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1 - Jadamos
Pubblicato da Somadaj   
Venerdì 03 Ottobre 2008 00:00

 

 

Jadamos

 

 

L’orologio del cuore
batte più forte
a segnare
i momenti d’amore,
ma a me basta pensarti
per sentirlo impazzire...
                                     (15/11/00)
 
 
 
Raccogliere il tuo volto
fra le mani
e chinarmi a baciare dolcemente
la tua fronte, i tuoi occhi, la tua bocca.
Addormentarmi nel sogno
che domani sarà proprio così.
                                            (15/11/00)
 
 
 
Il vento del tempo
trascina nella sua corsa
taglienti trucioli di metallo
che segnano indelebilmente
le carni,
ma poco può quel vento
contro la forza dell’illusione.
                                          (13/11/00)
 
 
 
L’onda di piena
schiaccia al muro
la stoltezza delle genti,
mette a nudo
l’insipienza dei potenti.
                                  (13/11/00)
 
 
 
Quando un passero
si ferma a cercar cibo
sul balcone
cancella il nulla
con un sol battito d’ali.
                                  (13/11/00)
 
 
 
La sera,
quando mi distendo nel letto,
io esco con te
vivendo i momenti più belli.
Tu ridi, sorridi, mi parli;
nascondi un leggero rossore,
accetti tremante il mio cuore.
La sera.
La sera io esco con te…
                                  (29/01/98)
 
 
 
Il grigio scende lentamente
e fagocita in se ogni cosa
Sui vetri appannati scivolano,
sinuosi e diafani,
sottili vermicelli d’acqua.
Battere di gocce
sul tettuccio dell’auto
come il bussare
per un’aprir di porte.
Cade, pesante, la pioggia.
Come lacrime di un gigante
a divider con me
l’ora greve e malinconica
della solitudine.
                                (03/10/99)
 
 
 
Oggi il vento respira sui monti
rendendoli tersi,
solleva le foglie dal suolo,
allontana le nubi.
Oggi il vento rincorre felice
gli uccelli nel cielo,
fa danzare le piante, i panni distesi.
Vorrei, come lui, scompigliarti i capelli,
come lui far scorrere le mani
sulla tua calda pelle,
e spingere dolcemente la mia vita nella tua.
                                                              (13/04/99)
 
 
 
Uno, due, tre,
quattro, cinque, sei…
Mai sono stati
così lunghi i giorni,
mai la veglia
mi è parsa più dolorosa.
Mi raccolgo
stringendo forte il cuore
fra le mani
per tacitarne in parte
il suo frastuono.
...sette, otto, nove,
dieci, undici, dodici…
lontano da te, peccato,
matura così l’eternità…
                                   (06/06/03)