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TROFEO KIMA - IL SESTO GRADO TRA LE SKY MARATHON - 26 AGOSTO 2012
Scritto da Vittorio Duregon   
Martedì 04 Settembre 2012 07:07



 

TROFEO KIMA

2012

 

IL SESTO GRADO

TRA LE SKY MARATHON

 

SETTE PASSI SOPRA I 2.500 

NEL REGNO DEL GRANITO

IN ALTA VAL MASINO

 

 

25-26 AGOSTO 2012

 

P/A

FILORERA   SONDRIO

 

49,5 KM

3.800  D+

 

"La gara si svolge su sentieri di montagna con tratti impegnativi in salita

e in discesa,con alcuni tratti attrezzati con corde fisse,attraversamento di

tratti innevati,cenge esposte,ripidi pascoli e pietrame,si richiede pertanto

una buona preparazione fisica e la massima prudenza"

Regolamento Trofeo Kima

 

 

 

 

1Non è  facile raccontare il KIMA in poche frasi. Tale è la ricchezza di cose da dire sulla val Masino,sulla Val di Mello e

e sullo storico Sentiero Roma, che è poi il tracciato del percorso di gara.

Scegliamo quindi di fornire il più possibile alcune sintesi informative già esistenti, e, per parte nostra di fornire qualche impressione diretta e qualche considerazione sull'Edizione 2012.

 

E' nostra impressione che fino ad oggi le info pubbliche sul Kima non fossero sufficienti a farsene una idea adeguata.

Il sito ufficiale era piuttosto laconico. In particolare mancavano filmati e foto della parte interna del percorso, ed era difficile capire di che tipo e quanto estese fossero le difficoltà 'speciali' del Kima.

L'opinione diffusa era formata dal passaparola alimentato dai (pochi) che avevano effettuato direttamente la gara.

Nell'Ovest la curiosità era recentemente aumentata, dopo il gemellaggio con la Royal Ultra Sky Marathon, anch'essa biennale, che si corre in un ambiente analogo, nel versante piemontese del parco del Gran Paradiso.

 

 

 

 

3L'ultima edizione del KIMA era del 2010. Oggi, nel 2012, con un più allargato e spontaneo contributo organizzativo e le straordinarie possibilità di Internet, sicuramente il gap informativo sarà superato.

 

Rimandiamo quindi per una partecipe e completa presentazione della gara e del Percorso 2012 e per una inedita documentazione fotografica di alcuni passaggi 'interni' ,al sito www.sportdimontagna.it di Maurizio Torri, speaker e servizio stampa ufficiale del Kima.

Molto interessante per cogliere l'essenza delle difficolta del Kima il dibattito che si e sviluppato sul Forum di Spirito trail, www.spiritotrail.it .

Altre foto e un racconto di Andrea Camoletto si possono trovare sul sito www.orchi.it .

 

7Noi ci limitiamo solo a richiamare alcuni aspetti e sintetiche impressioni, utili a chi volesse eventualmente in futuro  confrontarsi con la sfida costituita dal Kima.

 

La Val Masino

Il Kima si svolge nell'Alta Val Masino.

Che si può raggiungere in tre ore dalla tangenziale di Torino, passando per Milano e Lecco.

E' un ambiente caratterizzato dalla roccia granitica e da alcune vette spiccate come il Pizzo Badile,il Cengalo,Il Picco Luigi Amedeo,e più a lato il Monte Disgrazia.E' un centro alpinistico di importanza mondiale. Qui è stata scritta piu volte la storia evolutiva dell'alpinismo, e ancora oggi, nei valloni secondari del Ligoncio,del Qualido e della Val di Mello e  sul Sasso Remenno,si aprono vie che sono di riferimento a livello mondiale.

58

 

 

 

Citiamo per tutte la recente Ioy Division sul Qualido, una big wall di 800 m con difficoltà fino all'8b .

 

Il Sentiero Roma

L'alta Val Masino ha una forma ad anfiteatro e c'è un sentiero, progettato negli anni 20, che, attraversandola in quota, unisce tutti rifugi e bivacchi della zona.

E' il sentiero Roma, che costituisce per l'appunto il Percorso del Kima. Spesso è  una semplice traccia di segnali che si succedono, su terreno costituito da pietraie,massi,roccette o roccioni, piccoli nevai.

 

 

 

20In corrispondenza delle 7 bocchette che suddividono i valloni interni alla Val Masino(val Ligoncio, val Dell'oro,val Porcellizzo,val del Ferro,val Qualido,Val Torrone,Val Cameraccio) la pista si arrampica tra alti e impressionanti salti di roccia,attrezzati con catene.

 

Elevate difficoltà

Il Kima richiede grande allenamento alle lunghe distanze, tra le 7 e 12 ore di gara,abitudine alla corsa in montagna su sentiero tecnico come raramente si trova, con particolare riferimento alla discesa.

Richiedeabitudine a superare in velocità  piccoli salti e roccette .

A questo bisogna aggiungere senso dell'orientamento e una effettiva pratica di alta montagna, in modo da non rimanere troppo impressionati dal severo ambiente delle bocchette.

 

 

Una gara per una élite

21Il Kima è una gara dove le misure di sicurezza devono essere al massimo. Almeno 200 volontari sono disseminati sul percorso, anche in acrobatiche posizioni, per controllare ed eventualmente assistere i concorrenti.

Oltre a questo l'organizazzione opera in funzione di sicurezza preventiva. L'idea è che solo concorrenti molto forti saranno in condizione di terminare il percorso entro le 10-12 ore e di mantenere un margine di sicurezza rispetto ai rischi potenziali.

Per questo ogni richiesta di  iscrizione viene  vagliata e nei casi dubbi viene chiesto al concorrente un curriculum aggiornato.

 

I Cancelli orari

La selezione tra gli aspiranti finisher concorrenti fatta soprattutto tenendo molto stretti i cancelli orari.

In particolare nella prima parte di gara, il primo e il secondo 22cancello.

Può stupire infatti come questa gara, così fascinosa,internazionale, giunta alla 16a edizione

continui ad annoveraresolamente  poco pù idi un centinaio di partenti.

La risposta è  presto trovata: chi conosce bene il Kima e conosce i propri mezzi sa che, pur motivato e preparato, non potrà mai portarlo a termine per impossibilità di superare i cancelli.

E anche il taglio sull'eta dei concorrentiè nettissimo: quest'anno 2 soli i concorrenti partenti con più di 60 anni, solo 14 gli arrivati oltre i 50.

 

 

 

 

24

Il Kima e la Royal

Il Kima è  biennale ed è gemellato con la biennale Royal Ultra Sky Marathon, un progetto simile, che attraversa il versante piemontese del gruppo del Gran Paradiso, per una distanza di 53 km e 4000m D+.

C'è una classifica che combina i risultati nelle due gare.

Facendo un confronto tra le due emerge che le difficoltà tecniche e i rischi del Kima sono nettamente superiori a quelle della Royal, (così come di ogni altra gara in Lombardia, come il Sentiero 4 Aprile,Il Sentiero delle Grigne, la Red rock).

La Royal sembra mantenere il primato per l'impegno fisico complessivo, grazie ad una distanza e dislivello lievemente maggiore e ad una maggiore corribilità.

 


25 Il Kima è più 'orrifico' e pesante psicologicamente. Richiede velocità per superare i cancelli, e nello stesso tempo incute timore per il severo ambiente di roccia in alta montagna.

La Royal ha pure queste caratteristiche,anche con i cancelli stretti, ma decisamente più attenuate.

Se il fisico lo permetterà, potrà diventare una gioiosa cavalcata nella natura selvaggia del Parco del Gran Paradiso.

Meglio organizzati e ricchi i ristori alla Royal, là dove invece il Kima deve profondersi in un grande sforzo organizzativo per la presenza dei volontari per tenere in  sicurezza i passaggi sulle bocchette.

 

Per entrambe le gare vi è  un territorio, uno scenario di alta montagna di bellezza straordinaria e un contesto di significati alpinistici e naturalistici come pochi al mondo.

 

 

 

30 L'EDIZIONE 2012

 

Arrivati : Donne 10, Uomini 84

Ordine di  arrivo  stellare, per  questa  edizione del Kima, che era  inserita  nelle 5 prove che  a livello  mondiale assegneranno il titolo di Campione mondiale nella disciplina Ultra Sky Marathon  della International Skyrunning Federation.


Kilian Jornet,24 anni, come nel 2010, ha dominato la gara,correndo sempre da solo dopo circa un'ora di corsa; dietro  di lui un compagno in Salomon Team,Tom Owens.


Terzo e primo degli italiani Franco Sancassani, pluricampione mondiale e italianodi canottaggio, e già salito sul podio del Kima nella edizione del 2007.


Dietro di loro una rappresentanza della  nuova élite  internazionale degli ultratrail : Andy Simonds,inglese,Michel Lanne,francese, Philipp Reiter tedesco, Bodas Rodriguez, spagnolo.  Paolo Gotti, l'italiano più forte delle ultime edizioni è arrivato ottavo, seguito  dal  dolomitico  Filippo Beccari e da un ottimo Claudio Garnier,portacolori della Val Pellice,decimo  arrivato.

 

44Eccellente  risultato  del  giovane  Daniele Vottero Reis,incredibile quindicesimo  assoluto,canavesano,con alcuni significativi  risultati alla Royal, alla Ivrea Mombarone e al Morenic Trail .

 

 

 

 

Tra le  donne battaglia tra la giovane svedese Emelie Forsberg e la spagnola Nuria Picas Alnets, con quest'ultima a prevalere nella seconda parte  di  gara. Volata finale  per il secondo posto  tra  la  Forsberg e la campionessa uscente Emanuela Brizio,in rimonta finale, ma con la svedese a prevalere. 

 

 

63

 

 

 

 

 

 

 

 

Raffaella Miravalle, ha colto l'opportunità di competere in  una vetrina mondiale,e raggiunge uno splendido quarto posto, a poca distanza dalle prime su  un percorso  a lei  sconosciuto.

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

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