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RED BULL K3 2 AGOSTO 2014 / TRIPLO KM VERTICAL E RECORD SUL ROCCIAMELONE
Scritto da V.Duregon e F.Vinassa   
Martedì 12 Agosto 2014 22:56

 

LA STORIA DELLO SKYRUNNING

RITORNA IN VETTA AL ROCCIAMELONE

 

 

MARCO MOLETTO E LAURA ORGUE VILA

VINCITORI CON RECORD

 

RED BULL K3

SUSA-MOMPANTERO-ROCCIAMELONE

Susa 2 Agosto 2014

 

 

PER LA PRIMA VOLTA UNA GARA IN LINEA PORTA

100 CONCORRENTI SU 400 PARTENTI

DAI 508 m DI SUSA

AI 3.538 m DELLA VETTA DEL ROCCIAMELONE

 

 

UN VERO

CAMPIONATO MONDIALE DI VERTICAL ULTRA

 

 

Si parlerà a lungo di questo 2 Agosto del 2014 e della prima edizione della RED BULL K3, la prima corsa podistica in linea da Susa (To) alla Vetta del Rocciamelone, il primo Triplo Vertical mai organizzato nel mondo.

236 copiaGli organizzatori Marco Abbà, Maurizio Scilla, Nico Valsesia, e lo sponsor Red Bull, sono riusciti a interpretare e concretizzare un sogno, quello di un primato, di una competizione pubblica fino alla vetta, che montanari e podisti della Val Susa, sin dal secondo dopoguerra, avevano alimentato con iniziative personali e in gruppi ristretti.

Di questi tentativi e record, qualcuno ancora imbattuto, ci rimangono i tempi ufficialmente cronometrati, i servizi nei giornali della valle, qualche riferimento, ma molto è ancora da raccogliere dai racconti dei protagonisti.

 

02 totale linee quota

 

 

Una epopea che ha creato moderni eroi nelle figure di Gioacchino Volturo, il primo in assoluto a tentare un record di salita e discesa, di Antonio Bonello,il tabaccaio volante, di Diego Bianco Prevot, di Fiorenzo Praturlon, il panettiere di Rivoli, di Daniele Ivol, fino ad oggi il miglior tempo di sola salita, di Felice Oria, di Elio Ruffino e Paola Didero, dal 1988 ancora detentori del record di salita e discesa, di Valerio Bertoglioil padre dello skyrunning e attuale detentore del record delle 24 ore, ed altri ancora.

 

Storie e record che appartengono alla nostra storia, ai quali andranno ad aggiungersi tutti i temi che questa Red Bull 3K, con la sua formula innovativa e la sua Classifica dei 102 arrivati in vetta, consegna al futuro.

 

 

 

 

 

04 trucco-cadasti

 

 

 

 

 

La vetta del Rocciamelone non è agibile tanto facilmente per una moltitudine di persone.

E' slanciata e abbastanza ristretta in cima, i fianchi sono ripidi e pericolosi, l'accesso finale è forzatamente limitato da uno stretto sentierino su roccia che richiede l'ausilio di corde fisse. Il meteo inoltre può cambiare molto rapidamente, e diventa così impensabile immaginare e autorizzare lassù una schiera di atleti in competizione.

La particolare formula del regolamento di gara, quella dei due cancelli intermedi, con il 20% dei concorrenti eliminato al 1° cancello, e solo un altro 20% abilitato a proseguire dal secondo cancello alla vetta, se a prima vista può apparire antipaticamente 'prestazionale', in realtà consente sia di ottenere un risultato sportivo 'tirato' sia di soddisfare fino a 400 partenti il naturale desiderio di partecipazione che questa sfida affascinante comporta.

Semmai sarebbe augurabile che si stilasse comunque una Classifica finale comprendente tutti i partecipanti, visto che, in definitiva, in queste imprese, ognuno cerca, comprensibilmente, condivisione, visibilità e riconoscimento.

05 cadasti-vetta

 

 

 

 

 

Per la prima volta questa sfida alla vetta del Rocciamelone ha superato l'ambito locale e stimolato il superamento del genere stesso della 'corsa in montagna'.

 

A scorrere la classifica dei primi cento si intravede un composito popolo internazionale di atleti della montagna composto da skyrunners, specialisti del Vertical, atleti dello scialpinismo e dello sci di fondo, trailers, podisti e maratoneti classici, ultramaratoneti, ciclisti.

 

Un livello molto alto, un vero Campionato Mondiale di Triplo km verticale, dove troviamo un solo italiano nei primi dieci, ma lo troviamo al primo posto:

un grande MARCO MOLETTO, di Limone Piemonte, che con il tempo straordinario di 2h 06' 30” vince e stabilisce il nuovo record di sola salita.

 

 

 

 

 

 

 

169 copia

 

 

Dietro di lui quasi tutti i protagonisti internazionali del Vertical, tra i quali consideriamo notevole l'inserimento di un trailista classico, più volte vincitore e protagonista al Trail des Templiers, il francese Fabien Antolinos.

In calo di forma Damiano Lenzi, vincitore quest'anno della Coppa del Mondo di scialpinismo, dato tra i favoriti ma arrivato 11°.

Eccellente risultato invece per il principe dei trailers Daniele Fornoni arrivato 12° con il gran tempo di 2h e 20'.

 

 

187 copia copia

 

 

Gli altri italiani da segnalare arrivano dalle montagne lombarde e dell'Est, come Thomas Trettel 17°, Filippo Beccari 19°, Stefano Butti, Christian Modena.

 

Per le donne la triolimpionica dello sci di fondo, la spagnola LAURA ORGUE VILA, vincitrice degli ultimi Vertical internazionali, ha confermato il ruolo di favorita arrivando 13° assoluta con il tempo di 2h 20' 24”.

 

 

 

 

 

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Dietro di lei un'altra super campionessa, più versata nello sky running e nei trail, l'americana Stevie Kremer, che pur accusando soli sette minuti dalla prima, scala in classifica al 28° posto assoluto, a significare l'altissimo livello della partecipazione maschile.

Spettacolare rinascita e terzo posto per Corinne Favre, pioniera e protagonista internazionale di trail e skyrunning, da qualche anno stella declinante per limiti di età, ma capace ancora di gareggiare ad alto livello con classe ed entusiasmo.

 

 

 

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Quarta donna e prima italiana, al 54° posto assoluto, è Francesca Bellezza, verticalista piemontese, splendida su questa distanza anomala. Quinto posto e grande prestazione per Sonia Glarey, così come per Patrizia Pensa, due grandi trailer, arrivate insieme.

A seguire, nei 'magnifici 100' troviamo i nomi di Alma Rikka, Katarzyna Kuzminska, brillantissima nella prima parte e in calo nella seconda, della scialpinista valdostana Christiane Nex, della trentina Simonetta Gadler, di Beatrice Deflorian, della brasiliana Fernanda Maciel, in giornata negativa, e infine la trailer canavesana Alessandra Perona, seguita da Marina Plavan. Tutte protagoniste abituate al podio.

 

 

 

 LA CLASSIFICA DEI MAGNIFICI 100

 

 

 

 

LA MIA K3

 

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di Fabrizio Vinassa  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Susa-Mompantero

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Mancano pochi minuti alle 9.30, le donne della K3 si stanno già inerpicando lungo le pendici del Rocciamelone, noi uomini siamo ancora a Susa, all'angolo tra Piazza Savoia e Piazza San Giusto, ammassati sotto al gonfiabile redbull, punto di partenza di questa nuova avventura.

 

Mau Scilla, serio come non mai, tiene il briefing pre-gara, in italiano, francese, inglese e spagnolo poiché ci sono molti atleti provenienti da diverse nazioni.

 

 

 

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Ci ricorda le regole dei fatidici cancelli (oltre Ca d'Asti potranno proseguire solo i primi 80 che transiteranno) e ci informa che in vetta troveremo temperature intorno agli 0 gradi, quindi per la nostra incolumità ci raccomanda di essere equipaggiati come da regolamento.

Si fanno così le 9.30, partiamo per il trasferimento da Susa a Mompantero, tra le vie del centro storico di Susa, ad andatura controllata ma decisamente sostenuta seguendo il mezzo della polizia municipale.

Attraversiamo il ponte sulla Dora, la SS25, il ponticello sul Cenischia. Entriamo nel Comune di Mompantero, fine dell'andatura controllata, restano poche centinaia di metri da fare ancora più veloce per iniziare la salita il più avanti possibile ed evitare così imbottigliamenti. 

Il gruppone si allunga, arriviamo al Santuario, con una svolta a destra a 90° passiamo sotto ad un gonfiabile redbull, quota 508 m s.l.m., da qui inizia la salita e parte il cronometraggio del triplo chilometro verticale!    

 

 

Mompantero - Il Trucco (4,3km - 1202m d+)

 

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L'ascesa inizia con alcune decine di metri su una stradina asfaltata, che si trasforma ben presto in mulattiera.

Pur essendo larga e ben mantenuta, si può procedere non più che appaiati, e un po' per la pendenza (che diventa subito impegnativa), un po' per il restringimento rispetto alla strada, ben presto la corsa lascia spazio ad una camminata veloce, in un continuo alternarsi di posizioni, in un intreccio di gambe e bastoncini, con un'andatura irregolare fino alla B.ta Seghino.

Inizia quindi qualche tratto di single track, ci si dispone in una lunga fila indiana, approfittando di qualche slargo e degli attraversamenti di una strada sterrata per dare spazio o per superare qualcuno.

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Fortunatamente non fa caldo, il cielo è coperto, ma la pioggia caduta prima della partenza ha lasciato parecchia umidità, ampliata nei tratti più vegetati.

Riesco comunque a prendere il mio passo, attraverso la strada asfaltata a quota 1000m, su per la ripida rampa in cemento e quindi di nuovo per la mulattiera.

Qualcuno arriva con passo spedito da dietro e passa avanti, qualcun'altro rallenta un po' l'andatura e passa dietro;

raggiungo alcuni amici, due parole di incoraggiamento reciproco senza rallentare, e si continua a salire di buon passo, raggiungendo le prime grange sotto al Trucco, segnale che manca poco al primo cancello/ristoro, posto dopo 4,3 km e 1202 m d+ di salita.

 

Il Trucco - Cà d'Asti.  (3,8 km - 1144 m d+)

 

405 copiaPassato il cancello del Trucco, posto nel piazzale vicino alla fontana, si continua a salire per un breve tratto nei pini, fino ad immettersi in una strada erbosa che procede quasi parallelamente, pochi metri più in basso, alla strada carrozzabile che porta a La Riposa.

In questo tratto in falsopiano di circa 1,2 km si può correre agevolmente, prima di arrivare ad un alpeggio e quindi all'agriturismo, dal quale si sale ad attraversare la strada carrozzabile de La Riposa, ed attaccare quindi il famigerato "pratone".

In questo tratto del percorso non c'è sentiero, la tracciatura segue una linea pressoché retta che copre 800m di dislivello in circa 1,7 km su un ripido pendio erboso, prima di arrivare ad un piccolo pianoro sotto alle bastionate rocciose su cui si erge il rifugio di Ca d'Asti.

 

410 copiaInizio il pratone salendo regolare, cominciando ad intuire di poter passare il secondo cancello. Il pubblico lungo il percorso, dal Trucco in su, ci fornisce informazioni sulla posizione, che al mio passaggio varia in un range tra la cinquantesima e la settantesima;

se è vero potrei raggiungere un traguardo che fino a mezz'ora prima credevo impossibile.

In questo tratto ho il dubbio di pagare qualcosa per il fatto di non usare i bastoncini, invece salendo a testa bassa e con le mani sulle ginocchia, mentre sento l'elicottero volteggiare sopra di noi, riesco anche a recuperare qualche posizione.

 

 

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Arrivo così al pianoro sotto Ca d'Asti, attacco l'ultima erta per arrivare al rifugio, c'è tanta gente ad incitarci, tra cui tanti amici che mi incoraggiano.

Salgo i gradoni in pietra del rifugio a due a due, svolto a destra nel piazzale, passo il tappeto del cronometraggio e sento il beep della rilevazione del chip.

Nessuno mi ferma, ora ne ho la certezza, ho passato il secondo cancello, dopo 8,1 km e 2346 m d+ da Mompantero.

 

 

Ca d'Asti - Vetta Rocciamelone (1,8 km - 684m d+)

 

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Esco dal piazzale del rifugio senza fermarmi al ristoro, ho con me il necessario per fare il percorso in sicurezza e completa autonomia.

Mentre salgo la prima ripida rampa su terra dopo Ca d'Asti, non mi sembra ancora vero di poter continuare, ora me la posso davvero godere, senza più preoccuparmi di guadagnare o perdere posizioni, come al solito quando corro i trail;

posso anche alzare lo sguardo verso la cima avvolta nella nebbia; posso lasciar liberi i pensieri che volano a trent'anni fa, quando salivo quassù con mio nonno, che mi ha trasmesso la passione per la montagna, ed in particolar modo per questa Montagna.

 

433Dopo la rampa terrosa, il sentiero attuale piega verso destra tagliando il pendio, per poi ritagliarlo verso sinistra più in alto;

il percorso di gara invece, per percorrere meno strada possibile, è tracciato dove passava un vecchio sentiero ormai poco utilizzato, vale a dire negli sfasciumi sulla massima pendenza!

Si rientra quindi nel sentiero ufficiale nel breve tratto parallelo alla cresta che dà sulla Val Cenischia, per poi lasciarlo nuovamente e continuare dritti tra le rocce fino alla Croce di Ferro.

Aggirato il pilone della Croce, il percorso non può che seguire il sentiero classico, intagliato tra le rocce fino alla vetta.

 

506 copiaLa nebbia è sempre più fitta, procedo sempre regolare del mio passo incrociando i primi uomini e donne che stanno già scendendo. Arrivo al tratto attrezzato con le corde fisse che solitamente ignoro, oggi invece mi tornano utili per alleggerire le gambe sulle ultime ripide rampe.

Ultimi due tornantini, scorgo nella nebbia la cappella/bivacco di vetta e sento la voce di Marco Abbà che già mi prende in giro. Passo accanto al cronometrista, supero il logo della Red Bull K3, e proseguo fino ai piedi della Statua della Madonna. L'ascesa è finita, 3030 m di dislivello positivo in 9,9 km!     

 

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In vetta c'è la nebbia e fa freschino, solo un paio d'ore prima nevischiava, infilo subito giacca, guanti e berretto, abbraccio Marco, scendo nel bivacco a salutare Fulgido che sta distribuendo a chi arriva una calda tisana ristoratrice, recupero un borsone di materiale da riportare a Ca d'Asti e inizio quella che sarà una lunga e piacevole discesa fino a Susa, in compagnia molti amici, con i quali condividere le emozioni di questa bella giornata.

 

 

Un immenso Grazie a Marco, Mau, Nico e a tutti coloro che hanno reso possibile questo evento unico al mondo in Val Susa! 

 

 

 

 

 

INCONTRI

 

GABRIELE ABATE

 (Un pronostico alla Partenza)

 

Gabriele, dammi la lettura tecnica di questa gara.

 

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Prima di tutto speriamo che arrivino in punta perché in questo momento sta nevicando.

 Il favorito è senza dubbio lo sloveno Kuhar perché anche domenica scorsa ha vinto una gara di 2.000 m di dislivello, cui io ho partecipato l'anno scorso e che è molto simile,

il primo favorito è lui, poi Lenzi, perché arrivando dallo sci alpinismo sa spingere sulle braccia e poi il turco Arslan, se c'è, ma non lo do come favorito, perché faticherebbe nell'ultima parte.

 Comunque sono favoriti i verticalisti, e ci metto anche sicuramente Marco Moletto, ci va tanta potenza.

 

 

 

MARCO MOLETTO

 

Con una vittoria importante come questa diventi un Nibali della montagna.. 

 

527Paragonarmi a Nibali è esagerato perché lui è un atleta fortissimo, io ci provo a fare bene e oggi diciamo che è andata... come non pensavo, perché sono partito senza obiettivi e poi ho visto che stavo bene in gara e nel finale, gli ultimi mille metri, ho provato a dare il tutto per tutto e ho visto che gli altri perdevano contatto, ho pensato ho la va o la spacca, o vinco o salto; sono arrivato su e ho vinto. Sono contentissimo.

 Oggi c'era un livello fortissimo, c'erano tutti gli specialisti del vertical e della salita, stranieri e italiani, quindi sono proprio contento.

 Eri favorito, ma c'era qualche dubbio sulla tenuta, sulla distanza..

 Diciamo che io sui mille metri riesco ad andare bene e sui tremila... non sapevo, perché non ho mai fatto gare così lunghe. Avevo qualche timore anche io, però poi in gara diciamo che ho trovato le energie per arrivare in cima.

 Sicuramente è una delle mie più belle vittorie, e poi una gara della Red Bull qui in Italia è una gran gara, è una soddisfazione immensa.

 

 

 DANIELE FORNONI

 

Daniele, sei andato benissimo, qui c'è una elite mondiale, un dodicesimo posto che forse poteva anche essere un decimo..

 

250Il decimo era il mio obiettivo però va bene così, visti i nomi davanti a me sono contentissimo. Con la gente che c'era era un mondiale di trplo vertical..

 

Mi ha stupito però vederti confrontare così bene con gli specialisti del vertical. Tu sei anche un ottimo trailer e maratoneta..

 

Erano molti anni che non avevo questo smalto in salita. Dopo un po di stagioni di trail dove la salita l'avevo fatta sempre a ritmi più bassi, quest'anno ho deciso di provare a spingere di più e tornare a dei dislivelli e velocità di ascensione più alti e infatti i risultati sono arrivati.

 

 

SONIA GLAREY

 

Ti ho vista andare benissimo, sei contenta di questo risultato?

 

142 copiaSono superfelice, davvero, perché qui c'era un livello incredibile e la gara era durissima, non ti mollava mai

 

Tu sei soprattutto una trailer, anche trail molto lunghi, come Andorra e Tor des Géants

 

Quest'anno mi sono dedicata a trail più corti, ho cercato di lavorare un po' sulla potenza e la velocità, per cui sapevo che potevo mettermi in gioco, però non sai mai...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Commenti  

 
0 #3 Diego 2014-09-23 10:15
Fabrizio, hai fatto un bel racconto, portandomi in vetta!! Sei troppo modesto, 2H e 41 minuti per arrivare in cima con un 42 posto finale è da Marziano!!!!
Complimenti
Diego
Citazione
 
 
0 #2 Vittorio Duregon 2014-08-18 16:07
L'articolo rimane postato, quindi ho provveduto a fare l'integrazione che chiedi.
Grazie per il contributo. Vittorio
Citazione
 
 
0 #1 Moreno 2014-08-16 12:20
Si parla tanto di uomini e del primo italiano. Delle donne meno e niente della prima italiana. Bell'articolo?! Potrebbe essere meglio e più completo
Citazione
 

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