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Barcellona è Gaudì - testo e foto di GeoSergiulin e Carletta
Pubblicato da Somadaj   
Martedì 23 Settembre 2008 00:00

 

Barcellona è Gaudì

                                        giugno 2008 

 

img_4234 barcellona1     Per noi, turisti di due giorni, è stato così. Dopo un lungo percorso in auto eccoci a Barcellona, grande città. Percorsi pochi passi nel centro cittadino ci troviamo di fronte ad una chiesa, la “Sagrada Familia”. La prima impressione: cos’è? un cantiere?, un dinosauro?, un castello di sabbia? Avvicinandosi e scorgendo le sue reali forme il suo aspetto cambia e appare una fantastica e meravigliosa costruzione creata dal grande architetto Antoni Gaudì*.
     Iniziata nel 1882 anche se a tutt’oggi non ancora finita, sono in corso i lavori di completamento che richiederanno parecchi anni ancora, presenta una facciata sulla quale è stata rappresentata la Natività, composta da quattro altissimi campanili scolpiti in blocchi di pietre diverse e terminanti, come per tutte le numerose guglie che compongono la facciata, con pinnacoli di forme strane e complesse rivestiti a mosaico con pezzi di ceramica variamente colorata. Questa è una caratteristica che si ripete sovente nelle opere dell’Architetto.
     La facciata posteriore rappresenta la Passione ed è completata con altri campanili con la tipica foggia di quelli della facciata principale. Ogni figura, colonna, capitello, ha una sua caratteristica e sono personaggi, animali, foglie e fiori anch’essi scolpite in diversi tipi di pietre.
     Entrando all’interno il suo aspetto è addirittura mastodontico, potrà contenere fino a cinquemila persone. Numerose colonne stranamente striate si aprono in alto a rappresentare dei rami che si congiungono nella volta a forma di immensi fiori.
     Dall’interno si può accedere ad uno dei campanili fino a circa metà della sua altezza. Da uno dei balconcini ampio panorama sulla città dove si scorgono grandi edifici moderni. Si ha qui l’opportunità di vedere da vicino il lavoro degli scalpellini che hanno tradotto in realtà i disegni dell’Artista.
img_4283 barcellona2     All’uscita dalla facciata posteriore un piccolo edificio, sempre disegnato dal Maestro, conteneva la scuola per i bambini degli operai che nell’ottocento lavoravano alla “fabbrica”. Questa piccola opera con le sue forme sinuose ed i particolari fioriti avvicina i visitatori al pensiero intimo del disegnatore quasi più della maestosa chiesa. Forme originali ed espressione di estrema modernità creativa.
     Proseguendo nella visita della città percorriamo la famosa “Rambla”, così chiamata perché letto, nell’antichità, dei torrenti che in caso di violenti temporali nell’entroterra catalano riversavano acqua verso il mare. Ora è la via del passeggio, dei negozi ambulanti, degli artisti di strada e dei mercati. Di qui ci si avvia al “Passeig de Gracia” per la visita ad un’altra opera di Gaudì, una delle numerose case da lui progettate e fatte eseguire: la casa “Battlò”.
In realtà Gaudì qui ristruttura un edificio esistente decorandolo e sistemandolo con un linguaggio modernista. La facciata decorata e luccicante di dischi di ceramica, vetri istoriati, colonnine a torciglione, balconcini curvilinei, completata con una copertura (dove al tempo della costruzione era contenuto il serbatoio dell’acqua piovana) coperta di scaglie di ceramica a forma quasi di drago delle fiabe.
     L’interno è stupefacente: ogni particolare è stato studiato con estrema cura. Dai serramenti esterni, agli usci, alle maniglie, ringhiere e corrimani, lampadari. Particolare il camino del salone da dove si accede al cortile interno piccolo e accogliente. Sul tetto poi una selva di camini istoriati con la già citata tecnica dei mosaici di ceramica coloratissima.
     Proseguiamo sul “Passeig” fino alla “Pedrera”. Altro edificio, questo, grande e completamente costruito a nuovo con la facciata interamente in pietra a forme ondulate e modulate. Da qui il nome dato alla casa. Particolari le ringhiere dei balconi in ferro forgiato. Si dice che il primo di essi sia stato forgiato dalla mano dello stesso Gaudì. Anche qui gli ambienti, sia gli esterni che gli interni, sono stati realizzato secondo le forme moderniste dell’architettura che in Italia verrà chiamata in seguito “Liberty”. Sul tetto altri e numerosi camini in forme strambe.
     Nel breve tempo a nostra disposizione ci siamo dilungati su questo aspetto di Barcellona. Siamo comunque riusciti velocemente ad accedere al centro storico e antico visitando la cattedrale, i palazzi medioevali e i resti della porta pretoriana romana.
     Altre sono le attrattive della città. Abbiamo visto la spiaggia, siamo saliti sulle colline verdeggianti di macchia mediterranea e, da parecchia distanza, abbiamo visto le montagne dove è possibile percorrere interessanti escursioni. E poi, non lontanissimi, si possono raggiungere i Pirenei con i loro picchi di oltre 3.000 metri. Rimandiamo ad altra occasione una visita più approfondita.
     Come ciliegina dell’interessante escursus è di essere stati accompagnati dall’amica Montserrat** catalana di lunga stirpe trapiantata a Torino e dal marito Beppe torinese ma che presto ha adottato lingua, usi e costumi della regione.
     In conclusione, descrivere in poche righe gli aspetti e gli interessi di una città e dei suoi monumenti è molto difficile soprattutto per chi come noi l’ha raggiunta per la prima volta e per il breve spazio di pochi giorni.
Poiché la nostra impressione destata dalla visita è stata eccezionale, possiamo solo invitare i lettori al viaggio ed al tour turistico della vivace Barcellona.
 
                                                                            Geo Sergiulin e Carletta
 
NOTE: *Antoni Gaudì nasce il 25 giugno 1852 a Reus. Nella sua vita artistica progetta e fa costruire numerosi edifici in Spagna ed in particolare a Barcellona. Nel 1883 viene nominato architetto della “Sagrada Familia” opera che rimarrà incompiuta. Muore a Barcellona il 7 giugno 1926 dopo essere stato investito da un tram.
            ** Montserrat già nota ai lettori del “Ghilead” con lo pseudonimo di Dolores, così battezzata da Somadaj in occasione della descrizione di una gita alpina fatta in sua compagnia.