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SERGIO CHIAMPARINO RACCONTA LE SUE MONTAGNE 2/2012
Scritto da Vittorio Duregon   
Sabato 10 Marzo 2012 17:22

 

 

SERGIO CHIAMPARINO

CORDATA CON SINDACO

Dialogo con Valter Giuliano

Direttore di ALP

Torino: pag. 88

VIVALDA Editori

 

 

Proviamo ad arruolare ad honorem Sergio Chiamparino nel movimento Trail ?

Invitiamo gli organizzatori a farsi avanti, a proporgli un pettorale e a dare una spinta decisiva.

Probabilmente da parte sua c'è già curiosità e interesse.


001 chiamparino

Spettatore alla ROYAL

Nel luglio del 2010 lo ricordiamo, spettatore partecipe e incredulo del passaggio della Royal al Rifugio Pontese, dove è di casa. Si rendeva conto benissimo di cosa poteva significare transitare dal Colle dei Becchi e presentarsi otto-dieci ore dopo a Ceresole provenendo da Ovest, dal Rifugio Jervis e dal Col di Nel.

Ma non tutti i percorsi sono come la Royal, che è una 'ultra-sky marathon'.

Se il Trail è escursionismo sportivo, nei boschi e su sentieri di montagna, con una forte componente di socialità, ebbene Chiamparino, che già pratica running e montagna, ha sicuramente tutti i mezzi per partecipare, divertirsi, e da buon politico anche entare in contatto con qualcosa di nuovo.

 

In montagna col Sindaco

Questa è la considerazione che traiamo dopo aver letto il libretto Cordata con Sindaco,Vivalda Editore, scritto in collaborazione con Valter Giuliano, Direttore di ALP, che rende pubblica la grande passione per la montagna del 'Sindaco delle Olimpiadi'.

Non è  difficile incontrarlo in questa veste outdoor. Anche lui appartiene al corposo popolo dei frequentatori abituali del Monte Musinè, sua mèta abituale, nei ritagli di tempo, come palestra per fare fiato e gambe.

Ma lo si può anche incontrare lungo il Po o ad una podistica stracittadina, quando si accontenta di una corsetta, se proprio il tempo è tiranno.

Tutti surrogati però  della sua vera passione, la pratica della montagna, che in queste poche pagine si rivela assecontata con una sistematica esplorazione di valli e cime dell'Ovest.

 

002 chiamparino

'Il catalogo questo'

Decine e decine di vette e valli scorrono tra le pagine, inframezzate con sintetici riferimenti e riflessioni sulla sua vita e sul suo percorso  politico.

Un curriculum molto ampio, che spazia dalle Alpi Marittime e del Sud, al Monviso, salito numerose volte, al Gran Paradiso, alla Valle d'Aosta e alle Valli del Monte Rosa, alle Alpi biellesi, e con incursioni in Val Masino (sul Sentiero Roma, quello del Trofeo Kima) e sulle Dolomiti.

E poi, per quanto riguarda le valli cuneesi, proprio un curriculum completo, da vero accompagnatore professionale !

 

Sognare ancora

Certamente un amore privato e secondario rispetto alla occupazione prevalente, quella della politica.

Di qui una certa discontinuità nella sua frequentazione alpina. Ci sono anni buoni e altri meno; e periodi anche lunghi in cui deve accontentarsi solo di tenersi in forma con il running.

Di qui anche una franco rammarico per gli obirttivi  che  non gli è stato possibile raggiungere. Un suo obiettivo importante è ancora salire il Becco Meridionale della Tribolazione per la Via Malvassora. la più classica e più bella via di IV Grado degli anni 70.  Come tenersi un libro sul comodino per quarant'anni!

E così si  rammarica anche di non aver avuto la combinazione favorevole per poter salire il  Monte Bianco e il Cervino in anni in cui le energie lo avrebbero sostenuto meglio.


003 chiiamparino

Gli anni '70

Sembra dire.. 'si fa quello che si può'. 

 Chiamparino non è nato fenomeno, come altri che sono protagonisti della politica e dell'industria in questo periodo.

Racconta con sincerità  delle sue modeste origini, di astigiano cresciuto nella periferia torinese nella seconda metà degli anni '60.

Poche opportunità relazionali, e anzi, la  scelta di un percorso di opposizione, avaro di vantaggi materiali,  fiducioso però  nei valori della giustizia sociale, interiorizzati in famiglia, e particolarmente nel rapporto con  il nonno socialista.

Erano gli anni in cui per fare una gita in montagna ci volevano più di tre ore per andare a Ceresole Reale, 5 ore per andare a Macugnaga.

 Courmayeur poteva sembrare un luogo fascinoso e quasi leggendario.

Erano però anche gli anni del protagonismo dei giovani, delle nuove libere esperienze al di fuori dell'associazionismo tradizionale, gli anni delle Fiat 500.

Ed ecco allora che Chiamparino affianca alla scoperta degli studi in economia anche la scoperta della montagna, avvicinata con gli amici del momento, con le prime auto a disposizione del gruppo, con mete e attrezzature sommarie.

Non facile è essere fenomeni: o ti dedichi allo studio, quello serio, (e comunque non potrai mai laurearti a Yale se non ne hai mai sentito parlare), oppure, se ti piace la  montagna,avresti potuto  frequentare i corsi di sci, i corsi di alpinismo del CAI, comprare l'equipaggiamento, eccetera.

(Sempre che tu te lo possa permettere. In quegli anni di massificazione dello sport dello sci, erano certamente avvantaggiati i giovani operai, con soldi e libretti a posto, non certo gli studenti squattrinati che stavano per affluire all'Università di massa)

Chiamparino sceglie lo studio, e con il successo negli studi di economia, prosegue con la Politica, quella semi professionale. Per le vie di roccia e il Monte Bianco... ci sarà tempo.


Una nuova generazione

Il racconto ci riporta a quegli anni in cui in Torino  c'era un cambio generazionale importante nell'approccio alla montagna; quello della diffusione in città e dintorni, a fianco dell'approccio elitario del CAI, o di quello capillare ma culturalmente tradizionalista dell'associazionismo cattolico, di numerosi  gruppi spontanei, con o senza capelli lunghi, con sigarette e spinello, con qualche libro nello zaino, qualche ragazza sportiva praticante.

Però non erano solo atteggiamenti alternativi. Erano anche fatti. Erano gli anni in cui l'esempio veniva della grande Olanda, cappellona, di Crujff. Appartengono a quel periodo le realizzazioni dei climber del Nuovo Mattino e un diffuso innalzamento delle difficoltà di riferimento nella scalata su roccia.

004 chiamparino

Nuovi sport

Dopo quegli anni, si inizierà a parlare di Trekking, lo sci alpinismo allargherà la sua base, prenderanno piede competizioni in montagna denominate 'marce alpine', la pratica alpinistica si allargherà frammentandosi in sotto discipline: alpinismo classico, falesia, sassismo, cascate di ghiaccio, muri artificiali e altro.

E si comincerà parlare specularmente  di crisi dello sviluppo basato sullo sci di massa, del suo negativo impatto ambientale, si parlerà di nuova consapevolezza della natura e dei territori.

 

Il movimento Trail

Ci piace pensare che deriva da lì anche il movimento Trail, con i suoi valori di rispetto dell'ambiente e di severa sportività, con i suoi liberi organizzatori e liberi partecipanti, gente comune e tosta.

Anche noi, le molte centinaia di partenti per i nostri trail ad ampio raggio, proveniamo da quella liberatoria massificazione e democratizzazione della base dei praticanti della montagna.

In Chiamparino si capisce sono strettamente interconnessi lo stile pubblico e quello privato, la montagna è maestra di vita, e viceversa. E questo, diciamo noi, dovrebbe essere una giusta aspettativa di un cittadino da un uomo politico.

Tuttavia lui è  troppo politico, e in questa chiacchierata non si espone certo in generalizzazioni di questo tipo.

Sono invece manifestate le sue riflessioni sulla necessità di immaginare e perseguire linee di sviluppo delle valli alpine che siano rispettose dell'ambiente e del vissuto tradizionale.

Il movimento Trail, pur nella sua settoriale limitatezza, porta in questa direzione qualche migliaio di praticanti e diffonde conoscenza dei territori in modo molto rapido, in quasi totale autosufficienza economica, e nel pieno rispetto dell'ambiente alpino.

Inoltre,nell'organizzare un trail, non si tratta solo di sfruttare i luoghi più panoramici, quelli già famosi e frequentati.

Territori in apparenza modesti, ma un tempo ricchi di insediamenti e percorsi da antichi sentieri, pensiamo ad esempio alle Prealpi di Torino, alle valli di Lanzo, o alle valli del Cuneese, possono essere riscoperti, mantenuti e riproposti ad una vasta platea di utenti, che già ora si muove da una regione all'altra,portando con sè  una forte componente femminile e famigliare.

 

In bocca al lupo per il Monte Bianco e il Cervino, caro Sindaco,.. sono ancora alla sua portata.

E venga a trovarci in qualche Trail, potrebbe essere proprio l'allenamento giusto.

 

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