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Una sera, garetta e pizza
Pubblicato da Somadaj   
Lunedì 22 Novembre 2010 16:50

 

Una sera, garetta e pizza…

 

                                                                                     Ghilead n° 8 ns  – settembre 2004

 

      "No, non parto adesso, parto alla fine della prossima settimana. Perché non vieni questa sera alla Barca? Alle 20 e 15 c'è una garetta di cinque km, Ci sono pure altri GSPTtini; poi ci facciamo una pizza ...". Così, alle 14,30 del venerdì 16 luglio, il Lord. Da troppo vivo ormai chiuso in un buco, così questa pare buona idea. Alle 19,15 salto sul Chiodo ed in breve sono in loco.
     La prima parte della serata è di già illuminante preludio di quanto sarà il prosieguo; ancora non lo so, ma la partenza - ed il relativo arrivo - sono sistemati a km. dalla zona iscrizione-premiazione (piazzetta-pattinaggio) così che, non vedendo più ad una certa ora nessun podista nei paragi (io chiacchiero. ..), parto alla ricerca dei concorrenti. Cerco qualche "sbandieratore", che trovo dopo lunghe, affannose e freneticamente turbinose pedalate, dopodiché risalgo al contrario il percorso fino a trovare l'inizio del "serpentino" (circa 90 concorrenti). Un po' di giusto tifo, il traguardo, e nuovamente il Lord:
     "Resta con noi, al nostro tavolo, per mangiare la pizza, dai". E lì mi faccio fregare dal sentimentalismo (avevo di già notato dove si sarebbe svolta la festa). Niente posto al tavolo GSPTtino, ma non ho assolutamente problemi del genere, anzi; simpatici i nuovi amici e lunga chiacchierata "virtuale" (dato il frastuono del "complessino") con Aspirina Anesa, un tempo iscritto alla Società.
     Il premio di partecipazione è, appunto, una pizza (sei euro di iscrizione), ed essendo oltre cento i commensali lascio a voi immaginare il risultato. In breve alcuni flash.
 
     "Ah, è in bicicletta? Allora pedali con brio perché la partenza è alle 20,15 (I'orologio che ho al polso dice essere le 20 e 12). Dove? Raggiunga San Mauro, svolti a sinistra per Chivasso, tiri dritto sino a Cavagnolo, prenda a destra per S. Fede e Cocconato…".
Interrompo la graziosa fanciulla - se perdo tempo potrei arrivare in ritardo - e parto ventre a terra (cosa che ormai mi riesce di fare anche quando cammino...). Incontrerò gli amici poco prima dell’arrivo. Potevo almeno risparmiarmi una bella sudata!…
 
     Attendo, in piazza, la pizza, ed intanto ingrasso una serie innumerevole di voraci e minuscoli insettini. Il piede, la gamba, il braccio e la mano (tutto il lato di sinistra) sono in breve bitorzoluti e pruriginosi. Sono incappato in un branco di zanzare mancine!
 
     Gli organizzatori hanno toppato; apparentemente ottima l'idea della pizza, solo che non hanno tenuto conto della italianità dei partecipanti. Le confuse cameriere sono assalite per strada ancor prima di poter raggiungere - con un minimo di razionalità - i tavoli previsti. Uno spettacolo veramente opprimente e disgustante, con urla e sceneggiate da far rivoltar lo stomaco, nonché da tendere i nervi come corde di violino.
     Chiaramente occorre un certo tempo per cuocere tante pizze, ma se si conserva un minimo di ordine e disciplina esse soddisferebbero con più celerità le mandibole di tanti. E nella confusione vi è chi ne approfitta!… Lasciatemelo dire: questa era la serata ideale per una buona insalata di riso! (bastava prepararne un maxi paiolo da caserma…).
 
     In questa occasione ha dato alta dimostrazione di signorilità Aspirina Anesa: "lo non mi degrado a questi bestiali livelli. Attendo con aplomb inglese il mio – quando sarà - turno". Il giornale "la Barca" del 32 agosto riporta: "Scoperto scheletro seduto ad un tavolo nella locale piazzetta. Da un primo esame dei miseri resti si presume trattarsi di essere umano….”.
 
     Il complesso "musicale" offerto dagli organizzatori - nella piazzetta chi desidera può ballare - è quanto di peggio mi sia mai capitato di ascoltare. Tanta brutalità nei riguardi della musica è cosa che violenta il cuore, è uno stupro selvaggio estremo. Le note non si elevano nell'aria, ma cadono a terra spezzandosi in mille tronconi che si contorcono negli spasimi dell’agonia. Più umano fucilarle che non condannarle a così tremenda morte.
 
     Sono forzatamente voltato verso i "killer" mentre, fortunatamente per lui, Aspirina porge loro le spalle. Dopo i primi: "Eh? ...Cosa hai detto?", decido che se non voglio apparire del tutto sordo (ho ancora nelle orecchie 10 decimi) debbo inventare qualcosa che almeno mi faccia sorridere, così prendo a rispondere a casaccio fidandomi della mia spiccata intuitività (anche qui ho 10 decimi). Per contro pure lui adotta la medesima soluzione così che il fitto dialogo si colora di esilaranti tinte fantozziane
     Un gioco divertente, divertente davvero.
 
     Quando alle tre di notte ci portano finalmente la pizza, "Gandhi" ExKerosene ha ormai superato la soglia della umana tollerabilità. "No, adesso non la voglio più!... Assolutamente! Non avreste per caso una crostatina alla marmellata di ciliegie?…".
 
     Si mangia senza posate, e gli organizzatori gradiscono se nell'operazione si emettono di tanto in tanto mugolii e grugniti di soddisfazione. Mi pare giusto, anche perché la pizza (sarà la fame?) non è poi affatto male.
 
     Finisco la pizza, saluto gli amici, salto sul Chiodo e mi avvio verso casa. La pizza, la birretta, la Coca-Cola danzano tumultuosamente nello stomaco. Raggiungo il nido e visito da subito il bagno; direi di avere mal di pancia e presumo tempeste. Nulla, solo un concertino per tromba e batteria.
     Esco, apro il frigo e mi taglio quattro abbondanti fette di anguria; ho una sete tremenda. La pancia continua a borbottare e dolere. Ritorno in "ufficio" (o pensatoio, fate voi. Luogo, comunque, dove sono nate le mie liriche più intense). Altri brani per trombone e percussione. Nulla di più.
Direi che la "garetta" si stia disputando ora giusto giusto dentro di me.
     Spengo tutto e raggiungo il letto. La pizza continua a fare a botte con la birretta, la Coca-Cola, ed ora anche con l'anguria. Mi corico preparandomi a trascorrere le ore che separano dal mattino in maniera pressoché insonne e popolata da incubi.
     Una sera, una garetta, una pizza... Una proposta che non dimenticherò tanto presto!…
 
                                                                                                             Ernesto Ceraulo "Somadaj"