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Ghilead-web n° 43

            Le fotografie le trovate postate negli album della pagina FOTOSPORT

                                     Gli articoli non firmati sono miei

 

43 - 1 copertina-a

43 - 1 sommario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

     “Eroi”…

Il mondo odierno ha necessità di crearsi degli Eroi, siano essi giocatori di calcio (gli eletti dello sport), siano attori, cantanti, politici o eccetera eccetera. Ora, con l’incendio del pullman con cinquantuno ragazzini a bordo, gli “eroi” del giorno sono diventati loro. Un fracasso mediatico che mi ha non poco indisposto perché a mio parere gli Eroi sono altri.

corriere della sera - messinaEroe è colui che, al riparo da pericoli, in essi si getta allo scopo di salvare persone in pericolo, e per far questo mette in gioco la propria vita. l’Eroe è spinto da empatia, da amore per il prossimo, non è colui che, nel pericolo, tenta di salvare se stesso e nel far ciò consente la salvezza di altri come lui in difficoltà. Non lo è neppure chi si getta nel fuoco per salvare denaro o cose materiali, fossero queste pure ricordi preziosi perché legati alla famiglia.

Eroe è chi scende consapevolmente per ultimo dalla nave che affonda, che si offre consapevolmente come ostaggio allo scopo di salvare vite, che dice “Manda me” senza nascondersi sotto il tavolo quando si tratta di rischiare la vita in una operazione di salvataggio.

Non voglio negare l’esistenza di Eroi bambini, intendiamoci, desidero unicamente rimarcare che i ragazzini del pullman non mi paiono tali.

Come ad esempio Eroe, leggendo sulla cronaca, direi invece essere stato Francesco, Francesco Filippo, tredicenne di Messina. Quando, a fuoco l’abitazione, si è reso conto che il fratellino di 10 anni, Raniero, era in difficoltà, invece di tentare la fuga pensando a se stesso, ha scelto di fermarsi nel tentativo di soccorrerlo. Morendo al suo fianco.

Fotografie e servizi riguardanti Ramy ne ho visti centinaia, sulla stampa e in TV, ore ed ore di trasmissioni in ogni dove che però mi permettono ora di farvi conoscere un “piccolo” vero Eroe, un Eroe a cui ritengo nessuno avrà neppure pensato di dedicare un’aula della sua scuola.

Altra cosa non da poco è stato il fatto che si è infranta una legge al fine di accontentare i media creando così un pericoloso precedente. In questa disperata ricerca di eroi, domani lo sarà pure chi soffiandosi il naso o tossendo sveglierà il cane il quale abbaiando metterà in salvo il suo padrone il quale, uscito a vedere che succede, eviterà di essere sepolto dalle macerie dalla casa dato lo scoppiare della bombola del gas……… (e adesso prendete fiato, eheheh).

 

 

None?…     24 – 03 – 2019                    Diario della Domenica

Ormai ne sono più che convinto: debbo SEMPRE ascoltare il cuore! Un sabato infernale quello del 16 febbraio (domenica c’è l’OlimpiaCross), con la ciliegina del faro di Poppolina saltato in aria, fattore che mi conduce, oltre alla spesa da sostenere (400 euro), a temere una multa. Ancor più perché debbo andare a prendere Paracqua, assolutamente “fuori rotta” questa domenica. Mattinata che si conclude con la nervosa ricerca del più anziano ombrellaio di Torino, la caduta a terra scivolando nelle foglie che coprono l’estinguersi di un canale, e lo sbattere i denti sulla torretta della reflex sbattuta a terra.

Pensavo che tutto finisse lì, ma sbagliavo; tre giorni fa mi è arrivata una raccomandata della Polizia Municipale di Settimo. Avrei voltato a destra immettendomi nel Zona Industriale passando con il rosso! Multa di 131,90 euro e meno 6 punti sulla patente, che sommati ai 6 perduti quasi due anni fa fanno la bellezza di 12, da sottrarre ai 30 che possedevo. Sono diventato un Killer? Piuttosto un benefattore delle casse dei comuni di Borgaro e Settimo!

Ore mattiniere, assenza di traffico e, almeno riguardo quest’ultima che nella prima, passato, ma che se avessi inchiodato mi sarei fermato a metà del deserto incrocio, i dubbi di una contravvenzione fatta per fare cassetta.

Perché ho scorto un verde, perché l’auto al mio fianco, a conferma, è partita alla volta di Volpiano, su dritto, mentre io voltavo a destra. Ove non scorgo ulteriori semafori.

Ora, come diffusissima in Russia dove paiono guidare pure i matti, farò qualche conto onde acquistare una Dash Cam tipo la GO-PRO da sistemare sul cruscotto!

E il “debbo SEMPRE ascoltare il cuore”, da subito messo in pratica, ha fatto sì che saltassi la gara del None.

Ho fatto quasi tutto come al solito; portato – giorni prima – Poppolina a fare il pieno, preparato 7d2 e sul tavolo del salotto disposto per bene ogni cosa onde nulla scordare. Zainetto sul divano accanto alla giacchetta della tuta ed alla borsa di Pronto Soccorso Epistassi (+ viveri…). Ma continuo ad essere nervosissimo.

Scordo, il sabato, di scendere per il solito controllo gomme-livello acqua radiatore e spolveratina a Poppolina (non piovendo molta polvere sulla strada, ed io amo i vetri “trasparenti”), e nel “segare” le unghie dei piedi toppo tagliandomi un dito (troppo sotto, così che con l’unghia ho tagliato la carne!…).

Se non telefona Paracqua resto a dormire, di segni ne ho avuti abbastanza.

 

 

6° trail del Chisone    06 – 04 – 2019                    Diario della Domenica

43 - baudenasca 1Baudenasca è un piccolo borgo rurale nei dintorni di Pinerolo situato ad una spanna dal Chisone, fiume con sorgente al passo del Sestriere, pure questo a poche spanne da casa. In esso vive ed opera quale tornitore (pregiatissima e richiestissima categoria artigiana) un vero Big anni 80-90 della corsa in montagna: Gabriele Barra, che da alcuni anni organizza questo “trail”. Più che un vero trail è una bellissima corsa che si snoda sui sentieri boschivi che accompagnano lo scorrere del fiume. Qui dal bacino molto ampio ma in buona parte pure molto secco.

43 - baudenasca 2Si corre di sabato pomeriggio, uno sgranchir gioioso di gambe a testar tonicità muscolare per l’adrenalina tenzone della “classica” di domenica mattina. E non ditemi che due gare sono troppe. Questa, come dicevo, la si può correre anche solo per ristorare il cuore.

La difficoltà logistica che la contraddistingue, almeno per me, è imboccare la giusta strada che conduce nelle sue braccia, che il toppar nel recarmici mi è facilissimo. Questa volta mi sono portato una cartina stradale scala 1:50.000, più uno schizzo delle rotonde più insidiose.

43 - baudenasca 3Ma nella mattinata ho fatto molto di più! Ho viaggiato sulle strade virtuali di Google Maps ed è stato incredibilmente fantastico rinfrescar in tal maniera la memoria: senza nulla controllare ci ho azzeccato al 90%! 90, perché ho saltato una via laterale poco prima di Macello, via novella e più breve percorsa poi nel ritorno.

43 - baudenasca 4Sinceramente, nelle trasferte fuori casa, mi manca il bla bla di Paracqua, da settimane silenzioso. Nel giurassico non di rado dovevo andare da clienti fuori Torino, e la noia la sconfiggevo con il mangianastri-registratore. Potevo ascoltare cassettine di ogni sorta oppure, se ero in palla, canticchiare novelle melodie. Le mie canzoni più belle (!) sono nate proprio su Arturo.

43 - baudenasca 5Anche qui, se i forfait del Compagno di Merende si farà lungo, si vedrà, unitamente alla Dash Cam.

43 - baudenasca 6Oggi ho rischiato di bucare clamorosamente il servizio click. Nel gabolare su possibili novelle postazioni il pensiero di fotografare da vicino la partenza per poi saltare su Poppolina e recarmi sul lato destro del Chisone (ancora vergine a 7d2) è discretamente presente, a fare il paio con il raggiungere, superando il bosco, la sponda destra, cliccare, e poi tornare nei pressi del traguardo per l’arrivo.

43 - baudenasca 7Primi soliti scatti da lontano al punto di ritrovo, due chiacchiere con l’amico Daniele Campigotto, podista da strada un tempo, ora legatissimo a trail anche tosti, poi raggiungo il bivio nodale principale: competitiva e non competitiva sulla destra, ritorno ad anello raggiunta che si è Villa Doria per la passeggiata (9 km) e svolta a sinistra per la competitiva ad attraversare il Chisone ritornando sulla sponda di destra.

43 - baudenasca 8Fortuna vuole, appunto, ch’io raggiunga il bivio unitamente ad un paio di concorrenti della competitiva e che li senta parlare di una sostanziale modifica di percorso. “Il ponte del ritorno è chiuso, così mentre i non competitivi svoltano come solito a destra, noi svoltiamo a sinistra, facciamo un anello e, ritornando a passare di qui, seguendo il percorso della non competitiva raggiungiamo il traguardo...”. Osteria, che sedere!

43 - baudenasca 9Poco dopo qui giunge un furgone cassonato con due volontari che si prendono cura, oltre che a sistemare due cartelli indicatori, anche del punto di ristoro per i competitivi.

43 - baudenasca 10La giornata non è delle migliori in quanto soggetta a mutevoli cambi di luce. A volte un pallido e timido sole si affaccia alla finestra per dare una sbirciatina di sotto, poi la richiude ritornando a sonnecchiare sul divano. Vi sono nuvoloni neri neri che svolazzano come avvoltoi sulla mia testa, e di tanto in tanto scendono gocce d’acqua ad insidiare 7d2. L’aria che respiro è leggermente frizzantina, ma data l’ora pomeridiana mai più di tanto. Direi esistere le condizioni ideali per correre.

43 - baudenasca 12Click click a destra, click click a sinistra. Lo sapete, è il solito cliccare senza storia che accompagna ogni uscita. Unica nota, oggi, il pasticcio con l’esposizione di 7d2 dato il funzionamento “strano” del display. È cosa che mi ha fatto di già più di un paio di volte: il presentarmi immagini molto scure, chiaramente sottoesposte. Da subito sceso da Poppolina, quando scatto avviandomi verso il punto di ritrovo. Compenso più del solito 1/3, ma i risultati mi paiono scarsi. Metto in automatico ed il risultato direi non cambiare di una virgola.

Nell’indecisione lascio infine il +1/3 per accorgermi, al primo controllo possibile, di immagini improvvisamente luminose e pallide. Non cambio nulla al momento, lo farò per il secondo passaggio, quello che conduce all’arrivo, azzerando la compensazione.

Saranno i miei occhi oppure l’ormai anziano monitor oppure è proprio così, ma la minima compensazione mi produce pallide immagini, mentre la non compensazione direi produrre immagini leggermente sottoesposte. Forse ciò si può regolare, chissà, ma se la strada esiste io non la conosco. Perciò rattoppo alla meno peggio…

                                                                                                                                   CLASSIFICA   (Atleticavalpellice)

 

 

 

43 a 1 

Cafasse - Cà Bianca   01 – 05 – 2019                                    Diario della Domenica

43 a 2Ad un mese dal Trail del Chisone rimetto il becco al di fuori dei muri di casa. Ridotto il Coumadin e aggiunta la pillola per proteggermi da eventuali sbalzi di pressione, possibile ma non accertata, da qualche mese la problematica epistassi direi essersi risolta.

È l’ora di riprendere le uscite con 7d2, pena il perderne completamente memoria.

43 a 3Vicino casa vi è una bellissima gara, la Cà Bianca, ed il fatto che il meteo mi garantisca una buona mattinata è una ragione in più per farla mia. Mi ci sono già dilettato un paio di volte, nel 2013 e 2014, ma del verde e della collina (o monte che sia) non ci si stanca mai. Unico problema la postazione, che al solito desidererei diversa da quelle di già adottate. L’esame della cartina mi suggerisce l’attacco della prima salita, a circa 500 metri dalla partenza.

43 a 4Di lì, poco dopo l’inizio, si diparte una stradina sterrata che mi conduce al termine della discesa che i concorrenti percorreranno per buona parte, sino a raggiungere un torrentello da guadare che, attraverso un tunnel (usato da detto torrentello per superare la statale che conduce a Lanzo) porta infine alla periferia di Cafasse.

43 a 5Salire per detta strada (via delle vigne) sino a raggiungere lo sterrato ove fermarmi per il secondo punto click. È luogo già “scoperto” nei precedenti anni, luogo aperto ma nel quale non mi ero fermato preferendo nell’occasione la discesa a valle con luce del tutto ok.

43 a 6Peccato però che qui oggi già vi siano altri a fotografare; uno dei volontari ed uno “che non si sa” ma che si presenta come fotografo vero. Non mi resta che proseguire sull’alberato sterrato sino ad incrociare il primo concorrente. Impegnandomi nel classico gioco della roulette russa: dove coio coio! giusto giusto nell’ombra “leopardata” il numero uno…

Pochi passi in avanti, e nel breve spazio di luce aperta mi fermo.

43 a 7Non è affatto posizione ottimale, ma non ho alcuna possibilità di cambiarla. Click click click e buonanotte al secchio!

La temperatura è per me ideale… se solamente avessi di già le braghette corte! Ho perduto, con la lunga stasi tra le mura di casa, la capacità di adattamento e comprensione dell’ambiente in cui mi immergo e, ancor peggio, delle attuali condizioni fisiche che mi reggono in piedi. Da paura.

43 a 9Salgo con il passo lento del novantenne cardiopatico, piegato in avanti come a cercar nell’asfalto chissà quale vena aurifera e costretto a fermarsi di tanto in tanto per una stretta al petto che potrebbe esser tutto oppure niente. Potrebbe esserne causa, mi capita qualche volta pure quando sono a letto, del continuo stress a cui sono sottoposto, oppure di Aritmick che ormai zoppica da 18 anni. La cassa toracica, da tempo non più sollecitata dalla fame d’aria che il fare sport produce, si è mummificata mentre i bronchi si sono colmati di muco. Se ci aggiungo che in pochi mesi, da gennaio a maggio, ho caricato sul groppone 6 chili oltre quelli già notevoli che possedevo (72) potrei gridare al miracolo se su questa rampa non ci faccio la frittata.

Ma sono testardo, e frittata o non frittata debbo salire alla ricerca di novella postazione.

43 a 10La sorpresa-ciliegina mi attende nella fase del ritorno quando, giunto al termine della discesa, mi appresto ad attraversare la statale per Lanzo onde raggiungere la periferia di Cafasse per fotografare i pochi che ancora mi mancano a completare il servizio. “La solita goccia al naso” (che non ardisco più soffiare con energia) penso quando dalla narice di sinistra sento scorrere “qualcosa”. Ma è veloce, e quando le gocce cadono sulla povera 7d2 mi accorgo con sgomento trattarsi di sangue: si è risvegliato il canale di sfogo della fumarola di sinistra!

Tampone, molletta, e ancor più incavolato del solito mi faccio portare a casa da Poppolina!

Ritornerò a chiudermi in casa? Ohibò, quanto mi manca la C-V-Modella-Badante!!!

      CLASSIFICA   (da AtleticaValpellice)

 

 

27^ straLaLoggia   05 – 05 – 2019                                Diario della Domenica

43 c 1Il meteo del sabato vagheggia di tempo variabile con cieli coperti ma con qualche timida apertura. Non dovrebbe pioggere, e se non pioggere io mi ci butto. E con il Chiodo pure!

Con il Chiodo ho raggiunto mete anche più lontane, ma nelle tragiche condizioni attuali sarebbe pazzia; non sarei più in grado di ritornare a casa! Debolezza Karvea (la pastiglia per la pressione), il dolore al petto e la novella epistassi (per fortuna non impegnativa) consigliano prudenza. Caricherò il Chiodo su Poppolina e mi farò una passeggiata nelle campagne “loggianesi”. È gara che ho corso, ed il percorso direi non essere mutato dall’era del Giurassico, ricordo ancora nitidamente di aver corso su di una sterrato che costeggiava un laghetto.

Vedrò di locare la sede click in maniera di valorizzarlo.

43 c 2Ampio posteggio al supermercato Gigante; scarico il Chiodo (com’è pesante…) e primo errore: foto a Poppolina scordando di affiancarle il ciclorottame! Purtroppo al ritorno il posteggio è pieno di vetture ed è impossibile rimediare. Troppo svampi, perché la foto della rude giapponesina così in solitaria ha poco senso.

43 c 3Il secondo errore lo faccio avvicinandomi troppo al punto di ritrovo così da non poter evitare incontri ravvicinati…

Dopo di che spingo il Chiodo sul tracciato stupendomi non poco nel vedere di già volontari a presidiare gli incroci. Sono le 9 circa, per cui subito subito penso siano lì per le gare dei ragazzini, però quando ne scorgo uno alla estrema periferia il dubbio mi porta a chiedere delucidazioni. “Si, per la gara degli adulti. Partono alle 9,30”. Quando gli faccio notare che sul volantino è scritto 10,45, mi risponde di no e conferma: 9,30.

43 c 4Ecco, se così fosse non mi conviene portarmi troppo avanti, al laghetto, per dire, che il ritorno al traguardo è controluce. Farmi beccare fuori luogo è cosa che mi manda in bestia e che tollero unicamente, e forzatamente, nelle gare di montagna.

43 c 5Al km 4 decido di fermarmi per il punto click. La luce è ok, di spalle, leggermente alla mia sinistra, e le figure di atleti e tapascioni possono godere di buona evidenza. Il cielo che osserva da privilegiata posizione è non poco corrucciato, quasi fosse dispiaciuto di non trovarsi laggiù, all’orizzonte, dove una dentiera di innevate vette gode di cieli azzurri. È bello come sfondo, ed ancor più risalta la guglia del Monviso, che fotografo inutilmente più volte.

43 c 6A parte il display che anche oggi mi presenta una immagine scura, l’occhio di 7d2 non gli rende assolutamente ragione. Cosa piatta, inanimata, direi oscena. Ancora una volta soffermo la mente sul miracolo della Creazione, e in questo magico momento di quiete agreste i pensieri si rincorrono come rondini (ora scomparse. Come i passeri che fino ad una quindicina di anni fa mi entravano in casa ad inseguire briciole di pane). Cosa mai, anche lontanamente, può reggere il paragone con l’occhio umano?

43 c 8Qualche goccia d’acqua mi cade sulle mani e sul viso quando preoccupato lo alzo a scrutare il cielo. Mettendomi del pepe sulla coda; se non si sbrigano va a finire che faccio un bagno fuori ordinanza. Ma nessuno si sbriga perché quanto dettomi dal volontario si rivela una fake news! La partenza viene data alle 10,15, come da volantino.

43 c 9Nella non breve attesa, oltre alla meditazione vi è pure spazio per uno sgranchir di gambe. Flessioni, torsioni, passetti di corsa (!), stiramenti… Sono sciolto come un palo della luce! Ridicolo.

Alle 10,27, ora 7d2, primo click all’auto “Inizio Corsa Podistica”, una 600 rossa colma, autista a parte, di gioventù urlante. A ruota i primi tre atleti, con Angelo a fare il ritmo.

Click click click, con la leggera indisposizione che mi coglie quando la luce è variabile; pallido sole si, pallido sole no, timore di pioggia si, timore di pioggia no, il Valzer Ballerino (un mio “famoso” pezzo musicale) ha inizio.

43 c 10Per scattare agli ultimi concorrenti salgo sul Chiodo e, avvicinatoli che ho, metto piede a terra e clicco. Perdendo l’ultima concorrente (con il braccio sinistro al collo!) per via di un casqué improvvisato. Stop, mano sinistra a reggere per l’obiettivo 7d2, piede sinistro che cerca l’appoggio di terra… e imbardata, non trovandolo, che mi conduce vicinissimo ad una rovinosa caduta sull’asfalto! Facilissimo stendersi al suolo ma miracolosamente, saltellando reattivamente sul piede sinistro e mollando a terra la becana, mi reggo in piedi. Qui di certo avrei come minimo sfasciato 7d2!

Asciugo con il braccio il freddo sudore che m’imperla la fronte, ed a scanso di ulteriori pericoli ritiro 7d2 nello zainetto. Tutto sommato oggi ho avuto sedere: non ho assaggiato la durezza dell’asfalto, e niente epistassi!

                                           CLASSIFICA

 

 

 

 

43 - beinasco 1

Beinasco - 32° G.P. Le Fornaci  12 – 05 – 2019     Diario della Domenica

43 - beinasco 3Gara che non mi ha mai eccessivamente entusiasmato. Troppi concorrenti ed un solo punto click potabile: quello al termine della ciclabile, che poi non poca è l’ombra leopardata di essa. Questo, almeno, sino a dove podoandando sono in grado di arrivare, altrimenti sono case, auto ed eccetera (sempre che il percorso sia il medesimo, che ancora non so). Ma domattina porterò il Chiodo, così da scoprire se possibile un “punto della vanità” novello.

Partenza maledettamente mattiniera (8,45) di cui non comprendo motivazioni in quanto la temperatura è fortunatamente ancora sul frescolino.

43 - beinasco 4La speranza, pigrizia docet, è che il meteo annunci pioggia… ma pare proprio di no!

Questo il sabato, che mi sono comportato come un “niente gara”. Niente controllo Poppolina e becana, per intenderci, che il resto, 7d2 e varie, è per un ok.

Se telefona Paracqua si, se non telefona no? La scusa non serve più, si direbbe. 

Venerdì mattina, dopo settimane di silenzio, mi ha telefonato il compagno di merende; non ha più voglia di uscire, è in crisi nera ed è pure caduto rovinosamente dalla bicicletta. Che ora non vuole più usare, che l’auto già da un po' si è negato.

43 - beinasco 6Gli 85 anni cominciano a pesare, certamente, ma ritengo che parte della crisi sia dovuta alla lavata di testa che gli ho dato in occasione del cross di Settimo. Sono tesissimo, e lo sa, per cui mi è quanto mai difficile tenere il becco chiuso. Se vuole venire deve assolutamente imparare a portare il telefonino… e ad accenderlo, che poi a chiamarlo ci penso io. Sono stufo a fine gara di cercarlo a destra e a sinistra. Amen.

43 - beinasco 7Cielo velato con strappi di azzurro, questo almeno da quella parte lì, che dal lato opposto al sole come di già a LaLoggia è sereno. Un po' di venticello dispettoso e indisponente mi conduce a pensare che forse, se restavo a casa, facevo un affare: il vento non lo sopporto per più di due minuti.

Mi avvicino per niente ai gazebo, tento qualche lontano scatto felicitandomi del fatto che il display non si presenta in veste scura, ma non riesco ad evitare contatti ravvicinati con amici. Se penso a quanto ero galletto e invadente prima del patatrac, non posso non preoccuparmi della odierna salute mentale. Oltre al timore del prossimo ed al restare perennemente chiuso in casa, come forma di suicidio ho scelto quella di mangiare, mangiare, mangiare…

43 - beinasco 9Meno traumatizzante che non il buttarsi dal balcone, eheheh.

Il programma è quello di evitare i click della partenza (controluce) e di fare una passeggiata sulla ciclopista che costeggia il Sangone. Magari, partendo mezz’ora prima, fare turisticamente l’intero percorso.

Scaricare il Chiodo, e cambiare idea è cosa presto fatta: scattare a ritmo di Mersì (un click al secondo invece dei consueti tre), compensare e via.

Raggiungere la ciclabile con calma, sbirciando qua e là nel mercatino delle cianfrusaglie allestito in corso Cavour, breve via alberata che raggiunge piazza Vittorio Alfieri dove “aggancia” la passerella che conduce alla ciclabile scavalcando il fiume, è gioco da ragazzini.

43 - beinasco 10Il venticello pare cessato, la ciclopista gratifica l’occhio con il suo lussureggiante verde mentre il sassoso Sangone ha il sapore delle cose morte. Chissà che le radici non si spingano, nel furore della sopravvivenza, ad una profondità tale da succhiarne preziosa linfa. Le piante sono organismi viventi e le ricerche scientifiche raccontano che se lasciate senza amore si lasciano addirittura morire. È un mondo meraviglioso il loro, colmo di sorprese per gli studiosi.

I minuti scorrono troppo velocemente così che non mi azzardo nello spingermi in profondità. È gara veloce, ed in poco più di mezz’oretta i primi sono sul traguardo. La postazione click è, diciamo, quella di già sfruttata anni fa, ma la luce è a favore e i concorrenti “nuovi”. Se non tutti almeno molti.

43 - beinasco 11Il solito giochino dello spiare attraverso il buco della serratura e cliccare per ferma l’attimo ha presto inizio, ed è momento intrigante pure, o forse soprattutto, per me. Lo vivo al pomeriggio, quando scarico il tutto sul computer ed inizio la visione e la selezione degli scatti. È come rompere l’uovo di pasqua ricercandone infantilmente la sorpresa. Non solo la qualità degli scatti, ma la riuscita o meno delle inquadrature in quanto il susseguirsi dei passaggi è non di rado caotico. Nella concentrazione richiesta non sempre mi rendo conto di chi mi sfila sotto il naso, fattore che aggiunge “tenso-emozione” nello sfogliare le immagini; la riuscita del click è vitale per me, che scatto sempre con l’intenzione di offrire il meglio agli amici.

43 - beinasco 12Nello scattare odierno mi sono accorto di non pochi fuori fuoco, ma non immaginavo che anche l’esposizione andasse a pallino, problema in realtà già presentatosi alla Loggia dove le condizioni meteo erano pressoché simili. Come se il passare tra ombre e luce, con tutte le sfumature del caso, mandasse in tilt l’esposimetro.

Foto scure, foto chiare, così come il fuori fuoco anche nel bel mezzo di una raffica, tanto che nell’osservare inorridito il macello ho pensato ad una reincarnazione di Disgraziata (1 e 2, la Pentax-Ricoh K3).

Accanto al fuori fuoco sfacciato, vi è pure quello timido, quello che nel piccolo non si nota ma che come ingrandisci l’immagine ti assale alla gola.

43 - beinasco 13Unica cosa positiva è che nello scartabellare le immagini scopro, al solito direi, non poche jum jum. Potrei dire che in qualità di “pedofilo” anche oggi mi sono innamorato un paio di volte! Un artista ama il bello, cosa che abbinata ad un cuore che non vuole saperne d’invecchiare fa in sintesi penare un casino.

Primo sul podio dei maschietti Paolo Gallo, che non direi aver sofferto eccessivamente per primeggiare oggi, anche se i primi risultano essere separati da pochi secondi. Quasi una vittoria in volata, ma il tempo impiegato non direi essere “da urlo”: 36’.31”.

Al secondo posto Paolo Boggio (a me sconosciuto, forse perché del Santhià, società che non conosco) in 36’.38”, e terzo Michele Fracassi, pure lui del Santhià, in 36’.53”.

Il metro da cui traggo questo giudizio è dato da Luca Staropoli, che finisce quarto in 37’.03”. Buon e combattivo atleta, ma che ritengo di secondo livello.

Nella categoria femminile vittoria per la Podistichina Giorgia Murdolo che ferma il cronometro sul 43’.05”, seconda Francesca Rimonda in 44’.15”, e a seguire Elisa Sartoretto in 45’.51”.

Buona la partecipazione (619 a raggiungere il traguardo), 1928 gli scatti.                             CLASSIFICA