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Ghilead-web n° 39

              Le fotografie le trovate postate negli album della pagina FOTOSPORT

                                  Gli articoli non firmati sono miei

 

39 - 1 copertina

39 - 1 sommario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cross della Colletta      04 – 03 – 2018          Diario della Domenica

39 - 1 collettaVicino casa giornata piena quest’oggi: trail alPino oppure cross della Colletta. E votazioni. Sano diletto con le prime formato di qualche ora a contatto della natura e di uno sport tanto povero quanto ancora, nella sua globalità, onesto, il secondo modello girone dantesco con distribuzione biglietto per Armaghedon. Neppure tappandomi il naso riesco ad evitare il fetore che emana dai tanti “eletti” che in questi giorni infestano ancor più tutti i media. Mi verrebbe da lodare quella spazzatura diseducativa chiamata Grande Fratello!

Timoroso, ma in fondo felice se il profetizzato Giudizio Divino troverà al più presto realizzazione. Non ne posso proprio più, sento nascere in me lo spirito del “Balilla” ( CLICCA ), ben sapendo che le provocazioni che così abbondantemente giungono “dall’alto” debbono avere una loro motivazione. Mi accosto alla finestra e aspetto…

39 - 6 collettaQuesta mattina, pur se il godimento numero uno lo gusterei in collina seguendo le orme del trail, mi trovo alla Colletta. È però stata scelta difficile. Lassù probabilmente il sole, qui grigiore diffuso, umidità e nulla di nuovo. Ma non mi sono fidato di sfidare strade e stradine che per la neve, la pioggia ed il gelo di questi giorni possono presentare insidie. Non ho gomme termiche, e neppure le catene a bordo; con l’eventuale ghiaccio Poppolina se ne va (senza tener conto della Polizia Stradale che mi potrebbe fermare per un controllo…).

39 - 8 collettaIl cross della Colletta è poco distante da casa, la prima delle due corpose batterie prende il via alle 9,40, alle 11 e qualche spicciolo posso ritirare 7d2 e ritornare alla base. È l’unico vantaggio che mi offre, nessuna ciliegina. Anzi: con 454 iscritti mi presenta unicamente il bonus di un super lavoro a seguire.

Dalla domenica del trail dei Massi Erratici l’epistassi mi ha lasciato tranquillo, cosa positiva ma che ancora non offre certezza alcuna. Spero continui nel dimenticar la mia canapia.

39 - 7 collettaParacqua non mi accompagna questa mattina; mal di schiena e qualche altro piccolo segno di gioventù perduta. Malgrado questo niente Chiodo, faccio ancora sgranchire le ruote a Poppolina; neppur io mi sento al 100%…

La mattina si presenta con un cielo dipinto di grigio, triste ma fortunatamente non piagnucoloso. Una nebbiolina leggera su tutto, mentre i campi sono chiazzati di neve. Il terreno è morbido il giusto, direi, apparentemente non argilloso cosi da far presupporre una buona tenuta.

39 - 10 collettaNon sento freddo pungente sul viso e sulle mani, queste ultime quanto mai importanti per gestire 7d2. Nel complesso condizioni disturbate, fotograficamente parlando, unicamente dalla leggera foschia, migliori di quanto mi aspettavo.

Qualche ciao e qualche scatto, poi vado a passeggiare sul piccolo pezzo del Parco Colletta fatto proprio dalla UISP per l’occasione del cross. Non sapevo nulla riguardo la sede del Cral GTT situata alle sue spalle, ma esattamente su di esso ho compiuto sedici anni fa i primi passi per vincere la dolorosa paralisi causata dal Co-Efferalgan. Incatenavo la becana ad una panchina poi, quasi come un ladro (mi vergognavo moltissimo per il goffo modo di muovermi che avevo), camminavo e “corricchiavo” su e giù. Non fu qui, però, che esse si sboccarono, seppur mai più interamente, ma sui sentieri della morenica qualche mese dopo. Ancora Aritmic non si era pienamente dedicato al disarmonico ballo che mi avrebbe definitivamente cancellato dalla vita lavorativa e sportiva.

39 - 9 collettaLa considerata “ammucchiata” che vede nella prima delle due uniche partenze 288 iscritti fa balenare nella mente degli organizzatori l’escamotage “differenziata”: prima i pochi allievi/e (11), dopo qualche minuto gli M18 > 45 e dopo novella breve pausa gli M50 > 60. i giovanissimi due giri, tre per tutti gli altri. Ed io, grazie probabilmente allo stato di tensione che continuamente vivo, vado nel pallone!

39 - 11 collettaNon mi curo mai delle varie categorie, scorgo unicamente i primi 5-6 assoluti i quali, anche nelle ultime fasi quando in pista vi è di tutto – doppiati e… chi fa riscaldamento – si distinguono per il ritmo, ma qui dal secondo giro è di già una babilonia! M’innervosisco non poco, e decisamente abbasso la guardia, l’attenzione necessaria per evitare eccessivi errori.

39 - 12 collettaRecupero ritmo unicamente più tardi, quando sul percorso si presenta l’altra metà del cielo. Con gli sbavanti Parin che mescolati in essa paiono ringiovanire di vent’anni almeno. Anche questo, ahahah, mi riporta indietro nel tempo. Quando, senza iscrizione per contestare gli aumenti via via di già iniziati, partivo ultimo tacchinando nei primissimi km con tutte le jum jum che incontravo, per poi allungare giocando a riprendere più concorrenti possibile. Ultimo km gara come scarico, auto e auto-rifornimento (Non ero iscritto ed il mio senso di giustizia m’impediva di godere dei servizi dell’organizzazione). Ricordi seppelliti sotto la cenere del tempo, flash che come fulminei dejavù si riaffacciano in determinate situazioni.

39 - 13 collettaA dominare questa batteria di fanciulle d’ogni età (senza età, come ritengo sia chi fa sport) Kuzminska Katarzyna,

seguita da Anna Caporusso (a 21”) e Alessandra Bresciani (a 36”). KK (è meno scioglilingua…) è fortissima nelle gare alpine per cui un po' mi ha stupito la sua performance. Forse a seguire atlete di secondo piano? Non conosco nessuna di loro per cui non saprei. Laura Fornelli è giunta quarta, ma se non erro, per quanto ricordo, lei inizia l’anno con la sordina, quasi timidamente.

Non sempre ho modo, scorgendole attraverso l’obiettivo di 7d2, di rendermi conto della loro eventuale avvenenza (debbo concentrarmi nella fase di ripresa), ma quando nel pomeriggio prendo visione degli scatti trovo sempre giusto motivo per innamorarmi di almeno un paio di loro.

L’eternità nel cuore, e Aritmic che malgrado gli anni e le problematiche continua a sentirsi ragazzino.

        CLASSIFICA       

 

 

 

39 - 1 trana

Trana primavera   25 – 03 – 2018                 Diario della Domenica

39 - 2 tranaPrimavera con un giorno di anticipo in questo 2018: invece del classico 21 marzo, il 20. Beh, non me ne accorgo affatto ad esser sincero, comunque è psicologicamente un buon passo avanti nella conquista dell’estate per i più. Per i “meno” come me è l’annuncio che presto saranno tempi duri, che si avvicina il penoso traghettare verso mesi più in sintonia con i miei sensibilissimi sensori. Non solamente caldo caldo caldo, ma pure allergia a chissà-che-diavolo-mai. Sottile malessere, occhi gonfi, pruriginosi ed eccetera, fiacca e svogliatezza. La pillola utile a combattere ogni sintomo negativo, la pillola JumJum, per raggiunti limiti di età a me non la vendono più.

39 - 3 tranaRitorno in pista dopo un paio di appuntamenti saltati. Le gare oceaniche le lascio volentieri a Michele, ma il Cross delle Belve e Villastellone, per non dire la Corsa dei Record (Lanzo-Caselle) o le vigne di Albano d’Ivrea, le potevo anche fare. Ma pioveva, e accanto a me non avevo neppure il Compagno di Merende…

Oggi non piove, fortunatamente, ma il cielo non ricorda ancora quello primaverile. Grigio con qui e là qualche assottigliar di nubi che lasciano di tanto in tanto trafilar timidissimi raggi di sole. Un “più chiaro… più scuro” che infastidisce quando si scattano fotografie di gare. L’aria è frescolina, cosa gradita a me ma assai meno a Paracqua, “Ho le mani sempre gelate, tu no?”. Mani fredde cuore caldo, dico cercando di sostenerne lo spirito, ma a 85 anni un cuore caldo a che serve più?…

39 - 5 tranaNel breve intervallo click-foto-raduno, sento Sir Renzo di Avigliana annunciare tra le varie cose che vi sarà un servizio fotografico professionale: ognuno avrà la fotografia, basterà recarsi sul sito 42000passi per prenderla. Poffarbacco, saperlo! Sarei andato a funghi, tanto più che, tornato a ritroso sul traguardo, ti trovo pure Michele e Federica. Troppa grazia, san Gennaro! (P.S. di marzo 2019: le foto postate Renzo erano “orribili”. Ora non vi è più nulla, non so quanto dovuto al fatto che la Podistica Tranese ha chiuso i battenti).

Nei pochi minuti che qui mi fermo ho modo di prendere due impegni: sabato 7 aprile a Baudenasca per il trail di Gabriele Barra, e per il 27 a None in occasione del Trofeo Stefano Ferraris. Speriamo non mi vadano buca in quanto ho un problema da risolvere, problema che oggi neppure so se potrà trovare fattibile soluzione. Quando un Pistola come me non si accontenta dei guai che di già possiede, altri se ne va a cercare!

39 - 6 tranaNel tentativo di risvegliare un’apatia ormai diventata cronica, decido di giocare con 7d2. A cominciare dalla “temperatura colore” (K), da sempre lasciata giustamente, per l’uso che faccio della fotocamera, in automatico. È possibile correggere il dato manualmente, ma per semplificare le cose vi sono impostazioni predefinite. Ad esempio il simbolo del sole, delle nubi, delle lampadine ad incandescenza o al neon, eccetera. Su 7d2 il sole indica un K 5200, mentre per il simbolo nubi, cielo nuvoloso, K 6000. Più si sale nella numerazione più le immagini risultano “fredde”, volgenti al blu, al violetto, mentre diminuendolo risultano “calde”, viranti all’arancione, al rosso.

39 - 8 tranaQuelle che mi appaiono sul display durante le prove di scatto (nubi, K 6000), stranamente, direi che sono calde e gradevoli così che ne confermo la scelta. Che non muto quando mi sposto nella seconda postazione, quella dedicata all’arrivo della gara.

Controllando il display dopo i primi passaggi, però, ho alcune perplessità che mi spingono a ritornare sull’automatico: non vorrei che, sul monitor-computer ben più ampio del display di 7d2, le immagini mi riservassero negative sorprese. Il problemino è che Svampi Somadaj sbaglia ed inserisce il simbolo del sole…

39 - 12 tranaCon il senno del poi direi che l’errore ha in fondo rilevato che malgrado lo scendere verso il “caldo” (ora K 5200 invece di 6000), le immagini mi paiono più “fredde”…

Qui mi sono sentito, visto il “fotografo professionista” annunciato da Sir Renzo di Avigliana, autorizzato a fare qualche prova, ma molta prudenza userò a Baudenasca ed a None. Sempre se la luna...

Il primo maschietto a transitare davanti la mia punta del naso è l’unico big, perdonatemi, che scorgo quest’oggi: Paolo Gallo mi passa accanto con un buon vantaggio (1’.18” ) su Pier Luigi Senor e Luca Staropoli (a 1’.31”).

Nelle fanciulline brilla Nicol Cavallera su Anita Zuccalli (a 25”) e Claudia Guiotto (a 39”). Tempi presi al passaggio click, ovviamente, che nella classifica, scadente dato che ad organizzare la gara è Sir Renzo di Avigliana, competitivo convinto, i tempi non esistono (niente chip…).

Vista la Regina Grazia duellar con la sorella Maria. Precedendola di poco sul traguardo quando a 500 metri le era ancora dietro. Migliorata Maria oppure giornata no per Grazia?

40 - 15 attilio liberini matr 2Genio Bocchino direi quasi non lasciar passare trasmissione senza in conclusione annunciare la dipartita di qualche amico podista, tanto che la sera del 28 mi racconta della scomparsa di Attilio Liberini.

Attilio lo incontravo non di rado correre alla Colletta quando mi ci recavo per combattere la prima parte del Patatrac, quella della paralisi, e lui mi spronava a correre, correre, correre tutti i giorni. “Io faccio così, sempre, ogni giorno, sia con il gelo, la pioggia, il calore: sempre, anche a Natale e tutte le feste comandate. Vedi? Ormai questo è il mio passo (lentolento senza brio), ma non mi fermo mai, posso correre per ore ed ore...”.

Non ho sue fotografie in gara, ma avendomi a suo tempo invitato al suo matrimonio, di questo pubblico in ricordo uno scatto che lo ritrae sposino felice (già il germe del “fotografo” mi era stato iniettato…).

Ero poco meno di nulla, ma l’umanità di allora era “cosa” viva, tangibile, coinvolgente. Una forza aggregante che senza necessità d’inviti ti portava a fermarti per soccorrere chi scorgevi in difficoltà, ad avvicinare con manifesta empatia chi si affacciava nello stupendo Mondo Podismo.

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Trail del Chisone             07 – 04 – 2018                            Diario della Domenica

40 - 1 baudenasca-aBaudenasca, ovvero il paesino “Portamici tu che io sbaglio sempre strada!”. Pare impossibile, ma è proprio così: se ci azzecco l’entrata, toppo nell’andarmene. Non riesco a memorizzarne l’esatta posizione.

Potrei, onde riacquistare un po' di fiducia in me, sostenere che è il bla bla senza senso di Paracqua a depistarmi se... se non ci avessi toppato pure da solo!

In ogni dove si sia domenicalmente diretti Paracqua si affida a me per risolvere problemi tipo: “Che giorno è oggi?… Cos’è quel capannone?… Quello laggiù è un allevamento di struzzi?… Quella bestia è un cavallo od un coniglio?… Ecc. ecc. ecc”. Domande per lui certamente logiche, ma che distraggono non poco dalla guida.

Dopo la battutaccia di due domeniche fa a Trana (Non ti fidi più a guidare, ma lo sai che a me potrebbe in qualsiasi istante far cilecca la scintilla elettrica che mi comanda il cuore?) ritenevo difficile mi telefonasse per il consueto: “Dove andiamo domenica?”, invece no: eccolo ancora una volta seduto al mio fianco. Probabilmente ha piena fiducia nel pronostico rilasciatogli della moglie Marina Berlingo: “Vivrai fino a 105 anni, 7 mesi, 13 ore e 47 secondi”.

40 - 1 baudenasca

 

 

 

 

 

 Ieri ho fatto il pieno al serbatoio di Poppolina, e per maggior sicurezza ho riempito e caricato tre fustini da 20 litri di benzina; anche dovessi, sbagliando, arrampicarmi sino al Sestriere oppure raggiungere qualche alpeggio nelle valli Valdesi…

40 - 2 baudenascaIl cielo sopra di noi è di un grigio topo privo di allegria: di colpo una pennellata di non-colore malinconicamente autunnale. Fotograficamente è meglio così in quanto il sole del primo pomeriggio, così come quello di tarda mattinata, disegna ombre troppo scure, taglienti, pur se rende vividi gli scatti. Ma quel che arriva arriva, e quel che arriva bisogna prendere. Qui come altrove (questa è saggezza cinese).

40 - 3 baudenascaNell’andare non sbaglio una curva, e questo malgrado l’incessante bla bla di Paracqua. Oltre le spiazzanti domande di cui sopra, ci aggiunge spezzoni di film visti in TV, di attori e attrici fantastici nelle loro interpretazioni, di comici da sballo e varietà da urlo, per finire a Pietro, il nipotino di 11-12 anni di già inseguito da torme di ragazzine desiderose di giocare con lui al dottore. “È più alto di me di una spanna, gioca a rugby ed è il più forte della squadra, Oggi giocano una partita importante a Lione, poi andranno Lì, poi Là e poi ad Eccetera”.

40 - 4 baudenascaPietro lo galvanizza al punto che quando torno cliccando a gambero sul Traguardo-Arrivo, lo scopro taroccare una graziosa concorrente (vedi foto). Stravaccato su di una panchina, bicchiere Plastik colmo di Brunello Chisone fumante tra le mani, l’odo raccontare alla fanciullina dall’espressione rapita imprese epiche di quando l’Italia lo poteva vantare tra le file della FIDAL Atletica. Non mi stupirei avesse di già in tasca il suo numero di telefono, l’indirizzo web ed il codice fiscale. Nonché stabilito il giorno in cui “giocare al dottore”, ovviamente.

Mi spiace per Marina Berlingo, ma da un radarista di Aviazione (si, durante il “viaggio” mi ha pure raccontato vita e miracoli di quand’era militare!) non ci si può altro attendere che volatile fedeltà.

40 - 5 baudenascaQuest’oggi, e così sempre è quando si ripetono i medesimi appuntamenti, non ho assolutamente idea di dove stabilire i punti click. I concorrenti non sono molti (120 in tutto più la non competitiva – ma scatterò 1053 foto!!!), e per soddisfare tutti non debbo allontanarmi troppo dalla partenza. Per passare sul lato opposto del Chisone alla ricerca della seconda base dovrei evitare i N.C. e poi iniziare a correre, ma ti vuoi mettere? Il piede rovinato e il fattore influenza hanno fatto sì che neppure un minimo di movimento abbia fatto da mesi, per cui è fortuna se di già cammino.

40 - 6 baodenascaParacqua desidera vedere il “Sangone” (così lui chiama il Chisone), per cui s’inoltra nella boscaglia e scompare mentre io decido di fermarmi dove già lo ero l’anno scorso. E pazienza.

40 - 9 baudenascaClick click click, camminatori N.C. compresi, terminati i quali volto le suole delle Cascadia Haihai alla volta dei sentieri del ritorno.

40 - 10  baudenascaImmerso come sono nella profonda ignoranza ritengo la gara di oggi priva di big, e come solitamente mi capita toppo. Il solo atleta che conosco è Mountasser, ma ormai lo giudico “vecchio” per cui provo sottile dispiacere per Gabriele, oggi snobbato dai pezzi da 90. Ed il giovane Gianluca Ferrato mi sorprende con gli effetti speciali stabilendo il record della gara con 1h06'36" (vedi il servizio di SuperVitt Duregon cliccando QUI ).

Prima delle femminucce Francesca Rimonda in 1h29'14"

40 - 12 baudenascaCertamente questo più che un Trail direi essere un Urban Trail corso nel giardino di casa, o se si vuole una Campestre. L’unico ostacolo presente pare essere il percorso che in alcuni tratti presenta un fondo con qualche sassetto, qualche buca, e qua e là tratturi “scalinati” dalla tassellatura che le enormi ruote di grandi trattori hanno lasciato sul fango nei precedenti giorni di pioggia.

Nelle fanciulline – N.C. compresa – discreta partecipazione di jum jum (mi sono innamorato pure oggi), ma vera qualità a livello competitivo, poca. Con 7d2, le fotocamere non sono perfette, che sceglie di toppare con il fuori fuoco la prima assoluta di esse!!!

Da rimarcare la felicità di Paracqua che nel ritorno non cessa di ripetere quanto gli sia piaciuta la promenade n’tal bosch: “Un pomeriggio bellissimo, una passeggiata in luoghi incantevoli. No, non sono arrivato sino al fiume, ma avrò fatto almeno 7-8 km. Il ginocchio non ha fatto male, le gambe sono andate benissimo, quasi fossero nuove...”. Ora ne ho conferma: la data in cui con la graziosa ragazzina giocare al dottore è stabilita!.                                                     CLASSIFICA 


 

Piossasco  22 – 04 – 2018                       Diario della Domenica

40 - 1 piossascoGara novella questa mattina, novella e bella. E sì che ancora una volta ho rischiato di restare a casa. È un momentaccio quello che si è attaccato alla pelle, e non desidero veder gente né tanto meno chiacchierare. Fortunatamente c’è Paracqua con il suo “Dove andiamo domenica?” a prendermi per gli stracci e trascinarmi fuori. È debolezza imbarazzante quella di rinchiudersi nella tana a leccare le ferite, ma mi sento stanco. O forse stufo. O semplicemente assalito dalla consapevolezza dell’essere totalmente stronzo. Ottimismo in caduta libera verso il centro della terra. 

40 - 2 piossascoSceso da Poppolina raggiunto che si è il luogo del raduno, quasi mi viene un colpo appena messo i piedi a terra e mosso i primi passi: zoppico! Un dolore alla gamba destra che parte dal femore per invaderla e intorpidirla tutta. È dolore nuovo, fresco di giornata quello provato. Qualche piccolissimo segno in settimana da me attribuito al fatto che ho ripreso a “correre”, ma sfumato, brevissimo. Ho ripreso, dicevo, a correre… Metto il tappetino a terra e corro da fermo per 15-20 minuti. A piedi nudi perché le scarpe continuano a farmi male anche solo a camminare.

40 - 3 piossascoEcco, tormento trascinarmi per 150 metri sino alla piazza, quattro scatti da lontano e poi fuga. Paracqua avrebbe piacere di fermarsi un momento, ma per me rappresenta la scusa del camminare lentissimo, per cui lo costringo a proseguire. Obiettivo-scusa è trovare la strada che, correndo alle pendici del monte san Giorgio, si snoda in direzione del Castello Ai Nove Merli (Ricordo struggente di una cena con jum jum. Nel giurassico, ovviamente).

40 - 6 piossascoPrima ancora di uscire dalla piazza Pertini vengo colto da una crisi di panico: la gamba non si sbocca, il dolore e l'intorbidimento restano così che non riesco a camminare se non lentamente e zoppicando in modo vistoso. Una ventina di minuti buoni, e come era apparso il dolore scompare. Salvo!

40 - 8 piossascoQualche zigo zago per le vie del paese, poi, salendo alla volta del monte, inciampiamo nelle frecce disegnate a terra: via M. Davide. Una via sinuosa e ondulata che sfila tra villini con giardini colorati, aperti, dall’aspetto sereno e benestante, e vecchie case e cascine ristrutturate. Più in periferia molto verde attorno alle costruzioni, verde curato con attenzione… apparentemente svizzera.

40 - 10 piossascoPresto Paracqua si ferma, ma ciò che malgrado tutto è rimasta viva in me è la curiosità del “dopo”, per cui continuo il camminare. Curiosità del dopo, cioè dello scoprire che vi è dopo la curva, dopo il dosso, la collina, al di là della cima… La ricerca di cartoline mentali a rallegrare lo spirito, a rinnovare le energie, a colmare di serenità e gioia il cuore.

40 - 11 piossascoVinta la pigrizia ed il timore per il dolore alla gamba destra, ora non mi fermerei più… non fosse che ad un determinato momento (le 9,30) viene dato il via alla gara, e debbo ritornare sui passi in quanto ciò che scorgo avanti non rallegra 7d2: alberi e controluce. Torno così alla “balconata” giusto in tempo per accogliere i primi.

E qui mi fermo pure per i click illustranti il ritorno.

Brutta sorpresa nel pomeriggio quando scarico gli scatti sul computer: sono imprevedibilmente scuri, non giustificabili dalla luce laterale o in parte contro. Non ho toccato nulla e sono perplesso. Dovrò a priori, come fa Michele, sovraesporre sempre?

Primo dei maschietti sul traguardo un ragazzino M18, Falci Amanuel, in 32’,15”, seguito a 1’,38” da Luca Staropoli ed a 1’,40” da Luca Simoni.

Nelle femminucce la vittoria bacia in fronte Elisa Rullo, che conclude i 9,6 km. in 39’,25”. Seconda Claudia Guiotto a 1’,43”, terza Maria Fornelli a 2’,17”                                       CLASSIFICA 

 

 

None  29 – 04 – 2018                          Diario della Domenica

40 - 1 noneDovrei sempre prendere impegno con gli organizzatori gara. È ormai l’unica maniera per strappare la carcassa dalle mura protettive del covo e portarla all’aperto. Con l’inconsapevole supporto di Paracqua che quando presente è ciliegina doc, ciliegina doc a volte bistrattata tanto sono nervoso. Sono arrabbiatissimo con me stesso, questa è la ragione bislacca per la quale uso spesso un tono oltre le righe del civile con chi mi è vicino. Misteri della psiche umana, o forse unicamente della mia.

Posteggio al solito posto, accanto la cappelletta da dove inizia la strada “campestre” che si allontana da None, a circa 250 metri dal traguardo. Qui gli ultimi scatti, poi senza ripassare più dal traguardo, il ritorno a casa.

È un buon punto onde non perdere Paracqua; qui sfilano durante la partenza, qui sfilano nel ritorno, qui vi sono utilissime panchine.

40 - 2 noneAl raduno incontro casualmente Andrea Uomochecorre, l’amico che mi ha preparato il sito. Non l’ho assolutamente cercato, semplicemente si è fermato davanti a me, non vedendomi essendo impegnato a cercare qualcuno; la Società o forse il babbo. “Non so proprio cosa fare con il sito, non ricordo come l’ho fatto, non so dove cercare. Forse corrotta l’istallazione Joomla, forse perse configurazioni a livello database… Non so, non ricordo, non mi sento in grado di risolvere il problema…...”. Una ennesima legnata a sangue freddo, un profondissimo senso d’impotenza e delusione che mi rallenta il respiro. Ho atteso pazientemente nella speranza dell’intervento di Andrea, ma se lui molla (ed ha mollato…), Podoandando è morto.

40 - 3 noneE un mare di domande mi si affollano nella mente, dal come fare ora e perché mi lascia nella melma. Non chiedo mai nulla gratis per principio in quanto non desidero obblighi morali, e mai nulla ho avuto e chiesto in detta maniera. La strada percorsa dai miei è sempre stata in perfetta armonia con l’affermazione biblica: vi è più gioia nel dare che nel ricevere, norma raccolta e fatta mia nella vita di ogni giorno.

40 - 5 noneEd oggi non comprendo, in me unicamente profondissima delusione. Magone che si aggiunge a carrellate di altri magoni. Ogni cosa che tocco, che mi interessa o che mi è utile si trasforma in Emme!

Dal mese di dicembre 2017 non posso salvare nessuna pagina del sito senza che questa impazzisca colmandosi di A con il cappello, unitamente a piccoli quadratini. Lettere e segni in ogni dove, attorno e dentro il testo.

40 - 9 noneOggi continuo a scrivere il Diario della Domenica, continuo a scrivere per un giornalino al momento puramente virtuale, scritti che usciranno, se usciranno mai, datatissimi.

Non che per essi cerchi o speri lettori (sono assolutamente privi di contenuti, a differenza del Ghilead stampato dove potevo permettermi di riportare notizie raccogliendole per ogni dove), ma il comporre gli scritti allegando fotografie soddisfa almeno il piacere grafico, il pallino di sempre di comporre un giornalino.

Senza mettere sul piatto che perdo la possibilità di aggiungere raccontini, poesie ed eccetera.

40 - 11 noneMi allontano molto presto dal chiassoso e festaiolo raduno prendendo la via che conduce nel verde amico. Il camminare o pedalare nel verde è Pozione Magica che attenua ogni pena, che smussa ogni spigolo. Unico inghippo è che non è possibile dilettarsi in detta benefica pratica per più di 24 ore al giorno!…

40 - 12 noneNon mi dispiace il punto click trovato. Serve egregiamente per fotografare l’andata ed il ritorno. Le problematiche sono però almeno un paio, problematiche che subito subito non realizzo pienamente; la polvere che il passare dei concorrenti solleva ed il sole che va e viene. La posizione luce, quando presente, è laterale o contro (in qualche occasione), ma questo è quanto passa il parroco.

40 - 13 none-Vi è pure molto spesso una buona parte di cielo in evidenza nelle immagini, il che consiglierebbe di compensare l’esposizione, ma nelle poche volte che l’ho usata, pur se settata al minimo (+0.3), mi è parsa eccessiva. Questa volta ho certamente sbagliato; manca l’aver vissuto al fianco di un buon fotografo, manca l’esperienza. E sempre più manca la dovuta concentrazione.

Nei maschietti duello tra Gianluca Ferrato e Paolo Gallo, con il primo che poco prima di prendere la via del ritorno alla volta del traguardo, rompe gli indugi e allunga concludendo la gara in 36’,58”. A 27” giunge Paolo Gallo, mentre il terzo, Yaya Mamadou Souare, chiude senza storia a quasi tre minuti (2’,50”).

Le prime tre fanciulline sono racchiuse in poco meno di 40” a testimoniar lotta serrata, e se pur è Ana Capustin a salire sul gradino più alto del podio (piano piano le sue azioni paiono riprender quota), la più tosta è oggi la terza: Paola Barzanti, che conquista così il titolo di Campione Provinciale FIDAL M50!

Ana Capustin chiude in 45’,25”, a 24” Nicol Cavallera, a 38” Paola Barzanti.

Seicentodiciotto al traguardo, 2142 gli scatti.                                                         CLASSIFICA  

 

 

le barzellette de - blu

 

 

 

 

  

 39 - ahahah 2--