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la montagna di Federico Pugno
Pubblicato da Somadaj   
Mercoledì 26 Novembre 2008 00:00

 

la montagna di Federico Pugno

 

 Valle d'Aosta -Val di Rhemes                

                                                                                                                Ghilead n° 32 ns – ottobre 2007
 
     Dopo Aosta > Sarre > San Pierre > Villeneuve > bivio per lntrod (bel castello – bel parco animali all'aperto – un profondo orrido). Dopo lntrod si prosegue per Rhemes Saint Georgers e finalmente si arriva a Rhemes Notre Dame. Ci accoglie un bel pianoro, il paesino raccolto, con la sua chiesetta. Si prosegue per il fondo valle; ampio parcheggio a pagamento (euro 0,10 per ora).
     Si prosegue a piedi per comoda mulattiera e si arriva al Rifugio Federico Benevolo, mt. 2285, in due ore comode. Nel rifugio si può pranzare. Buona cucina e per i golosi ottime torte. Se vi sentite potete proseguire per il lago Goletta (2700 mt.), molto caratteristico.
Il ghiacciaio delle Granta Perey finisce praticamente nel lago. Copritevi bene perché siete a 2706 mt. e l'aria è fresca (dal rifugio circa due ore).
     Se non siete ancora soddisfatti proseguite per il Colle Bassac Derè, mt. 3082 (tempo dal lago un'ora) che si raggiunge su un sentierino. Potete trovare un po' di neve nel canalino sotto al colle, ma nulla di pericoloso. Solo un po' più di tempo.
     Volete coronare la giornata alla grande? Forza, allora: dal colle si prosegue per le Cime della Becca de la Traversiere (mt. 3337) che si raggiunge in 40 minuti.
Panorama sulla Val d'Aosta e sulla Val d'lsere (Francia) molto belli. La Granta Parey sembra di toccarla.
     Sulla cima abbiamo visto un topolino che cercava qualcosa da mangiare, qualche briciola caduta dai panini.
     Tutto il tragitto non presenta dei pericoli; Buona gita!
                                                                                                                             Pugno Federico
 
 
Valle d'Aosta -Val di Cogne     
                                                                                                                 Ghilead n° 33 ns – novembre 2007
 
     Dopo Aosta > Sarre > Aymavilles (castello), si prosegue per Vieyes (forno a legna del '300 – cascata) > Epinel > Cretaz > Cogne. A destra per Valnontey. Lasciata l'auto si prosegue a piedi per i casolari dell'Erbettet (segnavia 22), una bella mulattiera pianeggiante ci porta fino al fondo della valle passando per Valmianaz (mt. 1790).
     Bel panorama sulle catene ed i ghiacciai del Gran Paradiso. Arrivati al fondo valle (un'ora da Valmontey) si attraversa la Dora su un comodo ponte; di qui si comincia a salire su un sentiero in mezzo ai larici. Poi man mano che si sale i larici scompaiono e il sentiero si snoda in mezzo all'erba. In un paio di punti è un po' esposto. Attenzione!
     Finalmente si arriva al Casotto del Guardiaparco (mt. 2450 - bella fontana con acqua limpida e fresca), due ore dal ponte sulla Dora.
     Se avete voglia, dal Casotto in circa un'ora si può salire al Bivacco Leonessa. Si gode un ottimo panorama sul ghiacciaio della Tribolazione e sulla catena del Gran Paradiso] .
     Dal Casotto si prosegue con sentiero in quota verso il rifugio Vittorio Sella (mt. 2580), segnavia 18. Attenzione! In qualche punto il sentiero è un po' esposto.
     Si passa per Pian Resello dove c'è la targa che ricorda il primo direttore del Parco, "Videsott". E' un luogo molto caratteristico. Si arriva infine al lago del Lauson in posizione panoramica. Le cime ed i ghiacciai si specchiano nelle sue acque limpide.
     Finalmente si arriva la rifugio Sella, con bar e ristorante. Tempo dal Casotto due o tre ore a seconda delle soste fatte per fotografare animali e panorami.
Dal rifugio si scende a Valnontey in comoda mulattiera (circa 2 ore).
     Questo itinerario l'abbiamo percorso più volte Adriana ed io, e ad agosto di quest'anno l'abbiamo ripetuto.
                                                                                                                                                                   
                                                                                                                  Pugno Federico
 
 
Rifugio Cà d'Asti - Rocciamelone           
                                                                                                               Ghilead n° 34 ns – gennaio 2008
 
     Una bella sgambata alle porte della città di Torino.
     Raggiungiamo Susa, di qui attraversiamo Monpantero e con una strada – non molto larga – che si inerpica su per la montagna raggiungiamo La Riposa, mt. 2205. L'ultimo tratto di strada non è asfaltato (sterrato da campestre). Qui lasciamo l'auto.
     Un bel sentierino che si snoda su un campo molto fiorito ci posta su, lungo il fianco della montagna, fino al rifugio Cà d'Asti
(mt. 2854). Dalla Riposa più o meno due ore.
     Dopo il rifugio il sentiero si snoda su sfasciumi di pietre per un tratto, per poi diventare un sentiero di montagna. Si arriva in vetta al Rocciamelone dove si erge la statua della Madonna, mt. 3538 (2 ore e 30 minuti dal rifugio Cà d'Asti). Sulla vetta vi è il ricovero-rifugio S. Maria. Qui è possibile solo rifugiarsi, e volendo dormire non c'è alcun servizio di ristoro come al Cà d'Asti o alla Riposa. Dalla vetta del Rocciamelone si spazia sulle valli di Susa, Moncenisio, Viù. Un panorama superbo.
     Il ritorno per la stessa via della salita. Non ci sono pericoli, però siete in montagna e dovete fare attenzione. A luglio abbiamo trovato ancora neve sulla vetta.
     Buona sgambata.                                                                                                                            
                                                                                            Pugno Federico