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4 - 878 rraggiato
Pubblicato da Somadaj   
Giovedì 24 Settembre 2009 00:00

 

 

I DUE GIGANTI

 
Siete proprio due giganti
ancor belli e pimpanti
da trattare con i guanti
venerare come santi.
Noi podisti buongustai
scegliam Genio e Somadaj,
li vogliamo sempre al meglio
e con l’occhiolino sveglio.
Di chi corre è la bandiera
uno è il martedì sera,
propaganda e fa salotto
ed infin regala il motto.
Che non pensi alla pensione,
se ne stia in televisione
lo vogliamo in prima fila
fino al secolo tremila.
Sembra Ernesto un pirata
con la barba imbiancata,
foto ha fatto a tutti o quasi
a Fontana, Fiore e vasi.
La podistica lo scorta
chissà prenda strada storta,
a San Giorio il Roatta
l’ha seguito anche in cravatta.
E se Genio un dì lo chiama
partirebbe anche in pigiama
e farebbe un figurone
ospitato in trasmissione.
 
Ora a tutti buone ferie,
ciao alla nuova serie,
Genio ha pronto lo sgabello
del gigante suo gemello.
 
                                           (1 agosto 2009)
 
 
 
 
C’è un pensiero che non posso scordare,
un posto che non mi riesce di lasciare;
vorrei, prima di girare il foglio,
nel ritorno delle cose
ritornare alla mia casa.
 
                                    VOLU
 
E’ vacanti stu biccheri, era chinu finu a eri,
acqua, vinu? Indifferenti! Siti si sintia e si senti.
                C’era spisa nta’ cridenza, tanti pisci pa me lenza,
                caciu e pani datu a ‘feddi e nto’ giaddinu quantu aceddi.
Celu, mari e orizzonti sunnu ca’  propria di fronti,
pi vaddari tu ti femmi; comu a grotta i Betlemmi.
                Ma non si femmunu i ionna, ogni cruci na Madonna,
                c’è nchianata ci su scali e… volu comu si haiu l’ali.
Terra chi eni ricca i terra e di sonu di chitarra,
pensu ancora chi eni u stissu: cadu si, ma non mi ‘bissu.
 
                                        VOLO
Vuoto è questo bicchiere, pieno ancora fino a ieri,
acqua, vino? Indifferente, sete si sentiva e si sente.
                C’era spesa in credenza, pesci tanti per la mia lenza,
                cacio e pane dato a fette e nel giardino quanti uccelletti.
Cielo mare ed orizzonte sono qui proprio di fronte
per guardarli tu ti fermi; come la grotta di Betlemme.
                Ma non si fermano i giorni, ogni croce ha una Madonna,  
                C’è salita, ci son scale e … volo come con  le ali.
Terra ch’ è ricca di terra e di suoni di chitarra,
penso ancora sia lo stesso: cado si, ma non sprofondo.
               
                                                                           Falcone, estate 2009 ( … e sono 54)
 
 
 
 
                        UN LEONE A CASTIGLIONE
 
Non Suino ma leone l’ultimo di Castiglione,
giunge ormai nel pomeriggio in divisa arancio-grigio.
 La sua camminata è stanca ma il sorriso non gli manca,
 con quell’aria da mandrillo pare un vacanziere brillo.
Con il mitico berretto scruta in giro circospetto,
per la gara dei prosciutti viene atteso un po’ da tutti:
                - Son Fiorino non Ferrari, perdonatemi miei cari,             
                porto anche un po’ di “lardo” vada bin se un po’ ritardo -
Per brindare con Ernesto chiede or s’è giunto sesto;
vino aveva a lui promesso non puntando più al successo.
                Gli rispondon sottotono ch’è arrivato solo nono
                crolla a lui il mondo addosso con un piede è già nel fosso.
Non potendo scomparire pensa “Mi convien svenire,
certo mi daranno aceto così Ernesto un po’ disseto”.
                Non pensò più altra mossa che arrivò la Croce Rossa
                dalla foto allertata che sul sito era spuntata.
Si misura la pressione, tutt’intorno c’è apprensione,
poi il dottore da il verdetto: - A digiuno ed anche a letto -
                Per smorzare la tragedia vuol restare sulla sedia,
                con a fianco l’infermiera già sorride, ha buona cera.
Ma il sogno suo svanisce proprio Ernesto “l’aggredisce:”
- Basta rompere i “gemelli!” Tona pure ai tuoi ombrelli!
                E sia un segno monitorio, guai a te se vieni a Corio;
                non vogliamo far la spola fra ospedali e la piola.-
Proprio a Corio allegramente, Somadaj e il presidente
con la squadra han festeggiato questo mezzo campionato.
                Dopo avere ben figurato nel percorso vallonato
                si dimostrano efficienti a far funzionare i denti.
E per tutti hanno brindato, anche per lo “sfortunato”
che in montagna si consola ma con acqua e coca cola.
                Con in testa Castiglione resta sotto un suo ombrellone,
                ai nipoti fa da balia l’Umbrelun pì vej d’Italia.                      
Ma non ho detto ne scritto che si sente ormai un relitto,
non è tipo da pensione:  “vecchio? Si, ma ancor “leone”.
 
                                                                                  Castiglione (04/07/09)
 
 
 
 
                              EFFETTI SPECIALI
 
Si fa ritorno a scuola, il tempo ci consola,
il fresco settembrino risveglia il Valentino.
                Chi non è andato a funghi è qui che prova allunghi,
                muove sol la natica chi fa poca pratica.
Chi tiene un po’ di pancia insulta la bilancia,
in cerca di un cespuglio rimpiange ancora Luglio;
                quando secco “secchetto”  e di migliore aspetto
                correva come un treno … ma or si sente osceno.
Chi fa persin paura per la sua abbronzatura,
col sol delle Vallere di bianco ha il sedere.
                Ma or giudice spara, si parte per la gara,
                col Po che fa da sfondo succede il finimondo.
E’ la solita scena: una lunga catena
ravviva i verdi viali con effetti speciali.
                Rimasti coi parenti ci sono i musicanti
                che suonano ai più lenti perché non vanno avanti.
Ma i colpi di cannone li spara oggi Giannone
si veste da gazzella fino alla passerella.
                Ma poi per Santachiara si suona la fanfara,
                per lui è sempre estate e giunge a mani alzate.
Chiude la sinfonia il terzo che è Ciantia
poi plausi e cin cin per Ana Capustin.
                E ora il ristoro, del quale m’innamoro,
                biscotti e bevande … reintegro alla grande.
Risuonano gli evviva anche dall’altra riva
dove corre un amico di nome Federico.
                E musica riprende, il Po quasi risplende,
                nobile risultato … aver qui ricordato.
 
                                                                           Valentino  (6 set. 09)