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Ghilead-web n° 41

           Le fotografie le trovate postate negli album della pagina FOTOSPORT

                                      Gli articoli non firmati sono miei

 

41 - 1 copertina

41 - 1 sommario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Su e giù per la Stura  23 – 09 – 2018            Diario della Domenica

41 - 1 sturaPer tirarmi giù dal letto questa mattina ha dovuto ricorrere alla gru, ma il miraggio di scoprire una vicina Baudenasca mi è parso quanto mai allettante. Sarà, nel suo ben più breve percorso, quella di Ceretta gara simile al bellissimo trail del Chisone? Per scoprirlo non mi resta che salire su Poppolina e raggiungere il luogo della tenzone podistica.

41 - 2 sturaDove batto il naso su di un: “Siamo stati costretti a mutare il percorso in quanto a San Maurizio vi è una festa. Ora facciamo due giri piccoli… Si parte verso là, si arriva per di qua”. Dopo mesi di crisi nera alla prima uscita per tentare un ritorno alla luce mi ritrovo ad incartare la microsfiga! Niente sterrate e sentieri nei boschetti, niente secche e ossute sponde e azzurre acque; due giri a mordersi la coda dentro e attorno al paese.

41 - 5 sturaCi sto male, cominciando a pensare quanto avrebbe potuto esser migliore la gara di Moncrivello, ma ormai la frittata è fatta. Fortuna è che i concorrenti sono solamente 153 (+ alcuni N.C.), anche se mi sento come sempre in gare come queste “costretto” a cliccare ambedue i giri (663 i click). Scatti pressoché inutili nelle gare UISP in quanto chi si avvicina a Podoandando per cercare immagini li posso contare sulle dita di mani e piedi! È fatto strano, ma purtroppo è quasi sempre così: 4 gatti sul sito.

Un ritorno in pista, il mio, affatto incoraggiante.

41 - 6 sturaCome sempre, anche se scorgo benissimo dove conduce il “verso là” (interno del paesino-frazione), metto in moto le macerie seguendo i cartellini con frecce postati su alberi e pali. Proprio a-schifezza, pur se poche sono le auto posteggiate sul percorso, proprio i luoghi che non amo fotografare in quanto i concorrenti vengono spiaccicati contro muri e abitazioni così che il gesto atletico (e no…) viene in parte oscurato.

41 - 10 sturaPoco più di un km, ed in fondo alla via che si affianca alla chiesa scorgo al termine del rettilineo prati e boschi. Il “forse un pochino di sterrato e di verde lo trovo...”. si rivela speranza vana; giunto alla stradina che ad essi si avvicina una freccia indica di svoltare a sinistra…

Finisce che vado a cliccare a 200 metri dal traguardo, curvone che presenta un lato libero da case muri cancellate. Questo il primo giro, che per cambiare un cicinin mi spingo in seguito oltre così da immortalare la fase dell’arrivo giusto giusto con lo sfondo che desidero sempre evitare...

Partenza e arrivo, ciliegina, si trovano in controluce...

Primo, secondo e terzo dei maschietti:

Carmagnola Federico, 9 km in 30’05”, Paolo Maniscalco a 1’09”, Antonio Mingozzi a 2’03”. Tre perfetti sconosciuti per me. Ma è pur vero che dei maschietti non mi interesso mai...

Nelle femminucce successo di Laurella Rao, 12^ assoluta in 34’32”, 2^ Serena Scavini a 44”, 3^ Elisa Garbolino a 2’02”.

            CLASSIFICA    

 

21^ gara Interforze - La Mandria  30 – 09 – 2018      Diario della Domenica

1 - 1 mandriaIl 18 ottobre mi scade la patente, banco di prova non indifferente in quanto data la fibrillazione mi devo recare alla Motorizzazione, banco di prova ben più severo che non quello offerto dalle autoscuole. Poi ancora una prova, forse due, e per marzo-aprile dovrei essere a posto. Ovviamente se mi viene riconfermata per 2 anni la patente ed il resto delle prove scivola via leggero. È stress “al cubo” ancora per parecchi mesi, e speriamo ch’io non vada a cacciarmi in altri guai.

In questa parte dell’anno ancora non si è fatto sentire Paracqua. Non l’ho personalmente cercato in quanto concentrato sugli ostacoli da superare (serie di esami annuali, nel caso pure necessari per la visita-patente), esami che dato l’anno disastrato temevo essere osceni. Dall’agosto del 2017 pochissime uscite in bici e meno ancora a piedi, pochi album fotografici, nessunissima valvolina di sfogo.

1 - 3 mandriaQuando si è deboli si cerca una voce amica, si cerca di trar forza da una telefonata, da una mail. La solitudine prima cercata ed amata inizia a pesare un po'.

Uno scoordinato bla bla per dire che non provo desiderio alcuno per svegliare il Chiodo e recarmi in quel paradiso di verde. Non ho trovato l’elenco iscritti, per cui il timore di trovarmi di fronte ad un mare di concorrenti mi taglia ancor più gambe e velleità di riscossa.

1 - 4 mandriaPreparo 7d2 e ammennicoli vari (il Chiodo l’ho usato ieri, venerdì, e dovrebbe essere a posto), metto la sveglia e domattina vedrò con quale piede toccherò per primo terra.

1 - 5 mandriaAzzurro a pezzettini quando, messo il becco fuori della finestra, alzo gli occhi verso il cielo. Il piede che uso è forse quello giusto; scendo a svegliare il Chiodo rallegrandomi per la vinta battaglia contro l’apatia, ma non certo lieto del fatto che mi occorra ora lottare per uscire di casa. La Mandria è bellissima nel suo verde e nelle sue sterrate, il problema probabilmente sta nel fatto che non vado a correre o passeggiare bensì unicamente per... veder correre!

La penna virtuale che uso per stendere queste righe non scorre leggera; ho perso interesse pure per il mio diario della domenica.

1 - 6 mandriaPedalo lentamente alla volta di Venaria adottando alla perfezione la tecnica del pensionato Fiat, del vecchio “baracchino” reduce dalle mille battaglie contro il Padrone che della lentezza seppe fare virtù. Stento un po' nel mantener l’equilibrio e spesso ho micidiali colpi di sonno, ma il personale angelo custode a differenza del solito questa mattina non perde un colpo. Faccio mia La Mandria abbondantemente prima dell’ora stabilita per la partenza gara così che, temendo sorrisi ed abbracci (!), mi trastullo vagando qua e là.

1 - 7 mandriaRaggiungo infine l’attacco alla rampetta che conduce al traguardo dove di già staziona un volontario che avvicino. “No, non so nulla del percorso. So che arrivano di qua e salgono di là”. È il giro che conosco, allora, e afferrato per le orecchie il Chiodo m’incammino, sempre lentissimamente, su per la suddetta rampetta. Dove scatto la prima immagine a coppia di concorrenti.

Vorrei nel profondo dell’Io scattare immagini dei vari gazebo che ospitano podistiche dei più diversi colori, vorrei scattare immagini dei mezzi delle varie Forze dell’Ordine disposte nel piazzale del Castello, vorrei fotografare il tavolo delle iscrizioni e dei Giudici, vorrei guardarmi attorno con la calme del giusto per fermare con 7d2 qualche amico, ma mi basta incontrare Paolo e le sue taglienti battute per fuggire a ruote levate!

1 - 8 mandriaIl mio posto non è più qui, sono invecchiato soprattutto dentro.

Nel male, cioè nel non fermarmi serenamente mescolandomi ai concorrenti, azzecco casualmente la mossa giusta nel decidere di portarmi all’inizio del percorso per gli scatti del VIA. Nel girare consueto sul destra-destra-discesa-destra, imbatto su di una fettuccia bianco-rossa deposta a terra ed un volontario. “No, non si scende, si svolta qui sulla sinistra”. Guardo: salita, rettilineo (lo conosco, non mi occorre testarlo), il tutto controluce. Do un calcio ai click della partenza e decido di seguire il percorso inverso andando incontro alla gara. Tombola! Al fondo della rampetta ora sono tre i volontari, e sul lato sinistro, da dove secondo uno di essi arrivava la gara, è posta al suolo la bandella bianco-rossa. “No, non arrivano di qua… Di là”. Chissà dove sarei andato a finire cercando novella postazione click riguardo le precedenti gare! Alla Bizzarria, dove il Re s’incontrava segretamente con la Bella Rosina, forse?.

1 - 9 mandriaPrendo a pedalare tapascionando sino al termine del lungo sterrato. Ricordo che al termine si svoltava a sinistra, si saliva per una rampetta al termine della quale, sulla destra, si raggiungeva la Peppinella. Se si tirava invece diritto si giungeva ad una sinuosa discesina che conduceva, attraversando un ponticello sul torrente Ceronda ed a seguire un lungo rettilineo, la Bizzarria.

Ma ora tutto questo mi è negato: solita bandella a terra, solito volontario (tutti ex Carabinieri) che mi dice: “Giungono per di là”. Stradina completamente “al buio” chiusa com’è nel suo salire dalla vegetazione (Ai “miei tempi” il cancello era chiuso).

Dietrofront e punto click all’altezza del 7° km. Non è posto al top data l’ombra disegnata sullo sterrato dal boschetto laterale, ma almeno non sono controluce e vedo arrivare i concorrenti.

1 - 10 mandriaFaccio qui la scoperta che alla Mandria esiste unicamente una zanzara la quale, dopo essersi riempita la pancia sforacchiandomi quattro volte, mi lascia per andare a schiacciare la penichella. Direi un colpo di culo dati i cartelli che avvisano di una Zanzara Tigre (riguardo il ragno Violino, altro pericolo pubblico, non leggo nulla).

Soliti dubbi riguardo l’impostazione dei programmi di 7d2 poi, dopo qualche test, decido di lasciar tutto come impostato a Ceretta. Le immagini sono a volte un po' scure (così le vedo sul mai registrato mio monitor), ma compensare vuol dire avere immagini a mio parere sbiadite. In ogni caso ritengo sia già una fortuna il ricordare dopo tanta assenza click come adattarla alla meno peggio. Chi le raccoglie può sistemarle a piacimento, tutti hanno ormai un programma adatto alla bisogna, Photoshop o altro che sia.

1 - 11 mandriaQuando clicco raramente mi rendo conto di chi mi sfila dinnanzi all’obiettivo, le scoperte le faccio quando scarico sul computer le immagini per successivamente selezionarle, cropparle e, se occorre, tacconarle alla w il parroco. Ecco, solamente durante questa operazione mi accorgo di quante yum yum mi sono sfilate sotto il naso, ed è una sofferenza bestiale. Nel giurassico, ai tempi della non facile caccia alle donzellette, queste si presentavano per lo più in vesti dimesse e vereconde con gonne che lasciavano scoperte poco più delle caviglie, e la necessaria clava che usualmente s’impugnava serviva più che altro per abbattere madre e fratelli che le scortavano in ogni ora della giornata. Non esisteva allora il “collaudo” preventivo della convivenza, della “compagna” che se non adatta poteva esser sostituita da più giovane e prestante figura. Allora si usava il “Vista e piaciuta”, il matrimonio era l’unica strada offerta, l’unica possibilità per impalmare l’eletta.

1 - 12 mandriaOvviamente eccezioni a parte, perché quelle esistono da quando il mondo è mondo.

Oggi tutto è cambiato, i tabù sono caduti, le barriere abbattute, le parità dei diritti conquistate e le emancipate donzellette sono a loro volta diventate cacciatrici. Oggi la gioventù è bella, e bellissime sono le fanciulle che nell’arte del sedurre, senza parlare, sono diventate maestre.

Dalla finestra le osservo con infinita malinconia insultando quel cuore che non vuol saperne di seguire il disfacimento della carne.

Ora che avrei tempo per gustarle mi trovo senza denti!

1 - 13 mandriaLa classifica dei maschietti vede primeggiare Gavril Stefan Iulius seguito da Manuel Bortolas e William Maiolo. Non sono presenti nella classifica i tempi per cui posso solamente riportare quelli fissati da 7d2: alle 10,08’42” il passaggio di Iulius, a 56” Manuel, a 1’05” William.

Più risicati i distacchi nella categoria delle femminucce dove un’arzilla “zietta”, Gianfranca Atene (passaggio ore 10,13’47”), mette in riga Chiara Bertino (a 25”) e Laurella Rao (a 37”).

1 - 16 mandriaPur essendo gara FIDAL-UISP di veri big vi è stata carenza. Non me ne vogliano le Podistichine: specie nella gara femminile.

555 i concorrenti all’arrivo, 1383 le foto scattate. Dietro l’ambulanza a seguire “l’ultimo” scorgo il nulla. Così, senza aver potuto visionare gli iscritti e non avendo ripreso la partenza, toppo la Podistichina Giuliana Frigero.

Gradita sorpresa il ritorno del Gian, il mitico ginecologo che nel 2008 operò allo spasimo per consentire la nascita della Podistica Torino. Qualche problemino fisico lo ha tenuto lontano dalla pista per cui la sua apparizione, che spero si ripeta nel tempo a significare una concreta ripresa, mi ha rallegrato moltissimo.

                                         CLASSIFICA

 

33^ corsa al Musinè  21 – 10 – 2018                   Diario della Domenica

41 - 1 musinUn test mica da ridere quello che vado ad affrontare in quel di Casellette: la Corsa al Musinè! Beh, non è che mi ci arrampichi sino in cima, ma comunque qualche chilometrino di salita e discesa su sentieri grottoluti disegnati nel verde è sicuro, fatto che nelle attuali condizioni fisiche e mentali non ritengo cosa da poco.

Dopo quasi quattro mesi di assenza è tornato al mio fianco Paracqua così che oggi mi sento meno solo. Certo (lui non ha del lavoro “a seguire”) ha ricominciato con il “Dove andiamo domenica?”, ma questo in fondo è quello che mi serve per limitare il torpore.

Di prima mattina il cielo non estrae dal guardaroba il vestito più bello, ma di certo non procura timori. I primi raggi di timido sole vanno e vengono, ma con il trascorrere delle ore le sue braccia si fanno più ferme. La temperatura è giudicata dal termometro personale perfetta, e questo è dono che si aggiunge alla piacevolezza del luogo.

41 - 3 musin-1Posteggio a 50 metri dal piazzale-raduno, breve passeggiata click per catturare alcuni gazebo ed il gonfiabile del partenza-traguardo, piazzale dei primi click dove incontro OrcoPinoR ed alcuni altri Orchi. Sono le 8,45 quando ci allontaniamo dalla piazza per avviarci verso l’attacco della salita al Musinè. Sulla piazzola antistante vi è una fontanella ed una panchina, luogo ideale per Paracqua che da qui può comodamente assistere al passaggio dei concorrenti, sia per l’inizio gara che per il ritorno sul traguardo dalla Classic. Le gare sono infatti due: una di sola salita, la Up, la seconda di salita e discesa, la Classic. La Up parte alle 10, alle 10,30 la Classic.

41 - 4 musinQuesta mattina calzo le consunte Adrenalina anziché le Cascadia da trail (ancora nuove…), e la cosa mi crea un po' d’insicurezza e disagio. Sento dai primi passi i sassi premere sulla pianta dei piedi ed ho l’impressione che le scarpette tendano a scivolare sui sassi ancora preda della umidità notturna. Da troppo ormai sono lontano dal camminare su sentieri di montagna e mi mancano moltissimo le Pedule da Inquisizione. Suola Vibram e robusto collo alto tengono il piede fermo, quasi insensibile alle sollecitazioni di un terreno duro e spezzettato… ma ne temo troppo la tortura!

41 - 6 musinNon ho necessità di correre, ma del camminare sicuro si. Ho con me i bastoncini, ma li lascio su Poppolina il quanto OrcoPinoR mi ha assicurato che la conclusione della Classic non presenta difficoltà di sorta. E così fortunatamente è.

41 - 8 musinSalgo risalendo qualche tornante, ma non mi spingo troppo in alto in quanto una curva vale l’altra e sino all’Abazia di già mi sono portato l’anno scorso. Il troppo salire mi conduce lontano dalla fase di arrivo della Classic, costringendomi magari a cliccare nei pressi del traguardo per cui va benissimo così.

41 - 9 musinClick click click, e la Up è servita, dopodiché scendo portandomi poco più alto dell’inizio salita. È posizione che offre giustamente diversa angolazione, posizione che si rivela OK per i primi ma molto meno per i concorrenti che giungono raggruppati data la strettezza del lastricato. Qui ci aggiungo del mio, temendo eccessiva deformazione, non tirando lo zoom completamente sul quadrangolo. Soggetti che sfilano troppo vicini all’obiettivo creano spesso mossi e fuori fuoco, come in effetti risulterà.

41 - 10 musinL’andare incontro ai concorrenti della Classic è piacevolissima passeggiata. Un ghiaioso sterrato con pochi sassi che serpggia nella vegetazione reso ancor più gradevole da salitine potabilissime. È largo tanto da permettere l’incrocio, in determinati punti, di due vetture. Penso, strada facendo, che di qui passi pure il ritorno della maratona di Valdellatorre.

41 - 12 musinAd un dato punto la sterrata svolta sulla destra, e qui la trovo sbarrata da un Van cassonato della forestale, punto stop traffico auto sorvegliato da tre volontari. Seduto a terra un fotografo in attesa. Qui, seccamente sulla sinistra, inizia un sentierino che sale verso la cima del Musinè. Vi sono sassi, ma non ostacolano più di tanto neppure l’incedere di uno sbullonato come me. La luce, ora il sole è quasi completamente privo di veli, giunge per lo più lateralmente anche se il contro non manca (in quelle occasioni accelero il passo in quanto ritengo i primi ormai vicini).

41 - 13 musin Quando giungo in un posto scoperto posto alla cima di uno strappetto duro e sassoso assai, mi fermo: i primi stanno arrivando e la postazione click direi essere OK. Seguendo con lo sguardo il proseguire del sentiero, che qui si abbassa attraversando un rio, scorgo controluce e bosco fitto.

41 - 14 musinSolita ripresa di click, solito ritorno a gambero sino al traguardo, solita ripresa a bordo di Paracqua, solito ritorno verso casa. 49 i concorrenti alla Up, 68 alla Classic, 923 le foto scattate.

 

41 - 15 musinQui il solito personaleDiario della Domenica si concluderebbe non fosse per l’incontro, mentre su Poppolina si stava di già per riprendere la via di casa, con l’OrcoPinoR, Presidente degli Orchi, gruppo sportivo organizzatore, con l’imprimatur-garanzia di Gabriele Abate, della gara. “Grazie per essere venuto”, le sue parole accompagnate da un sorriso; un saluto e Poppolina lascia Casellette.

Ma perché riporto ora questo fatto apparentemente privo di senso? Per via di un “triste” strascico a seguire che stringendo riassumo:

41 - 16 musinNel medesimo giorno, a sera, mando una mail agli Orchi: “La gara Up è sul web”. E lunedì sera, ora di cena, “L’album è completato”. Mi attendevo, ovviamente, un veloce inserimento di un link di richiamo ad esso (video e scatti degli Volontari Orchi di già domenica sera erano presenti sul loro sito), invece… silenzio. Silenzio che tento di rompere con mail successive sino a che il giovedì sera appare sul sito degli Orchi il richiamo e ricevo una stringatissima mail: Ciao Ernesto. Link foto pubblicate sul Blog Orchi. un saluto”

41 - 17 musinLa richiesta di sapere il perché del ritardo e se esso è dovuto ad un “richiamo” del fotografo legato al team Gabriele Abate (Ovviamente foto a pagamento) non ha alcun seguito di risposta.

Servizio bruciato (65 visite casuali sino al giovedì-link; da allora ad oggi, domenica 28 sera...16!!!). Buttato via tempo e denaro + incazzatura in quanto da un amico cui porgo un regalo non mi attendo di vederlo poi buttato nella spazzatura. Dolorosa sbianchettatura di due gare bellissime: il trail dei Massi Erratici e, appunto, questa “Corsa al Musinè”.

Il saluto, il sorriso non lo nego mai a nessuno, ma quando la porta è chiusa è chiusa. Come si usa dire oggi: Punto!

     Ah, la patente. Rinnovata per due anni ancora; malgrado i timori un vitale ostacolo superato.

 CLASSIFICA UP                CLASSIC

 

 

4^ la mezza che vale   18 – 11 – 2018                  Diario della Domenica

41 - 1 mezza che valeUn bis della Corsa al Musinè, e tanta novella incazzatura! Ma andiamo per ordine.

Due le gare a portata di mano questa domenica: Rivoli e la maratonina (Campionati Nazionali UISP 2018 di mezza maratona) che si corre lungo le sponde del Po. La prima, poco più di 150 partecipanti (173 arrivati), la nego in quanto in essa di già depistato un paio di volte, a fare il pari con Ciriè, la seconda la temo in quanto la sola mezza è accreditata di circa mille partecipanti (948).

Purtroppo il buco relativo agli album è quest’anno notevole, e di utile per aggiornare il bottino ho solamente questa domenica e la prossima con la Corsa dei Rottami. Oggi il tempo è clemente, domenica prossima non so, per cui anche se di malavoglia (vedi scatti-lavoro) si va.

41 - 2 mezza che valeAnche il Chiodo questa mattina direi preferisca restar chiuso nel box-cantina; è durissimo da spingere in avanti, tanto che giunto al Castello del Valentino mi chiedo se sarà mai in grado di riportarmi a casa…

Sono tanto demotivato, frustrato, che l’uscire all’aperto ormai mi provoca panico.

41 - 3 mezza che valeRiesco ad evitare, usando il tele, quasi del tutto gli incontri ravvicinati, con l’unica eccezione di Sofia SanMichele e di Michele Scandurra. Una foto a Sofia ed al marito a seguito di un mio: “No, non ti scatterò una foto in gara: fotografo unicamente la mezza...”, due parole con Michele e la fedele assistente Federica (un Vero Fotografo ha accanto a se, SEMPRE, una jum jum assistente. Che per me, se lo fossi, dovrebbe pure vestire i panni di badante…).

41 - 4 mezza che valeTerminato che ho i due scatti di apertura servizio, riprendo a cavalcare il Chiodo voltandone le ruote alla volta della sponda destra del fiume alla ricerca della postazione click. In un primo momento avevo fantasticato addirittura di riprendere la partenza della mezza in quanto, essendo il percorso formato da due giri uguali (2 per la 21, 1 per la 10), questo era più che possibile. Ore 10 partenza della mezza, ore 10,15 quella della 10. Fortunatamente, il cliccare costa poca fatica, ci ho ripensato: i soli scatti dei 2 passaggi sono risultai 2084, moltissimi per come li tratto io, visionandoli, selezionandoli, croppandoli ed all’occorrenza tacconandoli, uno ad uno (concluderò il servizio mercoledì alle 19,35).

41 - 5 mezza che valeRicordando erroneamente la partenza della mezza alle 10 meno ¼, non mi spingo troppo oltre fermandomi dove già mi ero fermato anni fa, luogo posto difronte al Castello il che mi permette non solo di udire lo speaker, ma di osservare il passaggio dei concorrenti. Dopodiché inizia il solito pigiare sul grilletto di 7d2.

41 - 6 mezza che valeUna nota a rilevare come non mi sia più permesso assistere alle gare sprovvisto di 7d2 operante: alcuni amici impegnati nella 10 mi riprendono verbalmente perché non scatto loro una foto. Purtroppo, non essendo Fotografo Vero, sono esposto ad errori per cui mi è impossibile scattare e pubblicare. Inoltre amo visionare le immagini, pure cercando di offrire ai soggetti il massimo di cui sono capace. Croppando e tacconando se necessario, buttando repliche e foto pessime. Sono precisino, oltre ad avere rispetto per chi fotografo e per me stesso.

41 - 7 mezza che vale1514 gli scatti pubblicati, con la triste conclusione che l’Equilibrarunningteam è della forza degli Orchi: ”Grazie di essere venuto…”, il primo, “GRAZIE… Ho sollecitato il gestore del sito… Grazie ancora...” il secondo. e tu solleciti una volta, due volte, tre volte… Vedi i giorni passare ed il lavoro fatto diventare vecchio, chiuso in un cassetto com’è, immagini lo scemare dell’interesse in chi ti ha scorto e cerca per giorni inutilmente il servizio fotografico che lo ha immortalato in un momento di sport.

Buttato via tempo e denaro, certamente deluso chi sorrideva e mi diceva Grazie.

Con la Equilibra, dopo aver bussato inutilmente al Team, ho scritto pure a Lucio chiedendo quale fosse la ragione di questo comportamento, ma da lui la risposta arriva unicamente il 27-11: “Ho letto solo ora la tua mail; ben vengano servizi gratuiti come i tuoi! Ora giro a chi di dovere la tua mail. Dove sei ad una prossima gara, che mi permetto di regalarti una maglia della manifestazione? Grazie”.

41 - 8 mezza che valePurtroppo (questa è un’aggiunta del 9 dicembre) ancora nulla si è mosso, anche se ormai risulterebbe inutile il clicca QUI. Sito, quello dell’Equilibra, stranamente “morto”, assolutamente non aggiornato, pieno di vecchiume.

Dovrebbero imparare dalla Podistica Torino!!!

Certo, qui non ci vado più, là neppure e tanto meno qua, ma è cosa che mi dispiace dato che, per citar solo degli ultimi due, considero OrcoPinoR un amico, così come Lucio Danza. Resta il fatto che di già sono demotivato a scattare e questi fatti mi allontanano ancor più dal quel mondo che amo.

Sono ritornato così a vagheggiare su di un “antico” suggerimento di un amico rimasto ignoto: mettere 50 metri prima della postazione click un cartello tipo quelli a segnalare i km di già percorsi: “Sei su Podoandando: le tue fotografie Gratis!!!”. E magari aprire una porta su Facebook che reindirizzi gli amici sul sito.

La soluzione più gradita? Un paio di ConiglietteModelleOmbrellineBadanti da mandare in giro prima e dopo la gara a distribuir bigliettini di avviso. Non mancherei così neppur più una gara!!!

                                                                                                                    CLASSIFICA 

     2018 > 2019

Non riesco a scriver nulla che di già non abbia scritto. Alle mie spalle un disastro (di cui onestamente non posso lamentarmi in quanto sia io che i miei siamo ancora qui), mentre nel 2019 vedo ancor di peggio. Chi ha portato rovina critica ora chi si appresta a far pari pari le medesime cose, rivendica meriti inesistenti mentre i nuovi promettono utopiche soluzioni. Vadano al diavolo loro ed i loro interessi personali, la loro spasmodica ricerca del “Lei non sa chi sono io!”, dei sacchi di denaro facili facili. Non avranno mai la mia mente.

Fine della storia.

 

le barzellette de - blu

 

 

 

 

 

 

41 - ahahah