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CRO TRAIL 11-12 Luglio 2015 / DOMINIO DI MICHELE GRAGLIA /SOLO 65 FINISHER SOPRAVVIVONO ALL'INFERNO
Scritto da Vittorio Duregon   
Lunedì 20 Luglio 2015 22:10

 

 

 

 

CRO TRAIL 2015

DAL PARADISO ALL' INFERNO

Solo 65 gli atleti finisher al

traguardo di Mentone dopo 123  km

 

 

 

 

 

IL TRIONFO DI

MICHELE GRAGLIA

L'ULTRATRAILER CHE VIENE DAGLI USA

 

 

 

 

IL MIO CRO

di

MARCO PIZZIRANI

 

 

 

E' stata una edizione difficile, quella del 2015, del CRO TRAIL, la riproposizione dello storico Cro Magnon, l'Ultra trail che partendo da Limone Piemonte, dopo aver attraversato le Alpi nel settore delle Alpi Liguri,porta i concorrenti al traguardo sulle spiagge della Costa Azzurra.

Difficile, ma, in estrema sintesi importante e utile per il futuro, sia per gli organizzatori che per i futuri concorrenti.

Solo 65 atleti, circa un terzo dei partenti, sono arrivati al traguardo di Mentone.

 

roadbooksemplificato

 

Gli altri si sono ritirati quasi tutti a causa del caldo africano incontrato nella parte centrale del percorso, quella in bassa quota,nella Val Roya. Erano entrati in crisi immediatamente dopo essere scesi a valle dallo stupendo altipiano del Marguareis, dove si erano svolte le prime indimenticabili ore di gara.

Ciò darà da riflettere per indispensabili messe a punto organizzative,soprattutto nell'organizzazione dei ristori e delle forniture di acqua e probabilmente qualche variazione del tracciato in modo da tenere la gara il più possibile in quota e all'ombra..

Non si può negare, almeno per quanto abbiamo visto noi, che l'emergenza è stata comunque gestita bene, con recuperi e assistenza rapidi, e che la complessa macchina dei trasferimenti, concorrenti e borse, dei briefing, delle partenze e degli arrivi delle tre gare, dell'assistenza medica, del balisaggio e tanto altro ancora, ha funzionato egregiamente.

Per parte loro i concorrenti dovranno ricordarsi che il CRO è un ultra trail di grande difficoltà, continua ad essere una prova estrema, dove è necessaria una preparazione meticolosa, esperienza e tanta tanta qualità atletica.

L'Organizazzione ha emesso un accurato e equilibrato Comunicato Stampa informativo, utilissimo per capire cosa è successo.

 

IL COMUNICATO STAMPA

 

 

 

LA CLASSIFICA

 

 

 

IL VINCITORE DEL CRO TRAIL 2015

MICHELE GRAGLIA

 

Il CRO Trail 2015 è stato letteralmente dominato da Michele Graglia, trent'anni, un ligure di Taggia, che lavora e vive dal 2007 negli Stati Uniti, prima come operatore economico, e poi come modello.

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Da qualche anno ha scoperto la corsa come strumento per realizzare sogni e desideri di avventura, e si è messo in luce ottenendo ottimi risultati nella corsa su lunghe distanze.

In Italia corre per i Sanremo Runners, ed è diventato noto vincendo ad Aprile del 2014 la prima edizione della Milano-Sanremo di 282 km in 31h 49' 39”.

Per Telethon, il programma di beneficienza, si era cimentato nel 2013 in una sfida estrema come la percorrenza di corsa della distanza Las Vegas – Los Angeles di 300 miglia(500 km)attraversando l'arido deserto del Mojave, quello della Death Valley.

Negli States tra altre imprese ha recentemente ottenuto nel 2014,un secondo posto nella importante 100 miglia Los Angeles Crest e un trionfo nel Grand to Grand Ultra in California, corsa trail di 6 tappe in 7 giorni, un trail durissimo nel territorio del Grand Canyon.

152In Italia ha vinto poche settimane fa, in Valle Argentina nell'Imperiese, la sua terra, la prima edizione dell'Ultra Trail della Maddalena di 65 km superando per 19' un atleta di valore nazionale come Pablo Barnes, storico campione del trail, da poco reduce da una eccellente prestazione ai Mondiali di Ultratrail di Annecy.

Ha partecipato al Cro Trail, come preparazione per partecipare all'UTMB, la più prestigiosa gara trail al mondo, dove nessun italiano recentemente è riuscito ad ottenere la minima visibilità dai tempi di Marco Olmo.

Forza Michele !!! tutto il trail italiano sarà sul percorso con te.

 

 

Una particolare ammirazione va riservata ai due amici Pablo Barnes, secondo, e Massimo Tagliaferri, terzo, due storici protagonisti del trail italiano. ù

Trovatisi ad inseguire molto presto, già nell'ascesa al Marguareis, avrebbero potuto abbandonare una volta entrati nell'inferno della Val Roya. Non lo hanno fatto, forse per rispetto verso il Cro Magnon, forse perché speravano ancora in un cedimento del battistrada. Comunque hanno dimostrato, ancora una volta, anche se non ce n'era bisogno, che sono veramente esemplari, due veri maestri del trail, anche nello stile e nella sportività. 

 

INTERVISTE

 

MICHELE GRAGLIA

(Dichiarazioni raccolte prima della gara, al ritiro pettorali)

 

Michele, sei un campione, ma poco conosciuto. E' perché se ho capito bene..vivi negli Stati Uniti.

Non mi definisco un campione, mi piace correre e l'Ultra è uno sport molto appassionante e molto particolare.Ho intrapreso questa ,chiamiamola carriera, nel 2011-12, ho vinto una gara, poi un'altra e poi sempre più in escalando gare sempre più grandi. Ho 31 anni e mi trovo negli Stati Uniti per questioni di lavoro, prima per l'azienda famigliare di esportazione fiori e poi ho avuto una carriera da modello tra Milano e Miami, l'ho fatto qualche anno e ho vissuto a New York.

Poi ho trovato l'Ultra, mi sono appassionato e mi sono dedicato a quello. L'anno scorso ho vinto la Milano Sanremo e un altro paio di gare negli Stati Uniti.

Adesso vediamo come va qui in Europa.

158E come mai sei qui alla partenza del Cro ?

E' per il Monte Bianco, mi sto preparando per l'UTMB, vorrei fare bene lì.

Questa è una gara di preparazione, non sono ancora al massimissimo.

Però sei stabile negli Usa..

Finito il Monte Bianco, il 3 Settembre ritorno giù negli Stai Uniti.

Ci si vedrà ancora un paio di mesi e poi torno oltre oceano.

 

Uomo..anzi Trailer dei due mondi.

Si,ci può stare. E' bello confrontarsi. Ci proviamo. Grazie mille.

 

 

 

 

(Dichiarazioni raccolte dopo la gara)

 

Michele..grandissimi complimenti ! !    E' stata una emozione partecipare a questa tua bellissima cavalcata vittoriosa. Eri poco conosciuto, però atteso e pronosticato.

Hai confermato tutto, un arrivo solitario, con un grande vantaggio, sei sempre stato in testa.

Una cosa fantastica.

E a questo punto ti chiedo solo qualcosa di più sulle tue vittorie precedenti.

Ho vinto nel 2012 la mia prima 50 miglia 80 km nelle Everglades, poi ho vinto a La Palm 100 km, sempre in Florida, poi ho fatto secondo alla Virgin Crest a New York,

secondo alla Angeles Crest, ero primo alla San Diego Cento Miglia, ho vinto la Grant to Grant, la Ultra Milano-Sanremo, e questa, il Cro Magnon, finalmente, e due settimane fa l'Ultratrail della Maddalena con Barnes.

E nulla di più da dire,un po' di risultati ce li ho..

E la gara di oggi come è andata? Cosa è successo lì davanti?

Non sono partito aggressivo. Anche perché, non conoscendo bene il percorso, volevo vedere come andavano Pablo e Tagliaferri, che sono i padroni di casa.

Mi sono trovato il mio passo e mi sono messo davanti dopo i primi dieci km circa.

Al rifugio Garelli ero già davanti, e poi da lì ho tenuto semplicemente il mio passo, non ho fatto nessun attacco particolare, mi sono concentrato sul dosaggio alimentare e idrico, sali e quant'altro, perché c'era un caldo terribile, ho ancora adesso il mal di testa.

Si stava benissimo fino a Tenda, anche se magari ci sono arrivato presto.

Da Tenda in avanti è stato un inferno. Però sono contento, avrei voluto finire un'ora e mezza prima, secondo i miei calcoli, ma il caldo non lo ha permesso.

Sei abituato a far salita? che tipo di atleta sei ?

Beh, fino a marzo aprile dell'anno scorso ho fatto solo strada poi mi sono messo a fare trail, mi sono specializzato, l'anno ho fatto la San Diego 100 miglia a Giugno, ero in testa, purtroppo al 140° km mi sono perso, mi sono dovuto ritirare, lì c'erano 7000 m di dislivello positivo .

Invece la Angeles Crest, è ancora più impegnativa, ed è molto famosa, l'ha fatta anche Scott Jurek. Purtroppo lì sono arrivato secondo,ma con un tempo molto vicino al suo.

Grande! Grazie. E in bocca al lupo per l'UTMB.

 

 

MARCO OLMO

(Al ritiro pettorali)

HO VINTO IL CRO MAGNON SEI VOLTE !

 

Marco, vedo che hai prestato la tua immagine al Cro Trail e so che hai lavorato alla definizione del percorso. Cosa ha rappresenta e cosa rappresenta per te il Cro ?

I Cro Magnon è stata la mia prima gara lunga in montagna nel 2001, è quella che mi ha fatto conoscere e che poi mi ha fatto arrivare al Monte Bianco e via dicendo.

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E' una gara unica perché parte dalla montagna, si attraversano vari ecosistemi e vari paesaggi e si arriva al mare , una delle più belle gare come paesaggio. Ho dato la mia immagine, ma questo era dovuto, pensa che l'ho vinto sei volte!,mi ha dato lustro.

Poi devo dire che ho amicizia e gratitudine per Elio Bottero,l'organizzatore, che è stato un mio antico sponsor.

Quando mi fanno domande del tipo ' qual'è la gara più bella che hai fatto ' io rispondo sempre : le gare possono essere le più belle per il deserto, oppure per la gente che c'è, oppure per il paesaggio. Per il paesaggio cito sempre il Cro Magnon, per i deserti il più bello è la Libia, per la gente il Monte Bianco e via dicendo .

Hai qualche ricordo particolare delle sei edizioni che hai vinto?

Tantissimi. Ad esempio l'anno che c'era Dawa sherpa e tre o quattro della Réunion. Avevano dichiarato a qualcuno che mi aspettavano per attaccarmi in discesa, e uno di loro al Col di Tenda mi chiese quando iniziava la discesa. Gli risposi 'guarda che non c'è la discesa fino al mare, ci sono molte altre salite'. Sono arrivati terzi e quarti, primo io, secondo Dawa sherpa.

L'edizione di quest'anno è su un percorso nuovo..

Si, non c'è più praticamente niente del percorso che facevo io.

E' cambiato totalmente, per me era meglio l'altro, però il Parco non fa più passare e ci sono problemi. Questo è vario ancora di più, si fa il giro del Marguareis e si scende in Val Roya, bellissima e selvaggia, e si arriva a Sospel, poi si fa quasi il Granmondo e si scende a Mentone.

Tutto cambia e anche le gare possono cambiare. Ma l'ambiente, la caratteristica del Cro è sempre la stessa, dalla montagna si arriva al mare, attraversando molti diversi ecosistemi.

 

 

 

IL MIO CRO

di

MARCO PIZZIRANI

 

Il mitico Cro!

La tensione che da qualche giorno mi accompagna, sapendo di dover affrontare una gara dura, svanisce nel momento in cui il serpentone inizia a muoversi. Sto bene, sono riuscito anche a dormire qualche ora. Il clima nelle prime ore del mattino è perfetto. La prima salita aiuta a “carburare” le gambe: che spettacolo!

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Unico neo, mia distrazione, sono le pile della torcia, nuove, che mi abbandonano. Ringrazio i compagni di salita, ignoti, che mi hanno permesso di poter proseguire ! (i ricambi ho voluto tenerli per le ore notturne che mi aspettavano).

 

I primi 40 km sono stati stupendi: panorami mozzafiato. Basta un “mare di nuvole” col sole rosso fuoco che sta sorgendo per compensare la fatica: questo è uno degli aspetti che mi spinge a partecipare ai trail.

 

Le raccomandazioni fatte durante il briefing sulla scorta d’acqua da avere per la prima parte della gara sono state forse un po’ esagerate. Ho bevuto tanto ma le due borracce da 75, sempre rimpinguate come da indicazioni, sono state più che sufficienti. Tutti i ristori li ho trovati perfetti.

Mi trovo sulla discesa che porta a Tenda. Le nuvole che ogni tanto coprivano i raggi del sole svaniscono: inizia la parte più dura!

Arrivo a Tenda verso le 12:30, un caldo soffocante. Fortunatamente c’è una fontana e mi bagno la testa.

Ho un momento di “sbandamento” e cerco un posto dove sedermi all’ombra: devo dire che la locazione del punto di ristoro non è molto felice. Trovo un albero lungo la strada e mi ci appoggio. Passano 10 minuti e mi alzo, bevo ancora qualcosa e mangio una banana (sforzandomi pensando alle parole di Olmo al briefing).

Riparto e la forze piano piano ritornano. Ormai riesco a corricchiare solamente in discesa. Fortunatamente il sentiero verso La Brigue è abbastanza in ombra. Alla fontana, assieme ad altri compagni di percorso, rifaccio le abluzioni nella fontana e per la prima volta metto una bustina di polase nella borraccia. Riparto verso Fontan iniziando a pensare di mollare. Non riesco a correre e in salita il passo è molto lento. Incontro l’amico Vittorio: lui ha deciso di mollare, conscio delle condizioni eccezionali in cui ci troviamo. Gli propongo di proseguire insieme verso Fontan, ma saggiamente rimane sulla sua decisione.

Devo dire che la prospettiva del sentiero nel bosco con molti tratti in ombra mi ha illuso: purtroppo ho trovato molti tratti aperti al sole cocente. Sinceramente avevo l’impressione di essere sui sentieri dietro casa, dove giornalmente mi alleno: psicologicamente ho iniziato a cedere!

Arrivo a Fontan camminando: la prospettiva di avere ancora davanti 60 km mi ha scoraggiato. Bevo un paio di bicchieri, vado dal controllo e comunico la mia decisione di ritirarmi. Devo dire, e li ringrazio, che gli addetti hanno provato a spronarmi a proseguire: mi hanno detto “ ma lo dici con quella faccia lì?” come voler dire “ma perché molli? Non sembri stravolto”. Ormai la decisione è presa: è la prima volta che mi ritiro e non mi ha fatto piacere!

Mi è venuto in mente un racconto fattomi la sera quando sono arrivato a Limone: un addetto ai lavori mi raccontava del caldo patito dal gruppetto che ha fatto il percorso nel pomeriggio, al limite del colpo di calore. Un presagio…..

Prendo la navetta che va a Breil….assisto all’arrivo di Virginia Oliveri che si siede. Vedo che le tirano su le gambe poi la portano nel tendone: il caldo ha sopraffatto anche lei.

 

 

LA FOTOCRONACA

 

 033

 

 

 

 

Prime luci dell'alba

andando verso il

Passo del Duca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il MARGUAREIS

il versante nord

in piena luce all'alba

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Uno scatto d'obbligo,

La parete nord della

Punta Scarason

pensando alla grande avventura

alpinistica di

Paolo Armando e

Alessandro Gogna,

alpinismo estremo

della fine anni 60'

 

 

055

 

 

 

 

Il passaggio al

Rifugio Garelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

087

 

 

 

 

 

 

Continua la mattinata

perfetta

sull'altipiano del Marguareis

 

 

 

 

 

 

 

 

103

 

 

 

 

 

I concorrenti scendono

verso il Colle della Boaria

La natura rigogliosa,

la brezza e i profumi

delle Alpi Liguri e

Marittime

 

 

 

 

 

 

114

 

 

 

Il sole è ormai a picco,

i tetti di Tenda appaiono grigi, l'aria tremula. 

 

Federica Zinfolino

sta per entrare nell'inferno.

Sarà finisher, 55°

in 28h 34' 20" .

 

 

 

 

 

117

 

 

 

 

 

Il punto di ristoro 

di  Tenda

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

118

 

 

 

 

Un tratto in discesa,

in lontananza si vede

La Brigue

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

122

 

 

 

 

 

 

Il sentiero assolato

che porta a La Brigue

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

120

 

 

 

 

La fontana

di

La Brigue

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

125 copia

 

 

 

 

Il Posto di ristoro

a Breil

a metà gara

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

130

 

Pablo Triado Toca

fa una lunga pausa

a Breil.

 

Sarà finisher in

22h 16' 34"

in decima posizione

E' con Carmela Vergura,

in attesa della  partenza del

Trail della Riviera 

 

 

138

 

BREIL

 

I concorrenti del

Trail della Riviera

si avviano alla Partenza

costeggiando il Roya

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

152

 

 

 

L'ARRIVO DI

MICHELE GRAGLIA

AL TRAGUARDO DI MENTONE

IN 16h 01' 31"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

156

 

 

 

Miss personale

per

il vincitore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

159

 

 

 

 

Entusiasmo femminile

e

foto ricordo con

il trailer

(ex) modello

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Commenti  

 
0 #2 Vittorio 2015-08-02 23:34
Non mi fossi ritirato a la Brigue sarei più soddisfatto.
Le foto oltre il 50° le farò l'anno prossimo. :-)
Citazione
 
 
0 #1 OrcoPinoR 2015-08-01 12:52
Complimenti per l'articolo dettagliatissim o
Citazione
 

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