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2 - Jadamos
Pubblicato da Somadaj   
Sabato 03 Ottobre 2009 00:00

 

 

Jadamos

 

La lampada che sulla scrivania
dipinge con la luce le mie cose
non può neppure immaginare il sole,
la grandezza, la forza, il suo calore.
Chi nulla sa non soffre,
pare evidente,
e lei come ogni sera attende
chi le pigi un bottone, chi l’accende,
certa che nessun’altro al mondo
sappia donare luce più splendente.
 
                                                         (26/08/’05)
 
 
 
Il respiro della terra
è forte, insistente,
le chiome verdi scuote,
la sabbia fa danzare
con impeto solerte.
Di pari zelo il vento
del tempo spazza via
- ieri, oggi, domani -
con implacabil lena
le orme degli umani.
 
                                            (29/08/’05)
 
 
 
   E’ freddo.
Disteso, vestito di tela,
nel letto, tremante di gelo.
   E’ freddo.
   Più freddo.
Ricordi di tempi lontani,
di offese stolte recate
a chi pur sempre ami.
   Più freddo.
   Più freddo.
Il ventre contratto,
le mani, di vetro,
artigliate nel petto.
   Più freddo.
   Più freddo.
   Più freddo...
 
                         (……. /00)
 
 
 
   Seduto,
il capo fra le mani,
tento di raccogliere
evanescenti pensieri,
radunare la messe
dispersa,
bagnare la terra
arida,
individuare il sentiero
del domani,
accendere una luce
sul mistero
di questo buco nero
che mi inghiotte.
   Tento…
 
                              (11/03/04)
 
 
 
 
                   a GianLuigi
 
Il lieve respiro
del vento
che scorre sul prato
non muta l’accento
di nulla.
Sereno, in un giorno
di marzo,
l’inverno segnato
solleva la mano
per dire:
ora io me ne vado.
    Un colpo di lama!
   Ancor verde
   un fuso sottile di erba
   è tranciato.
   Mi faccio più attento;
   il vento
   continua a giocare col prato.
   Le luci, le ombre,
   mi sembrano uguali.
   Son certo:
   qui nulla è cambiato.
 
                                                    (15/03/94)
 
 
 
 
Il tempo senza sosta
ha posto segni e affanni,
muri di roccia e mari.
Dove i sogni
sono affogati mai?
Ah, eccone qui ancora;
son salvo!
I colori non sono quelli
vividi e fieri
di tanti anni fa,
ma cosa importa;
domani è altro giorno
ed acqua ancora
forse non mancherà.
 
                                    (25/05/’05)
 
 
 
 
Scorre il pensiero fino a te,
scorre dalla mente lungo il braccio
sino alla mano che ti stringe.
Salda è la presa, amica mia,
e come in un vortice di danza
ti conduco lungo bianche distese
a lasciar traccia della mia presenza.
 
                                                              (21/08/03)