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Ghilead-web n° 25

             Le fotografie le trovate postate negli album della pagina FOTOSPORT

                                      Gli articoli non firmati sono miei

 

25 - 1 copertuna25 - 1 sommario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Venaria - corri verso la salute   23 – 10 – 2016             Diario della Domenica

25 - venaria - interforze 1Speravo in una serena, distensiva passeggiata in bicicletta, ma il meteo oggi è stato bricconcello. L'uso di Poppolina mi ha però concesso - nel viaggio, che poi scompare - di avere accanto Paracqua, il compagno di merende come lo presenta la di lui signora Marina Berlingo.

Cielo coperto che minaccia pioggia, la quale fortunatamente tarderà ad alzarsi dal letto così che la prima parte del servizio la vivo serenamente. Scenderà come previsto dal meteo, mai in forma di acquazzone, a gara iniziata per ritornare a letto... a gara pressochè conclusa!

25 - venaria - interforze 3Un quiproquo mi conduce però a perdere la partenza. “Nikon”, che ha l'auto posteggiata davanti alla mia, mi allarma con un messaggio inquietante: “Hai messo il voucker?... È zona blu, zona disco attiva tutta la settimana, sabato e domenica inclusi”. Non voglio crederci, perciò ritorno sulla piazza-raduno e mi avvicino al gazebo della Polizia. “No, tranquillo: è vietata unicamente la sosta su questa piazza”. Ma orma il tarlo mi è entrato nella mente e lavora senza sosta. Mi avvicino allora al gazebo dei Carabinieri (non ho trovato quello dei Vigili Urbani): “Si, nelle vicinanze della Reggia vale la zona blu anche alla domenica. Per via, appunto, dei visitatori di essa”. Perbacco, invece di incoraggiare le visite qui si condannano i turisti a subire legnate sul portafoglio!

25 - venaria - interforze 4Non desiderando sponsorizzare il Comune di Venaria, sgambetto sino all'auto e la trascino via, lontano dalla storia. Lontano, nel posteggio, sempre blu, di un anonimo palazzone...

25 - venaria - interforze 5Una sola postazione click, oggi, a circa 200 metri dal traguardo che più in là non oso andare temendo di trovarmi davanti al primo completamente spiazzato.

25 - venaria - interforze 7Click click click, ed una considerazione. Anzi due.

Al di fuori dell'Interforze quattro gatti. Della Tiger, della Venturoli, della Doratletica, della Venaria (quasi tutta la squadra), non molti altri e qualche non competitivo. Non è problema per me, qui presente per l'affetto e la riconoscenza che nutro nei riguardi di questi tutori dell'ordine e della legge, ma nei riguardi di chi si è prodigato per realizzare questa manifestazione. Purtroppo oggi è giornata che vede non poche gare in programma, per cui... pochi di qui, pochi di là, eccetera.

25 - venaria - interforze 9A parte i parinot che con piglio deciso affrontano la tenzone quasi fossero in guerra, scorgo molta bella gioventù, tonica, ginnica e, affatto cosa da poco per Somadaj, sorridente. Non vi dico poi delle fanciulle: da leccarsi i baffi! Dove mai l'Interforze nasconde queste affascinanti creature? Poche sono quelle che scorgo nelle consuete gare domenicali, mentre invece oggi pare che abbiano aperto le scuderie dando libera uscita a scalpitanti puledrine.

25 - venaria - interforze 10Venderei l'anima al Diavolo, se di già non fosse sua, per cancellare qualche decina d'anni e poterle così avvicinare senza il rischio di farmi etichettare come pedofilo...

Qui metterei un punto in quanto d'altro non saprei che scrivere, non fosse che...

25 - venaria - interforze 14Non fosse che ho giusto il tempo per lasciare Paracqua sulla porta di casa e fare due isolati prima di immergermi in un bagno di sangue! Epistassi tosta, tosta assai. Da quasi due anni di lei avevo perso le tracce, ma certamente non le emozioni che procura così che nel taschino tengo sempre dei fazzolettini di carta, dei tamponi emostatici ed una fialetta di Ugurol, di uso tanto orale che esterno. Quando si usa il Coumadin si diventa quasi emofiliaci: lunga cosa il fermare una emorragia. E fuori casa, in auto per di più, è la prima volta che mi succede.

25 - venaria - interforze 16Tappandomi come posso il naso con un fazzoletto, spingo Poppolina sino a trovare lo spazio libero di una fermata del bus (sono in corso Vercelli, a quasi 5 km da casa), dove mi fermo. Il lasciare il naso per cercare fazzolettini, tampone e molletta da nuoto sincronizzato fa si che tuta e maglietta prendano a somigliare al grembiule di un macellaio.

Tampone, molletta e... la gola mi si riempie di sangue!

25 - venaria - interforze 19Apro la portiera ed inizio ad innaffiare asfalto e battuta interna della stessa. Cominciando a temere che la tubatura che perde possa trovarsi nella parte più profonda del tubo di ventilazione, cosa che renderebbe problematica la riparazione ed il quasi certo intervento del Pronto Soccorso.. Nel caso posso tentare di fare un “bastoncino” attorcigliando un angolo di un fazzolettino di carta, inzupparlo ben bene con il liquido della fialetta e spingere il tutto più in profondità possibile. Ma occorre tempo per fare ciò, così infilo il mignolo nel naso spingendo il più possibile in profondità il tampone. E la cosa pare funzionare.

25 - venaria - interforze 20Nel frattempo si è fermata un'automobilista (benedetta l'altra metà del cielo! Dei maschietti neppure l'ombra) che, alternando a “Chiamo l'ambulanza, chiamo l'ambulanza” con “o mio Dio, o mio Dio” (veder vomitar sangue sulla strada non è spettacolo esilarante) tenta di portarmi soccorso.

25 - venaria - interforze 22Ma non desidero affatto andare in ospedale; possono tenermi per tutta la giornata e mettermi magari un doloroso tampone, senza tener presente che con me ho denaro spiccio, carte bancomat, zainetto con Emme ed altre cose (la mia fiducia nel genere umano è molto vicina allo zero).

Poppolina, poi, dove la lascio se qui mi raccoglie l'ambulanza? Assolutamente no.

Così, gocciolando gocciolando, scalpitando ad ogni semaforo, raggiungo casa dove perfeziono l'intervento.

Considerando il caso, nella micro-sfiga mi è andata pure bene: non ho imbrattato auto altrui, non ho terrorizzato amici ed il fattaccio è successo nel ritorno quando ormai ero vicino casa.

Avere i capillari del naso fragili è un rompimento di op ma pure una fortuna. Pensa te li avessi nella testa!!!

 

 

16^ 8 km alla 2   30 – 10 – 2016                          Diario della Domenica

25 - 8 km alla 2 - 1Settimana non delle migliori quella appena trascorsa, vissuta com'è attraverso velati timori. Il veleno-Coumadin, protegge dagli ictus per un 70% o poco più, ma il rinunciarvi per qualche giorno è sempre un “+rischio”. Dal momento che da alcune settimane, poi, sono vittima di un lieve raffreddore, ogni volta che mi sento colare dalle narici un qualcosa non so mai se si tratta di una goccia di Gim oppure di sangue. Quest'ultimo è caldo, ma è calore che sento pienamente quando la cascata è in essere, difficilmente prima. 

25 - 8 km alla 2 - 2Il calendario gare di questa settimana offre un paio di competizioni in concorrenza. Una maratonina ad Avigliana, creatura di Sir Renzo Fallarini (con l'aggiunta di una 10, abbinamento che in veste di “fotografo” non ho mai particolarmente gradito data la babele che ne nasce), mentre la seconda è la 8 km alla 2, gara UISP made nella circoscrizione 2, che ha come punto di riferimento la Cascina Giajone.

25 - 8 km alla 2 - 3Anche quest'ultima, però, non gode di eccessive simpatie in quanto si tratta di percorrere due giri di un percorso in parte tracciato su strade cittadine (auto e palazzoni) e in parte perimetrando un piccolo parco.

Data la giornata di sole, gara da becana, non fosse che Paracqua non è certamente al top della forma ed io ancora qualche timore di epistassi lo coltivo. Come ulteriore precauzione-epitassi, accanto alla leva delle marce ridotte di Poppolina, tra i due sedili, ora ho aggiunto un asciugamano...

25 - 8 km alla 2 - 5Quando ci vuole ci vuole, così comincio da subito con una strigliatina al compagno di merende che per l'ennesima volta lascia a casa il telefonino: “Aveva la batteria scarica...”. Dal momento che giustamente l'amico si sposta qua e là seguendo lo svolgersi della gara, è molto spesso rognoso ritrovarne le orme. L'”hai visto Paracqua?” serve unicamente se rivolto agli amici che lo conoscono, e questo è fonte di seria preoccupazione: se lo perdo Marina Berlingo non mi offrirà mai più una fetta del suo favoloso Castagnaccio!

25 - 8 km alla 2 - 6Alcuni piacevoli incontri con vecchie glorie GSPTtine: Puma Capello, Bucanier Ramondetti e signora, BigBig Rao, il papà di Laurella. Corricchiare “in proprio” senza più affanni e duri allenamenti, scoprire che oltre la corsa competitiva vi sono altri intriganti percorsi.

25 - 8 km alla 2 - 7L'anno scorso dopo vario girovagare (e depistaggio riguardante il senso di marcia...) giunsi al piccolo parco senza prenderne intera visione. Lo inizio ora come podista prendendone più concreta conoscenza. No all'inizio (controluce pieno), no lato corso Allamano (controluce di sbieco e ombre si e no), no ritorno lato campo di calcio (luce di lato, zona ombra muro mentre lo sfondo ottiene un 6). No infine l'ultimo lato, quello che ha visto il punto click del servizio 2015. Allora la situazione era diversa non essendoci il sole di oggi (se non di tanto in tanto, pallidissimo), per cui era presente assai meno il maculato.

25 - 8 km alla 2 - 8Tento, sfruttando il primo giro, alcuni scatti di prova, poi rinuncio e ritorno sui passi fermandomi al muro-campodicalcio la cui ombra spero di limitare. Ovviamente non riuscendovi... Nero a destra, lama di sole in palla ed il patatrac è servito. Nessuna fotocamera si sarebbe salvata!

Oggi ho preso le misure: è luogo con poco spazio di manovra se il cielo non è coperto, per cui retrocesso in serie B.

Come solito osservo, direi unicamente, la gara delle fanciulle, dove posso apprezzare ancora una volta la lucidità di Maria Fornelli. Lascia sfogare Laurella seguendola da qualche decina di metri, poi la raggiunge ed infine la lascia sola soletta. Podio per lei, a 11” Laurella, a 3':01” Michela Ruzza.

      CLASSIFICA      (da AtleticaVaiPellice)

 

 

   Addio Emme... Venerdì 4 novembre 2016

C'è indubbiamente della pazzia in me, una forma di pazzia che mi conduce a non tener conto del tempo e del denaro, del fatto che il patatrac mi ha tagliato le gambe, che non ho accanto, nè mai avrò, chi potrebbe sorreggermi.

Continuo a rimanere scarico di motivazioni, apatico e più zombie che mai, persino indeciso se continuare o meno con Podoandando, eppure... eppure ho ordinato un nuovo muscoloso computer e mi sono questa mattina recato dal negoziante foto per lasciargli in vendita Emme e veder di palpeggiare la Canon 7D Mark II. Cosa non riuscita quest'ultima perché l'unica che ha è ancora chiusa nell'imballaggio.

25 - emmeRimpiangerò Emme? È domanda che mi pongo perché questa fotocamera ha delle qualità che non troverò più sulla 7D. Su tutte il sensore mobile, sensore che permette, entro tot gradi, di compensare automaticamente un non perfetto livellamento dell'orizzonte, non avrò più un obiettivo a tenuta d'acqua e di polvere, un reggere temperature anche di meno 10 gradi, una batteria che mi permette oltre 2000 scatti senza rinunciare a nulla, una maneggevolezza fantastica, così come è la semplicità nel gestire l'uso delle varie funzioni. Un attimo per mutare i valori ISO, il diaframma ed il tempo di scatto, la compensazione dell'esposizione. E lo stile un po' retrò che fa da ciliegina non lo dimentico.

Non è velocissima nel riprendersi, ma ha un più che discreto buffer. Dove purtroppo decisamente soffre è nella messa a fuoco, nella capacità di seguire un soggetto in movimento, nella esposizione, che reputo non poco incostante. Fattori purtroppo essenziali per l'uso che ne faccio, e che mi hanno reso la vita quanto mai tormentata in questi tre anni d'uso. Basterebbe risolvere queste problematiche per renderla un gioiellino degno della migliore tradizione Pentax (questa, in realtà, è una Ricoh, ditta che qualche anno fa ha rilevato la prestigiosa marca giapponese).

Mi è costata tre anni fa 1680 euro, più la seconda batteria, un filtro, l'oculare-prolunga; ne ricaverò 500. Se ci aggiungo la salute andata perduta “grazie” al lavoro ed al super stress che mi ha procurato, certamente uno dei peggiori affari della mia vita.

Ora ne spenderò circa 2400 (-500 di Emme. Quando la venderà...), sperando finalmente che la tanto attesa 7D Mark II sia veramente l'Eletta che ho sognato. “Quasi” Eletta, è meglio dire, in quanto il display articolato la Canon l'aggiungerà nella 7D Mark III che certamente uscirà 3 mesi dopo che “quella vecchia” mi sarà tra le mani!!!...

Ho dato una veloce occhiata al libretto istruzioni (preso dal sito Canon) e sinceramente mi sono venuti i capelli neri. Pare essere addirittura in grado di cucinare un paio d'uova o spiattellarti sul piatto una bistecchina alla milanese cotta a puntino! Mi pare esagerata, francamente. Ha tante di quelle possibilità di regolazione da rendere impacciato persino un professionista, regolazioni che mi manderanno in tilt, è certo, per almeno due anni.

L'usarla, inoltre, unicamente alla domenica (e neppure tutte) non mi permetterà di rendere stabile nella mente neppure il 20% del corposissimo manuale di istruzioni. Dovrò forse, per apprendere più velocemente e profondamente, dedicarmi alle foto di nudo artistico durante la settimana. Le podiste jum jum non mancano, mi basterà convincerle...

Ho sempre seguito gli istinti del cuore che non piuttosto quelli della ragione, ma ora lo scafandro che mi ospita, dopo la legnata a tradimento di 16 anni fa, fatica assai a seguire il suo cammino. Che è quello di un ventenne che non si mette limiti di sorta, mentre invece il tempo sulla carne lavora duro e implacabilmente.

È stato difficile, ma ormai l'ho compreso anch'io: sono veramente fuori di testa!

 

      Non trovate si somiglino?

25 - clone di rita-

 25 - rita a moncrivello

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

corriVolvera   20 – 11 – 2016                                                  Diario della Domenica

25 - corrivolvera 1Tre gare saltate, ma tre gare “classiche” che certamente non potevo soddisfare con la acciaccata Vecchia Ciabatta 2, la piccola Mersì, ora richiamata in servizio sino a gennaio 2017. Della prima e della terza (Avigliana e Valentino) poco m'importa perchè appartengono a quelle accoppiate che non amo affatto (21 e 10 km in ammucchiata), mentre della seconda (Borgaro) un cicinin mi è spiaciuto. Pur se ormai gara “da bicicletta” in quanto le posizioni pedestri conducono ai medesimi punti click di sempre.

25 - corrivolvera 2Oggi è ancora gara UISP, e mi accorgo che queste garette dal sapore paesano (solo raramente accolgono big, il più delle volte di provenienza FIDAL) hanno più calore umano che non le blasonate gare recanti il marchio “nazionale”.

Meno puzza sotto il naso, molti sorrisi, parecchi atleti (e tapascioni) che ancora poco si vedono ritratti nel pieno delle loro imprese sportive. Quasi considerate gare Cenerentole, ma vivaci invece quanto mai.

25 - corrivolvera 3Mersì tra le mani almeno sino a gennaio, poi saranno gare di studio, di novello apprendimento. Francamente sto di già scalpitando d'impazienza per la creatura, mentalmente lontano da queste ultime gare di stagione. La speranza è che i molti denari che vado a spendere servano per ridarmi un po' di smalto, a far rivivere in me il piacere di fotografare, di alzarmi presto la mattina per sgambettare in un mondo amato e piacevolmente frizzante si vita.

Al mio fianco Paracqua racconta dei nipotini, delle gioie che prova nel vederli crescere e della malinconia che a volte lo assale sapendo che non avrà la possibilità di seguirli nella vita così come è stato per i figli Ester e Carlo. Troppo breve la vita, e quando ti accorgi di essa, del suo implacabile scorrere, ti ritrovi di già vecchio e inutile.

25 - corrivolvera 4La giornata si presenta con un vestito scolorito e dimesso quando esco di casa e avvio Poppolina, scuro e malinconico quanto basta per farmi assalire da timori di fiasco totale legati ai cliick. Perchè Mersì, testata in settimana, ha manifestato l'ormai assoluta ingestibilità della ghiera di controllo funzioni, tanto che ho mandato una mail al servizio assistenza Canon qui a Torino per avere un preventivo di massima riguardo la sua sostituzione. Occorre portarla da loro (25 euro fisse per la diagnosi) e poi si vedrà in base ai costi. Purtroppo è scontato che gli scatti saranno quelli che deciderà lei, pessimi ancor più del solito data la giornata, ma ciò che è scritto è scritto.

25 - corrivolvera 5Questa sarà probabilmente l'ultima gara della stagione Podoandando, stagione da dimenticare al più presto. Nella speranza che san Canon mi offra finalmente la possibilità di divertirmi non solamente al momento del click.

25 - corrivolvera 6Festa Autunnale a Volvera, grande fiera mercato, fiera zootecnica, 10^ edizione della Volvera... in zucca, castagnata e falò, musiche e danze popolari, nonchè altri eccetera eccetera. Una giornata che promette rilassatezza ed allegria, una festa di paesana memoria ricca di profumi e leccornie da godere in compagnia... non fosse che non ho quella giusta, ahahah.

Festa che forzatamente promuove un nuovo tracciato gara, il che potrebbe essere buona cosa. Ora si tratta di un giro unico e la distanza da percorrere è di soli 8 km. Tutto chiaro, con Beppe che telegraficamente m'illustra il percorso: “Si parte di là, si torna di qua”. Perfetto. Con gli unici dubbi che mi assalgono quando incontro un paio di sterrate molto intriganti che si perdono nella campagna, perfette per raccordarsi all'asfalto che conduce al traguardo. Purtroppo non esiste la minima traccia al suolo, né volontari presenti, che faccia ritenere plausibile il mio pensiero.

25 - corrivolvera 7Sulla destra pratoni e campi arati, sulla sinistra villette. Mi spingo sino ad una curva cieca per scoprire che la strada che seguo ritorna in paese: bidoni dell'immondizia, case e... i primi che stanno arrivando!.Otto km. sono un amen...

25 - corrivolvera 8I cliiiiiiick sono tanto lenti che tengo pigiato il “grilletto” sparando senza interruzione la raffica, spostando a destra e sinistra la Vecchia Ciabatta2 senza preoccuparmi della messa a fuoco. Se alzo il dito occorrono minuti prima che mi ridia il “ora puoi andare”. Mi vergogno come un ladro quando gli amici gridano un grazie!

25 - corrivolvera 9Appena mi è possibile prendo la becana e vado alla CameraService Canon. Con l'arrivo della sorella maggiore la userò molto poco, ma il pensiero di riprenderla con me anche quando clicco con la reflex è cosa che ho pensato più volte. Concluso che ho il servizio la reflex la ritiro nello zainetto, perdendo a volte l'opportunità di uno scatto tanto imprevisto quanto prezioso.

25 - corrivolvera 13Clicco il primo, male, per un pelo, e così quasi tutti gli atleti di vertice. Poi retrocedo allontanandomi dalla curva e le cose vanno leggermente meglio. Però non sono proprio più abituato alla piccola e lentissima Mersì così che ai suoi errori aggiungo moltissimi dei miei. Non ho più l'occhio in palla con il minuscolo mirino, e le poche volte che stoppo la raffica la riprendo quando gli atleti sono ancora lontanissimi... perdendoli alle spalle quando la creatura si decide per il secondo cliiick! Molto peggio di quanto già temevo.

25 - corrivolvera 11Primo dei maschietti Antonio Giardiello in 27':48”. a 10” Simone Lupi, ed a 43” Nerone Diego Annibale (!).

Nelle femminucce una distesa, serena e sorridente Maria Fornelli primeggia in 31':27”, seguita a 26” da Elisa Rullo ed a 28” da Rosy Rullo. Saranno parenti? Non so, comunque debbo rimarcare l'ottima prestazione di Rosy, considerando il fattore anagrafico: nove anni in più di età (1962 Rosy contro 1981 Elisa, mentre Maria si colloca nel mezzo – 1973). Mi perdonino l'azzardo, ma questi dati sono ben pubblicizzati nella classifica. Ed in ogni modo gli anni non li dimostrano affatto; sono 3 ragazzine.

Laurella, malgrado la presenza del babbo BigBig, toppa la gara: 4^ in 32':16”.

25 - corrivolvera 12Unica nota della giornata al di fuori delle righe è quella dell'incontro con Franca mentre attendo la partenza. Una signora giovane e piena di verve che mi si avvicina gridando “Ciao!”, poi mi abbraccia, mi bacia, mi ringrazia per le belle fotografie che le ho fatto. La conosco come tutte, superficialmente, unicamente per un “Forza, dai”, un “Alé, Franca”, niente di più, e questa manifestazione di affetto mi colpisce e commuove. Nei 5 minuti che abbiamo prima che gli amici siano a portata di cliiick, mi racconta di abitare a Volvera, dei suoi percorsi di allenamento su queste strade, che ha cessato di correre perchè aveva dolorini alle ginocchia e che grazie a questi ha fatto la meravigliosa scoperta della bicicletta. Mi racconta delle sue giornate piene, strapiene di lavoro e della felicità per essere diventata nonna di due gemellini. “Guarda, guarda: non sono bellissimi? Hanno otto mesi!...”. La sua carica vitale è tanta che mi spiace moltissimo stoppare questo incontro così, quasi ruvidamente.

Ecco la macchina a precedere la testa della corsa, ecco l'auto della Polizia, ecco i primi...

Ciao Ernesto!”. “Ciao Franca”. Ma ormai è il cliiick... cliiick... a dettare il ritmo.

                                                                                                             CLASSIFICA     (da AtleticaValPellice)

 

 

 

 

25 - dyanett lenticchia

                 Un vecchio raccontino riesumato per allacciarmi ad un momento di profonda tristezza

 

     2043

Era sbucata dalla nebbia come un fantasma!

La veloce filibusta pirata fu ben presto addosso alla piccola goletta francese, pronta a lanciare i rampini per l’abbordaggio.

Il vecchio capitano della Citroën‎ – questo era il nome della goletta – scelse proprio quel momento per avere un attacco di cuore. “Andreas… – mormorò con un filo di voce rivolgendosi al piccolo mozzo che, i pugni serrati fortemente sul timone dopo che molti dell’equipaggio si erano gettati vigliaccamente in mare, dardeggiava sui pirati uno sguardo di fuoco – Andreas, solo tu ci puoi salvare!……”.

Il piccolo eroe sfilò dal fodero la lampeggiante lama che il capitano portava alla cinta, e tenendo saldamente con la mano sinistra il timone……”.

Andreaaa! Si mangiaaa!!!…”.

Rieccoci! Era sempre così, quasi come una beffa; ancora non si era lanciato in quella fantastica avventura che la mamma lo riportava bruscamente dentro casa!

Rimase ancora fermo, silenzioso, la fantasia rapita nel seguire l’impresa…

Il babbo, sette anni prima, aveva fatto sistemare nell’angolo più nascosto e fiorito del giardino, su di una piccola base di lucido legno di quercia, la fantastica auto del bisnonno. Ne era gelosissimo; si prendeva cura di Lei ogni sera al ritorno dal lavoro, incurante dei lamenti della mamma che avrebbe invece voluto da lui un po’ di collaborazione. Un mobiletto da montare, la presa elettrica da sostituire, la lavatrice che perde acqua… Niente! Papà passava e ripassava il piumino per ogni dove, puliva e ripuliva i vetri, apriva l’enorme cofano anteriore cacciandosi dentro fin quasi ad esserne inghiottito. Poi si sedeva alla guida e…metteva in moto! Non era un “rumore”, quello; pareva musica!

Ogni sabato mattina era dedicato alla lucidatura con creme e belletti, tanto che la creatura pareva ormai brillare di luce propria. La chiamava “auto dei sogni”, ed era proprio così. Lo aveva scoperto quando per gioco – aveva dieci anni, lui – trovatene casualmente le chiavi vi era sgattaiolato dentro.

25 - dyanett lenticchia3Abbandonarsi su quel sedile tanto morbido, con di fronte un enorme volante a nascondere oscura strumentazione, lo portava a viaggiare nel tempo. Ora incontrava giganteschi cavalieri nascosti in altrettante gigantesche armature, ora invece si trattava di foreste popolate da ferocissimi tagliatori di teste, oppure di pianeti lontani che raggiungeva a bordo di fantascientifiche astronavi.

Ma sempre più spesso si trattava di esaltanti viaggi per il mondo a bordo di quella meravigliosa auto dal nome dolcissimo: Dyane… Con essa aveva visitato l’Egitto dei faraoni, viaggiato tra le dune del deserto seguendo le tracce di antichi carovanieri, aveva corso a tavoletta gareggiando con quei buffi animali chiamati cammelli di cui aveva visto le immagini sul libro di scienza. Anche sui monti era andato con Dyane. Nelle dolomiti, e poi sulle antiche sterrate militari della sua Regione.

La tentazione più grande, ora, era quella di metterla in moto come tanto spesso vedeva fare al papà per sentirne il canto, ma ancora gli era mancato il coraggio. Se mai se ne fosse accorto, ne era certo, avrebbe messo le chiavi nella piccola cassaforte a muro che teneva nascosta in salotto, ed allora addio viaggi meravigliosi.

Allungò timidamente la mano a sfiorare lo spigoloso e nudo cruscotto, accarezzò il lucido pomello del cambio, prese le chiavi abbandonate sul sedile del passeggero e……

Andreaaa! Vieni o non vieni a mangiare?!…”.

     Giacomo sorrise fra se e se mentre ingoiava la pillola pranzo numero due; piselli con scaloppine al marsala (solamente a casa, che sul lavoro la pausa pranzo da anni più non esisteva, poteva permettersi di mangiare “come una volta”). Era certo che anche quel giorno – come ormai faceva da mesi, se ne era accorto – Andrea aveva trascorso qualche momento di vita sulla Dyane del bisnonno. Ma non ne era angustiato, ne era piuttosto felice perché questo poteva significare la salvezza per quella piccola, meravigliosa autovettura. I governi mondiali avevano decretato l’abbattimento di tutte le auto nate prima del 2000 in nome di una presupposta Salute Universale da raggiungere entro il 2043, e questo faceva si che ormai non vi fosse quasi più traccia di esse. Chi ancora si teneva stretto le Vecchie Signore lo faceva in modo quasi carbonaro, nascondendo quei piccoli gioielli d’arte in locali ricavati da vecchi fienili, nelle cantine riconvertite per l’uso, nei sottoscala, magari smontando e rimontando ogni cosa in occasione dei segretissimi raduni. Anche lui non aveva mollato, né avrebbe mollato mai, caricandosi il continuo rischio di salatissime multe, nonché – era successo ultimamente ad uno sfortunato conoscente sorpreso nell'atto di mettere in moto la vettura – del rogo della stessa sulla pubblica piazza.

Ora, e questo lo colmava di una gradevole sensazione di serenità, era però certo che pure il figliolo avrebbe continuato a lottare per conservare al mondo una parte di storia esaltante. Oltre il 2043.

 

   Un raccontino rimasto a dormire in una delle tante cartelline estratto ora per ricordare un amico al di fuori del “giro podistico”. Francesco, un amico artista amante delle 2 cavalli che di quell'amore fece mestiere. Una vettura intristita dal tempo viene presto trasformata dalle sue abili mani e dalla sua fantasia in un piccolo gioiellino pulsante di vita.

francesco 2cv 2016-08-22-18.32.33Pittore, poeta, musicista e attore di teatro, ma soprattutto uomo buono. Lo ricordo altruista, pronto a dispensare utilissime dritte così come pronto ad offrirti una mano per risolvere senza traumi problematiche anche serie.

Sempre pacato, sempre sorridente. L'angelo custode di Dyanett Lenticchia, la Dyane acquistata da lui alcuni anni fa.

Non ci si vedeva spesso, ancor meno quando da Mappano-Leinì si trasferì a San Sebastiano nella cascina Moglia (se ben ho tradotto la cartina Google). Strade di vita diverse le nostre, ma ad unirci la medesima passione per l'arte manuale unita a quella del disegno e della poesia, con la due cavalli (la Dyane per me) a fare da anello di giunzione.

25 - francesco 2cv

 

 

 

 

 

Un vuoto improvviso nel cuore colmato da subito dallo sgomento per l'improvviso schiaffo ricevuto dalla lettura di quella pagina della Lumaca di Latta annunciante morte, un momento di incredulità e smarrimento. È ben come un vapore lo scorrere su questa terra della nostra vita.

Anche se la sua bonaria e sempre sorridente figura tornerà alla mente ogni volta che metterò in moto Dyanett Lenticchia.

L'ultimo nostro incontro nel mese di maggio del 2015, quando ancora una volta le sue mani operarono su Dyanett: montaggio di una nuova capote, sostituzione della pompa benzina ed altre piccole cose. Lavori di carrozzeria che impiegassero vernici non più: la cascina si trova in una zona protetta, nel parco fluviale del Po.

Ci ha lasciati un lunedì di fine agosto 2016, ma l'ho saputo solamente ieri, 24 novembre, leggendo di lui sul giornalino del club 2CV e derivate di Beinette.

Lontanissimo dal mondo podismo, ma amico che mi ha toccato il cuore il cui ricordo desidero fermare su queste mie, ormai, null'altro che pagine diario.