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3 - Marco Dalessandro
Pubblicato da Somadaj   
Venerdì 03 Ottobre 2008 00:00
 
 
L’AMORE E’ GIUNTO
        
                                                                            14/09/08
 
Se svenire percepisci tu intensamente
Se parola non riesci a pronunziare
Se fissare il vuoto solamente puoi
Se caldo e freddo si mischiano dentro te
temere tu devi
Giunto è l’amore in tutta la sua indole
Si presenta come un essere misterioso
Approda nell’inaspettato tempo
rendendoti impotente e incantando gli occhi tuoi
Fugge lasciando una perfida scia di tristezza
Una burrascosa tempesta precipita
In breve formato è un fiume in piena
due bacini gonfi d’acqua
Straripare ora può dai suoi affluenti
Una lacrima attraversa il viso tuo
lo scolpisce
lo avvilisce
lo blocca inerte
Pensiero abbandona il lavor suo
Spauracchio si rinnova
Mentre solo rimani
aspettando che carezza sua lacrime asciughi
                                                                                                                           
                                                                Marco Dalessandro
 
 
 
MEMORIA DI UN’ESTATE
 
                                                                    15/09/08
 
Quando tutti intorno a me
divertimento e svago rimediarono al risveglio
 
Io incontrai tristezza e terrore
M’illusi che il guadagno
rendermi felice potesse
 
Invece angoscia e disperazione
al mio fianco rimasero
 
Al sommarsi della preziosa carta
sottrarsi sempre più il mio sorriso risultò
 
Delusione d’amore inoltre si presentò
e risposta alle troppe domande
non riuscii a trovare
 
Passione taciturna arrivò
e taciturna se ne andò
 
Rumorosa e penetrante
solamente di stridere e battere ferraglia
mi accorsi
 
All’indomani amici lontani si fecero
buio il mattino
e buia la sera
Luce timida si nascose in me
 
Teneri uccelli
pazientarono che io li sopraggiungessi
per aiutar loro scuotere silenzio mattutino
 
Nessuno si mosse
Mi incamminai verso quella porta
ci cozzai contro con violenza
stanco e tormentato
 
Eppure nell’umiltà assoluta
lusingai l’orgoglio mio
 
                             Marco Dalessandro 
 
     PARAFRASI
Quando tutti intorno a me
divertimento e svago rimediarono al risveglio
 
Io incontrai tristezza e terrore
 
M’illusi che guadagnare denaro
mi potesse rendere felice
 
Invece angoscia e disperazione
al mio fianco rimasero
 
All’aumentare dei soldi
diminuì sempre più il mio sorriso
 
Delusione d’amore inoltre si presentò
e risposta alle troppe domande dell’amore
non riuscii a trovare
 
La passione che si creò fra noi taciturna arrivò
e taciturna se ne andò
 
Rumoroso e penetrante
solamente lo stridere e battere delle macchine che lavorarono
mi accorsi
 
All’indomani gli amici partirono per le vacanze
Uscivo di casa il mattino alle 5.30
e tornavo la sera tardi
Ma io continuai a lavorare
 
Teneri uccelli
aspettarono pazienti che io li sopraggiungessi
per aiutarli a svegliare le persone che dormivano
 
Nessuno si svegliò
Mi incamminai verso la porta che dava accesso al mio reparto
ci cozzai contro con violenza
stanco e tormentato
 
Eppure nell’umiltà assoluta
ero fiero di fare tutto ciò
 
                      
                                                                                                                              
LA VITA
                            
                                                    16/09/08
 
La vita è uno schifo
Un’amara storia
alla ricerca
dell’incessante masochismo
Vita aggrava maledetto dolore
già esistente in natura
Morte presto trova
chi non merita morte
Vita lunga ottiene
chi non merita vita
tuttavia costoro
descrivere sanno
propria vita?
Vita nostra s’imbatte
nelle molte azioni
nelle troppe braccia
nelle furfanti proposte
nelle odierne abitudini
negli intensi profumi
malgrado ciò
quanto di tutt’opera
al pensier sovviene?
Vita fatta di sacrificio
per trovar forse pace
un giorno ormai torpido
Una vita
per avverare un sogno
un attimo
per distruggerlo
Così noi
che mezza vita
pupille coperte teniamo
sera tranquilla
sotto le coperte spariamo
e all’ultimo dì
pupille coperte ritroviamo
 
                                              Marco Dalessandro
 
 
 
TU RESISTI
 
                                                                    21/09/08
 
Per quanto io mi sforzi di non pensare, il pensiero rincorre me
Lui è più furbo, più veloce, più spietato
calpesta senza ritegno la mia fragilità e si ciba della mia disperazione..
proprio quando sembro sul punto di sconfiggerlo
lui torna ancor più crudele
Ora sì ora no il mio corpo pare sprigionare la forza di un uragano
Ma che dico, rimane tutto nelle contorte viscere
Invece lei
Lei non c’è
Di lei alcun eco si ode con le orecchie di un semplice uomo
solo il cuore di un bimbo ignaro del dolore può comunicare con lei
Intanto, capo chino mio permane
nella speranza ch’esso possa guidare sguardo mio
al di la del passo stanco 
 
                                                        Marco Dalessandro
 
 
 
NON FATEVI INGANNARE
 
                                                                        22/09/08
 
Voi che v’illudete di scovare in vetrina la merce migliore
vi sbagliate
Indagate sul passato del commerciante
scorgetegli in viso se è felice oppure triste
guardate attentamente se la teca abbonda o è misera di prodotti
studiate la loro disposizione
Esposto dietro quel vetro
troverete lo spettacolo che i vostri occhi desiderano
che vostra psiche inganna
L’umile bottegaio terrà nascosti gli articoli a lui più cari
li mostrerà soltanto al cliente fiduciario
colui che non avrà fretta di tornare a casa
colei che non si accontenterà della falsa vetrina
L’inanimato pupazzo apparentemente privo di vita
nascosto dietro il bancone
sarà disposto a ricevere il suo ventriloquo
I pregiati dolciumi renderanno giulivo il fanciullo curioso
Sarà premiato chi leggendo il prezzo sul cartellino
storcerà il naso ma tornerà a breve per acquistare
Voi tutti provate ad infilare la mano nelle grosse ceste
arrivate sino in fondo e afferrate lo sconosciuto oggetto
soffrite un istante in punta di piedi per raggiungere lo scaffale più in alto
inchinatevi pazientemente per esaminare il ripiano più in basso
 
Se a questo punto siete ancora insoddisfatti
dirigetevi verso l’uscio e auspicate di trovare altrove soddisfazione 
 
                                                                            Marco Dalessandro
 
 
 
 
VOGLIA DI CAMBIAMENTO                              
 
                                                                                          25/09/08
 
Non possiedo più unghie da divorare
ora il ricordo divora me
Di me altro non rimane che pelle resa ormai secca dagli strazianti mutamenti.
Scivolano sul mio corpo gocce di acqua dolce
parole e promesse le scanso in questo sporco atto.
Piacere carnale può entrare e uscire, ma serrato è il mio cuore.
Cortesia certo non vien meno, ma l’era dell’ingenua bontà è giunta al termine.
 
Ripongo nelle tue mani
amico mio sincero
ogni singola lacrima …
che tu possa seccarle come questa mia pelle
fra le emozioni di un giorno soleggiato
 
                                                             Marco Dalessandro
 
 
Questa poesia è dedicata al mio migliore amico, Riccardo. Lui come me riesce a capire che è ora di cambiare!