili a cielo aperto; diversamente il terreno è ricoperto da una superficiale macchia di boscaglia ed erba secca.

 

L’amministrazione comunale di Val della Torre, per realizzare una pregevole carta del territorio comunale, che ricordiamo corrisponde al bacino del Torrente Casternone, ha censito, ripristinato e dotato di moderna segnaletica, una dozzina di sentieri storici che da sempre hanno svolto il compito  di connettere tra di loro e con le valli circostanti alcune decine di borgate sparse nel fondovalle e sui fianchi della montagna.

 

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I sentieri più frequentati sono sicuramente quelli che, nella testata della valle e con partenza dalla località Molino di Punta (Trattoria dei Cacciatori ) epicentro del sistema, permettono il collegamento con le valli adiacenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una particolare formazione geologica sul sentiero per il Colle della Portia

 

 

 

 

Sono il VDT2 verso il Colle della Portia e il Colle del Lys, il VDT3 verso il Colle della Lunella, le Valli di Viù e Varisella, il VDT5 verso il Santuario di Madonna della Bassa e la Val Messa.

 

 

 

Tra le due ampie depressioni, di Madonna della Bassa m 1152 e del Colle Portia m 1328 , si staglia frontalmente, a chiudere la testata della valle, l'ampio versante sud est del Monte Arpone m 1601.

Sulle sue pendici favorevolmente esposte al sole, in mezza costa fra i 400 e i 700 m di quota, pulsa ancora una equilibrata vita nelle numerose borgate, in un contesto di stradine asfaltate, prati e macchie di bosco.

 

Il misterioso VDT4

 

Il VT4 è un lungo tratto di linea  sulle carte. Si trova disegnata sulla carta comunale, ma anche sulle varie mappe dei sentieri in commercio; una linea  solitaria e un po' somamria che unisce il Colle della Portia con il Santuario Madonna della Bassa; un lungo traverso sul lato est del Monte Arpone, poco al di sotto della sua cresta spartiacque.

 

 

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Un sentiero che potrebbe rappresentare anche una idea elegante, e che, sulla carta, permetterebbe di chiudere un anello perfetto e panoramico, avente Partenza e Arrivo dal Mulino di Punta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Insomma, percorso semplice e affascinante: salita, traversata in quota della testata della valle, discesa.

Il problema è che questo sentiero, il VT4, è il meno frequentato trai 12 eletti della valle.

Per lo scrivente era ancora inedito; avevo sempre sentito dire che la traccia era quasi inesistente, segnata sulle carte ma puramente teorica. E c'era anche qualche comprensibile ragione. In

fondo, perché andarci?

Da secoli le direttrici del fondovalle sono il Santuario alla Bassa oppure il Colle Portìa; non c’è nessun motivo per inoltrarsi sulle pietraie del Monte Arpone per unire questi due poli.

 

 

Un sentiero d’altri tempi

 

Però il nostro immaginario amico, trailer metropolitano, è uno sportivo disponibile all'avventura pur se assennato e mediamente amante delle comodità; vive  anche di sfide gratuite, di eleganze e simmetrie immaginarie; si nutre del fascino esercitato dai piccoli misteri e peculiarità di territori mai abbastanza conosciuti.

 

 

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Mettendoci dunque il naso e percorrendo il VT4 abbiamo comunque fatto una piacevolissima scoperta.

 

 

La traccia è effettivamente quasi inesistente, però .. è mirabilmente segnalata da tacche di vernice biancorosse e preziosi ometti di pietre.

 

 

 

 

 

 

Soprattutto nel primo tratto,dopo il Colle della Portia, il sentiero non c’è e si procede lentamente, a vista, da ogni segnale al successivo.

Più avanti si disvela come una impercettibile linea sulle pietraie e solo oltre metà della traversata il cammino diventa più spedito su una traccia quasi normale.

 

Strada facendo abbiamo sicuramente risolto anche l’enigma della funzione di questo sentiero; 

probabilmente è sempre stato sin dall’origine appena abbozzato, e non è stato mai oggetto delle attenzioni comunitarie, le corvées, che ci hanno lasciato sui sentieri di Valdellatorre alcuni dei più bei tratti di lastricato del Piemonte.

 

 

 

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Abbiamo trovato sul percorso, prima una baita, poi un’altra, entrambe ben costruite, non muri a secco ma tirati su con pietre squadrate e a filo di piombo. 

Si intuiscono ancora varie dipendenze, anche se ormai in rovina e con il terreno intorno ormai mangiato dal bosco.

 

 Evidentemente il sentiero, sia in direzione del Colle Portìa che verso Madonna della Bassa, serviva a raccordare queste abitazioni alla rete sentieristica principale.

 

Erano probabilmente delle baite da alpeggio,'muande', dove veniva portato il bestiame d'estate in modo da nutrirlo sui magrissimi pascoli più alti, mentre quelli migliori, più inbasso erano destinati alla fienagione.

 

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Collocate ad una altezza di circa 1250 m,ben esposte ma isolatissime, a circa due ore di marcia dal Mulino di Punta e ad almeno un’ora in più di cammino rispetto alle abitazioni più vicine che già erano le più periferiche della valle.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ci piace immaginare che rappresentassero anche un eroico e dignitoso tentativo di sopravvivenza e autosufficienza, per chi, povero ma libero, non poteva permettersi di più.

Ricordiamo che i terreni di Val della Torre,Fiano,Vallo, Varisella erano aridi e incoltivabili.

 

Era d'uso fino alla metà del secolo scorso che la manodopera agricola di questi paesi migrasse d'estate nei vicini terreni della pianura ad ovest di Torino, a Collegno,Grugliasco,Rivoli,Alpignano per prestarsi alla raccolta del grano e del fieno; veniva ospitata nelle cascine con vito e alloggio di fortuna, in cambio di una una quantità di raccolto pattuita. 

 

 

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IL PERCORSO 

 

La struttura di questo percorso ad anello è molto semplice.

Partenza da Molino di Punta (Trattoria dei Cacciatori) e ascesa al Colle della Portia con il sentiero VDT 2.

Pochi metri prima di arrivare al colle individuare e seguire la prima freccia indicativa del VDT 4, quello che ci porterà a Madonna della Bassa.

Arrivati al Santuario, cercare di fronte alla facciata della Chiesa il sentiero VDT 5 che in discesa, su un poco confortevole single track, ci porterà fino al Pian Mufito, un prato aperto e in pendenza a monte di un fitto bosco.

Dal Pian Mufito prendere a sinistra uno comodo stradello sterrato e pulito che finalmente permetterà di tenere in discesa una agevole corsa. 

Seguire la strada sterrata che sempre in discesa oltrepasserà le borgate Arbrile e Bitum fino a confluire sulla strada asfaltata.

Seguire il nastro d’asfalto in ripida discesa fino chiudere l'anello al punto di partenza.

 

 

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LE FOTO

 

 

 

 

 

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