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GABRIELE BARRA - "Tre Rifugi della Val Pellice: quattro vittorie e ventitre piazzamenti" 1 / 2011
Scritto da Vittorio Duregon   
Sabato 08 Gennaio 2011 14:14
GABRIELE BARRA

 

"TRE RIFUGI DELLA VAL PELLICE: QUATTRO VITTORIE

E VENTITRE PIAZZAMENTI"

 

     Gabriele,

l'idea di questa intervista mi è venuta al Morenic Trail.

     Era Domenica 3 Ottobre. Alla Partenza, il Sabato, non ti avevo notato. Poi io mi ero ritirato nel pomeriggio, ero tornato a Torino e ritornato il giorno dopo all'Arrivo a Brosso perché volevo intervistare Giuliano Cavallo, il vincitore della 108 km, dopo la premiazione.

     Nella sala che fungeva da ristoro e luogo premiazione, c'erano francesi, lombardi, concorrenti ritardatari, l'ultimo era arrivato alle dieci. Ti notai appena entrato, eri al tavolo e mangiavi qualcosa, in attesa della navetta per il luogo di partenza. Tu sei uno notissimo nel tuo ambiente, ma lì nessuno ti conosceva.

     Ti chiesi candidamente: 'Sei qui per la premiazione, devi essere andato fortissimo!' 

Trovavo credibile che, nonostante l'età, ti fossi piazzato tra i primi dieci come, in trent'anni di gare, ti è successo centinaia, dico centinaia, di volte.  

E invece mi rispondesti, un po' mesto ma sereno: ' No, no, tutt'altro. Sono arrivato questa mattina, alle sette'.  Rimasi folgorato, senza parole, e ti guardavo stupito. " Volevo terminarla, però ho un acciacco alla schiena, non potevo fare di più. Mi ero programmato di andare piano e di finirla. Purtroppo è andata  anche peggio, sai... non potevo perdere i tre punti per l'Ultra Trail del Monte Bianco".

Non c'era bisogno di altre parole. Mi faceva piacere essere lì, a parlare d'altro, a tenere compagnia ad un Grande, in un momento particolare.

Due ore dopo, terminata la premiazione e scioltasi la manifestazione, con una impressionante coincidenza, riprovavo la stessa emozione quando, proprio Giuliano Cavallo, con il quale forse non vi siete mai visti, durante l'intervista, con grande sensibilità se ne usciva con queste parole:

 

 "Sono innamorato del mondo del Trail. Io parlo con tanta gente e vedo che è uno sport dove anche chi arriva ultimo è degno del massimo rispetto, come quello che è stato fuori tutta la notte e questa mattina è arrivato ultimo, poverino, credimi, veramente io ieri sera l'ho pensato"

 14  no_didascalia

     Si, ti confermo che hai interpretato bene la situazione. Comunque non mi sarei mai aspettato una cosa del genere, di impiegarci 24 ore per fare questa gara. Mi ero prefisso una tabella con tutt'altri tempi, e invece ho dovuto impegnarmi, tappa dopo tappa, ristoro dopo ristoro, per raggiungere quell'obiettivo di terminare la gara e di ottenere i tre punti che mi servivano per iscrivermi al Tour del Monte Bianco dell'anno prossimo.  Ero partito anche se le mie  condizioni fisiche erano molto precarie. Ero reduce dal mese prima dal Tor des Géants in Valle d'Aosta, ove mi ero iscritto l'anno precedente di primo acchito, appena ne avevo avuto notizia.

     Avevo tentato questa avventura anche se avevo un dolore alla schiena che mi tormentava da più di un mese.

Avevo fatto una puntura antalgica a cinque giorni prima della partenza, ma non è stata sufficiente. Ho dovuto ritirarmi dopo un giorno e mezzo . E' successo così che ho poi dovuto ripiegare sul Morenic Trail.

Quindi questa, di praticare questo tipo di gare, non è una scelta casuale, episodica... potremmo definirla una maturazione... una evoluzione...

 

avevi fatto altre volte gare simili?

      No, di questo genere no, mi ero limitato a qualche gara di 40-45 km, e solo negli ultimi anni. Nella maggior parte della mia vita ho fatto gare al massimo sui 20-25 km, come era una volta la Tre Rifugi della Val Pellice.

     Sono una novità assoluta per me e so che le devo tentare adesso, più in là con gli anni diventerebbe difficile.

 

Rappresentano una novità nel mondo delle marce alpine...

     Si, c'è stata una evoluzione anche per me. Per me la montagna è sempre stata una cosa meravigliosa. Questa è una motivazione per andare alla scoperta di qualcosa di nuovo.

     Queste gare si svolgono un po' dappertutto, fuori dal territorio delle valli torinesi e sono una buona opportunità per qualcosa di nuovo. C'è uno scenario che è diventato sicuramente più ricco.

 

     In effetti io ti ho vissuto sempre molto legato al mondo delle marce alpine, soprattutto in provincia di Torino. Ed è qui che vorrei portare la conversazione, vorrei rivivere per un momento qualche situazione interessante, partendo dalla tua esperienza dai tuoi  ricordi... gare, record, campioni..

 

8  gara_regionale__allalpe_veglia copia40-50 gare all'anno per trent'anni... preferibilmente senza asfalto

 

Tu avrai fatto almeno trenta gare per trent'anni... una enormità, per me... almeno.

     (sorride) Di più.. Siamo  ad  una  media  di 40-50 gare all'anno ,  sono  arrivato  in alcune stagioni  a 70- 80 gare, fra  non competitive,strada,montagna. Correvo  12 mesi all'anno,  non mi  riposavo  mai.  Partivo con le campestri invernali ,che  mi piacevano tantissimo,e che  preferivo  alle  corse  su  asfalto. In primavera iniziavo un po'  di  preparazione per la   montagna  e appena partivano le gare  in montagna  le facevo  e andavo  avanti  così .  Non ho  mai partecipato ufficialmente ad una  maratonina  o ad una maratona,  assolutamente  non mi sono  mai cimentato  su  distanze di questa lunghezza...

 

per scelta !

     Si, proprio per scelta. In certi momenti avevo il rammarico di non avere un tempo su queste distanze, ma l'asfalto non mi attirava per niente.

 

Decine e decine di vette

 

     Lo capirai meglio se tieni conto che un'altra mia grande passione è la montagna, intesa come trekking e ascensioni tradizionali, non scalate tecniche.  Ho salito moltissime delle vette delle Alpi Occidentali. Il Monviso forse venti volte, e poi il Monte Bianco, il Monte Rosa, e tutte le punte più vicine: Gelas, Argentera, Bric Bucié, Albergian, Orsiera, Cristalliera, Rocciavrè, Villano, Rocciamelone, Bessanese, Ciamarella, Croce Rossa,Torre d'Ovarda, e tante altre... I trail in montagna sono una grande passione, e sicuramente cercherò di farne qualcuno oltre confine, in Francia. Un'altra mia grande soddisfazione è essermi regalato un trekking in Himalaya, nella zona del Garwal, che mi ha permesso di vedere nuove montagne.

13  monviso_1997__il_mio_pi_caro_amicodino_valenziano_ copia

Adesso comprendo meglio anche il Tor des Géants...

 

Base Baudenasca

 

Qual'è il tuo territorio d'origine, come atleta,... sei... di Pinerolo ?

      Si, precisamente di Baudenasca, una frazione a 5 km da Pinerolo. E' tutta pianura purtroppo.

Per fare allenamento in montagna devo, dobbiamo, prendere l'auto e fare 5-10 km per iniziare l'allenamento  vero  e proprio.

 

E anche tuoi compagni sono di Pinerolo...

     Si, siamo in mezzo tra Val Sangone, Val Chisone, Val Germanasca e Val Pellice.

 

E sei Presidente della G.S. Baudenasca. Oltre a tutte le gare che hai fatto, hai anche diretto una squadra importante e organzizato numerose gare tu stesso.

     Mi sono sempre occupato io del 'Baudenasca', abbiamo fatto il primo tesseramento agli inizi degli anni 80. All'inizio eravamo sette otto elementi, ora  siamo una sessantina circa. Abbiamo organizzato gare di corsa in montagna molto valide, tra cui vari Campionati Regionali, assoluti e di staffetta, Campionati provinciali. Attualmente continuiamo a organizzare il Giro della Gardetta a Pramollo. 

     Ti voglio citare qualche nostri tesserati di notevole visibilità: Sergio Ravizza, Silvio Galliano, Roberto Bounous, Livio Boaglio, Marina Plavan, Ivana Costabel, Carlo Marino, Ettore Long, Antonio Barberis, Dario Ghiano, Valter Sobrero, Michele Giacone, Emanuele Laggiard, Silvano Martina, Alessandro Sanmartino.

     Manuel Tron, allievo, rappresenta una nostra futura speranza.

 

Tre Rifugi della Val Pellice, la gara della vita, ventisette presenze, quattro vittorie

 

Cominciamo dunque a vedere più da vicino. Tu hai iniziato all'inizio degli anni 80... immagino.

     No...ho cominciato prima nel 78 avevo 24 anni e ho fatto la mia prima corsa in montagna, guarda caso proprio la Tre Rifugi della Val pellice. Sapevo di questa gara molto importante, molto affascinante, e purtroppo non ero riuscito a farla prima perché non avevo l'età necessaria; c'era un limite, se non ricordo male bisognava avere 20 anni per iscriversi. Era nata nel 72, se non erro, e io l'ho fatta dal 78 in avanti.

 

10  gruppo_ciclistico_condorEra a cronometro a coppie, e chi era il tuo primo compagno?

     Era un certo Girò Marco, uno tesserato con noi, con cui frequentavo già da qualche anno la montagna. Prima di cominciare a correre giocavo a pallone, sono  stato anche nel Pinerolo, poi ho corso per due anni in bicicletta, anche in una squadra che faceva competizioni, sempre di Pinerolo, si chiamava 'Condor'.

     La Tre Rifugi è il primo ricordo importante sulle corse in montagna, una gara che mi ha preso talmente che l'ho fatta praticamente quasi tutti gli  anni, tranne quando ho avuto degli infortuni. Su trentacinque, trentasei edizioni, io l'ho fatta ventisette volte e l'ho vinta quattro volte; nel 1984, 1986, 1987, 1988.

 

Chissà quante immagini hai, quante figure di quegli anni... che so... puoi parlarmi della famosa coppia valdostana Treves e Morello...

     Si, Treves e Morello li ho visti e conosciuti molto bene, perché, a parte il fatto che hanno vinto  loro le prime quattro edizioni, poi hanno continuato a farla ancora per qualche anno quando io cominciavo a gareggiare e li trovavo normalmente ai primi posti della classifica.

Sapevo anche che loro vincevano altre gare in Valle d'Aosta.

 

     Bisogna dire che era una gara nazionale, sentitissima, nel Pinerolese e in val Pellice, e presso qualche torinese avventuroso, però era buffo che questi valdostani scendessero in tre o quattro... per vincere, come se fossero di un altro pianeta,di qualche anno più avanti...

     Esattamente... poche coppie ma buone. Dopo Treves e Morello erano arrivati Nicco e Calandri, fortissimi e probabilmente due atleti di grande levatura, perché detengono tuttora, dopo tanti anni, il record a coppie...

   

Tu che ne dici di questo record? Ci sono problematiche di percorso? Sono comparabili i tempi?

     No, no, nessun dubbio. I tempi sono comparabilissimi, infatti i quattro punti decisivi importanti della gara li facevano allora come si fanno adesso, i due  Colli Barant e Manzol e i tre rifugi Barbara, Granero e Jervis.

 

Si passava di lì... per forza.

     Diciamo che i tempi di allora li abbiamo anche mediamente migliorati in seguito, anche io e il  mio compagno quando abbiamo vinto per la prima volta, a parte il tempo di Nicco e Calandri del 1982. E' diventata più veloce nelle edizioni che sono state  atte come prova individuale, perché lì uno dava tutto di sé stesso.

 

Ad un certo punto anche tu hai  ominciato ad assaporare la vittoria...

     Si. L'ho fatta alcuni anni e poi   forza di piazzarmi ho trovato nella mia squadra dei compagni con i quali mi equivalevo come forze in campo, il compagno ideale. Dopo qualche anno nel 1984 è venuta la prima vittoria delle quattro che fortunatamente sono riuscito a riportare. Senza dimenticare secondi terzi e quarti posti. Dal primo al dodicesimo posto, ho ottenuto, più volte, tutte le posizioni possibili.

 

Questa, direi, è una costante di tutta la tua carriera. La cosa che mi sempre impressionato di te è la continuità del rendimento, tu eri sempre nei primi dieci.

     Anche perchè in quegli anni ho  vuto la fortuna di non avere infortuni, di poterla fare tutti gli anni. E andata  bene.

16  tre_rifugi_1987__barra_e_paschetto_vincitori_in__2h_0932  copia 

Ricordo che correvi con Marco Sclarandis... se non  ricordo male... un talento.

     Si, ho anche vinto una volta con lui, era molto più giovane di me, ma ci trovavamo bene. Ha smesso presto per problemi fisici.

 

 

Un altro vincitore con te era Mauro Paschetto...

     Paschetto Mauro era un amico, era forse il mio compagno di squadra più caro, con lui l'ho vinta due volte e abbiamo fatto numerosi piazzamenti.

Un altro compagno con cui ho vinto la Tre Rifugi è stato Barus Livio, che è poi riuscito ad ottenere, facendola individualmente, il terzo miglior tempo di sempre.

 

Gli anni '80

 

E... a parte la Tre Rifugi, hai qualche episodio, qualche figura da richiamare? Provo io a ricordare qualcosa di divertente... Doveva essere l'83-84, c'era una gara proprio lì a Pinerolo, il Trofeo Rocca Muret. Si stava per partire, meno cinque, meno quattro... Ad un certo punto una voce femminile grida "ma... non c'è Dalmasso !! Lo starter si ferma incerto, controlla; "è vero, aspettate un attimo"... Poco dopo, da una scuola nei pressi, esce Carlo Dalmasso, un allungo, si schiera in prima fila e si parte. Di quella gara ricordo anche Edo Ruffino, decisamente fuori forma, probabilmente stava smettendo, che mi supera a metà della salita. Ad un certo punto, mentre salivo ancora, si incrociava il percorso di discesa, e con la coda dell'occhio vedo una specie di proiettile che attraversa a mezz'aria una macchia di bosco... Era Elio Ruffino, un kamikaze. La gara la vinse poi Dalmasso.

6  con_carlo_dalmasso copia     Si, erano grandi  personaggi questi elementi di allora, li ricordo perché ho lottato spesso e volentieri con i vari Dalmasso,i  due fratelli Ruffino, con Mario Andreolotti, con Felice Orìa, con Giuseppe Genotti... Oggi come oggi di questi campioni, c'è solo più Andreolotti che gareggia ancora.

 

Forse Andreolotti è un pò più giovane...

     Sembra... più giovane... Io sono del '54 e sono coetaneo di Edo Ruffino, Elio Ruffino aveva due anni in più, così  ome Mario Andreolotti, loro sono del 51-52. Felice Orìa invece gareggiava e vinceva già da parecchi anni. Di Orìa ricordo che aveva il record, non so se è ancora  suo, della Corsa al Musinè.  Ho visto tantissime vittorie nella gara del Musinè. Anche lui mi sembra che ha smesso abbastanza  presto.

     Di altri elementi buoni di allora voglio ricordare qualcuno espresso proprio dalla nostra zona, il Pinerolese e Val Pellice: Rinaldo Brunofranco, forte  sia in salita che in discesa, Gaydou Franco che ha gareggiato anche con la nostra squadra, fortissimo nelle gare di sola salita.

     Un altro da ricordare è Silvio Gerlero, uno dotato di classe pura, si esprimeva su tutti i terreni, comprese le gare veloci.

Gente che andava alla grande.

 

E Genotti? C'è stato un periodo, un anno,due, che vinceva tutto...

      Giuseppe Genotti era fortissimo, non si riusciva a batterlo, nemmeno i suoi compagni di squadra, come Elio e Marco Olmo, che pure lo conoscevano bene. Anche lui ha smesso abbastanza presto.

 

5  barrapoetsclarandis__campioni_regionali_a_staffetta_1986  copiaC'era Bruno Poet...

     Poet ha corso qualche anno anche nella nostra società. Ha vinto molto, la Tre Rifugi una volta e innumerevoli volte il Castlùs a Torre Pellice, a casa sua, era di lì, e deteneva il record. E' una gara che si tiene ancora, con poche variazioni.

 

La meglio gioventù

 

Qualche episodio?

     Un aneddoto sulla Tre  Rifugi.. Succedeva con i miei compagni di squadra che si andava  su per fare un allenamento sul percorso della Tre Rifugi armati di bombolette spray, per  andare a tracciare il percorso ideale, andando a limare i tornanti e le traiettorie, anche solo  di quei 10 metri...

 

E' vero! Adesso ricordo... che eri chiacchierato di 'tagliare' scientificamente, era venuta fuori un po' di maretta...

     Si, c'era da ridere... Io però restavo nella tolleranza, rispettavamo rigorosamente i punti di passaggio obbligatori. Semplicemente preparavamo meticolosamente la gara. E poi, non è che si risparmiasse qualcosa, la pendenza finale risultava più ripida.

12 la meglio giovent  ok     Una volta, la mattina della gara, con Paschetto, ci siamo trovati imbottigliati con l'auto, tra la folla degli spettatori e dei gitanti, a due tre chilometri dalla Partenza. C'erano dei carabinieri, abbiamo chiesto aiuto a loro e siamo riusciti ad arrivare per un pelo alla partenza. E l'abbiamo anche vinta.

     Nella Tre Rifugi, edizione dell'85, ero in coppia con Paschetto. Però i grandi favoriti erano i nostri due compagni di squadra Sclarandis e Poet. Tentammo ugualmente il colpo gobbo partendo molto forte e restammo in vantaggio per due terzi della gara. Finalmente sul Colle Manzol, i nostri  compagni, avvisati tramite radio dell'entità dello svantaggio, decidevano di rimediare e aprire veramente il gas, e ci hanno rifilato un minuto all'arrivo. Peccato, sarebbe stata una gioia pazza fare le scarpe proprio a loro...

 

 Andreolotti pigliatutto

 

     Una domenica mattina siamo andati a vedere una gara in Val Chisone, eravamo io e Sclarandis. Non correvamo perché avevamo scelto una gara per il pomeriggio, in Val Sangone a l'Aquila, pensavamo di avere più chances; noi facevamo le gare per vincerle. 

Al mattino vinse Andreolotti e purtroppo ci scappò di dirgli di questa gara del pomeriggio. Lui se ne tornò al Sestriere, ma, con sgomento, lo vedemmo  presentarsi anche alla partenza del pomeriggio e... vinse di nuovo lui, Barra... secondo.

7  forno_di_coazze_maggio_1995 copia 

Una cosa che ricordo sono i cognomi della Val Pellice, ricorrenti nelle classifiche, i fratelli Jallà, di cui Renato vincitore una  volta alla edizione individuale, i Garnier, tre o quattro, e poi Davit, Charbonnier padre e figlio, Gaydou, eccetera. Era la gara nazionale della Valpellice, due terzi dei partenti erano in valle.

     Si, forse anche troppo limitata a Valpellice e Pinerolese. Non è mai riuscita ad attrarre una partecipazione più allargata. Anche con le modifiche più recenti, che è diventata una sky marathon transfrontaliera.

 

Erano altri tempi. Però non è mai detta l'ultima parola... ci  sono anche novità favorevoli. Ora c'è più interesse per queste distanze, ci sono più gare simili. E nessuna può vantare  na storia, un blasone come questa.

     C'è da dire che... la formula era originalissima, a cronometro e in coppia, su distanza e altimetria molto impegnative... era una sfida esaltante, affascinante, anche per i valori  umani intrinseci, ..  richiedeva allenamenti con il tuo compagno,fiducia totale o quantomeno molto rispetto, era come legarsi in cordata per una grande ascensione, il rapporto con il compagno andava persino oltre l'amicizia, ti restava impresso per tutta la vita.

      Era una gara unica in Italia. Se uno non trovava un po' di parità con il compagno non potevi riuscire. Magari uno ti faceva tirare il collo in salita, l'altro magari andava più forte in discesa...

 

Infatti i tempi delle edizioni individuali sono migliori.

     Negli anni in cui si correva nella formula individuale non  dovevi dipendere da  nessuno... Io ho provato su me stesso un caso di accoppiamento non ottimale con Paschetto. Un anno lui andava fortissimo, aveva nelle gambe il record della gara, io invece non andavo bene e l'ho  frenato, soffrivo, davo tutto quello che  potevo... L'anno precedente invece era successo l'inverso.

 

Non dirlo a me quanto si soffre; l'ho fatta quattro volte, sempre con gente che voleva scendere sotto le due ore e trenta, mentre io avevo buoni cinque,dieci minuti in più nelle gambe.Per me il pezzo più difficile era uscire incolume dal bosco, alla fine della seconda discesa. Le gambe non mi tenevano più.

D'altronde, a Torino, non era facile trovare qualcuno che volesse fare quella gara...

 

Tutte le gare possibili

 

9  giro_del_monvisopassaggio_alle_sorgenti_del_po copiaAltre gare?

     Una bella gara cui tengo molto è stato il Giro del Monviso che ho  fatto con Barus Livio. I primi due anni era individuale, il terzo era a staffetta. Quell'anno siamo arrivati primi.

     Si partiva da Pontechianale e il primo elemento arrivava al Pian del Re, dava il cambio al secondo che si faceva il Traversette, passava in Francia e scendeva di nuovo giù a Castello Pontechianale. Doveva essere l'87-88.

 

Un proto trail.

     Si, già allora c'era qualche anticipazione di quello che si vede oggi.

 

E invece, su Torino? 

     C'erano lo Chaberton, la Tre Funivie del Sestrière, erano gare mitiche, perché erano delle vere e proprie marce alpine. Allora non si parlava di corsa in montagna ma di marcia alpina, che significava proprio il percorso duro, durissimo, dove c'era proprio da marciare, era quasi impossibile correre.

Sia il Cast'lus che lo Chaberton che la Tre Funivie erano gare da camosci della montagna, e così anche era la gara del Monte Servin di Angrogna in Val Pellice.

     Poi c'èra la Corsa al Musinè, una gara più breve ma molto dura, c'era anche una Tre Rifugi della Val di Susa, che concatenava i rifugi Amprimo, Toesca e Gravio, si andava ampiamente oltre l'ora, una gara che mi piaceva moltissimo, anche perché ho  avuto la fortuna di vincerla due  volte.

 

Marco Olmo

 

     Ho battagliato parecchio e non solo in quella gara con Marco Olmo, che è ancora sulla cresta dell'onda nonostante l'età.

 

Un duro...

     Si uno tosto. Lui era leggermente più forte di me in salita, io qualche volta riuscivo a riprenderlo in discesa, ci battagliavamo tra di noi.  

Lui era già un predestinato per le corse di lunga distanza. Spesso e v olentieri lasciava a me il compito di ritirare il suo premio perché lui si faceva ancora dopo la gara dieci, quindici, venti chilometri... tanto per completare.

 

Io ricordo che anche lui era molto continuo, magari non vinceva spesso ma difficilmente scendeva alle prime posizioni.

     Ha vinto anche lui la Tre Rifugi, il primo anno che l'hanno fatta individuale.

 

La Quinzeina

 

E poi invece andando nel Canavese, hai visto qualcosa?...  una gara come la Quinzeina per esempio, o la Corsa ai Piani a Tavagnasco.

     La Quinzeina era anche una di quelle gare durissime. Io l'ho fatta non molto, quattro, cinque volte, anche perché era un po' fuori zona . E' rimasta  famosa, anche perché lì si andava su diritto, e si scendeva diritto,... praticamente non era quasi tracciata. Chi conosceva bene la zona era molto favorito  su quelli che venivano da fuori. 

 15 podio_tre_rifugi_1991_da_sin_elio_ruffino  copia

E lì c'era qualcuno più specialista...?

     Allora c'erano i fratelli Ruffino. Elio l'ha vinta non so quante volte. Era la sua gara. Anche perché lui era un camoscio in discesa.

 

Elio Ruffino

 

Descrivilo un po' Elio in discesa.

     Era uno che di solito in cima passava secondo, terzo o quarto. Se però passava a pochi minuti di distanza dal primo che transitava, finiva che la gara la vinceva lui. Un film visto innumerevoli volte. Chi lo vedeva in azione diceva che dove gli altri non passavano, lì passava lui; faceva dei salti e dei balzi incredibili, in piena velocità.

 

Stando dietro non era facile vederlo, ma anch'io avevo sentito proprio di questa sua caratteristica.

     C'era Genotti, c'era Pezzetti, un altro buon elemento della zona, e poi i soliti Treves e Morello, Donato Ducly, Favre, e più tardi il povero Mauro Fogu, che venivano dalla Valle d'Aosta.

     In quegli anni ho fatto anche altre gare nel Canavese. Ho fatto Cornaley, che ho vinto in combinata con Marco Sclarandis. Un'altra gara  era  la Tre T, Torre Daniele Trovinasso Torre Daniele, ai confini tra Piemonte e Valle d'Aosta, anche lì ho vinto una volta.

 

La Ivrea-Mombarone c'èra già ?

     Si, era uscita nel 77 o 78, e l'ho fatta in una delle prime edizioni, poi altre sei, sette volte. Non era però perfettamente tagliata per me, io soffrivo leggermente la salita,... anche se mi  difendevo bene, la soffrivo un po'.

 

Eri un passista... di montagna...

     Uno che si difendeva in salita e andava meglio in discesa.

 

E Piergiorgio Chiampo ?

     L'ho incontrato di meno, però gli anni 80 erano anche i suoi anni. Lui era fortissimo in salita e so che detiene tutt'ora il record di molte gare di pura  salita, come Tavagnasco e la Saint Vincent-Col de Joux.

 

E quindi la tua zona d'elezione?

     Il nostro teatro d'azione erano le valli di fronte a Torino: Susa,Lanzo, Sangone, Chisone, Germanasca e Pellice. Nel cuneese c'erano poche gare in montagna, avevano un Calendario più di corse su strada.

 

Vogliamo parlare delle squadre? Ricordo certi squadroni con ranghi folti e persino due, tre atleti di punta, in grado di vincere. Ricostruiamo per un momento questa particolare geografia.

     Io parlo del Pinerolese, di queste vallate.

In Val pellice c'era L'Angrogna, il Gasm di Torre Pellice, il Luserna, la Val Chisone aveva la Riv Skf, il Pomaretto agli albori. Nella pianura, qui vicino a noi c'era una grande squadra, l'Atletica Cavour, importante per le corse in montagna e non solo, organizzatrice di vari Campionati Italiani e Regionali.

Nel torinese c'era la Atletica Cumiana, Comunità Montana Alta Val di Susa con sede a Cesana, c'era il Valsangone, il Coazze, il Cuatto Giaveno, Il Caselette, il Crc Alpignano.

     Ogni anno c'era qualche spostamento di qualche campione da una società all'altra, sempre in via amichevole naturalmente. Noi per esempio avevamo chiesto a Bruno Poet se voleva gareggiare con noi, lui era già stato all'Atletica Cumiana e al Gasm e avrebbe dato una una certa visibilità alla nostra società. Giuseppe Genotti era passato dal Ciriè, dove era con Gozzano, al Coazze, costituendo un trio formidabile con i fratelli Ruffino. Anche Olmo dalla Cmavs era passato per qualche anno al Coazze.

Credo che fossero tutti movimenti con alla base rapporti di amicizia.

     Comunque la Tre Rifugi era un magnete formidabile. Bisognava formare le coppie giuste. Schierarsi a luglio con il compagno ideale era un motivo più che sufficiente per cambiare squadra a fine anno.

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Vincere era anche un trionfo della squadra. Rivalità particolari?

     Rivalità..direi di no. Anzi oserei dire che quello della montagna è un ambiente sano, puro... Certo c'era una accesa la rivalità accesa per la vittoria, ognuno di noi partiva per vincere.

 

Guido Turaglio

 

Ricordi invece qualche momento di sportività, di generosità..

     Sarebbero tanti, ma voglio solo ricordare un forte atleta, un amico, un giovane che non c'è più... Guido Turaglio. Aveva corso la Tre Rifugi, la amava e quando già non poteva più essere in gara, veniva su da solo e si metteva di solito a metà della salita del Manzol, organizzato con borracce e alimenti per offrire agli amici un ristoro aggiuntivo a quello dell'organizzazione.

 

Autodidatta  e sacrifici

 

Tu eri un elemento dotato, ancora adesso vai forte. Hai nutrito degli obiettivi sportivi ? Hai mai cercato un allenatore ?

     La mia filosofia di sempre è riassumibile in un motto:  'Se corro è perché sto bene, se sto bene è perché corro. Non ho mai avuto un allenatore, ho sempre seguito il mio istinto. Questo mi è portato soprattutto per il mio amore per la corsa in montagna e per la natura, per l'ambiente, per gli animali, l'acqua, le cascate, per la vetta, per la neve... Diciamo che il mio allenatore è... essere me stesso.

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Non a caso continui a correre ancora, non ti sei stancato prima, nessuno ti ha tolto il sonno con le tabelle di allenamento.

     Anche se a dire la verità io qualche obiettivo me l'ero imposto. Allora, parecchi anni fa, facevo sei giorni su sette di allenamento, anche con sofferenza... facevo dei mille, dei ritmi, delle ripetute, sempre con amici, mai seguito dal cronometro dell'allenatore.

Parecchio sacrificio, anche in inverno, spesso e volentieri mangiavo a cena alle dieci e anche dopo. Dopo il lavoro partivo per fare un allenamento alle otto  di sera, in inverno con la nebbia, con il ghiaccio, arrivavo con la barba bianca lunga un palmo.

     Questa era sofferenza, ma sapevo che tutto ciò mi avrebbe portato ad un certo risultato in primavera e per l'estate. Bisogna soffrire per ottenere dei risultati.

  

E con la squadra, il G.S.Baudenasca, come va? Riesci a trasmettere questa filosofia ai giovani?

     Non ci sono molte opportunità. I giovani sono quasi del tutto scomparsi. Vediamo che negli ultimi anni, nonostante ci sia la categoria degli juniores e degli allievi, per la corsa in montagna non ci sono elementi sufficienti. Magari qualcuno arriva fino ai 17-18  anni, poi quando potrebbe entrare nel clima ideale della gara, per motivi vari, si perde.

 

C'è da dire che questa nuova voga dei trail e delle maratone alpine porta un tipo nuovo di appassionato. Gente più matura, molte donne, forti camminatori.  Scarseggia l'atleta giovane, forte o anche di medio livello, che però concepisce in modo agonistico la prestazione e va a tutta, come nella accesa competizione che c'era tra le coppie della Tre Rifugi.

     In generale forse è così, ma c'è sicuramente nei Trail una forte componente che viene dalla montagna. Marina Plavan è una nostra atleta, molto forte, che può vincere un Km verticale come un Trail, e a questi si sta dedicando sempre di più. 

     E' vero però che ci sono pochissimi giovani.

 

E' vero, è anche un discorso di maturità personale, di valori ritrovati, come il ritorno alla natura, il rifiuto dello stress ecc. Comunque... non è detta l'ultima.  Certo ora a fare la Corsa al Musinè sono in 80, una volta forse erano 150.

     Da quel che mi ricordo io il Musinè era una delle prime corse della stagione, era molto affollato, si cominciava verso metà Maggio ed era la prima gara  in assoluto. Chi voleva praticare la corsa in montagna iniziava di lì.

 

E' stato esattamente il mio caso; io mi sono presentato per la mia prima marcia alpina, come 'libero' proprio sul Musinè, in primavera, e pioveva da tre giorni, non mi sembrava nemmeno possibile fare una gara così sotto la pioggia e col fondo bagnato. Stavo in fondo, in compagnia di diverse donne...

 

Claudia Priotti

 

Ecco, abbiamo trascurato l'universo femminile... Ti ricordi di  qualche campionessa ?

     Beh, si, una campionessa l'abbiamo avuta anche noi in squadra, era una certa Claudia Priotti.

 

Dici poco... detiene ancora adesso il record della Tre Rifugi con la Seve Pesando!

     Ha rivestito più volte la maglia azzurra, è stata Campionessa italiana di corsa in Montagna negli juniores, l'abbiamo avuta due anni con noi. Un'altra che posso dire era Maria Long, anche lei  vincitrice di più edizioni della Tre Rifugi.

     Agli inizi di quando correvo c'èra anche una certa Maddalena Gozzano, che vinse le prime edizioni, madre di Marco Gozzano.

 

Marco Gozzano

 

Da non perdere, questo cenno a Marco Gozzano. 

     Marco era su un altro pianeta, lui è stato nazionale di maratona. Non disdegnava qualche marcia alpina, e faceva il vuoto. Preferiva, magari, per paura di farsi male, la gara di sola salita, e lì era una  faccenda solo sua, staccava tutti e basta. C'era una gara, Pian della Mussa – Rifugio Gastaldi e ritorno... l'ha vinta, credo, per due anni. Ho partecipato anch'io, lui arrivava che noi eravamo ancora a metà strada. Una cosa impressionante. Lui però si  cimentava soprattutto su corse in pianura, dove aveva grandi tempi in maratona.

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La Cà Bianca di Cafasse

 

     Voglio ricordare una gara che esiste tuttora e che andava molto bene per questi campioni autentici, la Corsa alla Cà Bianca, a Cafasse. 

Era una corsa di montagna non molto difficile anche se era discretamente impegnativa, non era una marcia alpina vera e propria, una gara mista, chi aveva la forza di correre poteva correrla tranquillamente tutta.

La Cà Bianca era una gara di importanza nazionale e quindi erano invitati certi campioni come Alfonso Vallicella, Fausto Bonzi, Claudio Galeazzi, e qualche altro. Quando si sapeva che partecipavano loro non ce n'era per nessuno, semmai c'era la curiosità di vedere il secondo o il terzo a quanti minuti arrivavano. Era un modo per confrontarci con chi spesso portava la maglia di Campione italiano.

     Una gara affascinante, allora come lo è ancora adesso, era anche lo Stellina, dove ci si poteva confrontare con l'élite nazionale e internazionale.

Per contro più volte abbiamo partecipato come squadra ai Campionati Italiani in Trentino o in Lombardìa, individuali, a squadre e a staffetta...

 

Negli anni 90 si affacciano nuovi atleti...

     Negli  anni 90 ne sono usciti ancora parecchi dalla Val Pellice; Franco Aglì, Ivan Garnier, Massimo Garnier, Claudio Garnier, e infine Paolo  Bert che è un po' il primattore degli anni 2000.

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Bert ha già una serie di vittorie che pochissimi possono vantare...

     E anche per lui nuovamente la Tre Rifugi è la gara preferita, e ha già il record delle vittorie. Anche lui si sta dedicando ampiamente a Sky Race e Trail.

 

La scena ora si è aperta, si va in Valle d'Aosta, e anche a Cuneo ci sono più gare, cito di sfuggita una bella Tre rifugi di Mondovì, qualche chilometro verticale...

     Negli  ultimi  anni io stesso, ma tanti altri intorno, mi sono trovato con piacere a interessarmi e scoprire questi nuovi tipi di gare.

 

Ci avviamo alla fine...

     la cosa che mi colpisce è questa quantità notevolissima di gare, un impegno sportivo ininterrotto negli anni, e devo dire che, a questo livello, sei unico, a parte forse Andreolotti, la bestia nera di tutti, che continua ancora a correre e che mi auguro di  incontrare quanto prima.

L'intensità che metti in tutto questo è decisamente superiore, altamente esemplare.

Per altro sei anche un tipo taciturno, schivo, se me lo consenti... vagamente aristocratico. Per te lasci parlare... i fatti. E mi fa veramente piacere di... 'avere la fortuna', per usare questa tua espressione, di portare in evidenza tutto questo, di renderti un giusto servizio.

     Come dici tu non lo do molto a vedere, però io mi tengo la gioia per me stesso, vado a sognare per il futuro, sempre con la corsa in montagna nel  cuore, anche perché, come si dice, quando uno smette di sognare, inizia un pò a morire.

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Momenti tristi ? 

     Direi di no, nessun episodio brutto, se lo intendi strettamente riferito alle gare.

 

Ferite

 

     Purtroppo, ed un pò è inevitabile, alcune persone cui ero strettamente legato non solo per la corsa ma anche per amicizia personale, non ci sono più.

Ricordo Guido Turaglio, già citato, Mauro Priotti, nostro compagno di squadra, deceduto in un incidente d'auto in ferie in Spagna, un certo Vincenzo Salvo del canavese, eravamo diventati molto amici in gara, Franco Gaydou, che abbiamo già citato. Ci siamo commossi tutti per Mauro Fogu, un campione che ho conosciuto solo indirettamente, in gare comuni, che ha lasciato un grande vuoto nella sua Valle d'Aosta e in Nazionale.

     Il povero Elio Cottone aveva corso con me la Tre Rifugi del 96, ed eravamo arrivati quinti.

Io stesso nel 2008 ho avuto una svolta nella mia vita, ho provato cosa significa avere chances limitate, non più del 50%; ho affrontato una difficile operazione ed è solo grazie alla sua buona riuscita che sono qui a raccontare.

 

Mauro Priotti

 

     Mauro Priotti, fratello di Claudia, era un bravissimo ragazzo.

Sono passati quasi trent'anni ed ho questo episodio ancora vivissimo nella memoria.

Una domenica era passato a prendermi a Pinerolo per andare fare una gara a Sauze d'Oulx, il 'Genevris', con partenza alle 16. Mauro aveva una  Cinquecento, truccata e smarmittata come andava di moda allora. Non sapevamo esattamente dove fosse la partenza e così, verso le 14.30 -15, facemmo più giri, totalmente inconsapevoli, nelle stradine deserte di Salice, sicuramente disturbando la quiete dei villeggianti.

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Le sky marathon

 

     Se vuoi, un piccolo rimpianto ce l'ho. Mi sono entusiasmato da pochi anni a questo mondo delle sky marathon e dei  trail, mi stanno prendendo  sempre di più, mi sono molto congeniali, ma sono anche a fine carriera. Trent'anni  fa, a parte qualche eccezione, non c'erano queste suggestioni e forse  neanche la possibilità materiale di raccoglierle.

 

Ora sono tempi diversi. Ora c'è Internet che sta cambiando tutto. E' più facile organizzare una macchinata e andare in Val d'Aosta, in Liguria, in Lombardia e perfino nelle Dolomiti o in Francia e Svizzera. Penso ai numerosi trail che ci sono in giro, in luoghi bellissimi, e anche alle sfide più dure, più internazionali, come il Kima, alla Maratona delle Dolomiti, alla Maratona delle Grigne, al Trail delle Lavaredo, ecc.

Io, qualcuna di queste, sicuramente la metterò nel mirino per il 2011.

     C'è anche una gara, che mi piacerebbe molto fare, di cui tu sei organizzatore e che non ti sei ricordato di elencare,... la Royal Ultra Sky Marathon del  Gran Paradiso... 

 

...dò una mano all'organizzazione,... io la considero una nuova Tre Rifugi... tra l'altro perfetta per le tue caratteristiche! 

Colgo l'occasione per dirti che la quarta edizione si svolgerà Domenica 31 Luglio 2011, e... sarà un onore averti con noi.

     E' una delle gare che cercherò di mettere nel calendario del 2011. 

Queste gare mi appassionano sempre di più, e, nonostante abbia una certa età, cercherò di esserci. Anche se non posso trascurare le gare istituzionali, i cosiddetti Campionati, vedremo se di Lanzo o Provinciale o Regionale, quelle che a fine anno lasciano un risultato al singolo e alla squadra..

     Voglio salutare tutti i giovani e augurare loro i migliori successi. Da parte mia cercherò di difendermi e dare sempre il meglio di me stesso.

 

Grazie Presidente.

                                                                                    Torino e Pinerolo, Dicembre 2010

 

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