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VALLO TORINESE-PASSO DELLA CROCE / UN ANTICO PASSAGGIO NELLE PREALPI TORINESI
Scritto da Vittorio Duregon   
Venerdì 19 Maggio 2017 23:09

 

 

UN LUOGO DELLA STORIA

ORMAI DIMENTICATO

 

UN PANORAMICO TRAIL

AL

PASSO DELLA CROCE  

1254 m

 

Vallo Torinese (Val Ceronda)   19,4 km     1470 D+

 

 

Continua la nostra riproposizione in chiave trail delle 'prealpi torinesi' , quelle alle porte della città.

In questo caso abbiamo ricavato un altro bel circuito di c 18 km nei due versanti del Passo della Croce, con partenza e arrivo da Vallo Torinese, raggiungibile a ovest di Torino sulla direttrice S.Gillio-Fiano.

passo della croce 2 copia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Un territorio di grande fascino, incombente sulla pianura torinese, e che rappresenta un unico ambiente geologico, tecnicamente denominato 'Massiccio ultrabasico di Lanzo' , che ha il suo apice nel Monte Colombano a 1658 m

e che racchiude al proprio interno due piccole valli, quella del Casternone (Valdellatorre) e quella del Ceronda (Varisella).

 

 

 

Ha le caratteristiche di una terra arida e povera, ricoperta prevalentemente da una bassa vegetazione di latifoglie, direi un deserto di media quota, adatto per escursioni invernali e di mezza stagione.

Le lunghe e ampie colate di pietrame rossiccio, rocce 'peridotiti', ne sono la principale caratteristica identificativa. Frequenti sono le tracce di incendi che hanno ridotto i tentativi di rimboschimento del dopoguerra.

 

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Il Passo della Croce si trova in una depressione che si trova tra il Monte Druina e il Monte Turu, appena a sud di Lanzo, sul crinale che separa la val Ceronda dalla valle di Viù.

Il Monte Turu, m 1355, è a pochi passi dal colle ed è un punto panoramico famoso, raggiungibile soprattutto dal lato opposto,quello della valle di Viù, dove una bella carrozzabile sterrata, motivata dalle esigenze di servizio ai ripetitori televisivi, arriva fino in vetta. 

 

 

 

Diciamo 'Passo' e non Colle , perché effettivamente nei secoli passati era conveniente transitarvi, perlomeno per chi avesse avuto necessità di passare dalla val Ceronda e dalla zona di Fiano-La Cassa all'area di Viù, evitando il passaggio da Lanzo e Germagnano.

Da decenni ormai caduto nell'oblìo, se non per le liturgie e scampagnate locali, in tempi più recenti ,

il passo divenne importante durante la guerra di liberazione, per l'episodio delle cosiddette 'corvées partigiane'.

Era la breve estate del '44, quella delle Repubbliche partigiane. A primavera inoltrata, un po' in tutte le valli, i vari raggruppamenti partigiani erano passati all'offensiva, avevano colto di sorpresa le forze nazifasciste di presidio,costringendole a ritirarsi all'imbocco delle valli.

 

 

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Iniziava così il cosiddetto periodo delle Repubbliche partigiane, ove si sperimentava per la prima volta il ritorno alle libertà civili, senza tessere,camicie e divise di stato. 

In particolare nelle Valli di Lanzo era successo che i fascisti, ritiratisi dalle valli, avevano mantenuto un forte blocco nella stretta di Lanzo verso la pianura e potevano controllare tutto quanto entrava e usciva dalle valli. Si determinò in in breve una grave crisi alimentare, anche a causadel grande incremento della popolazione dato  delle migliaia di sfollati, renitenti alla leva e partigiani veri e propri.

 

 

 Si pensi che, solamente a Ceres si contavano 3.500 teste.

La soluzione al blocco di Lanzo fu il Passo della Croce, attraverso il quale fu organizzato un gigantesco traporto notturno di generi alimentari provenienti dalla pianura e stoccati in magazzini segreti a Vallo e Varisella. Nelle notti di punta furono impegnati fino ad un centinaio di uomini e muli. Si parla per questo anche di 'sentiero delle formiche'.

 

 

 

 

La cosa alla fine fu notata dai nazifascisti, che attaccarono il presidio partigiano di Maddalene causando diversi morti.

 

 

 

 

Seguirono poi i grandi rastrellamenti dell'autunno del '44,

 ove intervenne anche l'aviazione per il mitragliamento dall'alto, e che costrinse il movimento partigiano a ritirarsi di nuovo nelle alte valli e quasi a sciogliersi per svernare.

Il passo però venne ancora usato, e nei due sensi, per azioni militari notturne sulla pianura e per i collegamenti, fino alla Liberazione.

 

 

 

Però, a parte questi tristi ricordi, ci sono anche altre immagini a rallegrare la memoria degli autentici montanari che, pur così vicini alla pianura,continuano ad abitare e ritornare a queste valli.

 

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Piacevoli sono le belle chiesette delle piccole frazioni Castagnole e Maddalene, con le commoventi lapidi dei caduti della prima Guerra mondiale, e il bel piazzale della parrocchiale di Vallo.

 

Interessanti e non molto comuni sono i forni per il pane ad uso comunitario, disseminati sul territorio, alcuni dei quali recentemente restaurati e rimessi in uso per le festicciole di borgata.

 

 

 

 

 

PERCORSO

In linea generale il percorso consiste nel salire al Passo della Croce da Vallo, e di qui percorrere un anello scendendo sul versante opposto quello di Viù, fin quasi al fondovalle , ove si toccano le frazioni di Castagnole e Maddalene. Da Maddalene poi risalire verso la frazione di Mombasso e di qui ritornare al Passo della Croce. Le segnalazioni sono sempre presenti e chiare. Numerose fontane e punti d'acqua.  Totali sono 18,6  km  con 1600 m D+ .

 passo della croce 1 copia

 

 

 

Entrare con l'auto nel centro di Vallo e parcheggiare nel bel piazzale della chiesa parrocchiale.

Prendere a salire verso la montagna ma dopo pochi metri prendere a sinistra una piccola via che ci porta in Via San Rocco , la nostra autostrada. Abbiamo già preso la direzione giusta.

 

 

passo della croce 3

Si tratta di andare sempre diritti guidati dalle indicazioni per il Passo della Croce.  

Salire quindi per via san Rocco, oltrepassare l'omonima chiesetta, subito dopo oltrepassare il Rio Tronta , ed entrare allo scoperto nella montagna fino ad arrivare al Passo, sempre guidati dalle indicazioni.

Al Passo prendere sulla destra un sentierino su cresta che in breve porta ad una bella strada sterrata.

E' la strada di servizio che porta agli impianti trasmittenti collocati sul monte Turu, impareggiabile punto panoramico a breve distanza. Consigliata la digressione.

La strada sterrata, molto panoramica, che si svolge sulla Costa di Prata Snis,  va percorsa in lunga discesa fino trovare l'asfalto poco prima di Castagnole.

Arrivati a Castagnole posti di fronte alla chiesetta prendere a ds su asfalto e arrivare a Maddalene.

Poco dopo il ponte sul rio Gias, prendere una stradina in asfalto che sale e ci immette sulla via del ritorno al Passo della Croce. Salire su asfalto e ad un grande bivio senza indicazioni prendere a sinistra. Arrivati a Mombasso  si ritrova il sentiero alpino che si inoltra su un ampio versante dominato 

dalle grandi colate di peridotiti che scendono dal Monte Druina.

Il sentero sempre segnalato da tracce, paletti e ometti, con ampie giravolte in modesta pendenza porta senza incertezza alcuna al Passo. 

Di qui ritorno avviene a Vallo per la via di salita.

 

 

 

FOTOGALLERY

 

 

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