Ghilead-web n° 45

        Le fotografie le trovate postate negli album della pagina FOTOSPORT

                                      Gli articoli non firmati sono miei

 

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Robassomero   15 – 09 – 2019                                          Diario della Domenica

45 - s francesco ak campoNon era prevista per oggi la prima uscita click, bensì per la gara dell’otto a San Francesco al Campo. Poi, improvvisamente, sabato 7 mi sono trovato ad esser fuori palla: leggero malessere e, stranamente in quanto non ne sono mai colpito, mal di testa. Che ritrovo durante la notte non troppo serena ed al risveglio.

Ho tutto pronto, e per portarmi avanti nel lavoro ho di già persino preparato le cartelle e le foto di apertura (copertina compresa che qui accanto evidenzio) appoggiandomi a Google Maps, per cui mi alzo quando la sveglietta chiama… poi decido di ritornare a letto!

45 - robassomero 1Malgrado il meteo annunci che non vi saranno precipitazioni, alle 7,30 quello che scorgo dalla finestra è cielo dall’espressione assai incazzata. Ciò che mi riconduce sotto le lenzuola non è però solamente il cielo scuro e il non sentirmi ok, ma l’aver letto di 102 concorrenti (nella realtà saranno poi in 212 a tagliare il traguardo) ed il sapere che vi sarà a fotografare Monica ph. Se posso evitare di pestare i piedi a qualcuno lo preferisco.

45 - robassomero 2Tutto questo è vero, ma come già scritto sono essenzialmente le fondamenta a non esistere più, la carica motivazionale è andata a farsi benedire ed ogni ostacolo, per piccino che sia, spalanca le porte ad un “vada per la prossima...”.

45 - robassomero 3Scarico e apatico come sono, avrei la “necessità operativa” di un appoggio esterno come era tempo fa Paracqua (preso un impegno lo si deve mantenere) ma sostituti non esistono e neppure posso immaginare di trovarne mai. Sarà come sarà: un lento estinguersi.

45 - robassomero 4Domani è comunque un buon test per rendermi conto, su strada, delle condizioni fisiche. Un anno senza quasi uscire di casa è pur sempre un anno, e chissà se ancora sarò capace di camminare…

La vecchiaia che becca il cervello è la più letale.

45 - robassomero 5Ho rimandato alla prossima, e la prossima è ora questo giro delle Borgate a Robassomero. Ci sono di già venuto alcune volte per cui sarebbe stato bene andare piuttosto alla gara del Nichelino (273 al traguardo), assai trascurata. Però lì il percorso è tutto nuovo e Google Maps mi mette in guardia: “Buona parte si corre nella cittadina: alberi e case. Per raggiungere il verde dei parchi ti serve la bicicletta...”.

Già, la bicicletta...

45 - robassomero 6L’avrei portata anche qui a Robassomero onde esplorare nuovi orizzonti, ma per caricar senza affanno il Chiodo su Poppolina dovrei togliere le scatole del “Pronto Soccorso Auto”. Il Chiodo è Grande Grosso Pesante (e il pensierino per una 20 pollici di novella generazione di già sta svolazzando tra le canute e fossilizzate sinapsi mentali…).

45 - robassomero 7I primi passi in terre “Robassomeriche” mi creano non diafana agitazione: zoppicchio e la falcata ondeggia attorno i 10-12 centimetri. Non male per chi è paralizzato al 100%, ma chiaramente insufficiente per garantire un minimo di sicurezza se si desidera cliccare anche la partenza. Come sempre qui fatto.

45 - robassomero 8Vada per l’arrivo, dunque, dove oltre al caos minore di già la classifica è in buona parte svelata. La scelta cade sul verde a circa un km e mezzo dall’arrivo, postazione già sfruttata qualche anno fa in un giorno di pioggia (già, allora uscivo anche con lei. Che mi piace un sacco!). La luce è laterale ma ho trovato di peggio.

45 - robassomero 9Indi il solito lavoro cui dedico l’indice della mano destra, con un paio di svarioni non trovando da subito il “grilletto”. L’istintività della posizione pare nella lunga pausa click scomparsa.

Ho pure tentato, inutilmente, di fotografare con 7d2 spenta.

45 - robassomero 10Cento38 gli iscritti, 149 al traguardo: il “miracolo” di S. Francesco al Campo non si ripete.

Il che non è poi cattiva cosa data la ruggine accumulata durante la lunga pausa estiva.

Per soffermarmi brevemente sulla gara direi di primo acchito che il livello dei concorrenti pare essere livellato verso il basso. Non conosco la caratura del primo maschietto, Marco Mazzon, ma Laurella Rao, la prima femminuccia, è arrivata 13^ assoluta. Laurella ha un potenziale più che buono, ma alla pari del papà BigBig Rao ha sempre corso con allegria e poco spirito agonistico. Bella cosa, ma quando la vedo lasciar dietro se, a 45 anni, tanti maschietti qualche dubbio mi coglie.

45 - robassomero 11Il sole che occhieggia su me e attorno a me è morbido e benigno di prima mattina, ma con il trascorrere delle ore alza sempre più la cresta sobbollendo a puntino, pur se cerco refrigerio all’ombra di alberi amici, le mie pallide carni. Mi consolo pensando che la bella stagione si sta avvicinando, e che in fondo il tanto temuto dolore all’anca-femore è stato sopportabile. Si è stabilizzato ad una determinata quota reggendomi senza mandarmi in crisi per le ore necessarie a completare il servizio.

Pochi i chilometri percorsi (circa 4) ma sufficienti a farsi sentire il lunedì. Un velo di malinconia spalmato su una fetta biscottata non me lo toglie nessuno.

                                           CLASSIFICA

 

 

Ceretta di S. Maurizio  29 – 09 – 2019                                    Diario della Domenica

45 - ceretta 1La tentazione l’ho avuta, ma non trovando la nota degli iscritti ho temuto la solita marea umana per cui ho preferito soprassedere. Le manifestazioni “oceaniche”, dopo alcuni test (2/3000 scatti con ritorno di 300 visite) le ho escluse dal calendario. Mi riferisco qui alla gara di Vinovo, e questa HippoRun, non avendo concorrenti diretti in prossimità della città, ho temuto fosse una di quelle. Sbagliando.

45 - ceretta 3Nella maratonina 707 al traguardo, 308 nella 10km. Francamente, e mi dispiace moltissimo in quanto la Podistica Torino la sento pure mia creatura, un flop. Tanta dedizione, tanto impegno organizzativo e premi in lire anziché in buoni benzina o confezioni di caffè, meritava molto molto di più.

45 - ceretta 4Settecento7 concorrenti avrebbero condotto a circa 2000 scatti, e per la mia squadra è lavoro che avrei potuto fare. Il credere a Podistichini impegnati a cliccare si è rivelato errore: tutti sul percorso a controllare il traffico.

Va beh, è andata così, ma non è andata poi male: ho dormicchiato di più ed ho potuto assistere alla gara di motoGP e a quella di Formula1 !

45 - ceretta 5Scusatomi che mi sono per questo ulteriore buco domenicale, passiamo alla gara scelta questa domenica di fine settembre (l’unica presente anche questa settimana data la straTorino...): Su e giù per la Stura.

45 - ceretta 6Salterei volentieri pure questa grazie all’esperienza maturata lo scorso anno; niente cartina del percorso, due giri data una festa che si tiene a San Maurizio, ed unica, se pur spostandomi di un po', postazione click.

45 - ceretta 7Anche questa si trasforma ora in gara da “ciclo al seguito” in quanto non so di essa assolutamente nulla. Ancora festa ed ancora due giri oppure giro unico ed escursione lungo le sponde della Stura? In ogni caso l’anno scorso non avevo il dolore alla gamba e quello al piede era (ed è) cosa che non temo in quanto basta stringere i denti, ma il dolore alla gamba è assai più invalidante e ripetere i medesimi scatti della volta scorsa non mi rende felice.

45 - ceretta 8Nel caso dei due giri ne potrei eseguire uno completo cavalcando il Ciclo così da poter avere un quadro preciso, e se di giri ve ne è uno soltanto posso raggiungere serenamente le sponde della Stura.

45 - ceretta 9Ceretta di San Maurizio non è distante e con il Chiodo è raggiungibile senza sforzo, ma oggi, dopo un anno di assoluto immobilismo, non me la sento di rischiare. Arrivare ci arrivo, e pure posso fare il giro esplorativo, ma poi chi mi riporta a casa? eheheh. O meglio: ahi ahi ahi !

45 - ceretta 10Dopo la “prefazione” di ieri, eccomi questa mattina a Ceretta. Scarico il Chiodo (si, l’ho portato. Ma serve una pieghevole da 20 pollici…), raggiungo il luogo del raduno e chiedo all’organizzatore dei giri. “Si, due giri come l’anno scorso. Ti basta seguire le frecce, è tutto segnalato”. Se è come l’anno scorso non ho necessità di guardarmi attorno a cercare le frecce, mi dico E parto sereno… perdendomi tra bivi e incroci di campagna (bellissima passeggiata!) sino a trovarmi a San Maurizio! Qualche freccia, infine, l’ho trovata ma non compresa. In quanto l’organizzatore si è scordato di dirmi che quest’anno si corre con senso di marcia invertito!

45 - ceretta 12È cosa che reputo molto intelligente, questo, in quanto permette a chi gioca con i tempi (migliorato o peggiorato dallo scorso anno?) di continuare a giocare e contemporaneamente di trovare cartoline diverse.

In ogni caso, così fatto, il giro completo non l’ho potuto realizzare ma la lezione è comunque stata utile per il domani…

45 - ceretta 13La scelta dei punti click non è stata eccezionale, ma buona per luce la partenza mentre per la fase dell’arrivo si presenta lateralmente. Cosa negativa sono le nubi che ora velano e ora oscurano il cielo, fattore che non poco pare turbare il sistema espositivo di 7d2.

Sole autunnale, morbido, a fine gara.

45 - ceretta selfie 15Fattore molto positivo il non sentire dolore (leggerissimo) all’anca-femore nei tratti camminati. Come ad esempio per cercare l’organizzatore e nel restare fermo, ma mai fermo fermo, nell’impegno dei click.

Usato una sola volta per recarmi al Cottolengo per il cardiocolordoppler le nuovissime Adrenaline GTS 19, 4 ore che son bastate per scorticare un dito. Rimesse le sfondate Adrenaline 7…

219 all’arrivo, 778 gli scatti.

Dei primi non saprei che dire, per cui vi invito a scorrere la...  

                                                                                                                     CLASSIFICA

 

 

Chiodino      ottobre 2019

     Mi trovo perfettamente d'accordo con Ernesto; ci sono nella cartella Gallery 2019 più buchi che nelle strade della nostra Torino.

Purtroppo sto nuovamente lottando con una piccola ferita che nel suo piccolo mi crea però grandi limitazioni. Per vincere (spero!…) le numerosissime epistassi di alcuni mesi fa ho sospeso per settimane il Coumadin, ma dati i rischi che così si corrono preferirei non ripetere l’esperimento.

il chiodoE allora pausa, ancora pausa mettendo sulla ferita argilla e creme cicatrizzanti. Mi manca l’Aloe Arborescent in quanto le piante che ho sul balcone, perduto che si è il Pollice Verde, sono diventate anoressiche.

Ho premura che il piede si riprenda come quello bucato l’anno scorso con il callifugo (8 mesi per ritornare ok!) in quanto in questo mese di ottobre vi sono gare a cui vorrei partecipare (maratonina di Volpiano oppure sedani a Orbassano il 20, il 27 il 1° giro dei 2 laghi a Mezzi Po se non Borgaro nel tratto del Parco Chico Mendes) nelle quali amerei collaudare “Chiodino”, il figlioletto del Chiodo. No, il parto non è ancora avvenuto, ma sto tastando via internet varie cliniche adatte all’evento. Ne prenderò visione appena il piede mi darà l’ok

il chiodino amazon 5Non è che sia del tutto idea mia (anche se approvo al 100% dato che il Chiodo è ingrassato da morire e fatico moltissimo a caricarlo su Poppolina), ma nelle ultime trasferte non ha fatto altro che gridare: “Voglio diventare papà!”. Ed ai miei “Ci penseremo” punta i piedi diventando durissimo da spingere.

Chiodino non sostituirà l’anziano babbo (Bianchi pieghevole di 24 pollici), ma servirà per le trasferte auto, per offrirmi quella dinamicità limitata oggi nel podoandare dagli acciacchi. Chiodino è una moderna pieghevole da 20 pollici quasi completamente in alluminio, per cui agile e leggera. Giusto giusto l’opposto del Giurassico Chiodo in acciaio anni 80 che abitudinalmente cavalco.

Accogliendo il suo sogno spero nel contempo di crearmi un piccolo stimolo in grado di supplire a quella motivazione che più non riesco a inventare.

Non sarà un TOP della categoria, Chiodino (ne esistono che costano più di mille euro, e oltre 2000 bruttissime inglesi da 16 pollici!), ma il mercato delle pieghevoli “da Camper” è generalmente mercato più modesto, mercato che tiene d’occhio l’uso spesso limitato che si fa del ciclo.

In ogni caso per ciò che ne farò sarà più che sufficiente (questo malgrado ch’io cerchi sempre il “più meglio assai”).

In Pole position le pieghevoli con il cambio delle marce situato sul mozzo, ma servirebbe trovarla in città o dintorni; per risolvere possibili problemini nati in garanzia non vorrei trovarmi a spedirla su Marte. Su Amazon c’è quella che vorrei (vedi immagine - 7 velocità) ma, appunto, lontana lontana lontana…

Al momento risultato zero riguardo le ricerche internet, e l’unica ditta (nel veneto, ma che vanterebbe venditori nei dintorni della città), non ha risposto alla mia mail.

Certamente è periodo poco consono per detta nascita (si apprestano le campestri), meglio assai la bella stagione, ma quando qualcosa prende a frullare nel cervello - suo e mio - faticoso a metter freno alle spinte emozional-realizzative.

     E poi, come sempre, speriamo che la luna non mi cada sulla testa. Che ai piedi di già ci penso io!...

 

 

 

 

     20 di pazzia

Da secoli non acquisto più giornali, da almeno un anno non seguo neppur quelli sul web se non scorrendo lo sguardo velocemente sui titoli, da mesi la TV all’ora di pranzo e cena resta spenta. Quelle TV erano ore dedicate ai telegiornali, alle notizie di casa nostra in primis con un’occhiatina ai fatti fuori porta, semplicemente.

Internet e TV hanno decisamente ucciso la stampa e comprensibile è il fatto che in moltissimi, me compreso, appunto, l’abbiano abbandonata, ma non è questo il motivo del mio fuggire da chi fa informazione, è piuttosto il fatto che più non comprendo l’andare dell’essere umano.

guerra 1Un vento di pazzia soffia sul mondo, un vento che coinvolge non solo i governanti ma pure i loro sudditi ovunque essi vivano. E i giornalisti ci guazzano scrivendo in modo serio un mare di cazzate, provocando, stuzzicando masse che paiono non chieder altro che essere turlupinate.

Agnelli e lupi travestiti da agnelli si mescolano presentandosi come un’insalata russa andata a male, gli agnelli travolti ed ingoiati da media e untori, schiavi ormai dei “maledetti” (a volte sanno pure essere utili, di qui le virgolette) smartphone.

Dove è andata a finire la stretta di mano che ai miei tempi generalmente bastava per siglare un accordo? Certo, anche ieri c’erano ladri, truffatori e assassini, esistono ovunque da che mondo è mondo, ma il livello di correttezza era ben ben al di sopra di quello odierno. Oggi con noncuranza si dice – e pure si scrive! - verde, per domani dire rosso e dopodomani giallo e poi ancora blu, viola, azzurro, turchese, così che chi ancora onestamente è fedele all’impegno preso viene considerato un pirla.

guerra 2

 

 

 

 

 

 

 

 

 La moralità è ormai cosa superata, così come una giustizia equilibrata. Leggi a migliaia, leggi troppo arruffate permettono a giudici ed avvocati di disegnare diagrammi dall’aspetto assurdo presentando ai sudditi una immagine che crea timore. Direi una giustizia garantista nei confronti dei colpevoli e assolutamente indifferente nei confronti delle vittime, fattore che in me solleva disgusto, rabbia e paura.

Quanti conflitti e “guerriglie” esistono oggi nel mondo? Divertitevi chiedendolo a Google. Ma le teste calde non esistono unicamente nelle regioni da esso indicate, molte mordono il freno in quanto l’equilibrio politico non ha fondamenta marcate, né convenienze, e le popolazioni, memori del prezzo pagato nel passato, sono meno propense a dissotterrare l’ascia di guerra. È, oggi per queste ultime, essenzialmente una guerra commerciale. Il che non significa poca cosa, intendiamoci, per i soliti Paria.

orologi e pesciGuerre, carestie, violenze, terremoti ed eccetera eccetera sono fatti di cui la storia è piena, ed oggi i mezzi di comunicazione conducono le nostre menti a conoscenza di molti più fatti, vero, ma è innegabile che la prima e la seconda guerra mondiale abbiano tracciato nei grafici livelli non comuni di isteria e ferocia, così come l’evento della chimica e della fissione atomica abbia inciso solchi profondi sulla terra.

Sulla superficie del mondo il vento della pazzia crea sconvolgimenti che conducono masse di individui a migrazioni più o meno giustificate, trasforma mari in latrine e cieli azzurri in pesanti grigiori di morte.

ecologia 1Riguardo il clima ed i ghiacciai che vaporizzano, tema molto dibattuto oggi, non saprei che dire in quanto la storia e la geologia riportano di periodi in cui era ora il gelo ora il torrido a imperare sulla terra. Non vi sono pensieri concordi su questo, anche se la maggioranza è oggi seguace di Greta. Ma non scordo che la maggioranza è pure favorevole a credere nella teoria (non dimentichiamolo: TE-O-RIA) dell’Evoluzione.

Su ogni cosa regna l’egoismo dell’uomo, la sua stoltezza e insipienza, il suo non saper leggere nel libro della storia. In un mondo globalizzato in grado con la sua scienza e le sue macchine di sconfiggere il deserto e coltivare mari e montagne si muore di fame, di malaria.

Scorgo nel mondo avverarsi quanto George Orwell descrisse in due libri che lessi parecchi anni fa tutto d’un fiato: la fattoria degli animali e 1984. che vi suggerirei di acquistare (e ovviamente… leggere!).

Ricordo il muro di Berlino caduto di botto il 9 novembre del 1989, ricordo la caduta delle Torri Gemelle di New York l’11 settembre del 2001; nei venti di pazzia che spazzano la terra pare di cogliere il maturare di un botto a sorpresa più grande ancora di quelli. E non sono affatto sereno.

beethovenEsiste comunque un “farmaco” alla portata di tutti coloro che percepiscono questo vento di pazzia, un “farmaco” in grado di attenuare (curare è impossibile) gli effetti irritanti e depressivi. A costo quasi zero, anche se caricato di ticket. Per i più deboli, per gli anziani - e pure per i giovani - soli, per i bimbi, malati o no, per chiunque si senta soffocare il respiro, un dono che viene dal cielo.

Ho goduto di esso in gioventù quando, ossessionato da un amore utopico, davo di testa contro il muro. Si chiamava Lilli, e per richiamare alla mente il sostegno che mi ha dato ne ho messo ora l’immagine sulla Home del sito. Era quella cura oggi chiamata Pet Therapy, quella che oggi lentamente prende piede pure negli ospedali.

Per me è stata Lilli, per altri potrebbe essere Miao Miao, o Briciola, o Pongo, potrebbe essere un cavallo, un canarino, un pappagallo, un criceto, un leone.

Ma non dimentico la musica, altro toccasana per eccellenza. Per me fu inizialmente quella che mi fece conoscere la fanciullina protagonista del primo utopico amore, essenzialmente i classici Beethoven, Mozart, Chopin, poi camminai con le mie gambe allargando gli orizzonti anche su quelli meno impegnativi. Sul Fado, ad esempio, sui canti popolari, sul Jazz Band sul Country ed eccetera, nelle loro cento sfumature. Che poi ancora si può spaziare su cantanti, complessi musicali ed orchestre di ogni colore e nazione.

dis omus dicendentisBasta accostarsi a Google e YouTube e porgere domande per veder apparire un corposo catalogo da cui fare le nostre scelte

Internet è come un coltello, però, ed occorre prestare attenzione nel maneggiarlo. Tanto il coltello può essere indispensabile in cucina, ad esempio, come può diventare strumento di morte se conficcato nel petto.

 

Tappare del tutto occhi naso e orecchie oggi che Lilli non è più mi è difficile, ma fortunatamente a raccogliere le mie frustrazioni oltre a quanto elencato ci pensa il Diario Ghilead della domenica...

 

 

 

   Lo sapevo!!!

Lo sapevo che infine ci sarei caduto dentro, sempre così mi succede quando un certo pensiero inizia a frullarmi per la mente. Se mi fossi allontanato dal computer impegnandomi in letture oppure riprendendo la selezione di libri e riviste (ancora un mare!…) probabilmente sarei sopravvissuto, ma è andata così. 

Pongo, in questi mesi di inedia, domande su domande a Google, giro e rigiro e rigiro su YouTube e Google Maps e vuoi che non mi imbatta su pagine interessanti che richiedono l’uso di Facebook? Ecco, è andata così, senza altre motivazioni diverse da questa. Così che l’altro ieri, sabato 7 dicembre 2019, ho compiuto il passo fatale.

45 - facebookPenso di aver chiuso tutte le porte in quanto non ho affatto intenzione di cercare amici e amiche con i quali perdermi nel nulla di bla bla surreali esponendoli al ludibrio generalizzato, ma questo è quanto penso a mente calda. Domani è altro giorno, e come tale non gestibile se non progettualmente.

Al momento mi sto sollazzando a metter furtivamente il naso nelle pagine di amici, in particolar modo di coloro che per una ragione o per l’altra sono scomparsi dal pianeta “gare su strada”. Mi è bastato digitare su Google “Eugenio Solaro di Pavarolo” per ritrovare - con un po' di fatica…- il VecchioGene (ora Eugi Sol ), lo sfortunato amico di Pavarolo, e con lui trovare un mare di indirizzi utili (leggo, oggi, 1801 !).

Dopodiché, danzando come un tarantolato da ogni novella pagina facebook che invado, saltello raccogliendo primule, margherite e tarassaco. Che mi piace un sacco.

Senza volerlo ho trovato un nuovo passatempo! Andrò più a fotografare?...

 

 

 111 - strisca fine giornalino