Ghilead-web n° 46

                    Le fotografie le trovate postate negli album della pagina FOTOSPORT

                                       Gli articoli non firmati sono miei

 

46 - 1 copertina46 - 1 somm

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

          2019 – 2020

     no, non ho nulla da dire. Scadrei in considerazioni politiche di un mondo che non considero assolutamente più mio.

Riguardo il ‘19 ne trattano abbondantemente giornali, TV ed eccetera, e del 2020 lascio a voi immaginare il peggio.

A livello personale dall’agosto 2018 in poi ho goduto di fuochi artificiali a gògò, luci accecanti e botti assordanti di ogni forma e colore: dita negli occhi, pugni su denti e naso, mandrie di bisonti a sgambettar sui piedi, pedate al femore e tap tap sulla testa con corposi legni di quercia nera. A testimoniarlo è l’assenza dai campi gara, i pochi album fotografici presenti nelle ultime Gallery.

     Ci aggiungo un Podoandando che crea ulteriore tensione necessitando di poche mosse per essere rimesso in piedi, cozzando con un Bibò che da mesi e mesi dice: “Dopo...”. Ma dopo che?!

È vero, non ama lavorare su questa piattaforma obsoleta e vulnerabile, ma l’ “Occorre fare così e cosà e comì spostando questo e quello e quell’altro traslocando su…” oltre a produrre un lavoro pazzesco (occorre aggiungere le pagine di Vittorio) è cosa umanamente credibile attendersi da chi da mesi non “trova il tempo” per una mezz’oretta di lavoro che mi premetterebbe, almeno sul web, un minimo di serenità?

     Intraprendere un viaggio in auto per documentare le strade del mondo senza saper guidare, ecco l’impresa folle che mi sono accollato sul groppone dal 2008.

     Amen, di progetti per il 2020 non ne voglio parlare; quello che sarà sarà.

 

 

 

Il Cammino

     Alcuni finiscono impallinati ancor prima di metter piede sulla terraferma, altri saltano gridando su essa, fanno due passi e prima ancora di rendersi conto di dove si trovino saltano su di una mina.

I più avanzano e, caricato sulle spalle il personale zaino, affrontano il cammino, un cammino costellato di mille trabocchetti. Cecchini, mine, crepacci, tigri, squali e velociraptor, lupi in vesti d’agnello, serpenti velenosi d’acqua cielo e terra in un tutt’uno mesciati a creature docili e soccorrevoli. Non molte, ma che pur creando qualche confusione esistono.

     C’è chi salta in aria dopo nemmeno quattro passi, chi dopo quaranta, ottanta o più ancora, chi cammina in vesti sontuose accompagnato da servi ossequiosi accanto a chi è vestito di cenci. Moltissimi sono addirittura privi di scarpe, fattore che, dato il fondo spinoso e tagliente, procura sofferenze inimmaginabili.

C’è chi scrive pagine illuminate e chi invece di oscure nefandezze, chi lascia impronte profonde e chi invece invisibili, chi disegna orizzonti luminosi e chi temporaleschi.

     Sento salire dalla terra grida, pianti, imprecazioni, scorgo una enorme massa di dolore salire ad oscurare il sole, dipingere di rosso una luna che invece dovrebbe arrossire unicamente per le effusioni degli innamorati.

E, mi domando, se io che sono il nulla sento unicamente quello che è la punta di un iceberg, quanto lo può un’extraterrestre come Gesù? E suo padre, Jahvè o Geova che sia? Certamente offesi per chi si appella, nelle grida di dolore e richieste di soccorso, a Maria madre di Dio, a San Gennaro ed al suo sangue che si scioglie, a tutte le immagini di santi ed eccetera che abbelliscono le chiese.

Per quanto ancora resteranno ad osservare?

     Il grido che in parte prende corpo dalle immagini che la TV fa entrare in casa provoca angoscia.

Una molteplicità di creature d’ogni razza e colore impegnate in un cammino di cui pochi comprendono la ragione, un cammino il cui termine, per lungo che possa apparire (in gioventù), è in realtà estremamente breve.

 

     Beh? E tutto questo per dire cosa oltre che per brutalizzare un candido, innocente foglio sul web? Nulla, semplicemente perché, soffiandomi il naso, domenica 15 dicembre ho dato origine ad una epistassi da paura!!!

     Epistassi… EPISTASSI… EPISTASSI !!!

OTTO ore per trovar soluzione. Seguita da quella meno aggressiva di lunedì 30, giusto giusto per un fine 2019 con i fuochi !

     E per ben iniziare il 2020 vuoi che mi neghi un replay? Sabato 10, narice sinistra, poco meno di 4 ore. Nulla di più di un avviso della tempesta che mi avrebbe colpito mezz’ora dopo: l’incubo di una MAXI epistassi scatenatasi alle 16 e conclusasi alle 24. Tamponi lasciati nelle narici sino alle 15 di domenica…

Inarrestabile, copiosa fontanella che, tappate le narici, trova sfogo nella gola e da qui nella bocca, ore trascorse in piedi a bocca aperta davanti il wc lasciando eruttare il vulcano. Timore di non farcela, timore per quanto già di sangue è fuggito via, ed il timore che possa non trattarsi di semplici capillari.

Dopo dieci mesi di silenzio (allora erano le ferite ai piedi a bloccarmi) la sorpresa di un risveglio che mi colma di timori. Perché non riuscire a fermare l’emorragia-salasso fa salire l’adrenalina a mille!

     Il 15 dicembre è stato come togliere il coperchio al vaso di Pandora, in seguito una serie di “assestamenti” che non hanno nulla da invidiare alla prima scossa.

Lunedì 20 del nuovo anno, alle 23, ennesima corsa in bagno tenendo il naso stretto stretto tra le dita.

Lunedì 27 ancora fuochi che fortunatamente mi beccano di già in bagno; sono le 19,30 e sto lavandomi le mani per andare a tavola. Fuoco alle polveri, si balla. Conclusione alle 23, vado a letto con il tampone nel naso.

Ancora mercoledì 29 a sforare nel 30, quando decido di chiedere appuntamento al dottor Massimo Capricci, otorino conosciuto come uno dei migliori in Torino. Sarà per mercoledì 5 alle17.

Nell’attesa, sabato 1° febbraio,… doppio turno a scaricar sangue nel wc: 12,45/20 – 24/2,15 !!!

Fortuna che il tutto si è sempre svolto tra le mura di casa e non su strada. Fuori sarebbe un vero, pericolosissimo momento. Ormai, però, sono veramente arcistufo di tutta questa situazione di timori e clausura tanto più che questi sono i mesi a me più congeniali per le uscite di “allenamento”…

     Un anno e mezzo di pausa sono troppi ed ormai mi trovo sulle ginocchia. Ancora un cicinin e sarò larva…

 

          Mercoledì 5 febbraio

     “Niente, nessuna operazione, il naso è ok. Secche vene e capillari; occorre bere 2 litri di acqua al giorno, poi aggiunga il Fluifort e ad aprile prenda il vaccino anticatarrale Ommunal. Usi la Cicatridina riempiendo la narice e la chiuda così con garza e cerotto. No cauterizzazione. Le lascio il mio cellulare”.

     Mi sono tolto il timore di polipi, tumori ed eccetera, ma resta vivo quello delle epistassi a cascata. Se basterà bere e mettere la Cicatridina, già usata senza successo, si vedrà fra qualche po'.

     Sperando di non morir prima annegato!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

46 - chiusura pagina