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ROCCIAMELONE mt 3.538 - Un 'comodo' triplo km verticale in Val di Susa - di Fabrizio Vinassa
Scritto da Fabrizio Vinassa   
Lunedì 05 Dicembre 2011 13:20

 

 

SUA MAESTA' IL

ROCCIAMELONE

 

Primo percorso

 

Foresto m 505

Vetta del Rocciamelone m 3538

 

 

006a---  di FABRIZIO VINASSA

 

 

FORESTO – ROCCIAMELONE

UN TRIPLO KM VERTICALE

 


Excursus storico.

La prima ascesa documentata sul Rocciamelone risale al lontano 1 settembre 1358, ad opera del nobile Bonifacio Rotario d’Asti che, prigioniero in terra turca, fece voto alla Madonna di erigere una cappella sulla cima della più alta montagna delle terre natie, e di portarvi una scultura che la raffigurasse (un trittico bronzeo del peso di 7 kg raffigurante nella parte centrale Maria con in braccio il piccolo Gesù). Che sia davvero questa la motivazione che abbia spinto Bonifacio Rotario a scalare la montagna che all’epoca era ritenuta essere la più alta del circondario, rimane il fatto che quel gesto legò indissolubilmente questo monte alla fede cristiana, e nel 1899 venne eretta sulla vetta una statua bronzea della Madonna, dell’altezza di circa tre metri e del peso di seicentocinquanta chili (più ottocento chili di armatura interna), trasportata in otto pezzi per la prima parte a dorso di mulo, e quindi a braccia da 60 alpini. Dal ventesimo secolo, decine di migliaia di persone, spinte da vocazione o semplice passione per la montagna, hanno raggiunto i 3538 m s.l.m. del Rocciamelone.

 

Itinerari escursionistici

Sicuramente oggi giorno la maggior parte degli escursionisti raggiunge la vetta lasciando l’auto ai 2045 m s.l.m. di Pian Naturale, o qualche metro più in su lungo la strada sterrata che porta a La Riposa (2186 m s.l.m.), percorrendo gli ultimi 1400/1500m d+ che li separano dalla vetta sull’ampio sentiero che passa per il Rif. Cà d’Asti e la Crocetta (o Croce di Ferro). Ma ancora nel dopoguerra i più salivano a piedi dal fondo della Val Susa, arrivando magari in treno a Bussoleno o a Susa e poi inerpicandosi per le mulattiere che da Mompantero, Urbiano o Foresto, convergono a La Riposa. Altri itinerari classici sono la salita da Malciaussia in Val di Viù, passando per il Rif. Tazzetti, il Col di Resta ed attraversando il ghiacciaio pianeggiante prima dell’attacco finale alla vetta, oppure la salita dal Moncenisio, transitando per il Rif. Stellina e il Passo di Novalesa. Altro itinerario sicuramente conosciuto dagli abitanti della Val Cenischia ma ormai poco frequentato, la salita da Sant’Anna, frazione di Novalesa, passando per il bivacco Chiaberto e per l’Alpe Crest, ricongiungendosi al sentiero che sale da La Riposa nei pressi del Rif. Cà d’Asti. Combinando tratti di questi diversi tracciati, e sfruttando percorsi che tagliano trasversalmente il versante sud, si possono anche effettuare escursioni ad anello di due/tre giorni appoggiandosi ai rifugi, o percorribili anche in giornata viaggiando più rapidi e leggeri nello stile trail.

 

Lo Sky Running e il Rocciamelone

Data la particolarità del versante sud, che consente di percorrere un gran dislivello (poco più di 3000 m dal fondovalle) praticamente senza soluzione di continuità e in pochi chilometri per sentiero sempre agevole, (anche in quota, dove alcuni metri sono attrezzati con corde fisse nonostante una larghezza del sentiero mai inferiore al metro e pendenze che non richiedono mai di poggiare le mani sulla roccia), in molti si sono confrontati cronometricamente con il Rocciamelone. Ogni valsusino (ma non solo) che frequenta abitualmente questo monte, sa bene quale sia stata la propria migliore prestazione, che sia di sola salita o di salita/discesa, che sia con partenza da La Riposa o dal fondovalle. Negli anni ’80-’90 alcuni precursori dello skyrunnig hanno provato a misurarsi ufficialmente con questa montagna, facendo registrare prestazioni che risultano tutt’ora ineguagliate. Strabiliante è il tempo di 2h 14’ fatto registrare da Daniele Ivol nel 1988 in salita da Mompantero, ma ancora di più lo sono le 3h 14’ fatte registrare da Elio Ruffino nella stessa occasione, per salire e ridiscendere a fondovalle (dopo un parziale di 2h 17’ in salita). Nel 1994 tocca invece al noto guardiaparco Valerio Bertoglio compiere un’impresa sul Rocciamelone. Dopo i record stabiliti negli anni precedenti sul Cervino e sul Gran Paradiso, Bertoglio in 24 ore copre per tre volte l’intero percorso da Mompantero alla vetta e ritorno, e percorrendone ancora più di un terzo prima dello scoccare della ventiquattresima ora, accumula così un dislivello complessivo di oltre 20.000m d+/-. Inoltre ogni anno dal 1989, nella parte bassa delle pendici del Rocciamelone, con percorso e modalità modificate nel corso delle varie edizioni, si svolge il Challenge/Memorial Partigiani Stellina, che ha visto misurarsi su questi sentieri l’élite della corsa in montagna mondiale dell’ultimo ventennio, (Molinari, Cox, Icart, De Gasperi, Meya, ed il plurivincitore Wyatt solo per citarne alcuni). Nel 2010 l’accoppiata Scilla-Valsesia ha anche proposto un triplo km verticale, dal santuario di Mompantero alla vetta, un’edizione test con la partecipazione ad invito di alcuni nomi noti del trail e dello skyrun. Il miglior crono è stato fatto da registrare da Daniele Fornoni in 2h32’07” davanti a Ghezzi (2h36’57”) e Tagliaferri (2h38’54”); miglior prestazione al femminile per Cecilia Mora in 2h43’50”, seguita dalla Favre (2h56’54”) e dalla Belletti (3h02’16”). Prestazioni di tutto rispetto ma lontane dai record degli anni ‘80, forse imputabili ad un meteo non proprio ottimale e ad un tracciato sicuramente più battuto, ma forse meno diretto rispetto a quello percorso nel 1988.

E parlando di record, in continuo aggiornamento, non si può non citare quello di Fulgido Tabone, fautore negli anni ’80 e ’90, insieme a decine di volontari, dei restauri del Rifugio Cà d’Asti (di cui è inoltre gestore), della Cappella dei Rotari, del bivacco e della cappella in vetta. Nessuno come lui conosce ed ha percorso in lungo e in largo le pendici del Rocciamelone, raggiungendo la vetta per piacere o per “dovere” ben 835 volte ad oggi.

 

004_traccia gps xpodo

 

003 cartografia percorso xpodo

Il Percorso

Sviluppo: circa 24 km (12km salita + 12km discesa, +/- 0,5 km a seconda di quanto si tagliano i tornanti del sentiero);

002_altimetria salita xpodoDislivello: 3033m d+ e 3033m d-;

Tempo: da 5 ore (con un buon allenamento e senza soste, per esempio tenendo come andature: VAM 1000m/h, VDM 1500m/h) a 10 ore (con più calma e sostando per godersi appieno i panorami);

Cartografia: Carta dei sentieri e stradale 1:25.000: “Val Susa – Val Cenischia –Rocciamelone - Val Chisone” - Foglio n. 3 – Fraternali Editore.

Possibili punti d’appoggio (da metà giugno a metà settembre): Rif. La Riposa (2186 m s.l.m.) – Rif Cà d’Asti (2854 m s.l.m.);

Periodo consigliato: da giugno a settembre (verificando le condizioni d’innevamento).

005_inizio sentiero xpodo

 

Il triplo km verticale di seguito descritto (per la precisione 3033m d+), si sviluppa dall’imbocco dell’orrido di Foresto (505 m s.l.m.) alla vetta del Rocciamelone (3538 m s.l.m.). Per raggiungere il punto di partenza arrivando da Torino, seguire le indicazioni per Bussoleno, e quindi per Foresto, dove si può parcheggiare nella piazzetta antistante la Chiesa o nel piazzale accanto al parco giochi con tanto di fontanella davanti alle scuole elementari. A pochi metri da questi parcheggi, proseguendo a piedi per una stretta strada asfaltata (Borgata Gran Borgata), che costeggia risalendolo il Rio Rocciamelone in destra idrografica, si raggiunge dopo circa 300m l’imbocco della mulattiera, ai piedi dell’erta parete in calcare bianco.

 

Foresto (505 m s.l.m.) - Molaras (1320m s.l.m.) Sentiero 560.

La mulattiera ricavata nel calcare s’inerpica subito con pendenze rilevanti sulla parete destra dell’orrido di Foresto, passando ai piedi di alcuni facili tiri di arrampicata fino ad un pilone, da dove il fondo diventa da roccioso a pietroso con un tratto a pendenza più dolce. Da questo punto si entra nella Riserva naturale speciale dell’Orrido di Foresto, che racchiude una fascia di versante tra i 600 ed i 950 m s.l.m. circa, tra il Rio Comba Ravera ad est ed il Rio che scende alla Fraz. Chiodo (nel Comune di Susa) ad Ovest. Giungiamo 006_bivio ginepri xpodorapidamente ad un primo bivio, dove teniamo la destra (indicazione “Le Cote – M. Molaras”) sulla ripida mulattiera, ignorando la deviazione pianeggiante a sinistra (recante l’indicazione “Sentiero dei Ginepri”).

007_bivio xpodoPoco più in su troviamo un’altra biforcazione senza indicazioni, teniamo la sinistra seguendo il segno bianco-rosso ben visibile su una roccia solitaria. Proseguendo, in alcuni tratti inizia scorgersi la maestosa piramide del Rocciamelone, ed al bivio successivo (con segnaletica su un roccione depositato in mezzo alla mulattiera) teniamo ancora la sinistra seguendo il sentiero n.560.

008_bivio roccia xpodoLa pendenza è molto variabile, a rampe più ripide si alternano brevi tratti più dolci, ed in rapida sequenza si diramano a sinistra (per Ambruna-S.Giuliano) e a destra (per L’Armità-Cà Teissard e per Case Bastia) sentieri pianeggianti che ignoriamo mantenendo sempre quello principale che s’inerpica lungo le pendici del M. Molaras. A quota 950 m s.l.m. usciamo dalla Riserva naturale, e continuando a salire sull’unico 010_bivio zona molaras xpodosentiero segnato con tacche bianco-rosse più o meno sbiadite, (ignorando una deviazione per una traccia in sinistra a quota 1050 m s.l.m. indicata con un ometto) si aggira il Monte Molaras dal lato dell’orrido.

011_fontana zona molaras xpodo Giunti in un tratto del sentiero in leggerissima salita, con fondo terroso tra rigogliosi ciuffi d’erba, in prossimità di una lieve curva a sinistra abbandoniamo la traccia principale svoltando a destra in una traccia nell’erba meno visibile, che ci porta direttamente alla fontana (accanto ad un cippo in pietra) lungo la strada Chiamberlando-Fago, senza doverla così percorrere; (nel caso si saltasse questa deviazione, seguendo il sentiero principale ci si immette nella strada sterrata, da seguire prendendo a destra fino a raggiungere la fontana). Siamo a quota 1320 m s.l.m., i primi 815m d+ e 2,8 km circa sono stati percorsi.

 

013_vasca zona molaras xpodoMolaras (1320m s.l.m.) – Pian Naturale (2045m s.l.m.)  

Sentiero 559.

Dalla fontana attraversiamo la strada che porta alle borgate Sollietto e Fago, e costeggiandola passando nel prato a destra della vasca arancione per l’anticendio boschivo, agganciamo il sentiero che sale ripido su ciottoli smossi. In questo prato di fatto intersechiamo perpendicolarmente il tracciato del Memorial Partigiani Stellina, che salendo da Susa e passando per Chiamberlando, attraversa il prato e prosegue per la strada sterrata in pianura fino al Fago, per poi svoltare a sinistra su un sentiero che si ricollega a quello da noi percorso a quota 1470 m s.l.m.

014_congiungimento  sentiero stellina xpodoDa questo punto fino alla Borgata Tour, che raggiungiamo salendo prima tra i faggi, poi tra conifere, quindi tra torrioni rocciosi ed infine tra i pascoli, il sentiero ci è indicato dalle frecce bianche dello Stellina. Sotto al Tour attraversiamo la strada sterrata che scende alle case della borgata inferiore, e per il sentiero che taglia trasversalmente il pendio erboso, arriviamo alle case della borgata superiore.

018_fontana tour xpodo Attraversiamo la borgata (con tanto di fontana) seguendo le tracce dello Stellina ed alcune tacche bianco-rosse sbiadite, fino alla casettina più in alto dalla quale in poche decine di metri entriamo nella strada sterrata, che seguiamo in lieve salita fino alla biforcazione per La Riposa (a sinistra) o per gli alpeggi Costa Rossa e Arcella (a destra).

021_strada tour xpodoA metà di questo tratto su strada sterrata, ignoriamo le frecce dello Stellina che indicano una traccia sulla destra accanto ad un alpeggio sopra alla strada, e raggiunta la biforcazione, abbandoniamo la strada salendo dritti per la traccia nei prati puntando alla vasca in pietra e cemento di raccolta dell’acqua poche decine di metri sopra la strada.

022_prati pian naturale xpodoAttraversiamo il ruscello e seguendo una traccia poco visibile tra zolle ed alcune roccette calcaree sparse (su alcune delle quali si possono ancora intravedere vecchi segni bianco-rossi sbiaditissimi), puntiamo al muraglione in pietra che sorregge l’ultimo tornante della strada sterrata che sale a Pian Naturale. Raggiunta la strada, la seguiamo per un centinaio di metri, fino allo spiazzo che funge da parcheggio e dal quale parte la teleferica per il trasporto del materiale al Rifugio Cà d’Asti. Siamo a quota 2045 m s.l.m., 1540m d+ e 6,8 km circa sono stati percorsi.

 

Pian Naturale (2045m s.l.m.) – Ca D’Asti (2854m s.l.m.) Sentiero 558.

024_pian naturale parcheggio xpodoDa qui inizia la classica salita al Rocciamelone percorsa da centinaia di persone ogni anno. A bordo strada un’accoppiata di cartelli tipo stradale con l’indicazione “Rocciamelone” e “Ca d’Asti” ci indicano la partenza del sentiero, (che passa a pochi metri da un abbeveratoio in cemento), impossibile da perdere fino alla vetta data la fittissima segnaletica bianco-rossa. Dopo poche centinaia di metri troviamo un bivio:

025_bivio riposa xpodoproseguendo a sinistra facciamo la via più breve e veloce, andando verso destra si può passare al Rifugio La Riposa, allungando il tracciato di un centinaio di metri. Le varianti si ricongiungono nei pressi di un altro abbeveratoio in cemento, si prosegue quindi per il sentiero fino ad un nuovo bivio indicato con due cartelli riportanti le diciture “Lungo” e “Corto” a quota 2450 m s.l.m.

026_bivio lungo_corto xpodoLa via più diretta (e consigliata) è ovviamente quella che s’inerpica a sinistra sul corto, ma se si ha necessità di rifornirsi d’acqua (con l’accortezza di bere a piccoli sorsi poiché è molto fredda), seguendo il percorso lungo (che allunga di circa 400m salendo molto più dolcemente), ed entrando nell’impluvio in corrispondenza del tornante a sinistra, si arriva in pochi passi alla Fontana Taverna. Dal ricongiungimento dei due sentieri, la via su terra e pietre tra pendii erbosi, prosegue ancora più ampia, con la possibilità di salire più dolcemente seguendo tutti i tornanti o più ripidamente per tracce più dirette, raggiungendo così il Rifugio Cà d’Asti. Siamo a quota 2854 m s.l.m., 2349m d+ e 9,7 km circa sono stati percorsi.

029_cdastiripartenza xpodo

 

 

 

 

 

 

Ca D’Asti (2854m s.l.m.) – Vetta Rocciamelone (3538 m s.l.m.) Sentiero 558.

Da questo punto il pendio passa da erboso a roccioso, il sentiero sempre ampio e ben visibile riparte dal piazzale del rifugio con una ripida rampa su terra, per poi piegare più dolcemente verso destra attraversando il versante tra gli sfasciumi. Tornante a sinistra e altro traverso (intervallato da due tornanti ravvicinati), fino a portarsi in prossimità della cresta instabile che dà sulla Val Cenischia. Si piega quindi nuovamente verso destra e con una ripida serpentina tra gli sfasciumi si arriva al pilone della Crocetta (anche detta Croce di Ferro).

031_crocetta xpodoSiamo a 3310 m s.l.m. e sotto sforzo, se non si è abituati, a queste quote potrebbe iniziare a farsi sentire un po’ d’affanno per la rarefazione dell’aria, ma ormai la vetta dista poco più di 600 metri e 228 m d+.

032 crocetta-vetta xpodoDalla Crocetta il sentiero parte con una pendenza dolce, diventando man mano più ripido, percorrendo un lungo traverso in un ampio intaglio tra la roccia pochi metri sotto la cresta che ci separa dalla Val Cenischia. A fine traverso, tornante a sinistra, quindi tornante a destra che immette in un breve tratto attrezzato con corde fisse (che possono dare un aiuto psicologico, ma il sentiero è comunque largo almeno un metro), tornante a sinistra e quindi tornante a destra, protetto da una “staccionata” in corda che guarda sullo strapiombante versante della Val Cenischia e più lontano verso il lago del Moncenisio.

034_corde fisse xpodoAltro tratto ripido attrezzato con corde fisse, alzando gli occhi si vede il muraglione in pietra che sorregge il piazzale del bivacco-cappella in vetta, quindi il sentiero curva a sinistra aggirando il pendio, breve zig zag quasi pianeggiante e si arriva piazzale, all’inizio del quale salendo ancora per pochi metri, sotto allo sguardo del mezzobusto di Vittorio Emanuele II, si raggiungono i piedi della statua della Madonna del Rocciamelone.

037_statua madonna xpodo Percorsi circa 12 km, 3033 m d+, più in alto non si può andare, lo sguardo spazia a 360°, una rosa dei venti a pochi passi dalla statua dà un nome alla miriade di vette che scorgiamo più o meno lontane. Monviso, Rosa, Bianco, Gran Paradiso solo per citarne alcune tra le più conosciute, in giornate terse sono in bella mostra da questa vetta.

 

 

Rocciamelone (3538 m s.l.m.) – Foresto (505 m s.l.m.)

La discesa, seguendo lo stesso percorso della salita, avendo le gambe allenate in grado di reggerla, può esser veloce e corribile.

035_vista salita dalla vetta xpodoOccorre prestare un minimo di attenzione nel primo tratto fino alla Crocetta, dove uno scivolone fuori dal sentiero può avere conseguenze disastrose. Nel tratto tra la Crocetta e il rifugio Cà d’Asti, occorre invece fare molta attenzione a non far partire pietre da bordo sentiero, poiché rotolando lungo il pendio, seguono traiettorie che possono intersecare in più punti il sentiero sottostante, con il rischio di colpire qualcuno dei numerosi frequentatori di questa montagna. Da Cà d’Asti in giù non ci sono praticamente più pericoli, prestando attenzione ad eventuali cani da pastore in prossimità delle mandrie al pascolo e degli alpeggi in zona Tour. In caso di qualche problema fisico, giunti nei pressi del Rifugio La Riposa o a Pian Naturale, è facile trovare (in particolare nei weekend estivi) un passaggio fino a Foresto da qualche escursionista salito in auto fin qui.

 



 

Commenti  

 
0 #7 Lisa 2019-09-18 03:10
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0 #5 Vittorio 2019-08-18 22:58
Caro Marco,vieni senz'altro a farci visita,non rimarrai deluso. Il Rocciamelone,è un gigante e ne resterai entusiasta.
Sono 3000 D+ veri e non presenta alcuna difficoltà alpinistica. C'è anche un altro percorso che non devi assolutamente mancare: quello della gara K3 che si svolge ogni anno,che presenta un altro tracciato per i primi 2000 m c di dislivello,poi, dopo il rifugio Ca' d'Asti, il percorso è comune.Trovi relazione mia e di Fabrizio nel raggruppamento 'Gare' titolo "Rocciamelone Triplo km verticale", Agosto 2014 , con molte foto 'in gara'. Forse come ex alpinista ti darà delle emozoni ancora + intense. Io abito a Collegno,in bassa valle di Susa, se passi di qui e mi telefoni posso darti una 25.000 infallibile. 335 6793458
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0 #4 Marco Maman 2019-08-18 07:27
Complimenti per la super-relazione! Non sono un runner ma un ex alpinista, diventato...escursionista estremo: cerco sempre il massimo dislivello lungo un percorso "logico" da fare in tempo ragionevole (anno scorso Aosta-Emilius). In Veneto si raggiungono massimo 2200 metri senza risalite, pertanto eccomi per la prima volta sondare la Val di Susa. Mi "imbatto" in questa tua pagina e non credo ai miei occhi: c'è ancora qualcuno che descrive le salite partendo dal fondovalle (Non il solito "auto /funivia fino..."). Che dire: ti ringrazio di cuore!! Venerdì prossimo partenza per Susa!!
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0 #3 Alex 2015-06-14 08:42
Aggiornamento ..il percorso è ben segnalato seguendo tacche bianco rosse...percorso 560 croce di ferro...l 'unica cosa che sbucati sulla strada sterrata che porta alla riposa non esiste un sentiero che taglia quest'ultimo pezzo per sbucare al parcheggio quindi bisogna tagliare un po' a caso...ad oggi presenza di neve da un po' dopo ca d asti fino alla cima
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+2 #2 Ruisi Pino 2011-12-29 16:52
Hei Vic...manca nell'excursus il mitico Praturlon che hai conosciuto la sera del 28 dic 2011....
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+1 #1 Diego Dal Cin 2011-12-08 16:55
Dopo tante ascese alla vetta dalla Riposa quest'anno stufo del tragitto in auto ho deciso di provare a salire direttamente da casa mia, Bussoleno. Dopo questa esperienza, non userò mai più la macchina, la soddisfazione è enorme. La consiglio vivamente a tutti. Personalmente ho sofferto solo al ritorno dopo il Molaras, causa un paio di scarpe troppo giuste, ho ancora un paio di unghie nere a ricordarmelo! Buona salita a tutti.
Diego
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