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LA LEGGENDA DI KATIA Intervista con KATIA FORI
Scritto da Diego Leandro Dal Cin   
Venerdì 11 Ottobre 2013 23:20

 

LA LEGGENDA DI KATIA

 

Intervista esclusiva con

KATIA FORI

 

 

foto diego  di Diego Leandro Dal Cin

 

 

Ho la fortuna di conoscere Katia da diverso tempo e forse per questo, per la consapevolezza di averla così” a portata di mano”, ho sempre rimandato un incontro “ufficiale”. Finalmente siamo riusciti a combinare questa intervista. Il luogo e la serata sono incantevoli, siamo a casa di amici che hanno la fortuna di abitare in collina. Lo sguardo indugia sulla pianura e sul bellissimo castello di Torrechiara. Approfittando del clima rilassato, cercherò di carpire i segreti di una delle atlete più forti del panorama nazionale e non solo.

 

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Partiamo dai Mondiali IUTA dove hai brillato ma dove il riscontro mediatico è stato scarsissimo.

 

Pratichiamo uno sport di nicchia, dal canto nostro forse siamo troppo riservati ed esterniamo poco i nostri risultati. Chissà, se qualcuno avesse spedito un articolo alla Gazzetta dello sport, forse sarebbe stato pubblicato….

 

Io credo che prima degli atleti sarebbe compito della Federazione intraprendere certe azioni. E' vero che non parliamo di milioni di appassionati, ma per quanto mi riguarda ho dovuto sudare sette camicie per reperire qualche informazione, se poi non conosci un minimo di inglese sei tagliato fuori.

 

17070536Purtroppo viviamo in una società dove l’informazione è quella che riesci a finanziarti. Tante manifestazioni per avere risalto forniscono il soggiorno ai giornalisti delle varie testate, ma purtroppo molte altre (quasi tutte) non hanno la forza economica per fare ciò. Forse l’unica strada da intraprendere è quella di potenziare la comunicazione via internet sfruttando quei servizi che sono gratuiti e facilmente accessibili.

 

Parlando della gara in sé, tu sei partita dicendo" no non è la mia corsa, non sono in forma” poi alla fine sei risultata fra le migliori. Merito anche del tuo approccio psicologico alla gara?

 

Avevo passato l’inverno e anche la primavera a fare skialp, credevo di non essere pronta per affrontare un Mondiale..invece bellissimo risultato, di grande soddisfazione. Sicuramente ho il vantaggio che sento poco la pressione, penso poco agli altri e cerco sempre di fare la mia gara. Qui in particolare, quando tutti sono partiti “a palla”, sono rimasta tranquilla e ho cercato di fare il mio ritmo. Sfruttando la mia caratteristica di ultramaratoneta, che mi permette di dare il meglio dopo diversi km, ho cominciato a superare atleti su atleti concludendo la gara con uno sprint con una francese (Questo dopo 73Km!! ndr)!!!

 

13aCercando in internet, i tuoi risultati significativi risalgono a pochi anni fa. Quindi la “leggenda di Katia” che circola qui a Parma è vera? Per chi non lo sapesse la storia narra di una fanciulla che fino a 6/7 anni fa praticava un po’ di palestra, più per passare il tempo che per altro, mentre nel 2011 arriva quarta al Tor Des Geants! Verità o mito?

 

È vero! Sino al 2006 non facevo praticamente nulla. Poi sono andata ad assistere l’arrivo di Nicola, mio marito, all’ UTMB; mi sono talmente appassionata dell’atmosfera che ho deciso di provarci anch’io. Nel 2007 ho partecipato alle gare qualificanti et voilà…

 

Parlando di un mito come Olmo, lui dice sempre di essere partito tardi, ma comunque era uno che aveva fatto sci alpinismo, fondo ecc..

 

No, giuro è vero. Passavo il mio tempo libero tra aperitivi in centro, cene con gli amici, un po’ di step in palestra, camminavo per fare shopping, qualche cinema, … come fanno tutte le ragazze a Parma !

 

Quest’inverno ci siamo incontrati ad una conferenza del Prof. Trabucchi, dove tra l’altro tu eri uno degli ospiti. Argomento principe la resilienza, ma anche si è discusso molto sul fatto che il talento non esiste, o quanto meno che da solo non è sufficiente. I risultati sono frutto del lavoro e dall’applicazione. Il tuo caso pare andare controcorrente...

 

Non so se ho talento, so di essere una persona molto determinata, non posso contare su un fisico molto potente, sono sovente acciaccata. Sicuramente, come afferma anche Trabucchi, la testa conta molto.

 

 

dsc01992Ricapitolando: inizi a correre nel 2007 e nel 2010, dopo 3 anni, arrivi quarta donna, trentacinquesima assoluta al TDG.

 

Sì perché ho dovuto aspettare Nicola!( risata) che aveva male ad un ginocchio. Sono stata con lui fino al 250°km, poi sono partita e andavo ancora bene. Avevo quasi preso la terza. Secondo me i miei risultati sono anche frutto del mio ottimismo, difficilmente affronto una gara pensando cose spiacevoli come il ritiro. Visualizzo sempre le cose positive, una bella bevanda fresca, lo sguardo su un bel paesaggio, la doccia all’arrivo. Credo che molto possa dipendere dal mio approccio alla competizione. Non sono certamente una che si uccide con gli allenamenti. Certo nel fine settimana cerco di dedicarvi il giusto tempo , ma durante la settimana solo qualche giretto di 12/15 km, niente di più.

 

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Quindi il tuo segreto è allenarsi poco?

 

No. L’allenamento è importante, però non seguo delle tabelle particolari. Esco con Nicola e decidiamo sul momento cosa fare. In estate nei week end andiamo quasi sempre in montagna a correre, durante la settimana (lavoro permettendo) cerchiamo di fare un allenamento collinare; i restanti giorni divisi tra corsa e relax.

 

Ho terminato da poco la lettura del libro di Killian, mi ha colpito più di tutto il lato umano del racconto, cioè il campione che arriva sfinito, che prova dolore ecc… Mi chiedo quindi se anche per te è così , o riesci ad arrivare sempre col sorriso sulle labbra?

 

No, ma che sorriso! Si soffre eccome, forse di più di chi arriva a metà classifica. Ad esempio quest’anno alla 6000D (gara storica in Francia) ero partita con il solo scopo di divertirmi e guardarmi attorno, ma quando sul ghiacciaio mi hanno detto sei terza, ho pensato beh, allora…. Quando ho sentito arrivare dietro di me un'altra donna ho dato fondo a tutte le mie energie, fisiche e mentali, per mantenere la mia posizione e alla fine sono arrivata a pochi minuti dalle prime due donne, stanca ma felice!

 

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Ho capito. Ad esempio per me, arrivare 30° o 32° cambia poco, se sono un po’ scoppiato mollo, per voi è diverso.

 

Proprio questo, se vedi che sei nelle prime posizioni ti spremi ancora di più. Anche se sei stanco cerchi di dare il tutto per tutto. Certo è impensabile affrontare così tutte le gare, ma in quelle che contano sicuramente sì. Alla fine forse fatichiamo di meno, magari impegniamo meno tempo di chi arriva nelle ultime posizioni , ma in quel tempo il nostro impegno è sempre massimale.

 

 

In tema infortuni la corsa è sicuramente uno sport molto traumatico, come riesci a gestirli?

 

In inverno stacco dalla corsa e pratico sci alpinismo, anche questo mi aiuta a preservarmi dagli infortuni. E' molto faticoso ( oltre che meraviglioso!) ma non è traumatico per le articolazioni e garantisce un buon livello di allenamento ( Killian docet ndr).

 

 

Questa intervista uscirà sicuramente dopo la tua partecipazione all’UTMB, così potremo verificare quanto mi dirai ora circa le tue aspettative.

 

Innanzitutto spero che il meteo quest’anno sia più favorevole e ci permetta di disputare la gara sul percorso originale. L’anno scorso a causa del maltempo era stato ridotto. Poi ci riprovo! Vorrei stare sotto le 30 ore e puntare al podio. Certo il livello competitivo, specie in questa gara, è altissimo. Comunque voglio tentare di abbassare il mio record e arrivare più in alto possibile. Spero di presentarmi con la dovuta concentrazione e motivazione. Confido molto nell’allenamento pregara che farò a Livigno.

 

Domanda forse banale , ma mi interessa il tuo pensiero, come vedi il fenomeno trail?

 

Beh, direi bene, penso che sia molto in crescita, speriamo si mantenga lo “spirito trail”. Inoltre noto anche che l'età media dei partecipanti si sta abbassando. Nel panorama internazionale la nostra squadra ai Mondiali in Galles era forse la più anziana.

 

 

 

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Katia, nel futuro ci sarai ancora?

 

Come sempre quando finisce la stagione penso di essere sono soddisfatta e penso che mi piacerebbe dedicarmi maggiormente alla famiglia e alla casa. Poi quando arriva la primavera e il sole ricomincia a scaldare , mi torna la voglia di correre sui sentieri. Per me è un modo per vedere posti nuovi e rilassare la mente. Magari mi invitano a qualche gara, mi dico “dai vediamo cosa riesci a fare quest’ anno” e mi riesce difficile rinunciare. Alla fine sono come un drogato che cerca di liberarsi della sua assuefazione! Il fatto di fare parte di un bellissimo gruppo come il Team Tecnica contribuisce sicuramente, i rapporti fra noi atleti e con i responsabili dell' azienda sono molto distesi. Anche il gruppo ASD Kinomana Parma non è male !!!! (dai Diego dillo che siamo in squadra insieme!!!)

 

Guardandola allontanarsi nella sua figura piuttosto esile, fra tutte, la domanda che non ha trovato risposta è sempre la solita. Ma come fa?!

 

 

 

Buone corse

Diego Leandro Dal Cin

 

 

 

 

 

 

KATIA NEL 2013:

 

Trail Alta val Nure Posizione 1 Le Défi de Val de Travers - Trail de l’Absinthe 2 Eco Maratona delle Aquile 1 IAU Trail WC Llanrwst/Conwy 5 Cima Tauffi Trail 2 La 6000D 3 Ultra Trail Tour du Mont Blanc (UTMB) 4

 

 

 

Katia ci racconta brevemente il suo UMTB 2013

 

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Quello di quest’anno è stato il mio quarto Utmb. Di ognuno ho dei ricordi meravigliosi ed è per questo che ogni anno mi ritrovo a Chamonix l’ultimo venerdì di agosto. Quest’anno fortunamente c’e’ il sole, l’attesa è ancora più coinvolgente, musica, pubblico, speacker, concorrenti, … sono emozionatissima! Corro, non guardo l’orologio e i km volano. Trail runners provenienti da tutto il mondo, sono circondata da campioni, quelli che vedo sulle riviste! Arriva la notte, stellata, calda, meravigliosa. Dopo aver ammirato il cielo dal Col de La seigne sono presto a Courmayeur. Ai ristori c’e’ Nicola, mio marito, premuroso ed efficiente. E' infortunato e non potendo correre mi fa assistenza. Sono contenta, e’ bello condividere questa esperienza! Arriva presto l’alba con l’aria frizzantina e così saluto anche la Val Ferret ed entro in Svizzera. Ormai sono quasi sempre sola, ma mi piace. Respiro appieno lo spirito trail. Piatto di pasta a Champex-lac e via verso le ultime 3 faticose, ma bellissime, salite. Sono finalmente sul Tet du vent, e all’improvviso alzo gli occhi e ho di fronte il Montebianco illuminato dai raggi del sole. Mi fermo qualche secondo affascinata e non vedo l’ora di raccontare questo momento a Nicola! Ormai è tutta discesa fino al traguardo ma il dolore ai quadricipiti, che pure avevo munito di tape, è talmente forte che non riesco a correre e mi sorpassano in 4/5. Ma ormai sono sul traguardo, e sono la quarta donna! La gioia di aver terminato anche quest’anno l’Utmb è immensa, mi sono migliorata come tempo e come posizione (l’anno scorso ero arrivata quinta), non posso chiedere di più. Mi godo il podio insieme agli amici con cui abbiamo condiviso questi giorni di vacanza a Chamonix. Purtroppo dopo la festa si rientra a Parma!  

Katia Fori

         

 

Commenti  

 
0 #1 Enzo 2013-10-17 04:46
Semplicemente MITICA!! Onorato di conoscerla ed anche di aver battagliato con Lei sugli sci, anche perchè sui sentieri non c'è prorpio storia, troppo veloce!!
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