Banner
Torino
Mer

7°C
Gio

3°C
Ven

6°C
dicembre 2018
lmmgvsd
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31 

Log-in





Designed by:
Andrea Borrelli www.uomochecorre.it

Aloe Arborescent, miele e... grappa!
Pubblicato da Somadaj   
Mercoledì 22 Dicembre 2010 15:59

 

Padre Zago e l'Aloe Arborescent...

 

img_2107 arbo e rescent       L’inizio della storia risale ormai al 2001. Prime avvisaglie ottobre-dicembre 2000 (dentista), bomba che esplode a metà gennaio 2001. Per farla breve: dentista – virus – reazione allergica a farmaco – paralisi e sconvolgimento del sangue – 14 giorni di ospedale – a casa ridotto ad un grumo di dolore, pieno di farmaci vari e cortisone. Diagnosi: polimialgia, che altro non vuol dire se non dolori muscolari diffusi (oppure “malattia rara”, come un medico, grattandosi la pera, in un consulto si chiede).
Di morire – come sentito – non ho mai pensato, ma di finire paralizzato su di una carrozzina si.
     Dopo mesi passati a seguire meticolosamente le cure prescritte non ottenendone che sparuti e alternanti benefici, decido di dare un calcio a tutti i farmaci (scalando le dosi gradualmente) e di provare con la cura di Padre Zago, di cui fortunosamente ero venuto a scoprirne l’esistenza.  
     E piano piano il sangue si purificò, i dolori iniziarono a ritirarsi di qui… di lì… di là, sino a che ne fui discretamente libero. Il sangue, a parte organi che denunciano ancor oggi il trauma subito con tre-quattro risultati di poco fuori, ritornò nella normalità. Ripresi persino a corricchiare, provando gioie mai prima vissute. Gioie “da piangere…”. Peccato che l’aritmia manifestatasi da subito (andava e veniva, ed i medici la chiamavano “extrasistole”…), un bel giorno – si fa per dire – decise che ero proprio il suo tipo e non mi lasciò più…
     “Grazie” a tutto questo… eccomi così diventare un “Cacciatore di Pozioni Magiche”! E come non iniziare presentando quella che probabilmente mi ha salvato la vita?
 
     La Pozione Magica di Padre Zago è di una semplicità disarmante: Aloe Arborescent, miele e… grappa!
Con questa pozione Zago scoprì che in Brasile si curavano malattie terribili, mortali. La popolazione delle bidonville non aveva di certo denari per curarsi, ma con essa risolveva spesso complesse problematiche.
     Padre Zago la studiò, la “calibrò, la testò e, visti gli incredibili risultati che detta pozione otteneva, decise di divulgarla nel mondo. Pochi soldi per realizzarla, il non indifferente vantaggio di poterne curare personalmente la “fabbricazione” sul tavolo della cucina, il potere di guarigione che pareva dimostrare ne decretarono rapidamente il diffusione (vedete se vi riesce di scoprire attorno a voi chi non ne ha mai sentito parlare…).
     Quasi tutte le erboristerie ve la possono procurare, ma – dato il successo ottenuto – i prezzi sono saliti alle stelle. Molto più semplice e sicuro (almeno siete certi sia freschissima) prepararsela da se.
Bastano un paio di piante – una sola la “spiumate” troppo rapidamente – di almeno 5 anni (meglio 7 e più), il miele deve essere biologico, purissimo, di Acacia, mentre la grappa… che sia da intenditori!
     Non so se, come scritto, guarisce dal tumore (come solito moltissimo dipende dalla positività, neutralità o negatività che ognuno di noi nel proprio DNA presenta nei riguardi di erbe e farmaci), certamente è un più che ottimo depurativo del sangue. E quando il sangue è in forma… non ce n’è per nessuno!
 
zago 1zago 2     Per divulgare la pozione Padre Zago pubblicò un libretto con istruzioni, consigli, esperienze. Sembra un libro di fiabe tanti sono i miracoli descritti, ma non ho motivi per dubitare nella testimonianza di un frate. Su di me ha funzionato, ma su di me un normale farmaco ha pure scatenato una reazione negativa spropositata.
     Sempre estrema prudenza, dunque, quando ci si accosta a qualsiasi farmaco. Sia esso composto da erbe che da normali prodotti da farmacia (anche se l’Aloe non pare assolutamente tossica).
Consultare il “medico della mutua” che, conoscendoci bene (si presume…), può offrire oculati consigli.
     E l’erborista, che se bravo… pure!
  
     P. S. – Chi “fa da se” ricordi che l’Aloe non deve prendere luce (meno luce possibile) per non destabilizzare i componenti. Operate così: a sera, quando il sole va a riposare spegnendo la luce (ma non attendete la notte. Invece di una foglia potreste tagliare un dito…), dopo aver preparato sul tavolo della cucina tutto il necessario (frullatore, bilancino, barattolo ben ben oscurato per contenere la pozione, bicchierino con la dose di grappa – o cognac, o whisky – miele, straccio e lama per pulire e togliere le spine), iniziate l’operazione chirurgica sulla vostra pianta. Spegnete la luce (quella sola della finestra vi deve bastare), togliete e pesate le foglie, pulitele, tagliatele a fettine e frullate il tutto. Vasetto oscurato e pozione nel frigo.
     Le dosi dei componenti? Mezzo chilo di miele – 5-6 cucchiai di grappa – 350-400 grammi di Aloe.
Mezz’ora prima di colazione, di pranzo, di cena, armatevi di un cucchiaio, aprite il frigo e recuperate il barattolo. Raggiungete un angolino buio (sgabuzzino, cantina, box, baule dell’auto…), aprite il barattolo, dateci dentro a ciurlare, riempite il cucchiaio, aprite il becco e… gnammete! La Pozione Magica è servita!
     Di media un barattolo dura 15-20 giorni, terminato il quale si lascia trascorrere una settimana e se è il caso si ripete il tutto. Personalmente – ero inguaiato assai – ne ho presi otto o dieci, poi ho lasciato al fisico la soddisfazione della volata conclusiva. Tengo le piante sul balcone, al sole (inverno dentro, oppure le proteggo abbassando la veranda trasparente), e di tanto in tanto mi preparo un barattolo da ingurgitare a scopo preventivo.
     Ah, scordavo: Arbo e Rescent (questi i loro nomi) hanno “concepito” un mucchio di bellissimi figlioli…    
 
     P. S. - Arbo, Rescenti ed i loro splenddi piccoli sono defunti nei primi mesi del 2010 a seguito di una sola giornata SuperGlaciale... 
 
                                                                                                             Ernesto Ceraulo "Somadaj"
 
Pubblicato il: 03/09/2008