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TRAVERSATA DELLA CONCA DI GIVOLETTO
Scritto da Vittorio Duregon   
Sabato 05 Febbraio 2011 11:50

 

GIVOLETTO – FIANO – VALLO – VARISELLA – CAFASSE


TRAVERSATA DELLA CONCA DI GIVOLETTO

Givoletto, Santuario S. Maria Ausiliatrice, Costa Crest, Punta Furnà, Madonna della neve, Monte Lera, Bassa delle sette, Monte Rosselli, Monte Baròn, Givoletto

 

1c_partenza_e_arrivo

Partenza e Arrivo da Givoletto, via Rivasacco, davanti alla Trattoria Cacciatori, nei pressi della Chiesa Parrocchiale

Quota Partenza              390 m

Quota vetta                    1371 m

Dislivello positivo            1100 +

Distanza                        km 12,23


Un itinerario che esprime al meglio lo stile dello sky running e del trail.

Leggerezza, velocità, determinazione permettono di disegnare percorsi logici e orograficamente significativi, che un tempo non venivano nemmeno presi in considerazione a causa della lunghezza e dell'impegno.

2c__monte_castello__e_santuario_maria_ausiliatrice
Il Giro ad anello della Conca di Givoletto nasce dal concatenamento di diversi itinerari, che complessivamente richiederebbero una escursione di circa sette ore. In stile sportivo prevedere circa tre ore e trenta.


Percorso


Il Percorso inizia nel centro di Givoletto, nei pressi del campanile, davanti alla trattoria Cacciatori dove inizia la via Crucis che sale al monte Castello dove è posto il Santuario a Maria Ausiliatrice.

Seguire la traccia ripida che senza tornanti, seguendo le cappellette, porta al panoramico Santuario (m 570). Dietro la chiesa seguire una strada sterrata che scende fino ad una sbarra e proseguire poco oltre sino ad arrivare ad uno spiazzo con resti di un poligono di tiro. Salire ripidi per le tracce di sentiero moltiplicate in questo tratto dalla pratica del motocross.

3c__salita_per_la_costa_crest
Salire ripidamente il costone, denominato Costa Crest, fino a tre grandi tralicci (m 950), e proseguire oltre con una pendenza lievemente minore.

4c__punta_furna
Un ultimo tratto duro porta sulla cresta spartiacque con la valle di Varisella e, prendendo a sinistra, dopo poche decine di metri si è alla Punta Furnà (m 1131). Di qui seguendo la cresta spartiacque verso sud, inizialmente si scende, poi si riprende lievemente a salire e si arriva ad una casetta bianca, visibile già dalla Punta Furnà: la cappella della Madonna della neve (m 1211).

5c__madonna_della_neveSpiace vedere anche in questo tratto, in piena Riserva naturale, tracce di moto.

Dalla Cappella guardando verso sud ci troviamo sulla destra un fitto bosco che termina su una cima: l'anticima del Monte Lera, il Monte vero e proprio sta più dietro.

Risalire il bosco al suo interno seguendo delle labili tracce e delle fettucce annodate agli alberi. Arrivati in cima proseguire sulla cresta seguendola sia sul lato sinistro che destro, fino ad un rilievo roccioso più evidenziato del resto.

E' il Monte Lera (m 1371).

6c
Scendere per l'itinerario di salita, senza però avvicinarsi troppo alla cappella della Madonna della Neve. Ad un certo punto, ancora alti, bisogna, all'interno del bosco, traversare a destra per portarsi su un ripido prato libero da piante che permetterà, sempre tagliando verso destra, di portarsi sulla cresta che scende dall'anticima del Monte Lera verso il colle Bassa delle Sette. Una volta arrivati, in discesa, su questo colle risalire con breve salita al Monte Rosselli (m 1201).

7c

 

 

Dal monte Rosselli scendere verso sud (Valdellatorre) seguendo l'evidente traccia sino ad arrivare da una panoramica spalla, pianeggiante e sgombra di vegetazione, usata per i lanci nel parapendìo.

8c__la_via_di_discesa

 

 

 

 

 

Continuare la discesa sulla traccia di sentiero che va a morire a T su un altro sentiero che sale da destra. Prendere il nuovo sentiero sul lato di sinistra, che, dopo una breve salita sul fianco della montagna, scenderà rapidamente alla lunga spalla orizzontale, a schiena d'asino, che termina sul Monte Baròn (m 818). Un caratteristico tavolo in legno da picnic, coperto, indica la cima.

8c_bisDi qui seguire il sentiero che rapidamente porta in discesa sul lato nord del Monte Baròn fino ad un incrocio con un altro sentiero. Seguire il cartello 'Givoletto', a sinistra, e continuare la discesa sul sentiero che diventa a poco a poco una mulattiera molto dissestata.

9c__pianoro_lanci_con_deltaplanoAll'apparire delle prime case la mulattiera finisce su una strada asfaltata che va seguita in discesa nel suo corso principale. Siamo in Givoletto in via Borgonuovo. Proseguire in discesa fino al centro del paese e di lì portarsi facilmente al luogo di partenza.

 

10c_monte_baron

 

 

11c




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

12c conca_di_givoletto__panoramica google

 

Commenti  

 
0 #5 Ezio 2018-04-22 13:40
Camminando normalmente e senza corricchiare in discesa, ci vanno da un minimo di 5 ad un massimo di 7 ore. In autunno purtroppo si incontrano spesso i cacciatori. soprattutto nella parte bassa del monte baron, per lo più al mattino. Qualche volta ho incontrato anche motociclisti e tanti con la mountain bike.
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0 #4 Angelo Mario Plenzic 2016-06-19 09:02
Cacciatori non ne ho mai visti.
Ho visto pulire il sentiero, ma dai guardiaparco, in occasione della corsa annuale per la festa patronale.
Ad aprile ho incontrato due motociclisti sfrecciare sul sentiero che va dai ruderi di Baratonia a Varisella.
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0 #3 Billy 2015-01-05 16:58
...leggo "pratica del motocross" .. ma dove?? una moto da cross lassù vuol dire ammazzarsi, siamo noi trialisti che puntualmente PULIAMO tutti i sentieri della conca di Givoletto (paese dove vivo) senza le nostre pulizie costanti tutti quei sentieri non esisterebbero più, e per intenderci il trial non ha nulla a che vedere con il motocross.
Siamo costantemente a caccia di ecchi sentieri abbandonati e vi assicuro che in mezzo a quella conca ci sono decine di percorsi ritrovati molto belli da percorrere a piedi, molti di questi sentieri però non sono conosciuti, ma tranquilli, se la visibilità lo permette, si riesce ad avere sempre un punto di riferimento, quindi è veramente difficile perdersi in questa piccola conca.
Più che altro fate attenzione ai cacciatori, sui sentieri secondari costruiscono diverse postazioni per cacciare i poveri animali che popolano la zona, postazioni che quando incrociamo distruggiamo!!
NOI AMIAMO LA NATURA!!! e la manteniamo viva e pulita!!!
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+1 #2 Vittorio Duregon 2014-04-04 18:46
Direi tre ore e mezza, in stile trail, cioè spediti in salita e corricchiando in discesa. Bellissimo giro.


Vittorio
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0 #1 Jonatan 2014-04-03 11:21
buongiorno, il tempo richiesto per la traversata andata e ritorno quanto impiega? grazie mille
:lol:
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