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Somadaj e il Punt del Diau - 10 - 09 - 2011
Pubblicato da Somadaj   
Giovedì 22 Settembre 2011 17:32

 

Ultratrail Punt del Diau, km 75           10 – 09 – 2011

 

     Mah, vale la pena andare a Valdellatorre per seguire questo UltraTrail di 75 km? Il dubbio è pertinente perché nessuno mi attende e perché in una gara così lunga i distacchi fra atleta ed atleta sono notevoli. Però la tentazione di fare una sorpresa a Superpippo Duregon – che la corre – è grande. Causa il polso a ramengo ho perso la gara del 10 aprile, debbo perdere pure questa? Si, ricordo; domattina mi attende il “lavoro” a Trana, ma che è: non ho più il fisico? Meglio testare…

     Partenza alle 6 di mattina, e quando mai arriveranno al traguardo? Non ho assolutamente metabolizzato i tempi di questo tipo di gare per cui mi muovo con ampio anticipo. Perdere il primo è perdere tutto, come è di solito oggi. La scelta del punto cliiick in montagna è assai problematica cosa in quanto il controluce lo puoi ininterrottamente trovare lungo ore di cammino, non è come in città che volti l’angolo e sei quasi a posto. Per cui cammini per impervi sentieri incontro agli atleti sino a che il punto cliiick pare OK (tenendo d’occhio pure l’orologio), ma se non trovi il punto OK, se il sentiero entra nel bosco oppure è troppo impervio per chi allenato non è, sei poi costretto a ritornare sui passi scegliendo il meno peggio di quanto visto.

Ed inizia una attesa che può essere tanto breve quanto lunghissima. Quasi sempre (sempre…) trascorsa sulle zampe movendosi avanti e indietro, non scordando di restare in vigilissima attesa. Possibilmente con la vista che spazi liberamente per un centinaio di metri almeno.

Quando giunge il primo è un sospiro di sollievo, ma… il secondo può giungere dopo un’ora, l’ultimo a notte inoltrata. Tosti occorre essere per praticare questa specialità atletica, ma credetemi; la fatica di chi desidera sempre fotografare TUTTI (o quasi) non è affatto cosa da nulla. Sin’ora non ho atteso la notte (con Mersì alle 19 – ma dipende dalla stagione e dalla giornata – devi tirar giù la serranda), ma domani con l’Eletta?… Se si, sarà durissima avventura.

003 ultravaldellatorre 

     Alle 10,40 mi trovo sul luogo del raduno. Posteggio Poppolina e mi avvicino ad un gruppo di persone che siedono attorno ad un tavolo posto esternamente al bar del Palazzetto dello Sport Dott. Umberto Barera. Meno male, è il primo pensiero; il caffè è assicurato, e nel caso pure qualcosa da mettere sotto i denti (ma con me ho due pizzette con formaggio e prosciutto cotto acquistate da Auchan questa mattina quando mi sono recato a far benzina).

009 ultravaldellatorre     “Il primo dovrebbe esser qui verso le 15… Il percorso di ritorno… Si, vi sono delle tracce e basta seguirle…”. Ringrazio, caffè, esco, scatto due foto del luogo e mi incammino seguendo le orme di rettangoli blu pittati al suolo (perché rettangolari e non piuttosto a cuneo o triangolo così da indicare il senso di percorrenza? mi chiedo più volte. Mah, tante cose che sembrano banali non lo sono in realtà affatto). Da un’occhiata lanciata ieri sera alla cartina-Google si evidenzia, pare, una parte conclusiva comune che inizia ad un bivio: salita a destra, arrivo sul dritto.

001 ultravaldellato     La strada asfaltata va sul piano per poco meno di 2 km, poi il rettangolo blu svolta sulla destra dove inizia uno sterrato. L’andata, penso (Benedetti cunei…). E proseguo diritto per la strada asfaltata. Ma di tracce blu non ne scorgo altre. In questi casi proseguo ancora per almeno 500 metri alla ricerca di un’eventuale altro segno, di qualche altra traccia. Magari si arriva di qui, e più avanti vi è il segno di una deviazione per un tracciato che forse scorre parallelo… Niente, per cui ritorno e seguo i segni blu.

013 ultravaldellatorreSi sale su di uno sterrato a tratti assai dissestato, si raggiungono due ruderi, si svolta a destra arrivando ad una chiesetta-cappella tirata a lucido, si svolta a sinistra e dopo una trentina di metri si lascia il sentiero principe e si svolta seccamente sulla destra imboccando un sentierino che sale ripido, assai brutto come fondo.

019 ultravaldellatorreDirei che fisicamente mi sento molto bene, caldo a parte. No, di correre o “tirare” no, non se ne parla, ma bene come fiato e forza nelle gambe per un andare tranquillo, da vecch… da montanaro classico. Qui, ora, si prosegue assai scomodamente su un terreno quanto mai mal messo, ma salgo in scioltezza, senza fatica.

023 ultravaldellatorreSalgo in scioltezza per un po’, sino a che un punto interrogativo mi si accende nella mente. Le pietre pittate sono per lo più a terra, ma ora su alcuni massi posti a lato il segno è rivolto a valle, cioè verso chi sale. Continuo a salire prestando più attenzione, ed è proprio così: per chi scendesse sarebbe solamente la traccia blu segnata a terra la stella cometa. E decido, incavolato assai, di tornare sui miei passi.

031 ultravaldellatorreGiunto sul “sentiero principe”, inizio a seguirlo in base al solito ragionamento: potrebbero ritornare di qui, e svoltare prima di raggiungere questo punto. Così prendo a trotterellare su di un sentiero che ritengo quasi il top per un allenamento da trail leggero, oppure in vista delle campestri. Per lo più in piano-leggermente-ondulato-con-qualche-fossato-torrentello-da-scendere-e-risalire. Bellissimo.

La tentazione di corricchiare è forte, ma lo zainetto Ghilead-pizzette-bottigliette d’acqua ballonzola troppo. Comunque mi sento stranamente “fortissimo” e gasato. Deve trattarsi di un miracolo di autosuggestione.

Comunque sia anche qui, dopo una quindicina di minuti trascorsi a cammin cercare, nulla trovo così che decido con dispiacere (vedi orologio) di volgere le suole Cascadia alla volta del sito di partenza-gara. Premendo sull’acceleratore, perché ormai temo di far tardi all’appuntamento con il primo. E le foto sul traguardo non mi piacciono proprio, pur se ne comprendo il valore per l’atleta.

034 ultravaldellatorreSono assai contrariato per l’inutile, se pur gradevole, perdita di tempo prezioso, per l’aver scarpinato senza raccogliere frutto, e quando l’organizzatore mi chiede se me la sento di salire per un 300 metri lo guardo torvo: “No, domattina debbo andare a Trana” (forse lui pensa che sia per correre, eheheh).

Allora mi chiede se ho un fuoristrada, ed al mio si dice: “Allora sali sino a… Poi prendi per…. Infine svolti verso…. Sali ancora sino a…”. Lo blocco appena posso, pare un fiume in piena. “No, ci mancherebbe ancora mi perdessi su strade per le capre… Ormai è tardi, dimmi di luoghi vicini”. “Dietro la chiesa di Valdellatorre. Trovi le tracce blu…”. Venduto! Alle 13,35 posteggio la rude giapponesina accanto la chiesa; soliti due scatti e mi incammino – anche qui con qualche punto interrogativo. Guardare l’immagine accanto… – incontro agli atleti.

036 ultravaldellatorre 

     Salgo su asfalto un 300 metri, poi la traccia blu s’infila in picchiata giù per un sentiero. Che decido di seguire sperando in una postazione “selvaggia”, magari con qualche roccia che dia l’idea della durezza di un Trail. Boh, che dire? Il sentiero è per un 200 metri gradevole, ma diventa presto una pista da bob dal fondo grottoluto come un greto di torrente. È una pista stretta che si insinua fra gli alberi, oscura assai, impossibile luogo per fotografare quegli atleti che ormai immagino vicini. Per cui dietro front anche qui, a attesa all’uscita del budello. Pazienza.

035 ultravaldellatorreA tenermi compagnia in quella che si rivela lunga attesa un piccolo bau bau, tanto chiassoso quanto fifone. Prende un po’ di coraggio solo quando accanto a lui appare un bau bau di poco più grande, ma sveglio e senza paura. Qualche coccola, poi si mettono a giocare fra loro ricorrendosi a tutta. Questa del pomeriggio è l’ora della libera uscita, evidentemente.

042 ultravaldellatorre 

     Il primo a metter becco al di fuori della giungla è Gianluigi Ranieri, alle 15,31. Lo sto attendendo da quasi 2 ore…  e attenderò ancora un’ora e 10 per veder uscire il secondo, Fabrizio Vinassa… Sono cotto!

047 ultravaldellatorreAlle 17,33 esce il sesto, Marco Zarantonello, ed alle 18, non vedendo apparire nessuno, alzo le tende. Sono stanco e niente affatto soddisfatto. Quasi una giornata per fotografare i primi sei in un punto cliiick da strapaesana, con il primo fermato da Mersì in un modo osceno che non riuscirò a rappezzare più di tanto.

052 ultravaldellatorre057 ultravaldellatorre     Direi che gli atleti mi sono parsi provati da questa lunga galoppata che tanto alpina proprio non mi pare (leggere “fresco”) e che, seppur il sole di tanto in tanto si copre il volto con un velo, si è svolta in una giornata che almeno a me è parsa quasi torrida.

061 ultravaldellatorreIn ogni caso qualcuno di loro è pure riuscito ad abbozzare un sorriso, cosa che mi è parsa come eccellente prova di lucidità.

069 ultravaldellatorreLa domanda che tutti mi hanno posto, comunque, è sempre la stessa: “Quanto manca al traguardo?”, domanda alla quale non potrei rispondere in quanto non solo non ho seguito il percorso gara a piedi, ma lì son giunto per altra via a bordo di Poppolina. E’ bastato buttar giù un: “Penso 2 Km e mezzo – tre” per sentir risuonare nella valle dei sospiri che neppure a Venezia i condannati alle durissime carceri riuscivano con tale forza a emettere. Ma loro, è vero pure questo, non erano certamente atleti con polmoni, fegato, cuore e frattaglie varie Super.

 

    073 ultravaldellatorre Un ultimo scatto alla torre di… Valdellatorre, poi mi fermo un attimo all’arrivo, ma l’atmosfera non mi pare eccessivamente festaiola. Immagino qualche preoccupazione in quanto la notte si avvicina e l’eventualità che qualcuno smarrisca la giusta via non è poi così balzana. Basta trovarsi con le batterie della torcia esaurite…

Il nostro Superpippo Vittorio Duregon giungerà al traguardo 22°, alle 22 circa. Niente male per un atleta che già da tempo immemorabile è entrato negli “anta”, eheheh. I più meglio, i migliori assai ed anche di più non hanno età. Tostissimo.

 

 

    Il servizio fotografico, per quello che purtroppo è in questa occasione, lo trovate alla pagina FOTOSPORT