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Ghilead-web n° 26

             Le fotografie le trovate postate negli album della pagina FOTOSPORT

                                        Gli articoli non firmati sono miei

 

26 - 1 copertina-7d226 - 1 sommario-

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

          2016 2017

   Podismo 2016, podismo 2017? Ecco, quanto sopra è tutto quello che sono riuscito a estrarre dal cranio. È un gioco bellissimo questo del correre, gioco che fa bene alla salute fisica e mentale, che rende forti, frizzanti ed ottimisti, gioco che purtroppo il Patatrac mi ha tolto irrimediabilmente così che i miei pensieri sono pian piano ritornati ad essere quelli che di già mi assillavano, stranamente direi, in gioventù. E di cui i miei disegni (vedi galleria) rendono testimonianza.

Dio esiste? E dove cavolo mai stiamo andando noi con tutta questa aggressiva, disordinata e distruttiva fretta?

Spingo lo sguardo attorno a me, lo spingo oltre alla ricerca di soluzioni che molto probabilmente neppure esistono dato l'egoismo e la cecità dell'uomo.

26 - adriano aschieris   Se proprio desidero trovare qualcosa di “podistico” ecco, posso riferirmi alla nomina del Presidente FIDAL Piemonte nella persona di Adriano Aschieris, forte atleta negli anni verdi. Riallacciandomi così a quando balbettavo i primi passi in questo bellissimo mondo e, certamente lontanissima ancora dalla mia mente, iniziavo la carriera di “fotografo sportivo” con qualche casuale scatto ai big impegnati nella Torino-Alba. Pochi scatti mal fatti e tanto peggio sviluppati. Sviluppati probabilmente “in proprio”... con il metodo nello specifico nefasto del Faidate.

   Se mi volto a sbirciare in questo passato 2016, con tutta la buona volontà che posseggo riesco a scorgere ben poco. Anzi nulla. Per trarre le somme occorre uno scritto firmato Bocchino oppure Scuderi, che di questo sono maestri.

Per ottemperare alla legge dell'ovvio potrei scrivere che...

Nello scorso anno qualcuno ci ha lasciato, vuoi per l'età, per malattia o disgrazia. Come gli ultimi due amici del gruppo Gli Orchi Trailers, Roberto Rolfini e Fiorenzo Parturlon, scivolati ad inizio dicembre sul terreno ghiacciato durante una escursione al monte Civrari.

Qualcuno ha privilegiato gare UISP, qualche altro FIDAL, altri si sono dedicati al trail, alla corsa in montagna, qualche non competitivo si è iscritto ad una società, qualche iscritto se ne è invece allontanato.

Molto probabilmente qualche podista sarà nel medesimo 2016 diventato nonno o papà (o mamma), oppure avrà conosciuto l'amore o la tristezza di un addio, oppure ancora avrà perso il lavoro oppure lo avrà trovato. Per alcuni un anno felice, per altri di dolore. La vita di ognuno è spesso segnata dall'avvenimento imprevisto, del trovarsi nel momento sbagliato nel luogo sbagliato, ma pure dalla distrazione, dalla ricerca dell'adrenalina a tutti i costi, dal sottovalutare sintomi e situazioni.

   Allargando l'orizzonte, sempre più arduo è scrivere due righe sul possibile futuro, sempre più difficile è scrivere senza cadere nel “catastrofismo”. Perchè non si vive di solo podismo, perchè terra terra la situazione di questo vecchio mondo direi stia proprio sfuggendo di mano agli eletti (ops, scusate: riguardo l'italico caso erro), ectoplasmi che vivono in un mondo alieno fatto di denaro e privilegi, unicamente impegnati nello sforzo di assurgere al ruolo di “dei”. Ma se si vola meno alto i capelli si fanno bianchi e la domanda, che pare assurda ma in fondo non lo è, è se così andando al 2018 ci arriveremo mai. Il fetore che le mie narici captano non è unicamente dovuto all'inquinamento ambientale. È di molto più grave.

   Una anomalia del passato 2016 è stata a mio parere la costante, continua, ossessiva presenza quotidiana in TV di papa Francesco. È stata lotta vera con Staiserenoletta, lotta che li ha visti tagliare il traguardo delle 25 ore quotidiane pressoché spalla a spalla!

Non so se questo ha o meno a che vedere con le profezie di Nostradamus, ma di certo è fatto che trovo inquietate e che potrebbe dirci qualcosa. La sensazione che si stia armando una bomba la sento sempre più vivamente sulla pelle: la storia pare non insegnare proprio nulla!

   Una notizia buona?: Sebastiano Scuderi, Jano, c'è, e da questo numero inizia a pubblicare scritti riguardanti le gare FIDAL del 2016. Iniziando da Gennaio.

 

 

   Dinosauri arroganti

seb 3A Biella la FIDAL ha toccato forse il più basso gradino della sua storia.

Il 17 dicembre era convocata l’Assemblea per l’elezione del Presidente e del nuovo Consiglio Provinciale del comitato Biella/ Vercelli

Unico candidato alla Presidenza Paolo Vialardi giovane e dinamico presidente della società Biella Running, una bella realtà nata solo tre anni fa con oltre 160 podisti nei suoi ranghi, su 24 società ben 19 erano dalla sua parte. Purtroppo “podistiche”.

All’Assemblea erano presenti 518 su 623 voti disponibili, risultato apparentemente scontato con un solo candidato, ma al termine dello spoglio la sorpresa: Vialardi 244 voti, schede bianche 274.

Subito l’ingegner Riccardi, presidente dell’UG Biella, ex consigliere nazionale addetto alle carte federali, fa presente che l’articolo 34 dello Statuto prevede che venga eletto presidente chi ottiene il 50 più uno dei voti presenti, quindi Vialardi non è stato eletto e deve essere indetta un’altra assemblea entro 30 giorni.

Perché tutto ciò ? Il motivo purtroppo è semplice e conferma, se ce ne fosse bisogno, dell’arretratezza culturale di molti esponenti FIDAL.

Le cinque società contro Vialardi sono dedite alla pista e come tali hanno la maggioranza dei voti, solo che essendo in continua lotta tra di loro non hanno trovato un candidato da presentare, ma non potendo accettare un “podista” hanno preferito attaccarsi ai cavilli procedurali per boicottarlo.

E sì che Vialardi ha un buon passato come atleta su pista, ha contattato le società “storiche” garantendo la nomina del Fiduciario Tecnico Provinciale e di un consigliere, ha dimostrato nei fatti di essere una valida soluzione, niente da fare, l’ingegnere artefice della congiura ha detto spocchiosamente: “Non mi ha chiesto i voti, perché avrei dovuto darglieli ?”

Reato di lesa maestà come ha commentato Gabriele Pinna sull’Eco di Biella, è questa la palude in cui sta affondando la FIDAL. È stato nominato un Delegato Provinciale, l’ex Presidente, oggi consigliere regionale Gino Marangoni perché trovi una soluzione, purtroppo la maggioranza sembra in mano ai “congiurati”, dico sembra perché coi 105 voti assenti a Biella probabilmente Vialardi sarebbe stato eletto.

Torno quindi a quanto già scritto nel Progetto 5 stAlle: la necessità di una mobilitazione delle società “podistiche”, 10 voti non contano, ma moltiplicati per 70 possono cambiare la situazione ed è urgente.

L’11 febbraio si eleggerà il nuovo Presidente e il nuovo Consiglio Provinciale di Torino.

Dopo la sua lunghissima guida Piero Proglio lascia il timone e si pone il problema della sua sostituzione, non è facile fare previsioni, si possono azzardare ipotesi basandosi sui voti a disposizione e sulla storia.

I voti complessivi sono 2249, se prendiamo come riferimento le elezioni regionali possiamo supporre che ci saranno due schieramenti con le maggiori società di pista; da una parte Cus, Sisport, Pinerolo e collegate per circa 730 voti, dall’altra Atletica Piemonte, Canavesana e collegate per circa 580, restano a disposizione 940 voti sparpagliati in circa 70 società, il quorum è 1125 se tutti votassero, ma sappiamo che non è così, per cui una formazione “podistica” avrebbe molte chance di affermarsi, occorre trovare un Presidente ed un gruppetto disposti a impegnarsi per mantenere l’atmosfera “progliesca” o in subordine valutare quale delle due squadre sia disposta maggiormente a dare pari dignità alle due componenti dell’Atletica: attività stadia e non stadia, non è una scelta da poco, ma va fatta se non vogliamo passare quattro anni a lamentarci, pensarci prima per non pentirsi poi.

         Sebastiano Scuderi

 

 

 

                                      7d2, eccola!...

26 - 7d2 29-12-2016Questo fine 2016 vede il tanto auspicato arrivo della Canon 7D Mark II; il 29 dicembre, per la precisione. Onde usufruire del prolungamento garanzia (dai 2 canonici anni a 4), promozione Canon 2016, ho anticipato l'acquisto preventivato per l'inizio del 2017. Ed eccone le primissime impressioni:

Ovviamente, appena avutala in mano, il paragone con la Pentax-Ricoh K3 è stato immediato. Ed a sorpresa totalmente a favore di Emme. Lievemente più piccola e meno pesante, vero, ma che offre una sensazione di robustezza e maneggevolezza ben superiore. Così come la “carrozzeria”, che con lo stile spigolosamente retrò realizza l'en plein in questo primo contatto.

Poi affronto la parte tecnica, fattore importante a dividere le due fotocamere. Estremamente intuitiva, velocissima nelle operazioni di settaggio, adattamento valori, con la ciliegina del sensore mobile (visibile, che quello della 7d2...) che automaticamente compensa piccoli errori di assetto orizzontale, la K3. Più farraginosa data la complessità dovuta alle miriadi di funzioni, la 7d2. Con l'aggiunta, per quest'ultima, di un'incomprensibile “falla” riguardante le funzioni delle tre cartelle a programmazione personalizzata. La C1, C2, e C3, usate con estremo profitto sulla K3.

Sulla Pentax-Ricoh K3, entro, cancello, confermo, modifico, salvo, e tutto mi resta ok, impresso. Posso spegnere e ritornare sul programma trovandolo esattamente come lasciato. Nella Canon 7D Mark II no, non ho alcuna possibilità di salvare gli adattamenti che vado direttamente a predisporre: appena spengo la fotocamera tutto ritorna allo stato primitivo. Se desidero fare modifiche stabili debbo prendere un programma esterno (manuale, a priorità tempo, a priorità apertura, ecc), modificarlo come desidero, indi... FARE IL COPIA-INCOLLA!!! Da spararsi! Ho così due copie esattamente identiche, con il fatto che il primo programma, la copia madre, è adattabile a piacimento nel momento dello scattare, mentre il C1, o 2 o 3 che sia, è praticamente inutilizzabile (basta spegnere, cosa che faccio spesso, e perdere gli aggiustamenti del momento).

Morale della favola? C1, C2 e C3 così congegnati non servono a nulla!!!

Altro “difetto” riscontrato sulla 7d2? Cannibalizza le batterie! Si legge sul libretto istruzioni di 800 scatti a 23 gradi e 760 a zero (pochi, lo sapevo. Deve alimentare due processori), con alcuni che sostenevano di farne più di 1000 ed altri meno di 500 (forum). È bastato prenderla in mano (batterie cariche al 100%), fare accendi-regola-spegni-prova scatto (ad ora, sabato 31, 54 click) per trovarmi a piedi!

Emme, con una sola carica, di scatti sul campo ne effettua oltre 2000, e mai ho notato accenni di debolezza nelle primitive fasi di studio. È un bel pasticcio, anche perchè man mano che si scarica una utilissima funzione si rende quasi invisibile. Si tratta di una colonna “termometro” verticale composta da piccoli puntini affiancati da una freccetta cursore posta sul lato destro del mirino (posizione di già estrema per una filo-colonnina così concepita) che, in base ai valori impostati ed alle variazioni di inquadratura, segnala eventuali sotto o sovraesposizioni. Un jolly utilissimo che per dimensioni e locazione temo, ohimè, poco sfruttabile.

Dimenticavo: “Se mi garantisce di venire entro la prossima settimana per l'acquisto le tengo il 18-135 NANO. È l'ultimo che ho, e al magazzino ne sono al momento sprovvisti”. OK, venduto. Ma quando vado per concludere detto obiettivo è dasaparecido!. “Me lo hanno fottuto! Mentre moglie e figlia preparavano le vetrine per le feste parte del materiale esposto, tra cui detto 18-135, era stato raccolto sul banco vendita, e qualche possibile “cliente” in visita deve nella confusione averselo messo in tasca. Vede? Questa è la scatola... vuota!”.

Per farla breve ho così deciso di prendere un 50 mm. f/1,4 fisso. Almeno non resterò fermo, e nel contempo verrà utile in condizioni di cattivo tempo, di poca luce. Però si sale con la spesa odierna, ed il 18-135 non avrà più la garanzia dei 4 anni.

Nel mio minimo quando si tratta di raccogliere una microsfiga non mi tiro mai indietro!

I primi scatti non permettono ancora alcun giudizio. Anche Emme, da “ferma”, sfornava per la maggior parte immagini super. Il suo tallone d'Achille era la messa a fuoco, la funzione inseguimento soggetto e, se pur con l'ultima posseduta, la K3 Mark II, in tono minore l'esposizione. Ho scritto ERA sbagliando; E', in quanto il venditore ha chiesto per lei 950 euro (offrendomene 550...), così che durante queste feste non l'ha venduta.

Nella settimana a venire acquisterò una terza batteria e il paraluce per il cinquantino, poi sarà test al cross di Rivarolo domenica 8 gennaio 2017.

Che san Canon mi accompagni nella nuova avventura.....

 

 

 

                             GEFEMA 2016seb 4

          GENNAIO 2016

La stagione agonistica inizia con le tre F: Fatica, Freddo e Fango, per i formatori atletici di un tempo era indispensabile affrontare le campestri, senza distinzione di specialità, dai lanciatori ai corridori, il terreno irregolare, i saliscendi, le curve a gomito, gli ostacoli naturali, la temperatura rigida, tutto contribuisce a temprare l’atleta fisicamente e mentalmente.

Tre gli avvenimenti importanti

     IVREA E SALUZZO CAMPIONI GIOVANILI

26 - san biagio 4A San Biagio nel Cuneese il 17 gennaio si svolge la prima prova del Campionato di Società Assoluto e la prova unica giovanile di cross.

Nella prova assoluta su 10 chilometri netta vittoria di Flavio Ponzina dell’Atletica Piemonte che al terzo dei cinque giri allunga e va da solo al traguardo che taglia dopo 32’59”, a 8” Luca Massimino del Roata Chiusani

Nella gara femminile successo di Gloria Barale del Cus Torino che copre i 6 chilometri in 22’08

Oltre 600 i giovani in gara, di cui 150 Esordienti.

Nei Cadetti successo di Mattia Galliano del Roata Chiusani. Atletica Ivrea è la prima società..

Nelle Cadette vittoria di Assia El Maazi del Runner Team, che vince il titolo di società.

Nei Ragazzi è Elia Mattio che s’impone favorendo il successo della Valle Varaita

Nelle Ragazze prima Elisabetta Galliano del Saluzzo

All’Atletica Alessandria il titolo.

    ESORDIO DELLE STAFFETTE A MASSERANO26 - masserano 5-

Il 24 gennaio si svolge il primo campionato di staffette di cross a Masserano nel Biellese con 442 atleti classificati.

Da percorrere quattro frazioni due di 2 km e due di 3 km

L’Alfieri s’impone nelle assolute maschili in 34’16” con 39” su Cus Torino e Canavesana appaiate.

Nelle assolute femminili s’impone il Saluzzo in 40'33” con 3” sulla Canavesana A e 3’48” sulla B.

Nei Master doppietta del Dragonero, unica staffetta nel femminile, mentre nel maschile vince in 39'48”

Doppietta anche del Runner Team nei Cadetti.

Nei Ragazzi vince il Fossano e nelle Ragazze il Saluzzo

     A PONZINA E FISEHA LA CLASSICA PELLERINA

26 - cross della pellerina 4Ancora un successo per il Cross della Pellerina giunto alla 18° edizione con 828 classificati il 24 gennaio.

Nella gara assoluta maschile su 6 chilometri, ancora un successo per Flavio Ponzina dell’Atletica Piemonte davanti a Stefano Rolland del Cus Torino e Ghebrehanna Savio del Cambiaso Risso di Genova.

Nella serie dei 40 - 45 successo di Valerio Brignone M45 del Cambiaso Risso e nella serie dei 60 e oltre del compagno Pier Mariano Penone.

Tarikua Abera Fiseha del Giannone Running domina la gara femminile.

Tra le società vittoria del Borgaretto.

Nelle gare giovanili successi del Cadetto Stefano Causin del Venaria Reale, della Cadetta Giulia Toscani del Cus Torino, del Ragazzo Edoardo Martelli del Giò 22 Rivera e della Ragazza Amina Channoufi del Cus Torino.

Il Cus Torino è primo nella classifica di società

          FEBBRAIO 2016

Febbraio è il mese decisivo per l’attività di cross, vengono assegnati tutti i titoli in palio, individuali e di società, dai Ragazzi ai Master, si qualificano le migliori società per la finale nazionale, vengono scelti i Cadetti per la rappresentativa, che partecipa al Trofeo giovanile per regioni.

     A PINEROLO GLI ASSOLUTI26 - pinerolo 5

Il 7 febbraio a Pinerolo il 4° cross della Pace assegna i titoli assoluti su uno dei migliori percorsi regionali, tutto in vista con una breve asperità nel finale, 554 gli atleti impegnati.

Nella gara clou su 5 giri per un totale di 10 km vanno all’attacco in tre, Stefano Rolland del Cus Torino, Abdelhadi Laaouina del Susa e Massimo Galliano del Roata Chiusani, tutto si decide sull’ultima salita, Stefano Rolland del Cus Torino prende un leggero vantaggio e vince in 34’54”, a 4” Abdelhadi Laaouina del Cus Torino precede in volata Galliano. A Leonardo Giletta della Valle Varaita il titolo Promesse.

Le donne si affrontano su 3 giri per 6 km, domina la gara Tarikua Abera Fiseha del Giannone Running che vince in 23’15”, a 14” Flavia Boglione del Saluzzo conquista il titolo regionale; il titolo Promesse va ad Alice Dibenedetto della Canavesana e quello Juniores a Valentina Gemetto del Saluzzo; nel maschile il primo Junior è Sergyi Polikarpenko del Cus Torino.

Netta vittoria fra le Allieve per Michela Cesarò del Cus Torino e tra gli Allievi per Pietro Arese dell’Atletica Piemonte.

Il Cus Torino si aggiudica il titolo maschile e il Saluzzo quello femminile.

26 - gubbio - vigliano-vinzio 7     A GUBBIO DOPPIETTA DEL CUS TORINO

Il 20 e 21 febbraio appuntamento a Gubbio per la Festa del Cross in campo tutti i migliori specialisti italiani..

Pietro Riva dell’Atletica Alba conferma di essere il più forte Junior europeo sbaragliando il campo, sugli 8 km fa segnare il tempo di 22’52”.

Non tradisce le attese Assia El Maazi del Runner Team che si aggiudica agevolmente il titolo Cadette portando il Piemonte al terzo posto tra le Regioni.

Doppio titolo italiano per il Cus Torino con gli Juniores e le Allieve, secondo gradino del podio per l’Atletica Canavesana nella combinata maschile.

     A IVREA I GIOVANI

26 - ivrea - foto fidal 8Il 14 febbraio il 16° Ivrea Cross Country assegna i titoli giovanili, 520 gli atleti classificati.

Nessuna sorpresa, Mattia Galliano del Roata Chiusani vince nettamente il titolo Cadetti. Assia El Maazi del Runner Team rifila 11” alla solita Noemi Bouchard del Valpellice. Elia Mattio della Valle Varaita batte nettamente il compagno Simone Giolitti e Elisabetta Galliano del Saluzzo precede in volata Bianca Mandrile del Dragonero.

     A BORGARETTO I MASTER

Il classico cross di Borgaretto giunto alla 33^ edizione, assegna il 28 febbraio i titoli Master. Nonostante il maltempo gli atleti classificati sono 648.

Profeta in patria Roberto Catalano si aggiudica la gara dei migliori in 20’34” e il titolo M40; Massimiliano Di Gioia del Palzola 3° a 14” è il primo dei 35.

26 - borgarettocross 9Nella serie dai 45 ai 55 anni s’impone il saluzzese M50 Mauro Biglione in 21’41” davanti al compagno Fabrizio Durando M45; Giorgio Costa della Mezzaluna vince il titolo dei 55.

Su 4 km si affrontano gli over 60, Gianfranco Brignolio M60 della Mezzaluna precede in volata Umberto Onofrio del Dragonero che conquista il titolo dei 65. Claudio Milan del Susa è il primo degli M70, Eugenio Bocchino del Cus Torino dei 75 e Francesco Togo della Settimese degli 80.

Nella gara femminile su 4 km s’impone la campionessa assoluta Flavia Boglione F35 del Saluzzo in 15’27”; Elisa Sartoretto del Borgaretto vince il titolo delle 40, Stefania Agnese del Saluzzo delle 45, Graziella Venezia del Pam delle 50, e Marina Plavan del Valpellice delle 55.

Ultima gara su 3 km per le over 60, vince Marialda Manzone F60 del Team Marathon in 15’42”; Nadia Dal Ben della Tranese vince il titolo delle 65, Isabella Gatti del Cumiana delle 70 e Giuliana Frigero della Podistica Torino delle 75.

Successo del Borgaretto nella classifica maschile e dell’Atletica Canavesana in quella femminile.

     BELLUSCHI E STEFANI SUGLI SCUDI A TRECATE

26 - trecate 10La pioggia non ha rovinato la bellissima gara su strada organizzata dalla New Run di Davide Daccò, un nome una garanzia. Percorso omologato di 10 km su due giri e tutta l’assistenza e il comfort richiesti da una grande manifestazione, ciliegina sulla torta il Circuito Tri Ten con Magenta e Parabiago, che ha portato all’arrivo 468 atleti, per lo più non piemontesi, di buona caratura.

E’ il brianzolo Michele Belluschi dei Daini a tagliare per primo il traguardo con 6” su Massimo De Ponti del Fresian e 20” su Francesco Carrera dell’Atletica Piemonte.

Altro nome importante Elisa Stefani del Brancaleone, che si aggiudica la prova femminile in 37’19” con 29” sull’aostana del Calvesi Charlotte Bonnin e 1’34” sulla bergamasca F40 Katiuscia Nozza Bielli.

          MARZO 2016

La stagione del cross termina con tre medaglie ai Campionati italiani Master di Fiuggi il 20 marzo, titolo italiano per due atleti del Saluzzo, l’inossidabile M50 Mauro Biglione e la giovane F35 Flavia Boglione, argento per il sempreverde M65 del Dragonero Umberto Onofrio.

Comincia subito alla grande la stagione su strada con la corsa più amata dei Piemontesi – ogni anno oltre mille al via – e una Mezza Maratona Internazionale perfetta sotto ogni punto di vista.

     VERBANIA AFRICANA CON LA NEVE

26 - runtoday lagomaggiorehalf  11Domenica 6 marzo uno splendido sole illumina il lungolago di Intra bardato della neve caduta abbondantemente fino a sabato, vento freddo pungente per i 1400 schierati alla partenza per affrontare i 21097 metri che costeggiano il lago, un panorama unico, oltre a un’organizzazione perfetta con suggestivo trasporto via battello dal traguardo di Stresa, dove conviene lasciare la macchina, all’imbarcadero di Intra.

Dominio africano con tempi sbalorditivi, vince il diciottenne etiope Abayneh Tsehay Dagu in 1h01’43”con 45” sui keniani Emanuel Kichwen Kibet e Nicholas Mulinge Makau in volata, primo degli Italiani Rolando Piana decimo in 1h09’30”. Nel femminile successo per la keniana Hellen Musyoka Nzembi in 1h13’04”con 2’33” sull’etiope Helen Tola Bekele e 2’50” su Alice Gaggi.

     NOVE MIGLIA PER I SOLITI MILLE

26 - dragobra 12Domenica 6 apertura tradizionale della corsa su strada a Bra, da 26 anni si ripete l’incontro dei migliori atleti regionali e di semplici tapascioni in piazza XX settembre.

Quest’anno una sgradita sorpresa ambientale, un freddo pungente con cumuli di neve a bordare le strade, anche se un pallido sole illumina la giornata.

Netto successo per l’azzurro di corsa in montagna Xavier Chevrier del Valli Bergamasche in 47’29” con 25” sull’emergente azzurro Pietro Riva di Alba e 1’12” su Stefano Guidotti Icardi del Cus Torino.

Nella gara femminile è l’azzurra aostana Catherine Bertone del Calvesi a tagliare per prima il traguardo in 53’30” con 2’16” su Gloria Barale del Cus Torino e 3’15” su Abera Tarikua Fiseha del Giannone Running.

     PIU’ DI MILLE A VIGONE

26 - vigone 13La Mezza di Varenne raduna a Vigone per la sesta edizione oltre mille partecipanti; alla fine saranno 809 i classificati nella Mezza e 234 gli arrivati nella 11 km, ancora un successo per Vigone che Corre, oscar dell’organizzatore per due anni di seguito.

Vento freddo alla partenza, ma cielo sereno, leggermente velato. Al passaggio del primo giro conducono Ahmed Nasef di Desio e Abderrafii Roqti della Campania, staccato, ma in scia Abdeladi Laaouina del Susa. Al 17° km Nasef rompe gli indugi e stacca Roqti, che nel finale viene superato anche da Laaouina in rimonta.

Nasef taglia il traguardo in 1h08’06”con 13” su Laaouina e 29” su Roqti. Nella gara femminile cavalcata solitaria di Antonella Gravino di Equilibra, vince in 1h24’10” con 1’44” su Luisa Brunetti della Buschese e 4’29” su Rosy Rullo del Des Amis.

26 - corritaliaalfieri 14     CORRIPIEMONTE APRE AD ASTI

La 25^ Corritalia organizzata dal Brancaleone il 13 marzo ad Asti apre il Trofeo Corripiemonte su strada 2016 con 370 partecipanti. Vince Mohamed Hammoudi dell’Alfieri in 33’02” con 3” su Davide Scaglia del Cus Torino.

Come da pronostico il successo di Elisa Stefani del Brancaleone , 16^ assoluta in 36”12”.

     IN 300 AL TRAIL DEI 2 MONTI E DELLA VALMESSA

26 - duemonti 15Nonostante la giornata piovosa domenica 13 marzo si sono presentati in 300 in piazza Comba a Rivera di Almese per disputare il terzo Trail dei 2 Monti e della Valmessa sulle due distanze, 22 km con 1500 metri di dislivello il Lungo e 11 km con 800 il Corto.

Stefano Ruzza dell’ACLI San Marco si aggiudica il lungo in 2h12’23” . Serena Natolini di Andrate è la prima donna a tagliare il traguardo in 2h42’47”.

In 103 si classificano nel Corto, vittoria appaiata per gli atleti di casa Enrico e Norberto Oddone in 1h14’59” e Lorena Casse del Susa in 1h30’00.

26 - 24x1ora 16     24 x 1 ORA AD ASTI

E’ forse l’ultima rimasta, ma la 24 x 1 ora che si disputa da 42 anni sulla pista di Asti, mantiene intatto il suo fascino con 25 formazioni al via, per un totale di 840 atleti, impegnati a percorrere il maggior numero di metri possibile, partenza alle 14 di sabato 19 e arrivo alle 14 di domenica.

Vince la formazione A dei padroni di casa dell’Alfieri con 374.010 metri. Gli atleti del Brancaleone Gabriele Gagliardi con 17.906 e Elisa Stefani con 16.307 sono i migliori.

     LAAOUINA E CAMMALLERI VINCONO A TRANA

26 - trana primavera 18Domenica 20 marzo appuntamento a Trana con una delle più antiche gare piemontesi, la 43^ Podistica di Primavera di 9,5 km, molto impegnativa con salite e discese e un lungo tratto fuori strada, con partenza come sempre dalla ex cava, 545 gli atleti classificati. Successo di Abdelhadi Laaouina che nel finale stacca Alessandro Boschis del Giò 22 Rivera.

Ignazia Cammalleri della società organizzatrice vince nettamente in 39’43”

     PIEDICAVALLO APPUNTAMENTO COL MITO

26 - biellapdc 19Il 20 marzo si corre la corsa più mitica del panorama piemontese, la Biella – Piedicavallo, nata nel 1973 ad opera di Ismar Pasteris e tornata da cinque anni per merito del dinamico Claudio Piana, una gara che ha visto la presenza dei migliori atleti italiani, da Franco Arese a Gianni De Madonna a Rita Marchisio.

Una corsa tutta in salita per 19,4 km attraverso la Valle Cervo, con l’impennata finale di 3 km dal ponte Pinchio ai 1050 metri del traguardo.

Alla partenza oltre 300 atleti, classificati 296, tutti poi a far festa al Gatto Azzurro per il tradizionale pasta party.

26 - dragoneive58 20Primo a tagliare il traguardo l’azzurro di corsa in montagna Xavier Chevrier delle Valli Bergamasche in 1h08’56” Prima donna la saluzzese F35 Lara Giardino in 1h23’12”

     38^ PASQUETTA A NEIVE

Degna conclusione del mese di marzo con un appuntamento tradizionale a Neive, prima la dura gara di 9,5 km, poi la grigliata sotto il tendone per festeggiare la Pasquetta.

Vince Luca Massimino del Roata Chiusani. Podio femminile tutto del Saluzzo con Mina El Kannoussi, Flavia Boglione e Michela Beltrando.

 

 

 

 

 

 

 

Rivarolo - cross del Malgrà   08 - 01 - 2017        Diario della Domenica

26 - rivarolo cross 1Gara che apre a me la stagione 2017, gara che mi vede teso, ansioso, seduto sulle spine. Le mie mani reggono 7d2 e mi appresto alla prova su stra... sui campi da cross. Con l'anno incominciato, direi, sotto l'ormai consueta nuvoletta fantozziana della micro-sfiga. Da un lato, e buonicchio dall'altro. Perchè sul sito del negoziante la garanzia dei quattro anni era prorogata sino al 7 gennaio 2017, mentre sul sito Canon leggevo del 31 dicembre 2016. Ecco, la fortuna è stata quella che mi ha condotto all'acquisto entro i termini concessi dalla casa costruttrice, il che onestamente non è poco. Un paio di giorni e l'avrei persa.

26 - rivarolo cross 2Quando mi reco per l'acquisto, però, manca il 18-135 NANO (nuova tecnica per la zoomata, che con l'inserimento di un aggeggio diventa fluida come quella di una videocamera), “fottuto”, e di cui non rimane che la scatola. Per non rimanere a piedi opto per un 50 fisso (su 7d2 diventa un 75 mm circa). Per lo scatto sugli atleti non legati a passaggi nello stretto va bene, ma non permette eccessiva libertà. Per fotografare il profilo del Castello sono costretto a raggiungere l'estremo del pratone che lo fronteggia...

26 - rivarolo cross 3Ma la micro-sfiga non è certamente sazia, si è limitata unicamente ad un assaggino; nei primi giorni di gennaio una telefonata mi avverte che il 18-135 NANO è arrivato. Corro in negozio il giorno stesso, lo acquisto (senza più i 4 anni di garanzia, dice il figlio del negoziante che sollecitato smanetta nel computer) e corro a casa per provarlo. Tombola: non è il 18-135 NANO, bensì il vecchio STM!!! Tante scuse, “La Canon ha ingannato pure me!”, ed appena arriva quello giusto mi avvertono.

26 - rivarolo cross 4Il tutto, ormai, sembra una barzelletta, una favola, un tanto per scrivere qualcosa. Purtroppo è l'amara verità: la Macro-sfiga mi ha scoperto con il Co-efferalgan, e devo proprio essergli rimasto simpatico in quanto da allora mi segue ovunque vada, mette naso (e becco) in ogni cosa cui m'impegni.

Dovrei farmi benedire, ma non saprei proprio da chi...

26 - rivarolo cross 5Il ritorno sui campi gara dopo mesi di stasi è sempre momento di stretta al cuore e solitudine, sensazioni aggravate oggi in quanto non accompagnato da Paracqua. Mai sofferto di solitudine, spesso cercata, ma il Patatrac ha cambiato le carte sul tavolo di gioco. Ho perso cose di vitale importanza (lavoro e sport, tanto per fermarmi a quelle) e sono diventato debole, vulnerabile, esposto agli umori del tempo. K3, poi, è stato il colpo di grazia, proprio mentre mi appellavo a lei per riprender quota.

26 - rivarolo cross 6Ora detta speranza è riposta su questa 7d2, ancora difficile da giudicare in quanto usata con un obiettivo adatto per gli scatti serali o con la pioggia, quando cioè la luce è poca. Ho pure fatto l'errore di adottare l'AF, la messa a fuoco, usando quella prestabilita dal programma automatico. Le possibilità nel merito di questa 7d2 sono tanto molteplici che la Canon ha addirittura preparato un opuscolo (sulla mia non presente, ti pareva...) per illustrarne le possibilità. L'ho fatto mio copiandolo da internet, ed ora cercherò di adattare una di queste alle mie esigenze.

La cosa positiva è che la batteria pare reggere bene. Ho risparmiato al massimo sugli scatti perdendo non poche occasioni nel timore di restare a piedi, ma sorprendentemente dopo quasi 900 scatti il livello di carica è al 55%.

26 - rivarolo cross 11Ho fissato il tempo di scatto ed il diaframma lasciando libertà di scelta all'automatismo degli ISO, ma come sono solito fare per le foto “del momento” - ritratti, foto di gruppo, scorci paesaggistici - scelgo lo scatto in automatico. E qui la prima negativa sorpresa: scatta il flash, e non esiste la possibilità per escluderlo! Non ne sono eccessivamente contento.

La mattinata è fredda e sonnolenta l'atmosfera quando poco prima delle otto metto piede all'interno del parco del Castello. Prima partenza alle 9,30, ed avrei tutto il tempo per gelare non fosse che ancora il fisico regge bene alle basse temperature. Solamente le dita delle mani (nude per esigenza di click) manifestano accenni di velata rivolta, ma basta riprenderle con una bella strofinata sul capo per metterle a tacere..

26 - rivarolo cross 7I “Buon anno!” si sprecano, ma la mente è totalmente rivolta a 7d2 così che non sempre mi trovo desto per rispondere con un grazie, un ciao. Un click qui, uno la, un visitare possibili postazioni e la decisione di fermarmi quest'anno sui prati che fronteggiano il Castello. Assai meno intriganti di altri angoli, ma con il 50mm preferisco non rischiare.

Qualche problemino organizzativo, direi. La fila di chi ha scelto questo momento per iscriversi è lunghissima e, lo comprendo, certamente non sarebbe buona cosa lasciarsi sfuggire tanti euro. Il fatto però infastidisce giustamente non pochi che di già hanno diligentemente provveduto alla preiscrizione e pagato la dovuta quota. Ora sarebbero caldi il giusto per partire, ed invece... Mugugni, ma nessuna levata di scudi, nessuna rivolta.

26 - rivarolo cross 8Oltre alla ritardata partenza di questa prima batteria, questa stessa viene infine divisa in due in quanto “Le donne sono molte...” (e meno male!). Ecco, le più sfigate direi essere proprio loro in quanto mentre qualcuna è di già pronta e calda (rischio raffreddamento oppure due ore di riscaldamento sul campo gelato...), altre debbono ancora iniziare questa prima importantissima fase. In queste condizioni di freddo ancor più indispensabile, pena strappi ed eccetera.

Una batteria in più e ritardi a gogo. Mmmmmm, pressapochismo direi, ed una bella tiratina alle orecchie dei responsabili organizzativi.

26 - rivarolo cross 9Se ci aggiungo poi che il primo dei maschietti big è stato lasciato iniziare il 4° giro prima di fermarlo con delle urla... e fortuna che Antonio Giardiello aveva un buon vantaggio sui due inseguitori così da evitare la frittata!

Dei maschietti, come solito, nulla ho da scrivere. Guardatevi la bella classifica UISP cliccando qui sotto.

Nelle fanciulline non tutte le eccellenze sono presenti, anzi, direi che le assenze sono parecchie. Colpevole di questo buco indubbiamente il cross dei Re Magi disputato il giorno 6 a Venaria, appena due giorni fa.

In esse emerge una pimpante Elisa Rullo (16':43”) che controlla la mai doma Katarzyna Kuzminska (a 12”), mentre Maria Rosa Erario segue a 20”.

           CLASSIFICA    (da AtleticaValPellice)

26 - rivarolo cross 10-   Decisamente un anno, questo 2017, che direi iniziare con il piede sbagliato: la nuvoletta si trasforma ora in tempesta. Dell'11 gennaio la notizia che una fanciullina segretamente amata è volata via. Sapevo da mesi essere ammalata, ma mai avrei immaginato tanto. La cosa stranissima (non è così per dire, è verità sacrosanta) è che una decina di ore prima, nelle fasi conclusive della notte, l'ho sognata. In due spezzoni vividi e consecutivi, prima di svegliarmi angosciato.

Il sogno flash - entro in un bar dove due-tre persone discutono animatamente con il barista: “È stata violentata, violentata, violentata...”. Li avvicino con il cuore che batte a mille perchè so di chi stanno parlando (ma nessun nome è stato fatto). Mi rivolgo a uno e all'altro chiedendo notizie della vittima, se è viva, se lo stupratore è stato arrestato. Ma paio essere un fantasma; non mi vedono, non mi sentono, non si accorgono minimamente di me.

La seconda vivida scena si svolge fuori, su di un marciapiedi. Due donne parlano animatamente: “Hai sentito? Povera piccola, così brutalmente violentata...”. Anche qui la scena si ripete. Grido, tento di farmi sentire, di scuotere la signora più vicina, ma come al bar non succede nulla. Sono certamente un fantasma, un non-esistente che nella logica della vita trova evidente giustificazione.

Purtroppo il sogno, triste presagio, poche ore dopo si concretizza con la tragica notizia.

Questa situazione di vita sempre più magonata comincio a non sopportarla più; a forza di strappare pezzetti da un cuore di già handicappato di suo, andrà a finire che non ne resteranno a me più che briciole...

 

 

 

 26 - olimpiacross 0

OlimpiaCross - 2° Trofeo Decathlon  15 - 01 - 2017   Diario della Domenica

26 - olimpiacross 1Seconda gara della novella stagione podistica ad accogliere il mio scafandro dalle umanoidi sembianze di “fotografo”. Ovviamente affatto ufficiale e neppure soldato semplice. Freelance sportivo de borgata impegnato nella strenua ricerca di soddisfazioni fotografiche che tardano ad arrivare. Emme o 7d2 che sia. Ovviamente molti errori anche oggi, ritengo visti i risultati che appaiono discreti qui ma scadenti la (benedetto Photoshop!), ma il bloccaggio improvviso dei click mentre scattavo la lunga raffica della partenza M50 e oltre, non me lo sarei assolutamente aspettato. Questa fotocamera, con le schede da corsa di cui l'ho dotata, è in grado di fare una ininterrotta raffica in ipeg alla massima risoluzione di oltre 1000 (mille!) scatti. C'è soddisfazione nello scattare in quanto la risposta è fulminea, tanto che riesco a beccare, riflessi permettendo, anche chi si nasconde dietro altri.

26 - olimpiacross 2Per l'impegnativa gara della Pellerina apporterò alcuni settaggi tentando di tradurre in OK almeno la parte del contenuto dell'opuscolo “che non c'è” che m'interessa. Ultima sul flash: in automatico si può annullare, ma appena si spegne la fotocamera ritorna vivo ed arzillo quanto mai! Scocciatura.

26 - olimpiacross 3In sintesi sinora sono un cicinin deluso da questa 7d2; veloce, ma in diverse funzioni assai meno intelligente e intuitiva della Pentax-Ricoh K3. E quando esiste un utilissimo “termometro-esposimetro” in grado di farmi immediatamente comprendere se la foto che vado scattando risulterà sovra o sottoesposta (oppure OK) questo è praticamente invisibile. Nella vecchia 7D, leggo, era posto alla base del mirino, tra gli altri dati di scatto, visibile, ma che poteva confondersi con la scala della compensazione. Ora non confonde più nessuno...

26 - olimpiacross 4Nessuna traccia di vignettatura, ma l'obiettivo comunemente montato sarà poi il 18-135. Si vedrà.

Chiedo scusa a chi distrattamente può entrare e far scorrere lo sguardo su queste pagine, ma non posso in questo inizio di anno 7d2 non soffermarmi sulle di lei prime impressioni di “guida”.

26 - olimpiacross 6La mattina è fresca, il cielo azzurro anche se qua e la si osservano diafane velature. Il parco dove si svolgerà il secondo Trofeo Decathlon è a due passi da casa, sul percorso di allenamento che giunto qui in Falchera fece parte dei sei-sette scelti allora. Da quello che conduceva a Borgaro, dal lungo Settimo-SanMauro-Colletta, dal breve Amiat-laghetto al Colletta-Meisino, nonché il “corri-e-fuggi”, assai battuto oggi, che circoscrive la Falchera Nuova. E che si poteva dilatare comprendendo i laghetti. Percorsi agresti, nel verde, in parte cancellato quello di Settimo dato il percorso ferroviario per l'Alta Velocità, percorsi che ricordati come ora mi colmano il cuore di malinconia.

26 - olimpiacross 7Il fresco lo reggo bene, ma vissuto sul sellino direi apparirmi più aggressivo. Nei pochi chilometri che mi separano dal parco non ho il tempo per riscaldarmi bene così da godere di qualche giusto brivido. Se troppo vestito nelle ore più tarde potrei trovarmi a sudare (sono “fotografo” di movimento), per cui non uso coprirmi troppo.

Una cosa novella questa mattina ad impreziosire (!) l'abbigliamento: le bretelle svizzere Ollàlàjoooo! donatemi dal cuginetto GeoSergiulin, stufo fi vedermi, nelle camminate in montagna, con i calzoni a livello delle ginocchia. Operazione obbligatoria oggi dato che domenica scorsa al RivaroloCross, causa le braghe calate a livello delle caviglie ho rischiato di cadere.

26 - olimpiacross 8Al mio fianco, nel pedalare in becana, Paracqua c'è! Non è, per motivi di sicurezza, il chiacchierare di quando si è in auto, ma è sempre meglio di niente. Qualche notiziola riguardante Marina Berlingo ed i nipotini, poi assicuriamo le biciclette ad un palo ed arrivederci alle 12, quando alzeremo le tende per recarci alle rispettive abitazioni.

Questa mattina a Caselle sono in gioco le maglie di Campione Regionale di Cross, per cui anche questa è domenica UISP “senza big”. O, almeno, pochini. Poco meno di 400 i classificati (398), mentre a Caselle, malgrado le maglie assegnate, il solito piccolo flop: 342 sul traguardo.

26 - olimpiacross 9Il percorso disegnato è bello, girando come gira attorno al piccolo laghetto (ghiacciato!), con una prima parte appena appena movimentata (e alberata), ed una seconda su terreno piatto ed in parte brullo.

Il fondo è come ci si aspetta in questa stagione: ghiacciato, e su queste bitorzolute e pietrose zolle si giocano i garretti le fanciulle ed i Parinot. Mentre i giovani big correranno sul velluto (o quasi). È legge questa dettata dall'INPS che desidera da sempre, per ragioni di cassa. sfoltire il numero dei pensionati.

26 - olimpiacross 10Ho tutto il tempo per fare un intero giro del percorso onde visionare novelli punti click, ma non lo faccio. Pentendomene. Le postazioni prese non sono delle più illuminate.

26 - olimpiacross 11L'anno, come scritto, è iniziato assai male ed ancora lo spirito vola basso basso. Le ferite sono troppo recenti. Passerà, tutto passa stringendo i denti, ma la mente ancora non è tornata pienamente in me tanto che toppo miseramente nell'assegnare ai 50 e oltre due soli giri mentre nella realtà sono tre. Distratto e deconcentrato, anche se l'impegno per trovare le giuste misure per domare 7d2 mi coinvolgono non poco. Il guaio è che ancora non sono in grado d'intervenire di prima sul campo adottando eventuali correzioni ai programmi. Anche in ciò è questione di tempo... e di figure barbine!

26 - olimpiacross 12I cross, o campestri che siano, sono feste che coinvolgono i podisti nelle vesti di atleti così come di semplici spettatori. Mi sono sempre piaciuti un sacco, e più duri erano e più mi divertivo.

Gli amici passano sgambettando più volte sotto il naso e davanti all'obiettivo, e questa è occasione per coinvolgerli in un sorriso abbozzando semplicemente un incitamento, un complimento, un “Prendilo prendilo!”. Un podista, conosciuto o meno che sia, ti scalda il cuore quando sorride. E quando a sorridere è una fanciullina rischi di farti la plin plin addosso. Mentre se a sorridere è la fanciullina eletta dal sottoscritto “jum jum del giorno”, la plin plin è cosa fatta!!!

26 - olimpiacross 13Mattinata disintossicante condita di cielo azzurro e giovanile allegria che spero rivedere e poter rivivere domenica prossima alla Pellerina. Il meteo della domenica che la riguarda pare non essere dei migliori, ma c'è pur sempre la speranza che satelliti e “generali” non ci azzecchino!

26 - olimpiacross 14Nei maschietti scalino più alto del podio per uno “sconosciuto” Angelo Direnzo, che dalle foto scattategli pare aver dormito per tutta la gara. Secondo Marco Gelatti, che in volata batte un disteso Francesco Argenio, ragazzo che ricordo molto forte, promettente, poi (a me almeno) scomparso dalle competizioni. Sono felicissimo di rivederlo, pimpante, in pista.

Nelle fanciulline una informissima Maria Fornelli doma in scioltezza una pur apparentemente in palla Elisa Rullo (a 32”), mentre sul terzo scalino del podio sale Maria Rosa Erario (a 53”).

26 - olimpictrofarello 15Un P.S. - Da quando ne sono venuto a conoscenza guardo spesso l'elenco degli iscritti FIDAL e UISP, scoprendo così in quel di Caselle l'inaspettata presenza della Regina, della forte ed eterna ragazzina jum jum (pozione magica?) Grazia Cammalleri. Stupendomi pure per la maglietta societaria indossata, ora non più quella della mitica Tranese di Sir Renzo di Avigliana, bensì quella della Casone Noceto, squadra a me del tutto sconosciuta. È tornata dopo lunga assenza dalle gare, e non vedo l'ora di rivederla per sapere se debbo o meno congratularmi con lei.

Perchè “a naso” direi apparirmi “vittima” di un classico: lunga assenza, poi ritorno in pista sfoggiando all'anulare della mano sinistra un luccicante anellino d'oro!

    CLASSIFICA   (da AtleticaValPellice)

 

 

PellerinaCross  22 – 01 – 2017                                   Diario della Domenica

26 - pellerinacross 1Oggi si corre sulle terre di casa mia, potrei dire, avendo dall'adolescenza alla “maturità” vissuto nella borgata Campidoglio. Fortunatamente non sono persona eccessivamente legata al territorio, ma su questi prati e sentieri ho vissuto emozioni intense così che ogni volta che vi ritorno un pizzico di malinconia sfiora la trippa. I vent'anni sono pur sempre i vent'anni, carichi come sono di forza, immortalità e progetti, e il sentirli ormai unicamente nel cuore mi basta sempre meno...

Passeggiata sul Chiodo e Caval di San Francesco per muovermi lungo il percorso gara. Paracqua, sabato sera, telefona per sapere se sarà becana o Poppolina (questione legata al tempo, che non tutti i Meteo dichiarano al top). Malgrado l'essere entrambi sul campo gara non c'incontreremo affatto.

26 - pellerinacross 2Batto il naso sulla prima nota così-così appena metto piede giù dal Chiodo: persa la chiavetta lucchetto che tengo legata al canotto della sella. Sarà così, dato che era l'unica chiave che ancora avevo, una seconda catena perennemente aggrovigliata al telaio. Abbandono il Chiodo appoggiandolo ad un albero, libero se lo desidera di fare una passeggiatina per conto suo... sperando di non dover ritornare a casa a piedi!

Dal momento che questa mattina me la sono presa veramente comoda, non posso scambiare più di due “Ciao ciao” con i Podistichini presenti al gazebo. Corri corri, mettiti là che si parte. Che brutta cosa arrivare così al pelo!

26 - pellerinacross 3Come di consueto uso fare nelle prime fasi di studio della fotocamera, testo alcuni programmi, ed oggi mi confronto con la raffica. La raffica usata è normalmente quella dei 3 fotogrammi al secondo, ma questo fa si che nelle partenze si realizzino troppe immagini simili, ravvicinate, inutili. Così testo quella che offre un click al secondo. Troppo breve risulterà, così per la prossima userò quella dei due scatti. Questa della raffica gestibile a piacere è una vera chicca. Posso regolarla da uno a dieci scatti al secondo, una goduria anche se non di vitale importanza come l'esposizione e la messa a fuoco.

26 - pellerinacross 4Due sole le partenze che immortalo: quella dei Parinot e quella delle fanciulline. Poi inizio a vagabondare qua e là perdendo la concentrazione. E perdo, malgrado i tre passaggi, il primo dei 50-55! Purtroppo nelle campestri non vi è unicamente la necessità di contare i giri, ma pure la problematica creata dai doppiati e da quelli che per fare riscaldamento o scarico scelgono il percorso del tracciato, malvezzo questo uso in tutte le campestri. Quando come me si è svampiti e con la testa nelle nuvole, il toppare posizione e scatti è presto cosa fatta.

26 - pellerinacross 5Sono molte le batterie, cinque, per cui la mattinata è impegnativa assai. Fortunatamente il tempo è clemente. Vi è dell'azzurro e del sole, luce qua e là smorzata da eteree, diafane e “filamentose” nubi. Il terreno direi presentarsi in buone condizioni, gelato all'inizio, com'è giusto in questo periodo dell'anno, ma non eccessivamente bitorzoluto.

26 - pellerinacross 6Larga e in piano la sede della partenza, lunga abbastanza per permettere un corretto sgranarsi del gruppone, poi una serie di collinette che se percorse a tutta lasciano il segno in chi non è ben allenato.

Il miglior percorso in assoluto tra quelli che conosco.

26 - pellerinacross 7Settecentosettantasette (777) gli atleti adulti classificati, e malgrado il tentativo di economia applicato, 1603 le immagini scattate. Domenica a Trofarello temo gara altrettanto partecipata (ma batterie ridotte a quattro), e speriamo che il tempo sia clemente.

26 - pellerinacross 8Nelle campestri, a differenza di quelle su strada dove evidenzio, senza il laccio delle categorie, i primi assoluti, riguardo i maschietti due parole le posso pure scrivere, ma qui vi spedisco dritti dritti alla bellissima classifica sul sito UISP (eh, scusate, ma la trovo chiara ed intelligente. Con due sole mancanze: il pettorale atleta e l'elenco iscritti per società)..

26 - pellerinacross 9Riguardo le femminucce invece... mi è piaciuta molto la seconda, Fabiola Conti, ed anche la... Ohibò, dite che non è così che si deve guardare la gara delle fanciulle? E come allora? Eheheh, sono tante quelle belle e brave, come si fa a scriverne senza sbavare un po'? In ogni caso oggi la classifica delle prime crea “imbarazzo” se letta con poca attenzione in quanto, giustamente, la terza classificata è una allieva di 15 anni, El Maazi Assia (a 37”) per cui la si trova nell'apposita classifica-categoria. Promettente ragazzina, che vedo correre con estrema facilità.

26 - pellerinacross 10Da parte nostra, della Podistica Torino intendo, una fanciullina di belle speranze oggi l'ho vista: Camilla Magliano, silhouette da anoressica (quasi), che se tira vento occorre zavorrarla per non perderla. Una sesta posizione più che onorevole, anche se di lei nulla conosco. Riferendomi con questo alla sua storia sportiva.

Oggi libera uscita per le puledrine del G.S. Interforze, che liete del permesso caracollano con grinta sull'impegnativo tracciato. Graziose e sorridenti, il che proprio non guasta.

Vista oggi in fase di riscaldamento-scarico su tracciato, Maria Fornelli, ma nulla di lei ho trovato traccia sul rullino di 7d2 e sulla classifica ufficiale.

26 - pellerinacross 11Ho pure avuto, nell'arco delle gare ma non ho memorizzato il momento, la “visione” inaspettata di Scricciolo. Ricordate la desaparecida Federica Arnone? (che qualche mese fa ho saputo esser ora felicemente sposata). Ecco, mi trovavo sulla collinetta vicinissima al traguardo quando l'occhio mi è casualmente caduto in basso, lungo lo sterrato che corre attorno al laghetto. In tuta, capelli raccolti a coda di cavallo, il medesimo fisico minuto, da acciughina, e soprattutto il medesimo, ma proprio medesimo medesimo, stile nella corsa, quel caratteristico ciondolare laterale del capo ad accompagnare il ritmo. Una corsa leggera, come in fase di defaticamento. È questione di pochi secondi e non mi perdo a ricercarne nitidamente il volto, bensì muovo 7d2 per uno scatto. Stoppando il gesto da subito senza nulla cliccare. Scricciolo è atleta competitiva, se fosse lei avrebbe corso anche fosse incinta!

26 - pellerinacross 12Sono certo, non trovando ragione alcuna perchè qui si possa trovare unicamente per un allenamento, che non sia lei, però essendo per natura curioso mi pento poco dopo del non click. Almeno da esso avrei potuto aver conferma di un clone Scricciolo in circolazione...

Questa mattina ho una personale motivazione per recarmi al gazebo di casa: cercare Luigi Ambrosino per appropriarmi del suo ultimo libro: “Andiamo a correre?”. Sono sempre interessato alle pubblicazioni fai-da-te, quelle che nascono dal cuore e non dall'interesse materiale (detti fai-da-te si trasformano comunemente in veri tracolli economici...). Luigi, Gigetto per gli intimi, è persona sciolta nel parlare, dal sorriso pronto e contagioso. E non somiglia affatto ad un napoletano. Napoletano classico, alla Eduardo De Filippo per intenderci. Quattro ciance veloci veloci, poi prendo con me il tascabile e data l'ora tarda mi fiondo (!) con il Chiodo verso casa: scoprirò un novello Enrico Arcelli?

                                                           CLASSIFICA

 

 

 

le barzellette de - blu

 

 

 

 

 

 

26 - ahahah 2-