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Ghilead-web n° 27

               Le fotografie le trovate postate negli album della pagina FOTOSPORT

                                        Gli articoli non firmati sono miei

 

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          Qui comincia l'avventura...

 

 

                                         2017 GENNAIO

seb 6

 

 

ASSEGNATI A CASELLE I TITOLI MASTER DI CROSS.

Domenica 15 a Caselle si assegnano i titoli Master di cross, collocazione non certo ideale della prova, ma obbligata dal calendario FIDAL strettissimo coi Campionati italiani Master il 5 marzo a Ugento in quel di Lecce.

Partecipazione non eccezionale, 361 i classificati.

Prima partenza su 4 km per i 60 e oltre, vince Gianfranco Brignolio M60 del Mezzaluna in 15’54”, gli altri titoli vanno a Luigino Azzalin M65 San Michele, Giuliano Crepaldi M70 Borgaretto, Carlo Marino M75 Baudenasca e Agostino Bo M80 Gspt 75.

Al via su 6 km le fasce 45, 50 e 55, netta vittoria di Luca Cerva Perolin M45 del Forno in 20’49”; Maurizio Marzullo della Tranese è il primo M50 e Mario Martina del None vince nei 55.

27 - casellecross fonte concetta caputo 1Ultima serie con tutte le altre fasce e categorie, successo di Rudy Albano del Palzola in 19’12” con 16” su Manuel Solavaggione della Valle Varaita e 27” su Erik Rosaire del Pont Saint Martin, i titoli vanno a Davide Martina m35 del Roata Chiusani e Roberto Catalano M40 del Borgaretto

Tutte le categorie femminili assieme su 4 km, s’impone 1n 15’01” Flavia Boglione F35 del Saluzzo in 15’01” davanti a Fabiola Conti del Cus Torino a 17” e a Ilaria Zaccagni del Palzola a 24”. Gli altri titoli: F40 Elisa Sartoretto (Borgaretto), F45 Adele Simula (id), F50 Raffaella Lanza (Canavesana), F55 Graziella Venezia (Pam), F60 Domenica Sorbara (Chierese), F65 Elena Haidau (id), F70 Franca Monasterolo (Avis).

Il Borgaretto vince il titolo regionale di società maschile e l’Atletica Canavesana quello femminile.

Notiziola, Ignazia Cammalleri è la prima F50, ma sfoggia la nuova maglia della parmense Casone Noceto.

Nelle categorie giovanili vincono il Cadetto Matteo Riva di Vercelli, la Cadetta Elisabetta Galliano del Saluzzo, il Ragazzo Edoardo Martelli del Giò 22 Rivera e la Ragazza Elisa Gallo del Morozzo.

   DIRENZO E FORNELLI I MIGLIORI A SETTIMO

27 - casellecross fonte concetta caputo 1Terza prova di Coppa UISP giovanile e quarta adulti a Settimo Torinese col 2° Trofeo Decathlon Olimpiacross, 398 classificati.

Tre le serie in programma, tutte le donne e i Master dai 65 in su due giri del percorso per 4,4 km, vittoria di Maria Laura Fornelli F40 del Piossasco in 19’09” seguita da Elisa Rullo F35 del Tiger Sport a 32” e da Maria Rosa Erario del Leinì a 53”, vincono le altre categorie Giulia Palladino F20 Pod. Torino, Elisa Ragazzi F23 Runcard, Mirella cabodi F45 Cafasse, Cristina Benedetto F50 Leinì, Cinzia Allasia F55 Tiger Sport, Marialda Manzone F60 Atp, Maria Grazia Navacchia F65 Atp, Claudia Danielis F70 Regione Piemonte, Venerina Magda Callegari F75 Giordana Lombardi.

Antonio Carlone M70 del Tiger Sport è il primo degli uomini in 21’32”, Salvatore Migliaccio della Giordana Lombardi vince nei 65, nei 75 Eugenio Bocchino Uisp Torino

Su 3 giri si affrontano i Master dai 50 ai 64 anni, il più veloce è l’atleta di casa Piercarlo Lagna M50 in 26’01” seguito dall’ M55 della Doratletica Giuseppe Alfarone a 52”, primo dei 60 Mario Meneghetti del Venaria Reale.

Ultima serie coi più giovani, vince Angelo Di Renzo M23 del Run A.T. in 24’49” davanti a Marco Gelatti M18 dell’Olimpiatletica a 19” allo sprint con Francesco Argenio del GTT . Negli M35 successo di Denis Baima Besquet del Leinì e nei 40 di Davide Friggeri dell’Olimpiatletica e nei 45 del compagno Davide Elifani

Nelle categorie giovanili vincono l’Allievo Samuele Barale del Pinerolo, l’Allieva Sara Osarinemen Trevisan dell’Atletica Settimese, la compagna Martina Fissore nelle Cadettei, nei Cadetti successo di Davide Matta del Giò 22 Rivera , nei Ragazzi di Davide Ferrara dell’Atletica Settimese e nelle Ragazze di Chiara Tavella del Giordana

Lombardi.

     POCHI MA BUONI AL TROFEO POLVERIERA

27 - acqui - polveriera 3Solo 42 classificati nel terzo cross della Polveriera ad Acqui Terme, quinta prova della Coppa UISP.

Su 5,6 km vincono il genovese Diego Picollo, B in 19’59” e Carla Primo del Base Running, K in 24’46”

Questi gli altri vincitori di categoria: Z Luca Patris (Atletica Alessandria), A Giovanni Tornielli (Peralto GE), C Donato Cazzato (Solvay) , D Paolo Schepis (Maratoneti Genovesi), E Dario Amateis (Brancaleone), F Mauro Agostini (id), G Luigi Toselli (Acquirunners), V Franco Mariani (Cartotecnica), H Annalisa Mazzarello (Atletica Novese), Y Giovanna Moi (Maratoneti Genovesi).

GENNAIO 3^ SETTIMANA (cancelare)

     PELLERINA: STRATORINO DEL CROSS

Da 33 anni la stagione agonistica dei Torinesi comincia col Cross della Pellerina, anche domenica si sono classificati 936 atleti di tutte le categorie, campionato provinciale master FIDAL e prova valida per la Coppa UISP.

27 - pellerinacross 4aPartenza alle 9,30 sponsorizzata INPS, per i diversamente giovani, classe 1957 e precedenti su 4 km, 176 classificati.

Conclusione in volata con Bruno Bianco M60 del Canavese che in 15’33” precede Mario Meneghetti di Venaria Reale.

Gli alti titoli vanno a Luigino Azzalin M65 San Michele, Antonio Carlone M70 Tiger Sport, Carlo Marino M75 Baudenasca, Agostino Bò M80 GSPT75 e Cesare Bonello M85 TO021.

Alle 10 di scena tutte le categorie femminili su 4 km, 189 classificate. Bella lotta tra Fabiola Conti del Cus Torino e Abera Tarikua Fiseha del Giannone Running, che nel finale riesce ad avvantaggiarsi e vince in 15’08” con 10” sulla Conti, al terzo posto a 37” la quindicenne dell’Atletica Piemonte Assia El Maazi, una grande speranza.

Vincono i titoli: Maria Rosa Erario F35 Pod. Leinì, Patrizia Sabatino F40 Pod. Torino, Chiara Bertino F45 Pod. Torino, Luigina Definis F50 Pod. Torino, Cinzia Usseglio F55 Giò 22 Rivera, Maria Alda Manzone F60 Team Marathon, Maria Grazia Navacchia F65 Team Marathon, Franca Monasterolo F70 Avis, Venerina Magda Callegari F75 G. Lombardi, Maria Bellanova F80 G. Lombardi

27 - pellerinacross 4Al via gli M50 e 55 su 6 km, vince nettamente Valerio Brignone del Cambiaso Risso di Genova in 21’04”, a 47” Giovanni Stella M50 del Giannone Running; titolo M55 a Enrico Eula della Novatletica; 158 classificati.

Tocca ora agli M40 e 45, vince Elio Pagnutti M40 del Cafasse in 20’43” con 6” sul valdostano Domenico Longo e 24” su Luca Cerva Parolin M45 del Forno; 144 classificati.

Ultima serie maschile da Allievi a M35, in evidenza i giovani del Cus Torino, Paolo Turroni e Julius Stefan Gavril; Turroni alla campana dell’ultimo giro allunga e vince in 19”09 con 12” su Tariq Bamaarouf del Team Marathon e 26” sul compagno; Igor Martello del Base Running è il primo M35.

Il Borgaretto vince il titolo maschile e l’Interforze quello femminile.

Nelle categorie giovanili successi di Davide Matta Cadetto Giò 22 Rivera, Isabella Caposieno Cadetta Sisport, Simone Guidone Ragazzo Doratletica e Sara El Dandaoui Venturoli.

     IVREA SOMMERSA DAI GIOVANI

27 - podio femminile ivrea 5Grande partecipazione al 17° Cross di Ivrea, seconda prova del Trofeo Giovanile FIDAL, con 453 classificati di cui 131 Esordienti.

Nei Cadetti rivincita di Teshale Zanchetta dell’Alfieri, che vince in 7’57” staccando nettamente Widly Nocenti del Derthona di 13”, terzo Andrea Vair del Susa a 19”

Nelle Cadette esordio vincente di Noemi Bouchard del Valpellice in 6’29” su Alice Piana del Gravellona a 2” e Martina Stanchi di Alessandria a 4”

Si confermano nei Ragazzi Edoardo Siliquini del Borgaretto in 3’52” con 5” su Tommaso Mattio della Valle Varaita e nelle Ragazze Noemi Bogiatto del Saluzzo in 4’01” con 4” su Greta Michieli del Borgaretto

     D’AMBROSIO E SILVANI VINCONO A NOVI

Successo per il 19° Cross di Novi Ligure con 224 classificati di cui 93 giovani.

L’Atletica Novese festeggia la vittoria del suo Junior Simone D’Ambrosio in 21’36” su 6 km che precede di 3” due genovesi l’M35 del Peralto Maurizio Carta allo sprint con l’M40 del Delta Andrea Giorgianni; primo M45 ancora un genovese del Delta, Carlo Rosiello.

27 - crossdi novi 6La serie dei 50 e 60 è vinta in 23’28” da Vincenzo Franco Ambrosio M50 del Dragonero in volata con l’M55 del Mezzaluna Rosario Ruggiero; terzo l’M60 del Due Perle Dario Barbesta a 15”

Ultima serie con tutte le donne, gli Allievi e gli over 60 su 4 km. Taglia per primo il traguardo l’Allievo Luciano Spettoli dell’Atletica Alessandria in 19’06”. Arrivano quindi allo sprint in 20’54” l’F40 dell’Alzalai Elehanna Silvani e la Senior di casa Teresa Repetto nell’ordine, a 12” l’M65 dell’ Alfieri Francesco Cipolla. Questi i vincitori delle altre categorie: Maria Petito F40-45 Castell’Alfero, Susanna Scaramucci F55+ Varazze, Francesco Minervini M70 Novese, Agnese Graziano Allieve Castell’Alfero, Tommaso Suriano Cadetti Castell’Alfero, Tiziana Traverso Cadette Atletica Alessandria, Paolo Stella Ragazzi Derthona e Alessandra Bistagnino Atletica Alessandria.

     BELLUSCHI FA POKER A NOVARA

La Mezza Maratona di San Gaudenzio a Novara, giunta alla 21^ edizione, perde l’omologazione FIDAL essendo approvata solo UISP, e, quindi, i risultati non varranno per le graduatorie, ma consuntiva comunque 1244 classificati, a conferma di un gradimento costante da parte dei podisti.

Per la quarta volta inserisce il suo nome nell’albo d’oro il recanatese Michele Belluschi in 1h09’00” precedendo di 5” El Mehdi Maamari del Palzola, di 2’41” l’M30 del San Maurizio, di 2’44” l’M40 dei Runners Bergamo Federico Cagliani, e di 3’11” Alessandro Brustia del Trecate.

27 - sangaudenzio novara ilastampa 7Vittoria casalinga nella gara femminile con Maurizia Cunico F35 del Palzola in 1h22’13” seguita a 22” dall’F45 dei Runners Valbossa Sabina Ambrosetti, a 1’41” da Antonella Gravino dell’Equilibra Running, a 2’02” dalla F50 del Paratico Nives Carobbio e a 3’05” dalla F30 Sarah Aimèe L’Epèe della Settimese.

Questi i vincitori delle altre categorie: U30F Fulvia Corbella (Novara che corre), F40 Monica Alessandra Riccardi (Amici Sport), F55 Giordana Baruffaldi (Run8), F60 Raffaella Miglio (Trecate), F65 Annamaria Galbani (La Michetta), F70 Maria Tartari (Runners Valbossa), M35 Davide Belletti (Happy Runner), M45 Giorgio Campana Binaghi (Runners Bergamo), M50 Cesare Tresoldi (id), M55 Rosario Pittà (Amici Sport), M60 Roberto Castelnovo (Saronno), M65 Alfonso Bozza (Castellania Gozzano), M70 Giorgio Primon (GS Gaglianico), M75 Alfonso De Giorgis (Castellania Gozzano).

     GIOVANI PER SAN GAUDENZIO

A Novara si festeggia il Patrono anche col cross dedicato ai giovani 85 di cui 51 Esordienti.

Doppietta del Bellinzago nei Cadetti con Riccardo Garsia e nelle Cadette con Vittoria Ruffilli; Nei Ragazzi vince Simone Terfoni dell’Ovest Ticino e nelle Ragazze Giada Carta del Mercurio di Novara.

     IL CUS DOMINA LA PRIMA PROVA DEI SOCIETARI DI CROSS

Oltre 600 concorrenti a Verbania domenica 29 per la prima prova dei Campionati di Società di cross, fase regionale dei Campionati Italiani che si disputeranno a Gubbio l’11 e il 12 marzo.

Numerosa la gara assoluta su 10 km con 200 atleti al via su un percorso innevato e con più giri su 1500 metri, che hanno aumentato le difficoltà con doppiaggi e sorpassi non sempre agevoli.

27 - verbania fidal 8La vittoria va a Luca Massimino del Roata Chiusani in 32’08” , a soli 4” Rudy Albano del Palzola; completa il podio Manuel Solavaggione della Valle Varaita a 11”, quarto Paolo Turroni del Cus a 25” e quinto Flavio Ponzina della Safatletica Piemonte a 36”

I 40 Juniores si affrontano su 8 km, domina Francesco Breusa del Pinerolo in 26’04” con un minuto su Amanuel Falci del Cus e 1’04” su Riccardo Rabino del Saluzzo.

Sono 5 i chilometri per i 71 Allievi, vince agevolmente Nicolò Daniele della Canavesana in 17’07” con 11” su Mattia Galliano del Roata Chiusani e 33” su Marco Tagliente della Safatletica Piemonte.

La prova femminile si svolge su 6 km, corrono assieme le Junior e le Promesse/Senior ed è proprio una Junior a vincere, la sempre più promettente Michela Cesarò del Cus che, in 22’30” precede la compagna Senior Gloria Barale di 7” e la Master del Saluzzo Flavia Boglione di 12”.

Altra conferma nella gara Allieve su 4 km con Assia El Maazi della Safatletica Piemonte prima in 15’49” con 11” su Alberica Badini Confalonieri del Cus e 35” su Giada Licandro della Canavesana.

Il Palzola guida la classifica degli Assoluti, il Cus degli Juniores, degli Allievi e delle Juniores, il Saluzzo è in testa tra le Assolute e le Allieve

Solo 10 i Master 60 e oltre su 4 km. vince Gianni Barozzi del Marathon Verbania in 17’51”

     SARTORETTO E GIARDIELLO BELLI A TROFARELLO

27 - trofarellocross  9Il 39° Trofeo Zurletti e Nimbo, prova di coppa UISP e campionato provinciale di società giovanile FIDAL, domenica 29 vede sui campi di Borgata Rivera 558 concorrenti di cui 180 giovani.

Prima partenza sui 4 km per i Master dai 60 in su, Luigino Azzalin M65 del San Michele in 16’34” ha la meglio su Gennaro Castellaneta M60 della Tranese per 5”, terzo il compagno Efisio Picci M60; il primo degli M70 è Antonio Carlone del Tiger Sport e Carlo Marino del Baudenasca si aggiudica gli M75.

Seconda partenza per gli M45, 50 e 55 su 6 km, Maurizio Meoli M45 della Tranese precede in volata Piercarlo Lagna M50 dell’ Olimpiatletica in 22’38”, terzo Diego Naronte della Reale Mutua a 13”. Giuseppe Alfarone della Doratletica vince negli M55.

L’ultima serie maschile vede il successo di Antonio Giardiello M35 del GTT in 21’51” con 17” su Luca Staropoli del Borgaretto e 53” su Simone Brussolo della Novatletica; Simone Lupi del Piossasco è il primo JPS e Fabio Rabottini del Borgaretto degli M40.

Solo un giro di 3 km per le donne e gli Allievi, è proprio un Allievo della Novatletica a tagliare per primo il traguardo in 11’42” con 1’13” sulla prima donna, Elisa Sartoretto F40 del Borgaretto in volata con la neo compagna l’F35 Nicol Cavallera e l’F40 della Valle Varaita Maria Fornelli.

Vincono le altre categorie: JPS Valeria Marasco (Base Running), F45 Paola Barzanti (Pod. Torino), F50 Elisabetta Cason (Olimpiatletica), F55 Graziella Venezia (Pam Mondovì), F60 Maria Alda Manzone (Team Marathon), F65 Maria Grazia Navacchia (idem), F70 Franca Monasterolo (Avis)

Nelle categorie giovanili successi del Cadetto Edoardo Bertoni e della Cadetta Matilda Razzano (Cus), del Ragazzo Edoardo Martelli (Giò 22 Rivera) e della Ragazza Greta Michieli (Borgaretto).

Il Borgaretto conquista i titoli Ragazzi e Ragazze, al Cus le Cadette e alla Doratletica i Cadetti.

     A GRASSI E ERARIO IL CROSS DI BUROLO

Poco meno di 400 partecipanti al 2° cross di Burolo nel Canavese domenica 29.

27 - burolo 10Sui 6 km del cross maschile under 55 vince nettamente lo Junior della Canavesana Francesco Grassi in 20’23” con 26” su Paolo Boggio M23 del Durbano Rivarolo e 48” su Angelo Direnzo del Run Team; altri vincitori di categoria: M35 Alfonso Bracco (Durbano Rivarolo), M40 Fabio Lovisetto (Gaglianico), M45 Davide Rolle Capra (Durbano Rivarolo), M50 Rosario Baratono (Bairese).

Le altre categorie maschili si affrontano su 4 km, ancora un successo seppur di misura per l’M60 Bruno Bianco della Bairese in 12’56”, a 2” Gennaro Sorrentino M55 del Venturoli; altri vincitori di categoria: M65 Alfonso Gifuni (Risso GE), M70 Giuliano Crepaldi (Valle Susa), M75 Marco Benedetto (Settimese), M80 Francesco Togo (id)

Quattro chilometri anche per le donne, vince in 15’45” Maria Rosa Erario F35 del Leinì con 9” su Rachele Young F40 del Valchiusella e 15” su Kataryna Kuzminska del Forno; vincono le altre categorie: F18 Giulia Palladino (Pod. Torino), F23 Valeria Nota (Bairese), F45 Paola Fiammengo (Leinì), F50 Mirella Bioletti (Cafasse), F55 Cinzia Allasia (Tiger Sport), F60 Rosina Sidoti (Durbano Rivarolo), F65 Gianna Annita Vaccari (Dora Baltea), F75 Venerina Magda Callegari (G. Lombardi). AF Linda Perucchione (Dora Baltea), CM Davide Matta (Giò 22 Rivera), CF Eleonora Roca (Rivarolo), RM Stefano Demo (id), RF Sara Ed Dandaoui (Venturoli)

     MORALE E NATALICCHIO A PIOVERA

27 - cross piovera 11Il terzo cross del Castello a Piovera alle porte di Alessandria, ha visto la partecipazione di 184 atleti di cui 72 giovani domenica 29.

Profeta in patria lo Junior dell’ Atletica Alessandria, che precede Giovanni Ravarino M45 del SAI Frecce Bianche e lo Junior della Novese Simone D’Ambrosio. Nelle altre categorie vincono Alessandro Carrera M40 (Solvay), Vincenzo Franco Ambrosio M50 (Dragonero) e Dario Amateis M55 (Brancaleone).

Gianfranco Brignolio M60 della Mezzaluna vince la serie dei meno giovani su 4 km.

Sulla stessa distanza la gara femminile, che vede il successo di Lucia Natalicchio della Ferrero davanti a Teresa Repetto della Novese e Elehanna Silvani dell’Azalai.

Nelle categorie giovanili poker dell’Atletica Alessandria con Pietro Santini CM, Nicola Spettoli RM, Martina Stanchi CF e Lucrezia Accornero RF.

 

 

TrofarelloCross    29 – 01 – 2017                                         Diario della Domenica

27 - trofarellocross 1Se alla Pellerina vivo momenti unici in quanto ad emozioni, non è vero ne sia privo riguardo altri percorsi. Diversa, più sfumata l'intensità, ma pur sempre stati d'animo velati di malinconia mista al momento IN oppure NO del ricordo,

Se prestate attenzione alla home di Podoandando, noterete che in alto a destra è presente un, da aggiornare, “rotar d'immagini” raffiguranti fanciulle in fiore (ed anche meno) che hanno una comune caratteristica: sorridono. Il sorriso è un'espressione che tento sempre di “provocare” e catturare perchè dona gioia. Se il sorriso delle fanciulle è stellare, anche quello dei maschietti rallegra il cuore in quanto trasforma un viso anonimo e lontano in quello di un fratello. No, quello delle fanciulline in sorelle no, è cosa impossibile. Entra qui in gioco la maledizione del cuore che non ne vuol sapere d'invecchiare.

27 - trofarellocross 2Ebbene, anni fa su questo tracciato ho raccolto un sorriso bellissimo, raccolto e posto insieme a pochissimi altri in una cartella speciale. Lontano il tempo della caccia vera alle gazzelle, ho iniziato quella in “formato digitale”..Un artista non può vivere senza jum jum per la testa. Quando non ne sognerò più significherà che sono morto.

27 - trofarellocross 3Come gara in se non è tra le favorite, ma se vado a guardare questo uscirò a scattar per gare non più di 10 volte l'anno. Chi corre non presta eccessiva attenzione al percorso, ma l'andar per foto è diverso. Almeno il mio, che non cerco con esse di far cassetta ma cerco invece la “postazione click nuova” e possibilmente intrigante, il non posizionarmi in luoghi già in precedenza sfruttati. Cosa sempre più difficile dal momento che sono sì fotografo” di movimento”, ma purtroppo non “di corsa”!

27 - trofarellocross 4Non è affatto brutto questo percorso, ma non sempre il “bello” fa rima con il “piace”. A livello di pelle mi lascia indifferente, ricordo a parte.

Niente gelo su Poppolina, cielo coperto e malinconia tutt'intorno, desiderio di ritornare sotto le coperte. La pigrizia è ormai cronica e dette giornate di certo non aiutano lo spirito a metterla ko.

27 - trofarellocross 5Dopo Moncalieri inizia a presentarsi un velo di nebbiolina che pian piano va ispessendosi, sì che per arrivare alla frazione Rivera occorre un po' di fortuna (mai l'organizzazione ha provveduto a mettere qua e la cartelli indicatori oppure ometti volontari, dato il luogo direi necessari. Almeno per chi la prima volta vi partecipa). Ora nebbia fitta, ora meno, ma la visione del cielo ad accogliere lo sguardo mi è negata, mentre la speranza che essa si alzi con il trascorrere delle ore si mostrerà vana.

27 - trofarellocross 6I primi passi sono volti a considerare la situazione visiva e del terreno, punti importanti per 7d2 e per i miei piedi.

Per la prima debbo testare la compensazione e senza stress ragionare su eventuali adattamenti, per i piedi... i piedi. Che calzano le scarpette Adrenaline GTS 10 e non le Cascadia 5 (trail, dalla suola artigliata) e men che meno il top: le Pedule modello Inquisizione!.La ferita al piede pare guarita, ma ancora duole e le Adrenaline sono le uniche scarpe che ad oggi accetta. Dopo 20 minuti, a piedi ben inzuppati e “infrigorati”, ogni sfumatura di dolore scompare!...

Tracce di neve si sono conservate sui prati, e questo dona una nota di piacevole allegria.

27 - trofarellocross 7Parinot fortunati questa mattina: niente zolle ghiacciate, greti di fiume da percorrere danzando rischiosamente. Il terreno è morbido e solamente qua e là il fango-argilloso-scivoloso-sporchevole è presente. Chiodi medi per loro, lunghi due spanne per i big che al solito chiudono le batterie dei grandi.

In dette condizioni perde assai il valore della posizione click, diciamo che un posto vale l'altro ragione per la quale mi fermo in poco più di un fazzolettino di terra.

Purtroppo la nebbia crea non pochi problemi al sottoscritto. Non conosco ancor bene 7d2, cosa che rende difficili eventuali rapidi aggiornamenti, mentre la nebbia stessa non è soggetto facile da gestire. Per le foto di movimento intese come quelle che scatto, mentre invece per singoli scatti artistici presenta ottime possibilità di sfruttamento.

27 - trofarellocross 8Sovraespongo di 2/3 (probabilmente persin troppo, almeno in certe posizioni) per compensare la luce diffusa che tende a far chiudere il diaframma, e mi affido al colpo di sedere... che in buona parte non si realizza. L'obiettivo fisso (80mm su 7d2) mi costringe a metter parecchia nebbia tra me e chi corre se desidero avere la figura piena, fattore che pure ci mette del suo. Riguardo il 18-135 ancora nulla so; il fotografo non ha premura, ormai l'ho pagato...

27 - trofarellocross 10Le fanciulline si giocano il podio in volata! Non assisto alla partenza, ma data la brevità del percorso (un solo giro da 3 km, percorso lievemente variato rispetto al solito) prendo posizione click a circa 300 metri dal traguardo. Alle mie spalle una “rotonda”, dopodiché è la bagarre finale. Rotonda ed un breve rettilineo (circa 150 metri in totale), un brevissimo “strappetto-scalino”, svolta a sinistra, dopo 100 metri un tronco da scavalcare, e dopo un'ottantina ancora si raggiunge l'agognato traguardo.

27 - trofarellocross 11Davanti a me passa per prima Elisa Sartoretto, ad un 6-8 metri insegue Nicol Cavallera seguita come un'ombra da Maria Fornelli.. l'impressione è che la Sartoretto abbia ormai la vittoria in tasca e possa prendersela comoda, ma questa mattina Nicol è particolarmente combattiva e si porta sotto. Trascinandosi, incollata con del Super Bostik, una Maria Fornelli in apparente tranquillissima attesa. Immagino Nicol tristemente terza, e sbaglio: così come sfilano davanti a me si sistemano sul podio, ad un secondo una dall'altra. Elisa ha perso molto in questo ultimo tratto, e mi sarebbe piaciuto assistere alla volata. Purtroppo John Rossi, l'amico cameraman di Genio Bocchino, questa mattina non è qui a Trofarello.

27 - trofarellocross 12Ad occupare la settima posizione scorgo una novella Podistichina: Paola Barzanti. Non mi è passata davanti concentrata, cattiva, il che potrebbe essere buon segno. Quando diventerà competitiva sollecitata dalla compagne di squadra potrà migliorarsi. Benvenuta!

Una nota poco positiva riguardante 7d2: proprio mentre le fanciulle mi sfilano sotto il naso lei si blocca! Leggo sul display: “pulire contatti obiettivo”. Cavolo di un cavolaccio bollito!!! Vuol forse significare questo che è bastata l'umidità della nebbia per mandarla nel pallone? Alla faccia della Canon odierna se un obiettivo fisso (impensabile sia il corpo “tropicalizzato”) è così pieno di prese d'aria. Cosa succederà mai con lo zoom che attendo, assai più delicato? Questa è la seconda volta che la fotocamera si blocca improvvisamente. Non ricordo se ho memorizzato sulle pagine del diario il momento, ma non era certamente causato da eventuale nebbia essendo questa mattina il primo incontro ravvicinato con essa. Freddo forse? Difetto da “nuvoletta fantozziana”? Comincio seriamente a sospettare che tutto quello che sogno si trasformi per qualche astrusa maledizione in Merda! E passatemi la parola senza mimetica!!!

                                                                                                                  CLASSIFICA

 

 

BorgarettoCross   12 – 02 – 2017                        Diario della Domenica

27 - crossborgaretto 1Niente di niente, nulla di nulla qui a Borgaretto. Nessun momento-ricordo bello o brutto che sia, un piccolo parco che pressochè annualmente, questa è classica degna di rispetto, mi vede partecipe. È gara FIDAL che generalmente gode di notevole partecipazione, mentre questa mattina se fossi “il Capo” arriccerei il naso.

Una cosa eccellente c'è, ed è il fatto che non piove malgrado i meteo denunciassero “possibile pioggerellina”. Ora ci sto attento perchè gli obiettivi che mi posso permettere su questa 7d2 non sono “sigillati”, e neppure posseggono un minimo di tenuta alla polvere ed all'acqua. Invalidando così un corpo, in magnesio e non plastica, tropicalizzato.

27 - crossborgaretto 2Di tanto in tanto penso con quasi nostalgia a Emme (ancora mia perchè il venditore ha messo su di lei un prezzo al mio intendere esagerato, e che malgrado i consigli non ha ancora abbassato). Aveva sì di questa 7d2 caratteristiche e regolazioni (che non userò mai!...) in meno, ma ne aveva altre che questa nuova non possiede. Come la tenuta all'acqua pure degli obiettivi, ad esempio, come la intuitività e la velocità negli adattamenti al volo dei programmi. Tirando al momento le somme direi, e mai me lo sarei aspettato, che la Canon mi pare in questo “imbranata”.

27 - crossborgaretto 3Il mio intento è unicamente quello di fare buone fotografie sportive, per cui mi serve molta reattività e capacità di inseguimento del soggetto (che 7d2 possiede), ma non altrettanto posso dire riguardo alla velocità operativa “sul campo” quando occorre mutare ISO, diaframma e scatto. In cui codesta novella creatura zoppica rispetto alla K3 Mark 2.

È destino ch'io non sia mai soddisfatto...

27 - crossborgaretto 4Mattina dal volto rallegrato unicamente dai colori delle magliette e tute di società, con sul cielo disteso un grigio tendone. Ma niente pioggerellina; questa apparirà unicamente a fine gara fanciulline, ultima in programma prima delle giovanili. Ma è cosetta da nulla, solo una spruzzatina volta a intimorire le mamme dei pargoli che scendono in pista.

27 - crossborgaretto 5Ieri non ha piovuto, nella notte non vi è stato gelo ed il suolo si presenta in condizioni perfette. Morbido al punto giusto, non cedevole o fangoso, direi assolutamente invitante allo sgambettamento, competitivo o no che si voglia.. Evidenti le tracce di pulizia ovunque, anche fuori dal percorso disegnato. Ottimo lavoro organizzativo, se non attenta cura del Comune.

Niente freddo, poi, tanto che mai ho messo i guantini senza dita per fotografare. Anzi, proprio mai, neppure quando sono uscito di casa.

27 - crossborgaretto 6Al mio fianco anche questa domenica il compagno di merende Paracqua, che però non mi segue ormai granché nel vagabondare. Oltre a tenermi piacevole compagnia, anche il ruolo di “modello” mi era prezioso in quanto, scelto il presumibile punto click, lo invitavo a corricchiare onde impostare correttamente la fotocamera.

Perso lui, e ormai estinta la speranza nella Coniglietta-Modella-Velina-Badante, portate pazienza se il risultato dei click rimane quello che è: modesto.

27 - crossborgaretto 10Sul traguardo un totale di maschietti non poco deludente: 310, mentre le fanciulline (comprese quelle “non più”) arrivano a malapena a 81 unità.

Malgrado questo ho realizzato oltre 1500 scatti, di cui quasi 500 dedicati all'altra metà del cielo (Mao Tze-tung) in quanto, come già Emme, anche 7d2 quando le scorge scatta da sola!

27 - crossborgaretto 7In esse non vi è stata praticamente storia: Giorgia Morano ha inserito il turbo e se ne è andata, provvedendo poi a controllare le inseguitrici. Le classifiche FIDAL hanno ormai poco a che vedere con quelle UISP (controllare per credere) per cui non sono registrati i tempi, ma al passaggio dell'ultimo giro 7d2 non è mancata all'appuntamento (e qui ritorno a ricordare che la tabellina posta ai piedi delle fotografie è presente con l'unico scopo di evidenziare i tempi-passaggi).

27 - crossborgaretto 9Ed essi, a circa 800 metri dal traguardo (truc e branca) sono i seguenti:

ad inseguire Giorgia Morano, a 20” è Fabiola Conti, ad 8” da lei (28” da Giorgia) segue Elisa Sartoretto, che sale così sul terzo scalino del podio. Quarta la combattiva Nicol Cavallera che supera il punto click a 1':5” dalla vincitrice.

Di negativo direi il mare di prestanti giovanotti dell'Esercito (senza pettorale o semplice cartellino) fatti correre con i Parinot. Ho persino gridato, non comprendendo la ragione di questo fiume, perchè m'impedivano di ben operare fotografando i “60 e oltre”.

Non competitivi”, ho poi saputo da Genio Bocchino.

                                                         CLASSIFICA

 

27 - adriano aschierisLe cattive notizie non andrebbero riportate neppure su di un personale diario, ma quando a lasciarti è ancora una volta un amico che ha vissuto la tua medesima passione, è difficile restar fuori della porta. Ho festeggiato nel numero scorso del giornalino la sua elezione a Presidente FIDAL Piemonte, e la triste notizia di oggi è la sua prematura scomparsa. A soli 65 anni; un colpo al cuore, ed ogni cosa, ogni valore scompare nel nulla. Così ci ha lasciati ieri sera, il 15 febbraio, Adriano Aschieris.

All'inizio della mia avventura podistica mi trovai sulle strade della Torino-Alba nell'intento di fermare nell'azione alcuni big. Pochi scatti, orribili per come fatti e sviluppati, appannati dal tempo, ma miracolosamente salvatisi mentre migliaia di altri scomparivano per sempre con il crack dell'HD esterno appena acquistato.

Come per altri amici scomparsi amo ricordarlo così, in azione, in lotta spalla a spalla con altri big di allora. 

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                                                      La quercia caduta

27 - panetto gerlero adriano bonini alla to-alba-Dov’era l’ombra, or sè la quercia spande
morta, nè più coi turbini tenzona.
La gente dice: Or vedo: era pur grande!
Pendono qua e là dalla corona
i nidietti della primavera.
Dice la gente: Or vedo: era pur buona!
Ognuno loda, ognuno taglia. A sera
ognuno col suo grave fascio va.
Nell’aria, un pianto... d’una capinera
che cerca il nido che non troverà.

Quando mercoledì 15 febbraio lessi sul sito di FIDAL Piemonte “Ciao Adriano” istintivamente pensai “non è possibile non è il 1° aprile !”, poi mi tornò alla mente la poesia di Giovanni Pascoli, che la mia cara maestra Ottavia ci aveva fatto imparare a suon di sberle (così si usava un tempo) e piansi.

Adriano era una quercia, o almeno così sembrava, fisico massiccio per un atleta, era difficile batterlo in montagna, ma anche su strada, dove prediligeva le distanze lunghe, e nei cross, non ricordo di averlo visto in pista perché lui amava stare tra la gente, correre in compagnia.

Ero appena arrivato a Torino quando nel giugno del 1977 si corse la prima Stratorino di 19 chilometri, 9000 al via, tanto da spostare la partenza da Piazza Castello ai Giardini Reali.

I primi a giungere al traguardo furono tre amici, mano nella mano, Adriano Aschieris, Michele Bassi e Silvio Gerlero.

La sua vita ha avuto sempre questa connotazione, l’empatia, in tanti anni non ho mai avuto la ventura di litigare con lui, era sempre sereno, attento, rispettoso del pensiero altrui, non partiva mai da preconcetti o per imporre il suo punto di vista, aveva la rara dote di saper ascoltare, prendeva appunti e poi, alla fine, la soluzione scaturiva dal confronto libero e leale e, quindi, era ben accetta perché condivisa.

Era un mite, eppure lascia dietro di sé una grande quantità di realizzazioni, prima da atleta, poi da dirigente.

Alla fine della carriera agonistica, nell’87 creò l’Atletica Susa, che in 30 anni è entrata nell’Olimpo delle società italiane, conosciutissima all’estero, grazie alla sagace attività di organizzatore, in primo piano il Memorial Partigiani Stellina, che ha portato a Costa Rossa l’èlite della corsa in montagna mondiale, poi i due Campionati Mondiali Master a Sauze e a Susa e il tricolore a Pian del Frais, il Memorial Marco Germanetto diventato dopo alcuni anni il Campionato Europeo Allievi di corsa in montagna itinerante, senza dimenticare le non competitive a favore della CRI di Susa.

La sua generosità lo ha portato ad assumere dal ’94 al ‘99 la carica di assessore al bilancio e allo sport di Susa, che gli ha consentito di realizzare un centro sportivo, non solo la pista di atletica, a disposizione della gioventù di tutta la Valle.

A completare la sua passione a 360° il conseguimento del titolo di Giudice di gara, funzione esercitata sempre con la grande serietà e la profonda umanità che lo distinguevano.

Noi abbiamo perso un amico sincero e buono e siamo vicini alla sua capinera, l’adorata moglie Patrizia, che con discrezione e dolcezza lo ha sempre sostenuto ed aiutato in tutta la sua attività.

Ciao Adri, cur su ‘nta ciel !

                      Jano

 

 

Trail dei massi erratici   19 – 02 – 2017                 27 - trail massi erratici 1Diario della Domenica

Domenica, tenevo scritto sulla home, trail dei massi erratici. Mercoledì ho corretto la scritta: trail dei massi erratici (il cuore) – cross di Venaria (la ragione). Ed effettivamente, scavando nel profondo e visionando percorso e video, mi è parsa quella del trail essere impresa impegnativa. Sveglia molto di buon'ora, e ritorno a casa sul tardi, tanto per cominciare. Ma questo è un classico dei trail, lo so bene. Generalmente non posso permettermi di attendere la partenza, per cui faccio fagotto il più presto possibile e cerco di portarmi “in quota”. Ulteriore problemino si chiama Paracqua, perchè malgrado il suo “Non ti preoccupare”, io mi preoccupo eccome. Se, rimasto solo, su sentiero e fuori dal tracciato mi cade a terra, come faccio a saperlo? E chi lo trova più se non ore dopo? Lui il telefonino, malgrado ogni domenica glielo ricordi, non lo parta mai perchè “Non lo so usare”.

27 - trail massi erratici 2Per cercar di salvare capra e cavoli, ho gabolato sul tracciato e stampato un paio di cartine. Che recitano così: n° 1: soliti quattro scatti del ritrovo, scatti della partenza entro 5-600 metri (ci sarà un bel traffico: sono stati costretti a chiudere le iscrizioni raggiunto che hanno i 300 concorrenti), poi a tavoletta con Poppolina per raggiungere Reano. La prima possibilità a Reano, raggiungere il Moncuni (cartina 2), l'abbandono ben presto perchè troppo dovrei correre anche fisicamente, e Paracqua resterebbe in balia della sorte (e poi chissà quanti fotografi!...). Ma “dietro” Reano vi è un punto ristoro presso la Cappella della Madonna della Pietà (3^ cartina) che potrei avvicinare. Superata la Cappella c'è, proseguendo verso l'arrivo, un bosco dal quale, usciti che si è, si entra in una strada che riporta ad altri sentieri boschivi. Dal momento che ritengo le uscite-incroci presidiate, non avrei alcun timore per il compagno di merende. È strada, non sentiero, e per di più l'attesa dei primi non dovrebbe esser lunga.

27 - trail massi erratici 4L'inconveniente è che non so se o meno le auto possono passare, e non mi riferisco al periodo-gara ma ad eventuali divieti di transito auto. Beh, fa parte del gioco tutto questo; partire verso l'ignoto alla ricerca del perfetto punto click, quello a favore di luce, non soffocato dalla vegetazione e non su eccessivamente stretto sentiero (ho sempre il fisso da 80mm..), tutte cose che mi fanno sentire un cicinin Indiana Jones, eheheh.

27 - trail massi erratici 5Come ormai da tempo pare essere, nebbiolina all'inizio mattinata, nebbiolina non fitta che però ci accompagna sino al ritrovo dove giungo dopo aver posteggiato Poppolina “in alto”, proprio come avevo annotato sulla cartina (in parte percorso in divieto di transito. Ma in caso di contestazioni ho come scusa preparata l'essere “fotografo” di un evento sportivo, eheheh).

27 - trail massi erratici 6Gli scatti al ritrovo sono pochi in quanto l'80mm e la nebbia (poco più tardi sarà cielo azzurro e splendido sole) rendono pressoché impossibile scattare foto che abbiano un minimo di dignità. Troppo mi debbo allontanare dal soggetto e la foschia rende l'immagine appannata. Scatti del menga, tutti. Meno uno, della cui bellezza prendo conoscenza solamente molto, molto tardi. Realizzato casualmente quando un giovane accompagnato da due donne mi chiede la cortesia di uno scatto. Click, fatto, e solamente nel pomeriggio, prendendo visione delle immagini riversate su Ex AlanDrake (si, ho ancora lui), mi accorgo che faceva parte del trio una bellissima fanciulla! (io mammeta - o zia - e tu?). Colpo al cuore, e testate contro il muro per non saper più guardarmi attorno con un minimo di attenzione! In ogni caso fanciulla da subito inserita a pieno merito nella cartella “le donne virtuali di Somadaj”...

27 - trail massi erratici 7Incontrato Vittorio, l'amico che cura le pagine di Podoandando/Skyrunning, oggi in veste di speaker. Sembra persino impossibile; da quando è andato in pensione gliene sono capitate di tutti i colori tanto che è tuttora fermo al box. Fascite plantare e nervo sciatico con ciliegina caduta quando ha messo il becco fuori dalla porta di casa per fare con gli Orchi (anch'egli è Orco) il giro test del trail: caduta con incrinatura costole!

27 - trail massi erratici 8Cercato pure OrcoPinoR (il Presidente della società), cercati gli amici Max Di Gioia e Francesco Zucconi per un saluto. Inutilmente. L'unica che forse avrò incontrato è Seibellissima, ma ancora sono cieco e non so di lei. A dimostrazione, ve ne fosse ancora necessità, del mio continuare ad essere totalmente fuori di testa. Ho poi cercato nelle molte fotografie scattate dagli Orchi ed eccetera sue immagini, ma nulla ho trovato di lei. Ora mi tocca attendere la seconda edizione del trail, quella del 2018. Che certamente mi vedrà mooolto più attento...

27 - trail massi erratici 10Primi scatti all'altezza di una fattoria con cavalli al seguito (Mini Ranch, maneggio ed eccetera), 200-250 metri più a valle di Poppolina, alla quale ho legato Paracqua onde impedirne una probabilissima scomparsa. A mali estremi estremi rimedi, che passati gli ultimi si sgomma verso il punto click di Reano.

Che la terza cartina mi aiuta ad individuare velocemente. Strade sterrate con nessun divieto di transito se non quello delle stradine laterali, sterrate che percorrono la morenica lato Villarbasse, probabilmente incrociate ed in parte percorse nei lunghi allenamenti invernali. Stranamente non ricordo di essermi mai avventurato su questo versante, così come è certo che mai sono salito al Moncuni. Stranissimo, in quanto ho sempre amato moltissimo correre sui sentieri montani. Si partiva dal Castello o poco sopra, e ci si avventurava su qualsiasi sentiero la nostra vista scorgesse, a casaccio, sempre alla ricerca di novelli orizzonti. Un correre in libertà assoluta, ridendo e giocando, senza eccessivi strapazzi legati a scalette o ripetute. Momenti magici, indimenticabili.

27 - trail massi erratici 35Posteggiata Poppolina su di un prato e raccomandatomi con cipiglio severo a Paracqua di non allontanarsi troppo “E PORTA IL TELEFONINO!”, m'incammino alla ricerca del punto ristoro situato alla Cappella della Madonna della Pietà. Dove non arriverò mai in quanto il sentiero boschivo che a lei conduce e che gli atleti percorreranno si fa sempre più stretto e “maculato”. Incontrare qui i concorrenti significa buttare al vento il servizio, per cui ritorno sui miei passi. Meglio postazioni di fortuna che non l'aborto.

27 - trail massi erratici 11Il tempo scorre rapidamente e allegramente al secondo ed ultimo punto click. Qui i concorrenti lasciano lo sterrato per infilarsi attraverso un ripido sentiero nuovamente nei boschi, e qui vi è una famigliola, quella dell'Orco volontario a presidiare la svolta, simpaticissima: lui e lei più una coppia di vivacissimi marmocchietti (maschio e femmina) ed una cagnetta quanto mai desiderosa di coccole.

27 - trail massi erratici 13Di certo vi chiederete perchè mai non li ho fotografati. Ecco, non lo so neppure io, così come non capisco perchè mai non abbia da subito inquadrato il sentiero. Si vedono i partecipanti svoltare a sinistra e nulla più, se non sul tardi quando mi lascio sfuggire alcune donzellette e per forza di cose le fotografo di schiena, in arrampicata.

Chissà se mai riuscirò a riprender quota..

27 - trail massi erratici 14Durante l'attesa transita sullo sterrato un furgone Volkswagen alla cui guida scorgo Sir Renzo di Avigliana. Al suo fianco l'inseparabile spalla Pierino. “Queste sono le mie terre, per cui vigilo. Si, questo sterrato conduce alla borgata Corbiglia, da dove è partito il trail. Ti aspetto il 19 marzo, alla mia gara “Trana di Primavera”.

27 - trail massi erratici 16E per il ritorno mi avvio appunto alla scoperta di questo sterrato facendo la gioia di Poppolina, fuoristrada duro e puro che su queste sassose ed ancor fangose (qua e là) fenditure modello Grand Canyon dimostra pienamente di saperci fare. Cinguettii, scodinzolar di marmitta, ruggiti di soddisfazione nell'affrontare ripide pendenze da crateri lunari. Non immaginavo le mancasse tanto il fuori strada...

27 - trail massi erratici 18Visti correre alcuni arzilli Podistichini, visto raccogliere da Paracqua dei tronchetti d'albero, presenti in gran numero dove posteggiata era Poppolina alla partenza; con le quali mi ha riempito la giapponesina: “Servono a mia figlia per fare dischetti, medagliette che poi regala ai bambini...”.

Ora siamo in tre a non veder l'ora di ritornare per la seconda edizione...

Maschietti al traguardo mano nella mano, Max e Gabriele Abate, terzo sul podio Stefano Ruzza.

Nelle femminucce buona prestazione di Cristina Dosio, seguita dall'ottima Podistichina Chiara Bertino (a 6 soli secondi) e da Maria Angioni. Quarta un'altra Podistichina: Patrizia Sabatino.

                                                                                                                        CLASSIFICA     (da AtleticaValPellice)

 

 

RostaCross    26 – 02 – 2017                                                           Diario della Domenica

27 - cross di rosta 1Piano piano la stagione dei cross volge al termine. La ripresa “ufficiale” delle gare su strada avrà inizio il 19 marzo con la Trana di Primavera, creatura di Sir Renzo di Avigliana. Domenica prossima andrò a curiosare al 1° trail del Pino, poi si vedrà. Sarà quella del Pino un novello immergersi nei ricordi perchè “i lunghi” erano generalmente collinari: morenica e collina torinese, appunto. E poi chissà; se il “lui” di Seibellissima pratica questo meraviglioso sport potrei pure rivederla e scattarle qualche foto per il prezioso album personale...

27 - cross di rosta 2Leggo sul calendario di un cross il 12 marzo, il “cross delle belve” a Rivoli, ma è titolo talmente rumoroso che solleva in me perplessità. Inoltre ho necessità di sbrigare non poche faccende per cui chissà, magari faccio festa.

27 - cross di rosta 3In ogni caso oggi sono qui, come solito in attesa di giocare con 7d2. Ancora non è arrivato il 18-135, ed io comincio a spazientirmi. Troppo lungo l'80mm. Luminoso, senza traccia di vignettatura, buono per i ritratti e per le eventuali gare serali, ma pressoché inutile per gli scatti di apertura servizi, quelli ravvicinati o di “architettura” dove mi serve un quadrangolare.

27 - cross di rosta 5Quest'anno è proprio iniziato male, e se il buongiorno si vede dal mattino saranno mesi pesanti. Certo, sono ancora vivo ed arzillo e molti intoppi sono fastidiosi e poco più, ma in ogni caso non pensate che alla scomparsa di amici io resti freddo, indifferente. Sono ferite, spilli ed anche lame. Non desidero pensare a quanto successo nei primi giorni di gennaio, ma in questo febbraio alla scomparsa di Adriano è seguita quella di Gaetano. Gaetano Maita, 65 anni come Adriano, colpito anche lui da un infarto domenica mattina. In allenamento su quello stesso territorio della morenica dove si svolgeva il trail dei sassi erratici, mentre io mi dilettavo a scattare fotografie. A differenza di Adriano se ne è andato senza suonar di trombe, silenziosamente, tanto che di lui non sono riuscito a trovar notizia.

27 - cross di rosta 6Le immani sofferenze vissute da un giovane sepolto vivo per tre anni, mi riferisco alla cronaca riguardante Dj Fabo, mi hanno poi ulteriormente ferito. Era giovane e forte e tanto ha resistito, che se questo incidente, ci penso, fosse capitato a me avrei impiegato meno di 30 secondi per impazzire!

27 - cross di rosta 8La vita può essere tanto meravigliosa quanto tragica, e mentre il meraviglioso pare cosa logica, normale, moltissimi sono invece quelli che vivono quotidianamente nell'inferno. E il riflettere su questo non di rado mi fa vergognare dei miei piagnistei.

Da cui mi autoassolvo raccontandomi che questo altro non è che un diario “valvola di sicurezza” del tutto personale.

27 - cross di rosta 7Paracqua ha tardato a farsi sentire questa settimana, forse memore delle strigliatine di domenica scorsa, ma ora è seduto su Poppolina accanto a me. Senza telefonino, ovviamente! .

Niente nebbiolina questa mattina, e cielo pittato di azzurro sulle nostre teste. L'atmosfera festaiola che si respira nelle campestri e la giornata di sole liberano con uno strappo la mente dai negativi pensieri. Qualche saluto qua e là come solito, poi scendo sul campo per cercare le postazioni click.

27 - cross di rosta 10Qui no perchè fotograferei gli amici unicamente a mezzo busto... là no perchè idem, così come là e là. E là c'è il boschetto... Camminando seguendo il tracciato in senso contrario giungo infine in uno spazio che offre aperte vedute offrendo la ciliegina del profilo della Sacra di San Michele, suggestivo scorcio. Sopra di me si erge il Musinè, mentre sulla sinistra si apre la valle di Susa.

27 - cross di rosta 11Per ottenere il meglio dalla postazione click dovrei forse sdraiarmi al suolo oppure accosciarmi come usualmente fanno Michele e Monica ph, ma qui non si tratta unicamente di fare un paio di scatti ed i troppi anni trascorsi senza più far movimento rendono la cosa impossibile. Per tirarmi su dopo soli 10 minuti di “postazione click” trascorsa in cotal maniera occorrerebbe l'intervento di Gondrand!

27 - cross di rosta 13Il percorso non offre erte collinette su cui arrampicarsi e discendere, e neppure fossi da saltare o dove immergersi. Una pozzettina di fango è stata coperta con una tavoletta di legno... È percorso scorrevole e piacevole, una campestre di tutto riposo e goduria anche per gli occhi. Sopra di noi si erge il Musinè, mentre sul lato sinistro si apre la Valle di Susa.

27 - cross di rosta 14Tre sole le batterie questa mattina il che è per me molto ok, cosi come mi suona bene che i primi a partire non siano i soliti parin e parinot. Questi seguiranno correndo con le fanciulline nella seconda batteria, ora corrono gli M50 e 55. Di cui ovviamente nulla potrei scrivere.

Nella “categoria femminile” emerge, in scioltezza direi, una “in palla” Maria Fornelli, con Elisa Rullo (a 54”) che scorgo reggere il ritmo per uno solo dei due giri previsti. Terza sul podio Claudia Guiotto della Doratletica a 1':15”.

Oggi vista in pista pure Laurella Rao, che però toppa il podio: quarta a 1':43”

Ultim'ora: è finalmente arrivato il 18-135, che testerò domenica al Pino.

                 CLASSIFICA    (da AtleticaValPellice)