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Ceresole - Colle Sià - di Somadaj
Pubblicato da Somadaj   
Lunedì 24 Agosto 2009 00:00

 

Ceresole - Colle Sià

 

                                                                                                                  5 luglio 2007
 
img_1082 colle sia     Caretta Caretta posteggia a poche centinaia di metri dal paese, non lontano dalla diga. Il sentiero che oggi ci condurrà al Colle Sià, 1274 metri, uno dei tanti “sentieri del Re” - almeno nella prima parte - inizia qui. Alle 9,05 finisco di allacciare le pedule, pochi minuti e si parte.
Oggi l’aria è sul freddo, ma più che aria è vento. Questo vento, mi spiega il cuginetto, al mattino dal basso sale verso le cime, ed al pomeriggio scende verso valle. 
E’ intelligente, mi dico: ci spinge favorevolmente in tutte e due le occasioni. Però è una vera noia, e malgrado il sole ci accompagni tentando in qualche modo di darci sostegno, il suo gelo è tagliente e fastidioso.
     Molto bello, pulito e scorrevole il sentiero che si arrampica dolcemente con lunghe diagonali verso l’alto. Si sale inizialmente fra boschi che lasciano pochi spazzi alla vista, ma poi essi si diradano sino a lasciarci sul nudo percorso finale. Qui inizia finalmente a sentirsi (dice Sergiulin che sempre in alto, e ancora più in alto vuole salire), l’anima della montagna.
     Allo scoperto, però, il vento freddo è di molto più fastidioso. Ci lascia pochissimi attimi di pausa, e sulla pelle sudata provoca brividi poco gradevoli. Ma la montagna è così, capace in un batter d’occhi di passare dal sorriso alla smorfia ed all’ira. Oserei dire che la “ciliegina” è a volte proprio questa sua capacità di improvvisare sorprese.
     L’unica cosa che ancora mi impedisce di godere appieno di questo è che il mio “equipaggiamento” è alla viva il parroco. Niente capi tecnici, tutto da (lentamente…) costruire. Così a volte soffro un po’ del mutare degli eventi meteo.
     Sulla cima, raggiunta alle 12, il vento pare ancora più forte, cosi ne scendiamo dalla parte opposta alla ricerca di un angolo al riparo da esso ove fare la sosta pranzo. Angolo che troviamo in un gruppetto di grange. E’ un vero peccato questo vento freddo che rompe le scatole, dice Sergiulin, perché si poteva proseguire ancora “fino lì”… 
     Sino ad ora, al contrario di quanto dettomi alla partenza, non ho scorto animaletti di sorta. Nell’alzare le tende per il ritorno – sono le 13,10 – i due fortunati, Giancarlo e Sergiulin, scorgono due “babietti”. Poca cosa, ma che si rivela essere un buon segno. Ed infatti poco più avanti ecco due stambecchi che tranquillamente pascolano! Per vedere una di quelle marmotte che si sentono fischiare qua e là debbo attendere però la parte conclusiva della gita, quando ormai non manca molto a Caretta Caretta. Corre sui tetti di una grangia, grassottella e vivacissima, al contrario di quanto dovrei dedurre dal suo nome.
     Prima del ritorno una tappa in un caldo e gradevole bar. A Sergiulin il tè n° 22, a me la cioccolata n° 12, a Giancarlo una birra rossa… senza numero, eheheh.
     Una gita bella e facile, alla portata di chiunque (al colle abbiamo incontrato una coppia francese con una bimbetta di circa 7-8 anni), che fa provare le emozioni, i brividi (oggi, poi…) della montagna vera. 
                                                                                                       
                                                                                    Ernesto Ceraulo "Somadaj"